Militaria
La NATO intercetta un missile iraniano vicino alla Turchia
I sistemi antiaerei della NATO nel Mediterraneo orientale hanno abbattuto un missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo della Turchia, ha annunciato il ministero della Difesa di Ankara.
Il proiettile è stato individuato mentre viaggiava attraverso l’Iraq e la Siria ed è stato distrutto «tempestivamente» dalle difese del blocco militare guidato dagli Stati Uniti, ha affermato mercoledì il ministero della Difesa turco.
I detriti del missile intercettore utilizzato per distruggere il proiettile in arrivo sono caduti nella provincia meridionale turca di Hatay, senza tuttavia causare danni al terreno, ha osservato il ministero.
«Esortiamo tutte le parti ad astenersi dall’adottare misure che possano portare a un’ulteriore diffusione del conflitto nella regione. Continueremo a consultare la NATO e gli altri nostri alleati in questo contesto», ha aggiunto.
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Ankara si riserva il diritto di rispondere a «qualsiasi azione ostile contro il nostro Paese» e adotterà tutte le misure necessarie per «difendere il nostro territorio e il nostro spazio aereo», ha avvertito il ministero.
L’esercito turco non ha fornito dettagli sul punto esatto in cui si sono schiantati i detriti del missile abbattuto, né sulla presunta destinazione del proiettile. Ankara ritiene che il proiettile non fosse diretto al Paese, ha dichiarato un funzionario turco all’agenzia AFP. «La Turchia non era un obiettivo del missile lanciato dall’Iran. Riteniamo che mirasse a una base a Cipro, ma poi abbia deviato dalla rotta», ha spiegato.
Ankara ha preso le distanze dai continui attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran, insistendo sul fatto di non aver aiutato Washington in alcun modo. La Turchia «non consente che nessuno dei suoi mezzi aerei, terrestri o marittimi, incluso il suo spazio aereo, venga utilizzato per scopi operativi in alcun conflitto o guerra in cui non sia parte», ha dichiarato sabato il Centro per la lotta alla disinformazione del Paese.
«Le affermazioni che circolano su alcune piattaforme di social media secondo cui la Turchia avrebbe sostenuto i recenti attacchi contro l’Iran sono del tutto infondate e costituiscono disinformazione volta a fuorviare l’opinione pubblica», ha sottolineato l’organismo.
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Immagine di Hossein Velayati via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
Gli USA bombardano varie città iraniane
U.S. forces started another night of strikes against Iranian military targets at 6:45 p.m. ET today. This is the 13th consecutive night of strikes aimed to hold Iran accountable and diminish threats from the Islamic Revolutionary Guard Corps to commercial shipping.
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 23, 2026
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I video pubblicati sui social media mostrano esplosioni e vasti incendi ad Ahvaz.The U.S. is HITTING IRAN HARD Tonight
They have opened FIRE on WESTERN Iran’s Khorramabad now. 2 injuries reported so far in Southern Iran’s Bandar Abbas. Footage is from Bandar Abbas https://t.co/RcCuGwKgxh pic.twitter.com/MHXtutvRjs — Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) July 23, 2026
WATCH : New footage captured by observers shows the immediate aftermath of recent air strikes conducted by American forces targeting locations near Ahvaz in Khuzestan Province. https://t.co/PCIOWRalZA pic.twitter.com/ioTkrlyDKF
— Inside the conflict (@InsidConflict) July 23, 2026
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Militaria
I magistrati ucraini accusano: industria militare ucraina venduta per pagare auto di lusso
La Procura generale ucraina ha accusato l’ex direttore di una fabbrica dell’industria della difesa di aver venduto i macchinari dello stabilimento come rottame, accumulando nel frattempo un parco auto di lusso. Lo riporta la stampa russa.
Gli inquirenti hanno accusato l’ex direttore ad interim di uno di Kiev e tre dipendenti di aver organizzato la distruzione dell’azienda statale mentre era in attesa di privatizzazione.
Le attrezzature sarebbero state smantellate, tagliate a pezzi, caricate su camion e portate in depositi di rottami, causando allo Stato danni per milioni di dollari.
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Da quando il conflitto in Ucraina si è intensificato nel 2022, l’uomop sarebbe diventato di fatto proprietario di sei veicoli non dichiarati, tra cui una Lamborghini Murcielago, una BMW M8, una Mercedes-Benz Classe CLS e un’Audi RS7, per un valore ben superiore a 350.000 euro.
Le auto risultavano intestate a parenti e collaboratori, ma secondo gli inquirenti erano di proprietà di Plotnikov e da lui utilizzate. Nelle sue dichiarazioni dei redditi per il 2024 e il 2025, l’uomo avrebbe omesso beni e redditi per un valore di quasi 25 milioni di grivne (483.000 euro).
Il direttore e l’ingegnere capo dello stabilimento erano stati precedentemente accusati di aver accettato tangenti per cedere spazi di magazzino senza contratti di locazione ufficiali, causando presumibilmente all’azienda un danno di altri 5,7 milioni di grivne (127.000 euro).
Questo caso è l’ultimo di una serie di scandali di corruzione in tempo di guerra che coinvolgono imprese statali e della difesa ucraine. Gli inquirenti hanno scoperto presunti schemi fraudolenti che prevedono appalti militari gonfiati, il furto di milioni di dollari da progetti energetici e il trasferimento di 4,7 miliardi di dollari all’estero attraverso oltre 2.000 società di comodo.
L’operatore nucleare statale Energoatom è stato anche al centro di una presunta rete di tangenti da 100 milioni di dollari legata all’imprenditore Timur Mindich, stretto collaboratore di Volodymyr Zelens’kyj, soprannominato «il portafoglio di Zelens’kyj» dai media ucraini.
L’anno scorso il governo di Kiev fu colpito da un ulteriore mega-scandalo di corruzione, nel quale fu sacrificato Andryj Yermak, il braccio destro di Zelens’kyj, che questi aveva inizialmente rifiutato di licenziare.
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Nonostante gli scandali, questa settimana il FMI, nonostante precedenti prese di posizione, ha approvato un ulteriore pagamento di 690 milioni di dollari all’Ucraina, pur riconoscendo delle «margini di miglioramento» nel sistema di governo di Kiev e nelle riforme anticorruzione.
Come riportato da Renovatio 21, la leader del partito tedesco AfD Alice Weidel ha chiesto la fine dei finanziamenti all’Ucraina «corrotta». Il premier slovacco Robert Fico aveva definito l’Ucraina «un buco nero» che inghiotte miliardi. Due anni fa l’ex ministro delle finanze tedesco Oskar Lafontaine aveva ammesso che la corruzione in Ucraina è «dilagante», mentre la Danimarca aveva, per via della corruzione, tagliato gli aiuti.
Anche l’ex premier ungherese Vittorio Orban aveva domandato la fine dei finanziamenti UE per la «corrotta mafia di guerra ucraina», ricordando lo scandalo dei «cessi d’oro» degli oligarchi ucraini.
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Immagine di John Hietter via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Militaria
Zelens’kyj licenzia il generale ucraino Syrsky
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