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Pensiero

Mons. Viganò: il Natale del Re Bambino e la sua Signoria sulla Chiesa e sulle Nazioni

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Renovatio 21 pubblica questo testo di Monsignor Carlo Maria Viganò.

 

 

 

 

 

DESIDERATUS CUNCTIS GENTIBUS

L’Incarnazione del Verbo di Dio inaugura la Signoria di Cristo sulla Chiesa e sulle Nazioni. 

 

Discite justitiam moniti, et non temnere divos.

Venditit hic auro patriam, dominumque potentem 

imposuit, fixit leges pretio atque refixit;

hic thalamum invasit natæ vetitosque hymenæos;

ausi omnes immane nefas ausoque potiti.

 

Æn., VI, 620-624

 

I. Premessa

La dottrina della Regalità di Cristo costituisce un discrimen tra la Chiesa Cattolica e la «chiesa conciliare», anzi esso è il punto di separazione tra ortodossia cattolica e eterodossia neomodernista, perché i seguaci del laicismo e del secolarismo liberale non possono accettare che la Signoria di Nostro Signore si estenda alla sfera civile sottraendola all’arbitrio dei potenti o alla volontà della massa manipolabile.

 

Eppure, l’idea stessa che l’autorità abbia il proprio fondamento in un principio trascendente non è nata con il Cristianesimo, ma fa parte della nostra eredità greco-romana.

 

La stessa parola greca ἱεραρχία indica la «amministrazione delle cose sacre» da un lato, ma anche il «sacro potere» dell’autorità, dove gli impegni connessi ad essa costituiscono significativamente una λειτουργία, un ufficio pubblico di cui si fa carico lo Stato.

 

Similmente, la negazione di questo principio è appannaggio del pensiero ereticale e dell’ideologia massonica. La laicità dello Stato costituisce la principale rivendicazione della Rivoluzione Francese a cui il Protestantesimo ha fornito le basi teologiche, mutatesi poi in errore filosofico con il liberalismo e con il materialismo ateo. 

 

Questa visione di un tutto coerente e armonioso che attraversa lo scorrere del tempo e valica i confini dello spazio, conducendo l’umanità alla pienezza della Rivelazione di Cristo fu propria di quella Civiltà che oggi si vuole rimossa e cancellata in nome di una distopia che è disumana perché intrinsecamente empia, in quanto originata dall’inestinguibile odio dell’Avversario, eternamente privato del sommo Bene a causa del proprio orgoglio e della ribellione alla Volontà di Dio. 

 

Non stupisce che i nostri contemporanei non riescano a comprendere le ragioni della crisi presente: essi si sono lasciati defraudare del patrimonio di saggezza e memoria costituitosi nel corso della Storia grazie all’intervento pedagogico della Provvidenza, che ha inscritto nel cuore di ogni uomo i principi eterni che devono orientare ogni aspetto della loro vita

 

Questa mirabile παιδεία ha consentito che popoli lontani da Dio e immersi nelle tenebre del paganesimo potessero purtuttavia predisporsi con mezzi naturali all’irrompere della dimensione soprannaturale nella Storia, all’avvento di Cristo, nel Quale tutto si ricapitola e si mostra come parte del κόσμος divino

 

Quando Augusto ordinò la pubblicazione dell’Eneide – che Virgilio aveva disposto nel proprio testamento di distruggere, considerandola incompleta – era da poco iniziata la pax romana in tutto l’Impero; una pax concessa al mondo per accogliere l’Incarnazione del Figlio di Dio e strappare l’umanità alla schiavitù di Satana.

 

Di quella pace solenne e sacra echeggiano ancor oggi le grandiose parole del Martirologio Romano, che ascolteremo ancora una volta la mattina della Vigilia di Natale: 

 

Ab urbe Roma condita anno septingentesimo quinquagesimo secundo, anno imperii Octaviani Augusti quadragesimo secundo, toto orbe in pace composito… Jesus Christus aeternus Deus aeternique patris Filius, mundum volens adventu suo piissimo consecrare, de Spiritu Sancto conceptus, …in Betlhem Judæ nascitur ex Maria Virgine factus homo.

 

Solo quarant’anni prima della Nascita del Salvatore, Virgilio ebbe modo di frequentare i figli di Erode venuti a studiare a Roma: fu da loro che egli conobbe le profezie messianiche dell’Antico Testamento e l’annuncio dell’imminente nascita del Puer cantato nella Egloga IV: 

 

Jam redit et Virgo, redeunt Saturna regna,

jam nova progenies cœlo demittitur alto. 

Tu modo nascenti Puero, quo ferrea primum

desinet, ac toto surget gens aurea mundo,

casta fave Lucina: tuus jam regnat Apollo. (1)

 

e che Dante fa ricordare a Stazio nel Purgatorio (XXII, 70-72): 

 

Secol si rinova;

torna giustizia e primo tempo umano,

e progenie scende da ciel nova.

 

In questa attesa trepidante dell’avvento di Cristo, Augusto salva dalla distruzione il poema virgiliano, scorgendo in esso quell’anelito ad un mondo in cui viga la pace, dopo un secolo di guerre civili. Egli vide in Enea il modello di chi si riconosce pius in quanto rispettoso del volere divino e dei vincoli che ne derivano verso la Patria e la famiglia, inserito dalla Provvidenza nelle vicende contingenti della Storia, partecipe della volontà di Dio fissata nell’eternità. 

 

Possiamo facilmente comprendere per quale motivo l’anima di una persona retta e onesta, ancorché privata della Fede, potesse sentirsi mossa a un nobile destino, dinanzi al quale tacciono gli dei falsi e menzogneri, rimane muta la Sibilla e si ritira l’Oracolo dell’Aracœli.

 

Scorgiamo allora nel fatofas in latino – il richiamo al verbo fari, che significa «parlare» e rimanda al Verbo di Dio, alla Parola eterna pronunciata dal Padre. Il Cristiano rimane ammirato da tanta paterna bontà, da questa mano provvidente che accompagna l’umanità che vaga nelle tenebre verso la Luce di Cristo, Redentore del genere umano. 

 

Vi è, in questa visione della Storia e dell’intervento di Dio in essa, qualcosa di ineffabile che commuove e sprona al Bene, che risveglia negli animi la speranza di atti eroici, di ideali per cui combattere e dare la vita. 

 

Fu su questa perfetta composizione di temporale ed eterno, di natura e Grazia, che il mondo poté accogliere e riconoscere il Messia promesso, il Principe della pace, il Rex pacificus vincitore del peccato e della morte, il Desideratus cunctis gentibus.

 

Dal Cenacolo alle catacombe, dalle comunità dei primi Cristiani alle basiliche romane convertite al culto del vero Dio, si leva la preghiera che il Signore insegnò agli Apostoli: adveniat regnum tuum, fiat voluntas tua sicut in cœlo et in terra.

 

Così un Impero pagano divenne culla della Cristianità, e con le proprie leggi e la propria influenza civile e sociale rese possibile la diffusione del Vangelo e la conversione delle anime a Cristo.

 

Anime semplici, certamente; ma anche anime di persone erudite, di nobili romani, di funzionari imperiali, di diplomatici e intellettuali, che riuscivano a vedersi – come il pius Æneas – coinvolti in un piano provvidenziale, chiamati a dare un senso a quelle virtù civiche, a quell’anelito alla giustizia e alla pace che senza la Redenzione sarebbe rimasto incompleto e sterile. 

 

 

II. Il ruolo «provvidenziale» dello Stato

L’economia della Salvezza, in questa visione «medievale» e cristiana degli eventi, riconosce ai singoli individui il privilegio di essere essi stessi parte di questo grande piano della divina Provvidenza: una actuosa participatio – mi si perdoni il prestito di una locuzione cara ai Novatori – dell’uomo all’intervento di Dio nella Storia, in cui la libertà di ciascuno si trova dinanzi alla scelta morale, e quindi determinante per il suo destino eterno, tra Bene e Male, tra il conformarsi alla volontà di Dio – fiat voluntas tua – e il seguire la propria – non serviam – disobbedendoGli. 

 

Tuttavia, proprio nell’adesione dei singoli all’azione della Provvidenza, comprendiamo come la società terrena, che da questi individui è composta, assuma a sua volta un ruolo nel piano di Dio, consentendo che le azioni dei suoi membri siano indirizzate con maggiore efficacia dall’autorità dei governanti verso il bonum commune che li unisce nel perseguimento del medesimo fine. 

 

Lo Stato, come società perfetta – ossia che possiede in sé tutti i mezzi necessari al perseguimento del quid unum perficiendum – riveste quindi una funzione propria, principalmente ordinata al bene dei cittadini, alla tutela dei loro legittimi interessi, alla protezione della Patria dai nemici esterni e interni, al mantenimento dell’ordine sociale.

 

Va da sé che, facendo esperienza dei tentativi e dei fallimenti di chi ci ha preceduto – secondo la visione eminentemente cristiana di Giambattista Vico – i popoli civilizzati abbiano saputo cogliere l’importanza dello studio della Storia, consentendo un reale progresso e riconoscendo la validità del pensiero aristotelico-tomista proprio perché sviluppatosi sulla base della conoscenza della realtà e non sulla creazione di teorie filosofiche astratte. 

 

Troviamo questa visione di buon governo emblematicamente rappresentata negli affreschi di Ambrogio Lorenzetti del Palazzo Pubblico di Siena, a conferma della profonda religiosità della società medievale; una religiosità dell’istituzione, certo, ma che era condivisa e fatta propria da coloro che, rivestiti di funzioni pubbliche, consideravano il proprio ruolo come espressione coerente con l’ordine divino – il κόσμος, appunto – impresso dal Creatore al corpo sociale. 

 

Di questo ruolo storico dell’Impero Romano abbiamo un esempio nell’Eneide (VI, 850-853): 

 

Tu regere imperio populos Romane memento 

hæ tibi erunt artes, pacisque imponere morem, 

parcere subjectis et debellare superbos.

 

Fu la consapevolezza di questa missione provvidenziale che rese grande Roma; fu il tradimento di questo compito a causa della corruzione dei costumi a decretarne la caduta.

 

 

III. Il concetto di laicità e la secolarizzazione del potere

Né sarebbe stato possibile altrimenti, dal momento che il concetto di «laicità dello Stato» era del tutto impensabile tanto per i governanti quanto per i sudditi delle Nazioni occidentali di qualsiasi epoca precedente la Pseudoriforma protestante.

 

Solo a partire dal tardo Rinascimento la teorizzazione dell’ateismo consentì di formulare un pensiero filosofico che sottraesse il singolo individuo al dovere di riconoscere e rendere culto pubblico alla divinità; e fu con l’Illuminismo che i principi massonici conobbero una diffusione tramite la secolarizzazione forzata della società civile successiva alla Rivoluzione Francese, al rovesciamento delle Monarchie di diritto divino e alla feroce persecuzione contro la Chiesa Cattolica. 

 

Oggi il mondo contemporaneo considera un merito rivendicare la propria laicità, mentre nel mondo greco-romano la ribellione agli dei era considerata marchio di empietà e segno di rivolta verso lo Stato, la cui autorità era espressione di un potere sancito e ratificato dall’alto.

 

Discite justitiam moniti, et non temnere divos, ammonisce Flegias, precipitato nel Tartaro e condannato a gridare senza tregua questo avvertimento (Æn., VI, 620). La cultura classica che abbiamo ereditato quale premessa naturale alla diffusione del Cristianesimo, e che il Medioevo riconobbe e valorizzò, si basa quindi sul dovere di non spregiar gli dei, mostrando come l’assenza di religio sia causa della rovina della Nazione, dal tradimento della Patria all’instaurazione della tirannide, dal promulgare o abolire le leggi per interesse economico al violare i più sacri precetti del vivere civile. (2)

 

A dimostrazione di quanto fossero fondati questi timori, possiamo contemplare le macerie della società contemporanea, capace di legittimare orrori inauditi quali l’uccisione degli innocenti nel ventre materno, la corruzione dei bambini con la teoria gender e la sessualizzazione dell’infanzia, il loro utilizzo negli infernali rituali della lobby pedofila, i cui infami componenti ricoprono ruoli di potere e che nessuno, sinora, osa processare e condannare.

 

Il mondo contemporaneo è governato da una setta di servi del demonio, votati al male e alla morte: chiudere gli occhi dinanzi a simili mostruosità rende quanti tacciono colpevolmente complici di quegli orrendi crimini che gridano vendetta al cospetto di Dio.

 

 

IV. La sacralità dell’autorità

Fino alla Rivoluzione Francese i governanti trovavano la propria legittimazione nell’esercizio dell’autorità in nome di Dio, e con essa i governati vedevano tutelati i propri diritti contro gli abusi del potere, dal momento che tutto il corpo sociale era gerarchicamente ordinato sotto la suprema potestà dell’unico Signore, riconosciuto come Rex tremendæ majestatis proprio perché Giudice anche dei Re e dei Principi, dei Papi e dei Prelati. Corone, tiare e mitrie costellano le raffigurazioni dell’inferno nei Giudizi Universali delle nostre chiese. 

 

Questa sacralità dell’autorità non è un concetto aggiunto successivamente ad un potere nato originariamente come neutrale. Al contrario, ogni potestà si è sempre riferita alla divinità, tanto in Israele quanto nelle nazioni pagane, per poi acquisire nel mondo occidentale la pienezza dell’investitura soprannaturale con l’avvento del Cristianesimo e il suo riconoscimento come Religione di Stato ad opera dell’Imperatore Teodosio.

 

Così l’Imperatore d’Oriente era Cæsar in una Corte che a Bisanzio parlava in latino; lo Czar delle Russie e quello dei Bulgari erano parimenti Cesari, per poi giungere al Sacro Romano Impero, il cui ultimo Sovrano, il Beato Carlo d’Asburgo, venne spodestato dalla Massoneria con la Prima Guerra Mondiale. 

 

L’educazione dei futuri sovrani, della nobiltà e del Clero era tenuta nella massima considerazione, e non si limitava a fornire un’istruzione intellettuale e pratica, ma prevedeva necessariamente una specifica formazione morale e spirituale che assicurasse solidi principi, abitudine alla disciplina, capacità di dominare le proprie passioni, pratica delle virtù di governo.

 

Un intero sistema sociale rendeva chi esercitava l’autorità consapevole della propria responsabilità dinanzi a Cristo Re, unico detentore della Signoria temporale e spirituale che i Suoi Ministri in terra dovevano esercitare in forma rigorosamente vicaria.

 

Per questo motivo, come avvenne ad esempio nel caso di Federico II di Svevia, la superiorità dell’Autorità spirituale della Chiesa su quella temporale dei Sovrani consentiva al Romano Pontefice di sciogliere dal vincolo di obbedienza i sudditi di un Re che abusasse del proprio potere. 

 

V. La secolarizzazione estesa a qualsiasi autorità

Alla secolarizzazione dell’autorità civile ha fatto più recentemente seguito quella dell’autorità religiosa, che con il Concilio Vaticano II è stata significativamente spogliata – non solo esteriormente – della propria sacralità a beneficio di una visione profana (e rivoluzionaria) in cui il potere ecclesiastico proviene dal basso, in forza del solo Battesimo, e viene delegato dal «popolo sacerdotale» ai suoi rappresentati, ai quali sono conferiti compiti di presidenza, al pari di quanto avviene nelle sette calviniste. 

 

Il paradosso è qui ancor più evidente, perché porta all’interno della Chiesa – snaturandola – le dinamiche tollerabili in una società civile che non riconosce diritti alla vera Religione, finendo al contempo per legittimarle col farle proprie.

 

In quest’ottica, le gravissime deviazioni oggi propagandate dal Sinodo sulla Sinodalità in chiave democratica e parlamentarista non sono che la messa in pratica dei principi teorizzati dal Concilio, per il quale la laicità – ossia la rottura del legame tra l’autorità terrena e la sua legittimazione soprannaturale – avrebbe dovuto estendersi a qualsiasi società umana, escludendo parimenti qualsiasi tentazione «teocratica» come obsoleta e inopportuna. 

 

A questo processo, inevitabilmente, non fu estranea alcuna autorità, da quella del paterfamilias a quella del maestro, da quella del magistrato a quella dell’ufficiale: il dovere di chi vi era sottoposto di obbedirvi e di chi la esercitava di amministrarla con saggezza e prudenza richiamavano la divina paternità di Dio e come tali dovevano essere delegittimati, poiché la ribellione è anzitutto contro l’autorità di Dio Padre.

 

Il Sessantotto non fu che una propaggine della Rivoluzione, in cui ciò che per utilitarismo o convenienza il liberalismo aveva conservato per garantirsi un minimo di ordine sociale venne infine demolito, portando le Nazioni occidentali all’anarchia. 

 

 

VI. L’azione eversiva delle società segrete

La setta infame, consapevole della potenza dell’alleanza tra Trono e Altare, tramò nell’ombra per corrompere i governanti e attirare la nobiltà nei propri ranghi, iniziando dalla dinastia capetingia.

 

In realtà, già nei Principati tedeschi con l’eresia protestante e poi nell’Inghilterra di Enrico VIII con lo scisma anglicano erano attive conventicole di iniziati di matrice gnostica avversi al Papato e ai legittimi Sovrani ad esso fedeli.

 

È comunque certo e documentato che la Rivoluzione costituì lo strumento principale con cui le società segrete colpirono le Nazioni cattoliche per strapparle alla Fede ed asservirle ai propri scopi ideologici ed economici, e ovunque la Massoneria riuscì ad agire ricorse sempre agli stessi strumenti e alla stessa propaganda, per ottenere la secolarizzazione delle Istituzioni pubbliche, la cancellazione della Religione di Stato, l’abolizione dei privilegi ecclesiastici e dell’insegnamento cattolico, la legittimazione del divorzio, la depenalizzazione dell’adulterio, la diffusione della pornografia e delle altre forme di vizio.

 

Perché quel mondo cristiano in ogni aspetto del vivere quotidiano doveva essere cancellato e sostituito da una società empia, irreligiosa, dedita all’appagamento dei piaceri più bassi, irridente verso la virtù, l’onestà, la rettitudine: sono le «conquiste» dell’ideologia liberale, ciò che l’anticlericalismo più abbietto considera «progresso» e «libertà».

 

Le innumerevoli condanne del Magistero nei confronti delle sette segrete erano ampiamente giustificate dalla minaccia che incombeva sulla pace delle Nazioni e sulla salvezza eterna delle anime. Finché la Chiesa ebbe nell’autorità civile un valido alleato, l’azione della Massoneria procedette a rilento e fu costretta a dissimulare i propri intenti criminali. 

 

Fu solo con la corruzione dell’autorità ecclesiastica, perseguita con paziente opera di infiltrazione e portata a compimento dalla fine dell’Ottocento grazie al Modernismo, che la Massoneria poté contare sulla complicità di chierici ribelli e fornicatori, traviati nell’intelletto e nella volontà, e perciò facilmente asservibili e ricattabili.

 

Le loro carriere nei ranghi della Chiesa, fermate dalla lungimirante vigilanza di San Pio X, ripresero tranquillamente negli ultimi anni del Pontificato di Pio XII allora infermo, e conobbero una spinta sotto Giovanni XXIII, probabilmente membro egli stesso di una Loggia ecclesiastica. Ancora una volta vediamo come la corruzione dei singoli sia strumentale alla dissoluzione dell’istituzione cui essi appartengono. 

 

 

VII. La Rivoluzione in campo civile, sociale ed economico

La Rivoluzione iniziata in Francia nel 1789 ebbe le medesime modalità di attuazione: prima la corruzione dell’aristocrazia e del Clero; poi l’azione delle società segrete infiltrate ovunque; quindi la propaganda mediatica contro la Monarchia e la Chiesa, e parallelamente l’organizzazione e il finanziamento di moti e proteste di piazza per aizzare il popolo, impoverito e oberato di tasse a causa delle speculazioni dell’alta finanza internazionale e della inadeguatezza della risposta dello Stato alle mutazioni del sistema economico europeo.

 

Anche in quel caso la leva principale che consentì alla teoria eversiva della Massoneria di tradursi in vera e propria rivoluzione fu rappresentato dalla classe che maggiormente aveva interesse ad appropriarsi dei beni dei nobili e della Chiesa, non solo per mettere in vendita un patrimonio inestimabile di immobili, arredi e opere d’arte, ma anche per trasformare radicalmente il tessuto socioeconomico tradizionale, ad iniziare dallo sfruttamento dei latifondi, sino ad allora lasciati per lo più produrre secondo ritmi naturali e sistemi arcaici.

 

Infatti, dopo la Rivoluzione Francese, abbiamo avuto la Prima Rivoluzione Industriale, che con l’invenzione del motore a vapore e la meccanizzazione della produzione ha imposto le migrazioni di massa dei braccianti e dei contadini dai campi alle metropoli per convertirli in manodopera a basso costo, dopo averli privati della possibilità di avere mezzi di sostentamento autonomi e indotti alla miseria con nuove tasse e imposte.

 

Tutto l’Ottocento è una conferma che la matrice ideologica della Rivoluzione si fonda su un’eresia dottrinale intrinsecamente legata al profitto economico e al dominio finanziario. 

 

La Seconda Rivoluzione Industriale ebbe luogo nel periodo compreso tra il Congresso di Parigi (1856) e quello di Berlino (1878), coinvolgendo principalmente l’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone in nuovi, forzati progressi tecnologici quali l’elettricità e la produzione di massa; la Terza iniziò negli anni Cinquanta e si estese a Cina e India, e riguardò principalmente l’innovazione tecnologica, informatica e telematica, per poi allargarsi alla new economy, alla green economy, al controllo delle informazioni.

 

Ciò avrebbe dovuto creare un clima culturale di fiducia neopositivista nelle possibilità della scienza e della tecnica di provvedere al benessere materiale dell’umanità; l’azione di manipolazione delle masse diede ampio spazio all’immaginazione di ciò che la società sarebbe potuta diventare, suggestionandola con il tema cinematografico della fantascienza. 

 

Con l’anno 2011 inizia infine la Quarta Rivoluzione Industriale, che consiste nella crescente compenetrazione tra mondo fisico, digitale e biologico. È una somma dei progressi in intelligenza artificiale (IA), robotica, Internet delle Cose (IoT), stampa 3D, ingegneria genetica, computer quantistici ed altre tecnologie.

 

Teorizzatore di questo processo distopico è il famigerato Klaus Schwab, fondatore e direttore esecutivo del World Economic Forum.

 

 

VIII. La secolarizzazione dell’autorità premessa del totalitarismo

Separare artificialmente l’armonia e la complementarietà gerarchica tra autorità spirituale e autorità temporale fu un’operazione sciagurata che creò la premessa, ogniqualvolta venne realizzata, alla tirannide o all’anarchia.

 

Il motivo è sin troppo evidente: Cristo è Re tanto della Chiesa quanto delle Nazioni, perché ogni autorità viene da Dio (Rom 13, 1). Negare che i governanti abbiano il dovere di sottomettersi alla Signoria di Cristo è un errore gravissimo, perché senza la Legge morale lo Stato può imporre la propria volontà prescindendo dalla volontà di Dio, e quindi sovvertendo il κόσμος divino della Civitas Dei per sostituirvi l’arbitrio e il χάος infernale della civitas diaboli

 

Oggi le Nazioni occidentali sono ostaggio di potentati che non rispondono né a Dio né al popolo delle loro decisioni, perché non traggono la propria legittimazione né dall’alto né dal basso.

 

Il colpo di stato che è stato preparato e compiuto dalla lobby eversiva del World Economic Forum ha di fatto spodestato i governi della propria indipendenza da pressioni esterne e gli Stati della propria sovranità. Ma questo processo dissolutorio è ormai scoperto per l’arroganza con cui i satrapi del Nuovo Ordine Mondiale – tutto è nuovo, quando riguarda loro, e tutto è vecchio quando è da abbattere – hanno rivelato i loro piani, credendosi ormai prossimi alla vittoria definitiva. Al punto che anche intellettuali non certo tacciabili di conservatorismo iniziano a denunciare le intollerabili ingerenze di Klaus Schwab e dei suoi minion nel governo delle Nazioni.

 

Alcuni giorni fa il prof. Franco Cardini ha dichiarato: «Le forze che gestiscono economia e finanza ora scelgono, corrompono e determinano la classe politica, che così diventa un comitato d’affari» (qui). E sappiamo bene che dietro questo «comitato d’affari» si perseguono scopi di cieco profitto ai danni dell’economia degli Stati, ma anche inquietanti progetti di controllo capillare della popolazione, di depopolamento forzato, di cronicizzazione delle patologie in vista della privatizzazione totale dei servizi pubblici.

 

La mentalità che presiede a questo Great Reset è la stessa che animava i borghesi e gli usurai dei secoli scorsi, preoccupati di sfruttare i latifondi che la nobiltà e il Clero non consideravano come fonte di lucro. 

 

Lo aborro perché è cristiano e ancor più perché ha la goffa semplicità di prestare denaro gratis, e così fa diminuire i frutti che si potrebbero ottenere. (3)

 

Per costoro l’umanità è un fastidioso impaccio che occorre razionalizzare e rendere strumentale al perseguimento dei propri scopi criminali e la Morale cristiana un odioso intralcio all’instaurazione di un governo in mano alla finanza: se questo è oggi possibile, è perché non vi è alcun riferimento morale trascendente che ponga un freno ai loro deliri, né un potere che sfugga a questo vile asservimento a interessi privati. E qui comprendiamo come la situazione presente sia essenzialmente una crisi dell’autorità, al di là della comprensione dei singoli circa la minaccia rappresentata dal colpo di stato globale dell’élite usuraia. 

 

 

IX. Il Natale di Cristo

 

La Nascita del Salvatore ha rappresentato l’irruzione dell’eternità nel tempo e nella Storia, con l’Incarnazione della Seconda Persona della Santissima Trinità nel grembo virginale di Maria Santissima. Nella persona di Nostro Signore, vero Dio e vero uomo, si somma l’autorità di Dio a quella del discendente della stirpe regale di Davide, e la Redenzione del genere umano mediante il Sacrificio della Croce ripristina nell’economia della Grazia l’ordine divino infranto dal peccato originale ispirato dal Serpente. 

 

Il Re Bambino, adagiato nella mangiatoia, si mostra all’adorazione dei pastori e dei Magi avvolto in fasce, com’era prerogativa dei sovrani: et hoc vobis signum (Lc 2, 6). (4)

 

Egli muove le stelle e viene onorato dagli Angeli, ma sceglie come trono il presepe, come reggia terrena la povera capanna di Betlemme, così come sul Golgota – e nella visione dell’Apocalisse – è la Croce ad essere trono di gloria. Nostro Signore riceve l’omaggio dei saggi d’Oriente in riconoscimento dei titoli di Re, Sacerdote e Profeta; ma già deve fuggire da chi vede in Lui una minaccia al proprio potere. Stolto e crudele Erode, che non comprende che non eripit mortalia, qui regna dat cœlestia. (5)

 

Stolti e crudeli i potenti di oggi, che nella strage di milioni di innocenti – una strage compiuta sui loro corpi e sulle loro anime – vogliono consolidare la propria tirannide di morte, e che nella schiavitù dei popoli rinnovano la propria ribellione al Re dei re e al Signore dei governanti, che quelle anime ha redento col proprio Sangue. 

 

Ma è nell’umile affermazione della propria Signoria che il Bambino di Betlemme manifesta la divinità del Figlio di Dio nell’unione ipostatica dell’Uomo-Dio. Una divinità che unisce l’onnipotenza del Pantocratore alla fragilità del lattante, il tremendo giudizio del sommo Giudice al vagito del neonato, l’eternità immutabile del Verbo di Dio al silenzio dell’infante, lo splendore della gloria della Maestà divina con lo squallore di un ricovero per animali nella gelida notte della Palestina. 

 

In questa apparente contraddizione che unisce mirabilmente divinità e umanità, potenza e debolezza, ricchezza e povertà troviamo anche l’insegnamento che tutti noi, e soprattutto coloro che sono costituiti in autorità, dobbiamo trarre per la nostra vita spirituale e per la nostra stessa sopravvivenza. 

 

Anche il Sovrano, il Principe, il Pontefice, il Vescovo, il magistrato, l’insegnante, il medico e il padre godono di un potere che attinge alla sfera dell’eternità, alla divina Regalità del Figlio di Dio, perché nell’esercizio della loro autorità essi agiscono in nome di Colui che la legittima finché rimane fedele a ciò per cui essa è stata voluta.

 

Chi ascolta voi, ascolta Me. E chi disprezza Me disprezza Colui che mi ha mandato (Lc 10, 16).

 

Per questo obbedire all’autorità civile ed ecclesiastica significa obbedire a Dio, nell’ordine gerarchico che Egli ha decretato. Per questo disobbedire a chi abusa della propria autorità è altrettanto doveroso, per salvaguardare quell’ordine che ha il proprio centro in Dio, e non nel potere terreno che ne è vicario. Altrimenti si finisce per adorare il potente, per prestargli l’ossequio cui egli ha diritto solo in quanto a sua volta sottomesso a Dio. Oggi invece l’ossequio a chi ricopre incarichi di potere non solo non ha alcun vincolo di doverosa subordinazione a Cristo Re e Pontefice, ma anzi Gli è nemico. E dove la presunta sovranità popolare propagandata dalla chimera della democrazia si è rivelata un colossale inganno ai danni di quel popolo che non ha nessuno cui appellarsi per veder tutelati i propri diritti.

 

D’altra parte, quali «diritti» potrebbe rivendicare chi ha tollerato di lasciarli usurpare a Dio?

 

Come potremmo stupirci che il potere si muti in tirannide, quando accettiamo che esso non abbia più alcun legame con il trascendente, unica garanzia di giustizia per il povero, l’esule, l’orfano e la vedova?

 

 

X.Instaurare omnia in Christo

L’apparente trionfo dei malvagi – dai criminali del World Economic Forum agli eretici del «cammino sinodale» – ci pone dinanzi alla cruda realtà del Male, destinato sì alla sconfitta finale, ma anche permesso dalla Provvidenza come strumento di castigo per l’umanità traviata.

 

Perché la povertà, le epidemie, la miseria indotta da crisi pianificate, le guerre spietate mosse da interessi economici, la corruzione dei costumi, la strage degli innocenti riconosciuta come un «diritto umano», la dissoluzione della famiglia, la rovina dell’autorità, la dissoluzione della civiltà, l’imbarbarimento della cultura e dell’arte, l’annichilimento di ogni slancio verso la virtù e il Bene sono solo necessarie conseguenze di un tradimento compiuto gradualmente ma sempre nella medesima direzione e la premessa al peggio che dovrà venire: il disprezzo di Dio, la sfida sciagurata del non serviam nei confronti della Maestà divina, tanto più spietata e furiosa quanto maggiore è la presunzione satanica di poter vincere una battaglia da cui Satana uscirà eternamente sconfitto. 

 

Dormi, o Fanciul; non piangere;

dormi, o Fanciul celeste:

sovra il tuo capo stridere

non osin le tempeste,

use sull’empia terra,

come cavalli in guerra,

correr davanti a Te. (6)

 

Ricapitolare in Cristo tutte le cose (Ef 1, 10), significa ricomporre l’ordine infranto dal peccato, tanto nell’ordine naturale quanto in quello soprannaturale, tanto nella sfera privata quanto in quella pubblica, restituendo la Corona regale al Re dei re, al Quale in un delirio di ὕβρις la Rivoluzione l’ha sottratta; ed ancor prima restituendo la triplice Corona al Sommo Pontefice, strappata con l’ideologia del Vaticano II e con l’apostasia di questo «pontificato». 

 

Papi e Re, Prelati e governanti delle Nazioni, fedeli della Chiesa e cittadini degli Stati devono tornare, in una palingenesi mossa dalla Grazia, a Cristo, a Cristo Re e Pontefice, all’unico Vindice dei veri diritti del Suo popolo, all’unico Protettore dei deboli e degli oppressi, all’unico Vincitore della morte e del peccato. E in questo cammino di ritorno a Cristo, sarà l’umiltà a guidarci nel saper ripercorrere a ritroso, la comoda via della perdizione che abbiamo intrapreso abbandonando la via verso il Calvario segnataci dal Signore. Una via che Egli ha percorso per primo, e sulla quale ci accompagna tramite la Grazia dei Sacramenti, che conduce alla Croce come unica premessa per la gloria della Resurrezione. 

 

Chi crede che continuando su questo percorso sia possibile cambiare le cose; che si possa porre un limite all’ideologia di morte e di peccato del Nuovo Ordine Mondiale; che si possa impedire agli empi di diffondere gli orrori della pedofilia, della perversione, della cancellazione dei sessi, dell’uccisione dei bambini, dei deboli e degli anziani si illude.

 

Se il mondo è diventato un inferno grazie alla Rivoluzione, esso potrà tornare ad essere meno malvagio e mortifero solo con un’azione controrivoluzionaria. Se la Gerarchia è diventata un ricettacolo di eretici, di corrotti e di fornicatori grazie al Vaticano II e alla liturgia riformata, essa potrà tornare ad essere immagine della Gerusalemme celeste solo tornando a ciò che gli Apostoli, i Padri e i Dottori, i Santi, i Papi e i Vescovi hanno fatto fino a prima del Concilio. Proseguire sulla via della perdizione conduce, appunto, alla perdizione: la differenza sta solo nella velocità della corsa verso l’abisso. 

 

Quanto prima ciascuno di noi saprà rinforzare la propria appartenenza a Cristo, tanto prima inizierà il ritorno della società al suo Signore. E questa appartenenza incondizionata a un Dio che si è incarnato per redimerci deve avvenire iniziando dall’umile adorazione del Re Bambino, ai piedi della mangiatoia, assieme ai pastori e ai Magi. 

 

Dormi, o Celeste: i popoli

chi nato sia non sanno;

ma il dì verrà che nobile

retaggio tuo saranno;

che in quell’umil riposo,

che nella polve ascoso,

conosceranno il Re. (7)

 

Venga dunque, per tutti noi, il benedetto momento in cui, toccati dalla Grazia e mossi dalla salutare visione dell’inferno in terra che va preparandosi se assisteremo inerti all’instaurazione della distopia globalista, riconosciamo il Re.

 

E in cui, riconosciutoLo, possiamo combattere sotto le Sue sante insegne insieme alla terribile Vincitrice di Satana – l’Immacolata – la battaglia epocale contro il Nemico del genere umano.

 

Sarà una creatura, una Donna, una Vergine, una Madre a schiacciare il capo dell’antico Serpente, e con esso quello dei suoi maledetti seguaci.

 

E così sia. 

 

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

17 Dicembre 2022

Sabbato Quattuor Temporum Adventus

 

 

NOTE

1) La Vergine ormai torna, tornano i regni di Saturno,

già una nuova stirpe scende dall’alto dei cieli.

Tu, pura Lucina, sii propizia al Fanciullo che sta per nascere, 

per il Quale per la prima volta finirà il periodo delle guerre 

e sorgerà l’età dell’oro; già il tuo Apollo regna sul trono.

Virgilio, Egloga IV, 6-10.

2) Ecco l’esempio mio!

Ama giustizia e non spregiar gli dei!

Vendé questi la Patria e fier tiranno

ai cittadini impose; altri le leggi

fece e disfece a prezzo; quello il letto

invase della figlia a sconce nozze:

empie cose ad osar tutti fur pronti

e dell’audacia consumar l’estremo!

3) W. Shakespeare, Il mercante di Venezia, Atto I, Scena III, Shylock, a parte.

4)  Si veda a tal proposito lo studio esegetico di Mons. Francesco Spadafora, in Dizionario biblico, Studium, 1963.

5) Inno Crudelis Herodes per i Vespri dell’Epifania.

6) A. Manzoni, Il Natale, versi 99-105.

7) A. Manzoni, Il Natale, versi 106, 112.

 

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Il manifesto di Palantir in sintesi

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La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.

 

Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.

 

L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.

 

Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.

 

La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.

 

Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.

 

Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.

 

In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.

 


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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.

 

2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.

 

3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.

 

4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.

 

5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.

 

6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.

 

7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.

 

8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.

 

9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.

 

10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.

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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.

 

12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.

 

13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.

 

14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.

 

15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.

 

16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.

 

17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.

 

18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.

 

19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.

 

20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.

 

21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.

 

22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?

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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic

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Pensiero

La nuova religione civile dell’America è l’israelismo

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Renovatio 21 pubblica la trascrizione della trasmissione di Tucker Carlson «Tucker on the New Religion of Trump’s America and His Mockery of Jesus Christ». . Donald Trump è notoriamente un uomo irreligioso, semplicemente non particolarmente interessato alla religione, fondamentalmente laico, un prodotto del suo tempo e del suo contesto. Se ne dubitate, alcuni dei video più divertenti di Donald Trump – e non è una critica, sono davvero divertenti – lo ritraggono durante un’intervista della campagna elettorale del 2016, quando gli vengono poste domande basilari come: «qual è il tuo libro preferito della Bibbia?». Al che lui risponde, con una certa confusione: «Beh, la Bibbia», forse ignaro del fatto che sia composta da diversi libri.   Quindi Donald Trump non è una persona che tradizionalmente si è espressa su questioni di fede o teologia, quasi le liquida con un sorriso: «sì, sono a favore. Sono a favore della Bibbia». Tuttavia nell’arco di una settimana, lo stesso Donald Trump notoriamente irreligioso, si è espresso pubblicamente in modi piuttosto specifici su questioni di fede, teologia e religione, in maniera dirompente e a tratti difficile da comprendere, ma che vale la pena di analizzare.   Tutto questo è iniziato circa 10 giorni fa, la domenica di Pasqua, la mattina presto, prima delle 9, quando Trump ha twittato che aveva intenzione di distruggere le infrastrutture civili in Iran. Sarebbe stato il giorno dei ponti e delle centrali elettriche, promettendo in pratica crimini di guerra, crimini contro i civili, contro la popolazione del Paese. E poi, nello stesso tweet, o meglio, in quello stesso tweet, ha usato una parolaccia il lunedì di Pasqua. E poi… sembrava prendersi gioco dell’Islam. Lode ad Allah, ha detto. Quindi, in una breve dichiarazione di circa 110 parole, sembrava aver mostrato il dito medio alle due religioni più grandi del mondo, il Cristianesimo e l’Islam.   Questo è successo di domenica. E poi esattamente una settimana dopo, sempre di domenica, giorno sacro cristiano, ha attaccato il papa, il leader della religione più grande del mondo e della più grande denominazione cristiana. E lo ha attaccato personalmente, dicendo in pratica che è papa solo grazie a lui, che è cattivo, che il Papa è cattivo. E poi, più tardi quel giorno, forse la cosa più interessante e sconcertante di tutte, ha pubblicato questo meme.   Date un’occhiata.  

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Ora ce ne sono due sullo schermo. Quella a destra è quella che ha inviato lui, ed è lui stesso, è Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti vestito da Gesù. Che guarisce un uomo. Si può vedere il potere curativo che emana dalla sua mano destra. Ora l’immagine a sinistra dello schermo è l’immagine originale ed era in circolazione su internet. Chissà da dove sia venuta esattamente, ma è lì da un bel po’ di tempo. Quella a destra è quella inviata dal presidente, dall’addetto stampa della Casa Bianca, chiunque si occupi di questo, e noterete che è stata modificata e il soldato americano sopra la testa del presidente, il presidente con la testa di Gesù, è stato cambiato e ora, se guardate molto attentamente, è un demone, una specie di creatura alata dell’inferno.   Quindi si passa da un’immagine che suggerisce guarigione e luce a un’immagine che suggerisce, non so, una scena dell’Apocalisse, la visione di Giovanni sull’isola di Patmos, la fine dei tempi, l’apocalisse. Chissà, niente di buono. Suggerisce un potere demoniaco perché c’è un demone dentro. Quindi l’ha inviato. E poi l’ha ritirato. Ha cancellato il tweet da internet dopo le proteste, ma gli è stato chiesto. E lui ha detto: «sì, l’ho postato». Non ha spiegato come il demone sia finito lì dentro. Qualcuno alla Casa Bianca l’ha messo, non ha spiegato il perché.   E dice: «l’ho inviato, ma non ero io come Gesù, anche se ovviamente lo sono, ero io come medico, perché guarisco le persone». Gesù, ovviamente, si è fondamentalmente descritto come un medico, qualcuno che veniva dai malati per guarirli, cosa che faceva. Quindi forse una distinzione senza differenza, ma comunque un po’ confusionaria. E poi oggi, un giorno dopo, gli è stato chiesto di nuovo e lui ha detto: «No, no, non c’entro niente. Non l’ho inviato”   Esattamente una risposta alla domanda, ancora più confusionaria. Cos’era? E poi, per rendere il tutto ancora più misterioso, ha pubblicato questo meme su Truth Social, ritwittando qualcun altro, ed è lui, Donald Trump, che viene, non so, come lo descrivereste? Accarezzato da? Guarito da, forse approvato da, Gesù, che è inequivocabilmente Gesù, il Messia cristiano, l’uomo Dio al centro del Cristianesimo, con il braccio intorno a Donald Trump, come a dire, in pratica, vai Trump, io sono dalla tua parte.     Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità.   Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde.   La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano.   Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità.   Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato.   Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.

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Ecco un leader che deride gli dèi dei suoi antenati, deride il dio degli dèi e si innalza al di sopra di loro. Potrebbe essere l’Anticristo? Beh, chi lo sa? Almeno, questa è la mia conclusione. Chi lo sa? Ci viene anche ripetutamente detto, nel Nuovo Testamento, che non sapremo mai che Gesù tornerà come un ladro nella notte e faremmo meglio a essere pronti perché non possiamo prevederlo. Ma ci viene anche detto che ci sono dei segni, e questo è uno di essi? Beh, di nuovo, il modo si adatta al comportamento di altri leader nel corso della storia che si vedevano in una sorta di rivalità con gli dèi del loro popolo e cercavano di porsi al di sopra di quegli dèi, di innalzarsi al di sopra di Dio. Questo è in realtà abbastanza comune.   Questa è davvero la definizione di megalomania, ed è già successo e senza dubbio succederà di nuovo. Ma questo è opera di un leader temporale, di un uomo. Qui è il leader del nostro Paese che dice: «non accetterò istruzioni da Dio, perché, come ha dimostrato nel primo meme, io sono Dio». Quindi sorge spontanea la domanda: è giusto? A quanto pare sì. Non ci sono state proteste di massa davanti alla Casa Bianca. Non c’è stato alcun tentativo concreto di intervenire. Anzi, molti leader repubblicani hanno minimizzato la cosa. Persino i cristiani che si professano tali la minimizzano, niente di che. Sapete, è solo un meme. Non fateci caso. È solo uno scherzo. È uno scherzo, cosa, non avete senso dell’umorismo? Prendere in giro Gesù? Fare il dito medio a Dio? Siete così rigidi.   E per quanto riguarda i suoi attacchi al papa, un leader repubblicano dopo l’altro, incluso solo poche ore fa il presidente della Camera, l’autoproclamato cristiano, fervente cristiano, studioso della Bibbia, si è unito agli attacchi contro il papa. Viene da chiedersi: questo è il comportamento di una nazione cristiana? Gli Stati Uniti sono una nazione cristiana? Beh, dipende da come la si guarda. Gli Stati Uniti sono la nazione con il maggior numero di cristiani, oltre 200 milioni. Ci sono più cristiani negli Stati Uniti che in qualsiasi altro paese del pianeta Terra. Quindi, per definizione, è una nazione cristiana a livello nazionale. Certo, non è ufficialmente cristiana.   La nostra Costituzione vieta al governo degli Stati Uniti di creare una religione di Stato nel Primo Emendamento, nella Carta dei Diritti. Quindi no, non è ufficialmente cristiana, ma è fondamentalmente, materialmente cristiana perché è ancora a maggioranza cristiana. E ancora una volta, è il paese con il maggior numero di cristiani, ma è un paese cristiano. E in effetti, se facciamo tre passi indietro, è la nazione, o comunque il suo governo, che da tempo agisce in opposizione, in modo esplicito, agli interessi dei cristiani, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. La nostra politica estera, ad esempio, sembra prendere di mira i cristiani. E questo è accaduto con una frequenza tale da non poter essere considerato un effetto collaterale accidentale della politica stessa.   Potrebbe essere proprio questo l’obiettivo della politica, chissà quale sia la vera intenzione, ma certamente è una costante di ogni avventura di politica estera, almeno dai tempi del Vietnam, che alla fine, e questo viene spesso dimenticato, ha lasciato i cattolici, e ce n’erano molti in Vietnam, nei campi di concentramento. Non ha certo aiutato i cattolici. Il Vietnam è passato da un paese cattolico a un Paese comunista. E non è interamente colpa nostra, ma questo è stato l’effetto. È successo davvero.   La guerra in Iraq. C’erano milioni di cristiani in Iraq quando è iniziata. Ora non ce ne sono più. Molti di loro sono morti. Le nostre politiche in Siria, oggi in Libano, l’unico Paese del Medio Oriente con un presidente cristiano e un capo militare cristiano, vengono bombardate con le nostre bombe, sganciate dai nostri aerei. Le nostre munizioni vengono usate per uccidere i cristiani.Il nostro governo sta di fatto avallando la pulizia etnica del Libano meridionale, compresi i villaggi cristiani, antichi villaggi cristiani.   Quindi la nostra politica estera favorisce l’omicidio dei cristiani, e non solo la nostra politica estera, ma tutte le nostre politiche. L’Europa, l’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, e anche il nostro Paese, sono cambiati sostanzialmente dal punto di vista demografico. E sono diventati molto meno cristiani a causa dell’immigrazione. Quindi si sente spesso la gente lamentarsi: «Oh, l’Europa sta diventando musulmana». Perché? Beh, a causa delle migrazioni di massa. Noi le abbiamo favorite. I neoconservatori certamente le hanno favorite. Le hanno appoggiate. Hanno attaccato chiunque si opponesse. Viktor Orban, il primo ministro ungherese, che ha perso le elezioni l’altro giorno, era odiato dai neoconservatori a Washington. Perché? Perché si è opposto alle migrazioni di massa in Ungheria. E ha detto: «L’Ungheria fa parte dell’Europa cristiana. È un Paese cristiano. È uno dei motivi principali per cui non voglio le migrazioni di massa».   Ebbene, l’intero establishment della politica estera degli Stati Uniti lo ha definito un nemico per aver detto questo. Quindi non si tratta semplicemente del fatto che non hanno fermato la distruzione dell’Europa cristiana, ma che l’hanno pienamente appoggiata. Sono pienamente a favore della guerra tra Russia e Ucraina. Effetto netto: milioni di uomini cristiani morti. E non si tratta, ripeto, di un semplice effetto collaterale accidentale. Forse è proprio questo il punto.   Il governo degli Stati Uniti, a differenza del popolo americano, che è ancora in maggioranza cristiano, è stato aggressivamente anticristiano per molto tempo. Donald Trump non è il primo presidente a fare un gesto osceno a Gesù, tutt’altro, ma è il primo presidente a farlo pubblicamente. E questa situazione va avanti da abbastanza tempo, e sta raggiungendo un punto di ebollizione, da permetterci di iniziare a intravedere i contorni di quella che è la vera religione del governo degli Stati Uniti, certamente di questa amministrazione. Perché ce n’è sempre stata una. Non esiste un governo laico, non c’è mai stato e non ci sarà mai. Un governo veramente laico non avrebbe scopo. I suoi leader non avrebbero destino. Non ci sarebbe una vera ragione per continuare. Di certo non avrebbe alcun fervore evangelico. E il nostro governo ha degli evangelici qui. Stiamo diffondendo la democrazia e i principi del libero mercato in tutto il mondo, la libertà, o quel che sia. Quindi ogni governo è motivato da un impulso religioso, che lo ammetta o no. E il nostro certamente lo è.   Quindi qual è la religione civica degli Stati Uniti? Qual è la religione del governo degli Stati Uniti? Qual è la religione, onestamente, di Donald Trump? Non è il cristianesimo, chiaramente. È l’israelismo.   È la difesa di Israele. Ora, come lo sai? Beh, perché gli Stati Uniti hanno stabilito come principale politica estera la difesa di Israele, questo è un indizio. Ecco. Ma la questione è molto più complessa. Chi sono i principali nemici, secondo l’identificazione del presidente degli Stati Uniti, del suo governo a livello nazionale? Chi sono i suoi nemici? Chi non gli piace? Chi attacca? Chi cerca di indebolire? Persone che dubitano. Persone che ostacolano gli obiettivi del governo laico di Israele. E questo includerebbe Marjorie Taylor Greene, Thomas Massie e il Papa. Ora, come lo sappiamo? Beh, perché è l’unica cosa che hanno in comune.   Il papa, il papa americano, il primo papa americano – Papa Leone – è, in termini politici americani, un liberale. È, tra l’altro, a favore dell’immigrazione di massa. Vergognosamente, direi. Per essere un non cattolico. Ma pur non essendo anti-israeliano, non è un sionista perché il cattolicesimo non riconosce il sionismo come parte del suo catechismo.   Ci sono molti cattolici che amano Israele e alcuni che non lo amano, forse persino alcuni che lo odiano, ma questo non ha nulla a che vedere con i principi cardine del cattolicesimo. A differenza di tante altre versioni più recenti del cristianesimo, il cattolicesimo esiste da migliaia di anni e ha un catechismo molto chiaramente articolato: sapete cosa credono i cattolici o cosa crede la Chiesa. Cosa dice ai suoi membri, ai suoi parrocchiani, ai suoi cattolici, ai fedeli di credere. È tutto scritto e il sostegno incondizionato allo Stato di Israele non è contemplato.

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Nella migliore delle ipotesi, è una fede agnostica rispetto alle sorti politiche del governo Netanyahu. E questo non cambierà perché, ripeto, c’è una struttura e un elenco di credenze, un credo scritto. Quindi è piuttosto difficile costringere una chiesa come questa a cambiare le sue posizioni, perché sono di fatto scolpite nella pietra e lo sono da moltissimo tempo. Il problema del Presidente con Papa Leone probabilmente non ha nulla a che vedere con le sue opinioni sulla criminalità, che pure possono essere fastidiose. Le sue posizioni sull’immigrazione di massa sono molto difficili da difendere e molto distruttive. Ma non è questo il vero problema. Il problema è che papa Leone ha criticato la guerra con l’Iran, condotta in collaborazione con Israele, per conto di Israele e su istigazione di Israele. E l’ha criticata. Questo è il suo problema.   Così come Marjorie Taylor Greene e Thomas Massey. Thomas Massey ha commesso l’errore di criticare la lobby israeliana negli Stati Uniti, l’AIPAC. Questo è stato il suo peccato. Marjorie Taylor Greene non ha detto molto sull’AIPAC, ma non era entusiasta di intraprendere guerre contro Israele. Anche lei è stata attaccata. Questa è l’unica cosa che hanno in comune. Thomas Massey è un libertario piuttosto intransigente.   Marjorie Taylor Greene è quella che una volta chiamavamo una conservatrice MAGA. Credeva nel programma di Trump del 2016. Difficilmente una liberale. Totalmente contrario all’immigrazione di massa, intransigente contro la criminalità come si diceva una volta, ha praticamente ogni singola convinzione in comune con il Donald Trump che si è candidato alle elezioni del 2016, 2020 e 2024. Non c’è alcuna differenza tra loro. Si è candidata al Congresso perché ispirata da Donald Trump. Era la più grande seguace di Trump al Congresso. Perché si sono lasciati? Per Israele. Per il legame di Israele con Jeffrey Epstein. Per la pressione esercitata da Israele affinché gli Stati Uniti entrassero in ogni tipo di guerra all’estero, in particolare in una guerra con l’Iran. Ecco perché si sono lasciati. È questo che ha spezzato il loro rapporto e ha spinto il presidente ad attaccare lei, Thomas Massey e il papa.   Cosa ci dice questo? Ci dice qual è la religione. La religione è l’israelismo, è il sostegno a Israele. È questo che il presidente si sente perfettamente a suo agio a circondarsi di predicatori evangelici, ognuno dei quali ha una cosa in comune, che siano predicatori della parola della fede o carismatici o meno. Questa è un’enorme spaccatura tra gli evangelici. Sei carismatico o no? Credi che la glossolalia, il parlare in lingue, la profezia, abbiano un ruolo nel culto cristiano contemporaneo, nelle funzioni religiose? Sono furiosi l’uno con l’altro per questo. Probabilmente Trump non è nemmeno a conoscenza di questa distinzione. Sono tutti benvenuti, purché la loro fede includa un sostegno incrollabile a Israele. Questo è il denominatore comune. Questa è l’unica cosa che conta. E poiché questa è l’unica cosa che conta, la coalizione, la coalizione che si restringe di giorno in giorno e si sgretola, che sostiene questo presidente, ora è in piena attività, spiegando che in realtà il papa e i cattolici, la Chiesa cattolica stessa, che circa… 20 minuti fa la maggior parte delle persone pensava fosse conservatrice in quanto pro-vita, per esempio. Questo era un principio del conservatorismo prima di questo presidente. Non era a favore dell’aborto. Che la Chiesa cattolica sia in qualche modo liberale e non solo liberale, ma antisemita. È malvagia. Odia gli ebrei. È in realtà filo-nazista. Sono tutti benvenuti, purché la loro fede includa un sostegno incrollabile a Israele. Questo è il denominatore comune.     Guardate Lindsey Graham che espone questa tesi.  

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Oh, vedi, il papa non capisce proprio che il nazismo è malvagio. I cattolici in qualche modo si sono persi quel promemoria. Hitler era cattivo. Semplicemente non l’hanno capito, sono passati 80 anni, ma non hanno mai veramente accettato l’idea che l’Olocausto sia stato un male, che uccidere gli ebrei sia stato un male. Probabilmente in realtà sono un po’ a favore. È interessante perché un anno fa, nessun membro repubblicano del Congresso avrebbe osato dire una cosa del genere. Prima di tutto, è una follia.   È una calunnia contro i cattolici, dire che questo è un diritto di nascita per i protestanti di una vita, ma semplicemente non è vero. È una cosa orribile da dire su chiunque. Ma da un punto di vista politico, sarebbe stato folle dirlo perché i cattolici, i cattolici sinceri che vanno in chiesa, votano repubblicano. Anzi, più spesso vai a messa, più è probabile che tu voti repubblicano. E questo vale per tutte le etnie, tra l’altro. Quindi vedete tutti questi, sapete, gli ispanici stanno votando per Trump e lui ha ottenuto più voti dagli ispanici. È vero nel 2024 che per qualsiasi repubblicano, forse mai più di Jeb Bush che parlava spagnolo, sposato con una donna messicana. E perché, come ci è riuscito? Beh, uno dei motivi è perché molti ispanici sono molto cattolici. Sono cristiani, sono religiosi, vanno spesso a messa. E poiché lo fanno, poiché la loro fede… La loro fede è al centro della loro vita. Hanno votato per il candidato che sembrava più predisposto alle loro convinzioni religiose. Forse non è un cristiano o un fervente cristiano, ma sembrava un uomo che avrebbe protetto i cristiani, compresi i cattolici. E quindi hanno votato per lui.   Quindi un anno fa, e ogni repubblicano lo sa perché ci sono molti sondaggi a riguardo, poiché i politici pensano in termini di coalizioni e di chi voterà per me e perché, e lo sanno molto bene. Un anno fa, nessun repubblicano si sarebbe mai alzato in TV per dire: «Pensate ai cattolici come se fossero una specie di nazisti». Ma ecco che Lindsey Graham lo fa proprio ora. Questa è una rottura profonda, ed è una finestra molto chiara su cosa sia realmente la fede. Israele è il punto di non ritorno. Chiunque non sostenga gli obiettivi militari del governo israeliano moderno non può far parte della coalizione MAGA. E, come ci ha appena detto Lindsey Graham, non può essere cristiano. È incredibile. Ma non si tratta solo di Lindsey Graham. Questo è ovunque oggi, nel caso non ve ne foste accorti. Ecco Patrick Bet-David nel suo podcast di un giorno o due fa. Guardate.  

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In realtà, il Vaticano è molto simile al governo nazista iraniano, al governo teocratico e ai mullah. È praticamente la stessa cosa. Hanno un abbigliamento complicato, odiano gli ebrei, come ha appena detto Patrick Bet-David. I cattolici hanno un problema con gli ebrei. Un problema con gli ebrei…   La calunnia è un attacco alla più grande e antica confessione cristiana del mondo e avviene apertamente. E proviene tutto dalla stessa fonte, che è Israele. Il problema è Israele, chiunque sostenga il governo Netanyahu, non Israele come concetto, non tutti gli ebrei, no, il governo Netanyahu. Chiunque ratifichi ogni decisione, non importa quanto violenta, grottesca o genocida del governo Netanyahu, quelle sono le brave persone. E chiunque non lo faccia è un nazista. E tra l’altro, la loro religione stessa è una religione nazista. È una religione intrinsecamente antisemita. Questo è quello che vi stanno dicendo. Alla luce del sole.   E quel tipo di disprezzo superficiale, la derisione, l’odio. La chiesa cristiana più antica e più grande, è semplicemente notevole. È qualcuno che, sai, ha molti problemi a mostrare rispetto verso altre figure potenti e questo non riguarda solo Trump. La maggior parte degli uomini come Trump sono così. Vanno d’accordo con le donne perché non si sentono minacciati da loro. Una donna probabilmente non sta cercando di ucciderti e diventare re. Sono in un certo senso leali, ma gli altri uomini, ogni altro uomo per un certo tipo di personalità maschile è una potenziale minaccia. Ecco perché i re uccidono i loro figli. Ogni uomo è una potenziale minaccia.   E quindi Trump, a livello viscerale, non è istintivamente rispettoso di niente e di nessuno. E questo è uno dei motivi per cui è stato una figura politica trasformativa di cui c’era tanto bisogno negli Stati Uniti per così tanto tempo, perché era disposto a porre domande a cui la maggior parte delle persone a Washington non aveva nemmeno pensato per deferenza verso il sistema esistente. Tipo, perché abbiamo la NATO? È davvero una buona idea delocalizzare la produzione? Il nostro sistema di immigrazione sta davvero aiutando gli Stati Uniti o li sta danneggiando? etc. etc. etc.   Tutte le domande che Trump ha posto sul modo in cui stavamo facendo le cose sono state possibili perché non ha alcun rispetto per nessuno. E quindi, quando Trump si prende gioco di Gesù, del Papa e dei cristiani e twitta parolacce la mattina di Pasqua, beh, questo è terribile, ma è anche in linea con il Trump che conosciamo. È solo Trump portato all’estremo. Ma la cosa interessante è che ci sono certe circostanze in cui Trump mostra sincera riverenza. Ci sono i contorni di una vera e propria fede religiosa. E non sono quelli che ci si aspetterebbe.   Quindi, ad esempio, Donald Trump, il mese prima delle ultime elezioni, nell’ottobre del 2024, visita la tomba di un uomo chiamato Rebbe Schneerson, Rabbi Menachem Schneerson, che era, e ora è deceduto, il leader di una grande setta ortodossa. È nato nell’Europa dell’Est, è arrivato con molti dei suoi seguaci a New York, a Brooklyn, e ha costruito un centro di pensiero religioso e di potere politico di grande successo, sebbene relativamente piccolo. È morto qualche anno fa. Lì c’è l’attuale presidente. Sembra forse Ben Shapiro, Howard Lutnick, con la kippah in testa.   Mentre lo guardate, chiedetevi: è possibile immaginare Donald Trump che si prende gioco del Rebbe Schneerson, che tra l’altro, e questo è il punto, è considerato da alcuni dei suoi seguaci il Messia? E per essere chiari, ogni americano ha il diritto di decidere per sé chi sia il Messia, quindi non si tratta di una derisione di quella fede. Personalmente non ci credo, ma uno dei motivi per cui siamo riusciti a convivere con persone di fedi diverse in questo paese per 250 anni è proprio il fatto che non ci crediamo   Deridere la fede religiosa altrui, a meno che non siate assolutamente costretti, a meno che non stiate cercando di obbligarmi a partecipare ai vostri rituali religiosi o a inchinarmi davanti a un dio che non considero tale, a meno che non si arrivi a questo, in genere ci lasciamo a vicenda le nostre convinzioni religiose. E questo ha funzionato. Sta però cambiando molto, molto velocemente. Ma chiedetevi: riuscite a immaginare Donald Trump che invia un meme che deride Rabbi Schneerson?   Ovviamente, in nessun caso potreste immaginarlo, perché in nessun caso accadrebbe mai. A Trump non sarebbe permesso farlo, e Trump non lo prenderebbe nemmeno in considerazione. Ma inviare diverse immagini che deridono Gesù? Nessun problema. Questo vi dà un’idea più precisa di cosa sia effettivamente la nostra religione civica. Una religione civica, tra l’altro, non è una religione convenzionale.   La religione civica è una serie di consuetudini, alcune sancite dalla legge, non tutte, che una società, una civiltà e il suo governo osservano. E non significa necessariamente che ci sia un dio al centro di tutto. Ecco perché è una religione civica piuttosto che una religione convenzionale. Ma la nostra religione civica, se fate tre passi indietro e osservate il paese con gli occhi di un visitatore, un moderno Tocqueville, potete vederla molto chiaramente. Quali sono gli eventi? Chi sono le persone che trattiamo con riverenza? Di cui non ci è permesso prenderci gioco.   Cos’è la bestemmia nell’America moderna? Queste sono le domande che ci si pone se si cerca di capire qual è la nostra religione operativa. Qual è la religione dei nostri leader? Di nuovo, non è necessariamente una religione convenzionale. Non è il giudaismo della Torah o il giudaismo rabbinico o il cristianesimo evangelico o il cristianesimo cattolico, la religione vera, l’insieme di credenze che trattiamo con riverenza. Beh, guarda caso oggi si stava svolgendo una cerimonia religiosa nel Campidoglio degli Stati Uniti, completa di iconografia e simbolismo religioso molto riconoscibili. Potreste anche non esservi nemmeno accorti che stava accadendo,Ma oggi si è svolto nell’ambito di una celebrazione di otto giorni in memoria dell’Olocausto.   Il periodo tra gli anni Trenta e Quaranta in cui il governo tedesco, il governo nazista, ha assassinato, oltre a molte altre persone, un gran numero di ebrei. E tutto ciò si è concluso in parte perché gli Stati Uniti hanno inviato truppe in Europa, milioni di soldati in Europa per sconfiggere il governo tedesco. E con l’aiuto dei sovietici, nostri alleati all’epoca, ci siamo riusciti. E nel farlo… Oltre un quarto di milione di americani, uomini americani, sono stati uccisi cercando di impedire al governo nazista di compiere le sue atrocità. Un quarto di milione di uomini americani in più sono morti combattendo i nazisti. Ma nella cerimonia odierna al Congresso, non c’è stata alcuna menzione di loro. C’è stato invece questo.  

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Quello è un militare americano in uniforme, della Vecchia Guardia, del 3° Reggimento di Fanteria, sempre presente ai nostri eventi pubblici a Washington, che accende una candela alla menorah e dice: «io ricordo». Nessuna spiegazione su «Io ricordo», ma cosa? Cosa stiamo ricordando qui? E abbiamo la sensazione che non stiamo ricordando i soldati americani che liberarono Dachau, per esempio.   Non stiamo ricordando i 250.000 uomini americani che si unirono a una guerra con cui non avevano nulla a che fare, intrinsecamente. Non si svolgeva in Nord America, si svolgeva in Europa, e la disputa riguardava la Polonia e la Cecoslovacchia. E sacrificarono le loro vite per sconfiggere il governo nazista che stava uccidendo ebrei e molte altre persone, polacchi, russi, zingari, cechi e molte altre persone, molti ebrei. Ma diedero la vita per fermare tutto questo. Ma non li ricordiamo, ricordiamo solo le vittime di una specifica etnia durante questi otto giorni di commemorazione, a differenza del giorno della memoria che abbiamo già, sancito dalla legge americana, a gennaio.   Quindi, in totale, nove giorni di commemorazione per un solo gruppo di vittime in una guerra che ha ucciso decine di milioni di persone in tutto il mondo, decine e decine e tonnellate di milioni, i numeri in realtà non sono nemmeno chiari, così tante persone sono morte, non sappiamo esattamente quante, ma molte decine di milioni sono morte, tra cui quasi mezzo milione di americani, oltre un quarto di milione in Europa, combattendo contro questo regime nazista, che non vengono ricordati.   Questo non significa mancare di rispetto alle vittime ebree dell’Olocausto o della Seconda Guerra Mondiale. Certo che no. Semplicemente per sottolineare che in questo paese, solo un gruppo ha il diritto di essere ricordato. E ricordato con grave solennità dai membri in uniforme delle nostre forze armate che non si prendono alcun merito per aver posto fine a questo Olocausto. Quindi, questo non ha alcun senso. Se non conoscessi il retroscena di tutto questo e qualcuno te lo scrivesse e te lo raccontasse, diresti: «beh, cosa? Non è… cosa?». E sembra quasi che ci sia una sorta di senso di colpa implicito, il che è un po’ strano. Ci sono paesi in cui, sai, potrebbe essere appropriato.   Questo non è uno di quelli perché, ripeto, questo è il paese che ha aiutato a liberare le persone da quei campi e ha combattuto il governo che li ha costruiti. Noi siamo i buoni. Cos’è questo? Non ha alcun senso se non quando lo si vede nell’unico modo in cui ha senso, ovvero come una religione civica. Che è ciò che è, e viene fornita completa di leggi sulla blasfemia. Ancora una volta, se vuoi sapere quale religione conta, è quella che non può essere derisa. Quindi chiaramente non è il cristianesimo. Oggi sono Gesù. No, non l’ho fatto. Oh, è il tuo Dio. Ok, manderò un meme in cui poso come il tuo Dio con un demone sulle spalle. Non puoi farci niente. Non ho nemmeno intenzione di spiegarti di cosa si trattasse.Non ne ho bisogno perché non mi interessa la tua fede. Ma ci sono certe cose che sono blasfemia. E in cima a questa lista c’è qualcosa chiamato antisemitismo.   Ora, cos’è esattamente l’antisemitismo? È uno di quei crimini che è, è un vero crimine negli Stati Uniti, e l’antisemitismo vero e proprio, odiare le persone a causa del loro sangue, è un crimine. Certamente, nel cristianesimo, questo è un crimine primario. È sbagliato, non è permesso farlo. Ma questo è un crimine universale. Si applica a tutte le persone. Bianchi, neri, asiatici, ebrei, tutti hanno il diritto di essere trattati come individui perché ognuno è stato creato da Dio come individuo. Questa è la concezione cristiana. È una concezione universalista dei diritti. E questa è la vecchia religione civica che avevamo, la religione civica dei diritti civili. Ora, c’è stato un movimento per i diritti civili che era, sai, fraudolento, forse nella sua essenza, forse i suoi obiettivi non sono stati pubblicizzati onestamente. Forse c’era un altro scopo in questo. È possibile.   Concettualmente, però, è difficile contestare il fatto che i presupposti alla base dei diritti civili siano presupposti cristiani, presupposti occidentali. Sono i presupposti su cui si fonda tutta la nostra civiltà. E il presupposto centrale è che gli standard, le regole, si applichino a tutti perché ogni essere umano possiede un’anima donatagli da Dio al momento della creazione. Un’anima che non è opera dell’uomo, ma che solo Dio può creare. Dio crea la vita, dona a ogni essere umano un’anima, un’anima eterna; pertanto, ogni individuo possiede diritti concessigli da Dio, non dal governo. Un buon governo protegge questi diritti e, così facendo, difende la legge di Dio. Questa è la civiltà occidentale. E in un modo illusorio e ingenuo, il movimento per i diritti civili sosteneva queste idee. Il termine «diritti civili», il termine «diritti umani», riflettono questa concezione. I diritti si applicano a te perché sei un essere umano, come a tutti gli esseri umani. Ma questa idea è finita. Quella religione civica è morta. E lo sappiamo, probabilmente stava morendo già da tempo.   La politica identitaria è una confutazione di tutto ciò. L’idea che alcuni gruppi abbiano più diritti di altri è l’opposto dei diritti civili. È l’opposto dei diritti umani. Non sono diritti umani, sono diritti di gruppo. Si applicano a determinati gruppi. Una stirpe è superiore a un’altra. Beh, non è questo che pensavamo di sostenere. È l’opposto di ciò che pensavamo di sostenere. All’improvviso ti svegli e ti rendi conto che non solo noi lo sosteniamo, ma anche il governo. Ed è per questo che sono in grado di arrestare non chi commette un genocidio, ma chi si lamenta di un genocidio. Alcuni di noi pensavano, stupidamente, come il bestiame che siamo, che la vera lezione della Seconda Guerra Mondiale fosse che ogni persona ha diritti inalienabili. Questo è ciò che ci è stato insegnato. Era un’idea piuttosto comune, diciamo, negli anni Settanta e Ottanta.   I nazisti sono cattivi perché hanno discriminato un gruppo, stabilendo che queste persone non avessero gli stessi diritti di tutti gli altri in virtù del loro sangue. Ed erano davvero interessati all’eugenetica. Erano interessati alla discendenza delle persone. A chi sei imparentato? Scopriremo se sei un ebreo segreto. Beh, è ​​disgustoso. Dicevamo che questo era un comportamento nazista. E poi, all’improvviso, ogni altro modulo federale che ricevi ti chiede qual è la tua razza. E pensi: «beh, perché dovrebbe importarti? Pensavo mi avessi detto che non importava. Pensavo mi avesse detto che era malvagio preoccuparsene».   Ti svegli nel 2026 e il nostro alleato più stretto sta usando le nostre armi per uccidere e deportare persone a causa di come sono nate, e non solo questo è accettabile, ma l’unico vero crimine è lamentarsene. Beh, questo ti dice, beh, ti dice molte cose, ma ti dice che abbiamo un insieme di regole completamente nuovo. Abbiamo una religione civica completamente nuova. E questa religione civica, ancora una volta, si chiama israelismo e significa che qualsiasi critica a Israele è per definizione cattiva, e qualsiasi lode a Israele è per definizione virtuosa, perché l’unica cosa veramente buona è Israele. E lo sappiamo dalla definizione effettiva, e ce n’è una, di antisemitismo.

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Quindi cos’è l’antisemitismo? E se vi hanno mai accusato di questo, o se qualcuno lo ha mai insinuato, significa che avete un problema con gli ebrei. Siete in qualche modo ossessionati dagli ebrei, diciamo persone completamente ossessionate dagli ebrei, probabilmente vi chiederete: di cosa mi accusano? Bene, ecco qui. Questa è la definizione di antisemitismo dell’IHRA, International Holocaust Remembrance Alliance, potreste averla sentita, la definizione di antisemitismo dell’IHRA. Sapete di cosa si tratta? È sul loro sito web, vale la pena darci un’occhiata. Ho passato la mattinata a leggerla, è affascinante. Quindi ecco la definizione effettiva di antisemitismo. E a proposito, questa è una definizione ormai riconosciuta a livello globale e sancita dalla legge in oltre 40 paesi del mondo. Questa è la definizione, e la cito testualmente: «L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa come odio verso gli ebrei».   Quindi, l’antisemitismo è una percezione, è un sentimento. Pensavo che si potesse avere qualsiasi sentimento o percezione. Si potevano esaminare i fatti e giungere a qualsiasi conclusione, no, no, no, no. Certe percezioni sono intrinsecamente immorali. Sono, cito testualmente, «antisemite», che possono essere espresse come odio verso gli ebrei. Oh, quindi non bisogna odiare gli ebrei per essere antisemiti? No. Bene, questo risponde alla domanda per quelli di noi che non odiano affatto gli ebrei. Come si può essere antisemiti se non si odiano gli ebrei? Beh, si può esserlo, secondo la definizione ufficiale. Continuando la citazione, retorico, retorico, che significa parlare, parole, discorso, precedentemente protetto, non più,Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso individui ebrei o non ebrei e/o verso le loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e le strutture religiose. Aspetta un attimo. Quindi, l’antisemitismo non è necessariamente odio verso gli ebrei. E può essere espresso verso i non ebrei.   Quindi non devi odiare gli ebrei, e non devi esprimere o avere queste percezioni, questi sentimenti verso gli ebrei. Puoi essere anche non ebreo. Cos’è questo? Beh, le persone che l’hanno scritto all’IHRA probabilmente avevano previsto che questo ti avrebbe confuso. Quindi hanno fornito 11 esempi di cosa sia l’antisemitismo, giusto per farti sapere. Cioè, come faccio a sapere se sono antisemita? Bene, ecco 11 esempi. Di questi 11 esempi, e abbiamo fatto i conti, due terzi sono critiche a Israele, allo Stato di Israele. Alla nazione. Con il primo ministro, Benjamin Netanyahu, Bibi. Critiche a Israele in due terzi degli esempi forniti dall’IHRA. Questo è antisemitismo, incluso, cito testualmente, il paragone tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista.   Oh, in altre parole, se pensi che quello che sta succedendo a Gaza sia un genocidio, beh, i nazisti hanno commesso un genocidio, ora lo Stato di Israele sta commettendo un genocidio a Gaza, il che significa che sta cercando di eliminare le persone in base al loro sangue, allora sei un antisemita. Oh, okay, sei un antisemita, se la pensi così. Ci dice anche che l’affermazione che gli ebrei abbiano ucciso Gesù è, cito testualmente, un classico antisemitismo. Classico antisemitismo.   Quindi addio Nuovo Testamento. Anche tutto il Nuovo Testamento è antisemita. Leggete i Vangeli e vedete se rientrano in questa definizione. Perché è importante? Beh, perché circa 40 Stati americani, il Distretto di Columbia e le nostre città più grandi, Miami, Los Angeles, hanno adottato questo. Questo è il loro standard, su cui hanno votato e che hanno adottato. È nella legge, questo standard. Quello che ti dice che criticare lo stato laico di Israele o parti del Nuovo Testamento è, cito testualmente, antisemitismo. Il governo di quasi 40 stati negli Stati Uniti, credo 39 stati. 40 paesi in tutto il mondo, ma non solo paesi, ONG, squadre sportive, la British Soccer League, il Chelsea United, tutti hanno adottato questo standard.   Ora, perché una squadra sportiva dovrebbe adottare questo standard? Beh, chi lo sa perché? Pensaci un attimo. Perché? Perché dichiarare qualcosa di illegale? Oh, perché vuoi punire le persone che lo violano. Ecco perché. Questo è successo oggi. L’Ucraina, quel faro di democrazia e libertà a cui abbiamo inviato centinaia di miliardi di dollari, oggi ha reso legge che l’antisemitismo, in altre parole la critica a Israele, è un reato punibile con fino a otto anni di carcere. Otto anni di carcere. Come potrebbe una persona razionale capirlo? Beh, una persona razionale non potrebbe capirlo. Perché un cittadino di un paese dovrebbe essere mandato in prigione per aver criticato la leadership di un altro paese?Un paese che non è il suo? Perché un cittadino di un paese dovrebbe essere mandato in prigione per aver espresso opinioni su eventi storici a cui non ha partecipato e che risalgono a quasi un secolo fa? Ha senso? Tranne che in termini religiosi. Si tratta di leggi sulla blasfemia, le stesse delle vecchie leggi sulla blasfemia.   E per quanto si parli di quanto siano cattivi i mullah, i mullah probabilmente sono cattivi, non li sto difendendo, ma perché ci viene detto che i mullah sono cattivi? I mullah lo sono perché sono estremisti religiosi. Hanno leggi sulla blasfemia. Ti faranno del male se dici certe cose. Beh, questo assomiglia molto a quello che stiamo vedendo qui. Quasi 40 stati? Ora è interessante, il presidente è stato, all’improvviso ha senso, questa potrebbe essere la Stele di Rosetta che ci aiuta a interpretare gli eventi a cui stiamo assistendo ora e che sono molto confusi. E questo includerebbe il presidente che sostiene il rinnovo del FISA. Senza entrare troppo nei dettagli, il FISA è la legge, che deve essere periodicamente approvata dal Congresso, che consente al governo degli Stati Uniti di spiare i cittadini americani. Spiarli. Il suo scopo principale dovrebbe essere quello di spiare gli stranieri che ci minacciano, ma data la natura della tecnologia, ci sono casi in cui intercettiamo comunicazioni di cittadini americani e, per rendere legale questa pratica, abbiamo bisogno del FISA.   La cosa interessante è che lo stesso presidente è stato vittima dell’abuso di queste leggi durante il suo primo mandato. Sono state usate contro di lui in quello che è diventato una sorta di tentativo di colpo di stato burocratico, noto come Russiagate. Il presidente era quindi molto sensibile a questo argomento. Era stato vittima dell’abuso di queste leggi e ha ripetuto più volte: «Non sono d’accordo. Non credo che gli americani debbano essere spiati dal proprio governo. Non credo che paghiate le tasse, oggi è il giorno della dichiarazione dei redditi, per poi essere spiati dal vostro governo quando non avete fatto nulla di male». Ma noi lo siamo, tutti lo sanno, e questo lo rende legale.

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All’improvviso, il presidente si fa promotore di questa nuova legge. Vuole che il Congresso permetta al governo degli Stati Uniti di spiare gli americani. Perché mai potrebbe essere possibile? Beh, ci sono un paio di indizi. Uno proviene dai documenti. Scoperti e resi pubblici, Dio lo benedica, da Ed Snowden alcuni anni fa, che hanno dimostrato che la NSA, l’agenzia per la sicurezza nazionale, la più grande di tutte le nostre agenzie di spionaggio, ha consegnato dati grezzi, indovinate un po’, al governo israeliano, che includevano informazioni private sugli americani.   Quindi raccolgono tutte queste informazioni, le comunicazioni dei cittadini americani, e le consegnano tutte senza prendere informazioni private, sugli americani, sui nostri cittadini, le consegnano a un governo straniero, ed è per un servizio. Per essere usate, Dio solo sa come, questo è uno. Il secondo è un momento molto rivelatore al Congresso due anni e mezzo fa con un uomo, un deputato dell’Ohio di nome Mike Turner,che all’epoca era il presidente della Commissione Intelligence della Camera. E sosteneva, in qualità di presidente della Commissione Intelligence della Camera, che si dovesse sempre fare di più per spiare gli americani. Quindi le commissioni Intelligence della Camera e del Senato dovevano supervisionare le agenzie di Intelligence, perché non si sa davvero cosa facciano, non si conosce il loro budget, è tutto segreto, non si può sapere. Quindi i vostri rappresentanti in queste commissioni vigilano solo per assicurarsi che non violino la Costituzione degli Stati Uniti o i vostri diritti umani, dati da Dio e protetti dal governo degli Stati Uniti.   Questo è il punto. Ma per tutta la mia vita, queste commissioni hanno lavorato di concerto con l’intelligence per violare i diritti civili degli americani e sono state quasi sempre guidate da alcune delle persone più disoneste e personalmente problematiche di tutto il Congresso. Quindi forse non è sempre vero, ma certamente nel caso di Mike Turner è vero. Sapete, quel tizio pubblicamente accusato di corruzione con una vita personale caotica che finisce per essere il presidente di una commissione Intelligence.   Hmm. Mi chiedo perché una persona vulnerabile al controllo finisca a capo della supervisione delle agenzie di intelligence. Ok, sicuramente si tratta di Mike Turner. Comunque, Mike Turner sta gestendo la situazione e sta presentando la sua proposta a circa 200 collaboratori al Congresso. E ha detto: «Dobbiamo farlo, dobbiamo farlo». E ha una serie di diapositive alle sue spalle. E una delle diapositive che mostra mostra persone che protestano contro l’uccisione di civili da parte del governo israeliano a Gaza. Quelle proteste di Gaza. E dice: «Abbiamo bisogno di questo perché queste persone prendono chiaramente ordini da Hamas. Sono come studenti universitari arrabbiati per i bambini uccisi dalle IDF. Ma siccome Mike Turner e molte persone come Mike Turner li guardano e dicono: “Avete connessioni straniere. Non potete essere giunti a questa conclusione da soli. Non avete semplicemente scelto l’apostasia. Siete stati chiaramente corrotti da qualche forza esterna, da qualche potenza straniera. Abbiamo il diritto di spiarvi”». Ha presentato questa tesi al congresso.   Quindi, come si collega questo alle leggi sulla blasfemia, così come delineate e adottate da quasi 40 stati dall’IHRA? Molto semplice: se avere queste, cito, percezioni è un crimine, allora questo dà al governo degli Stati Uniti il ​​pretesto per spiarti e poi punirti. Un altro modo di pensarci è che quasi nessuna azione umana, o ora percezione, crimine di pensiero, viene mai codificata da un organo legislativo senza l’intento di punire le persone che la violano. Perché votare su qualcosa se non si avesse intenzione di punire le persone? Che vanno contro lo standard che hai stabilito. Beh, non lo faresti.   E quindi, il punto è che questa nuova religione civica è l’esatto opposto della vecchia religione civica in quanto non protegge i diritti civili, i diritti umani innati, è nemica di quei diritti. È nemica dell’universalismo, della convinzione che tutti noi siamo stati creati da Dio e abbiamo uguale valore morale. Ed è la nemica della comprensione delle persone che ha portato alla Dichiarazione dei Diritti, ovvero che questi diritti ci sono stati dati da Dio. Non ci crede, e lo sapete, perché il suo primo comando è che stiate zitti, e non solo zitti, ma che cambiate le vostre, cito, percezioni, cambiate i pensieri nella vostra testa, cambiate i vostri sentimenti, le vostre percezioni, le vostre conclusioni. Dovete cambiarle.   È una visione del mondo totalitaria. È una visione del mondo totalitaria in quanto cerca di controllare la totalità di una persona. Non solo le sue azioni. Non puoi prendere a pugni qualcuno in faccia perché non ti piace la sua etnia. Giusto. Giusto! Tutti sono a favore del rispetto di questa legge. Non puoi avere una certa percezione di un’altra persona. Se esiste una definizione migliore di obiettivo totalitario, è difficile immaginarla. Quindi questa è la nostra nuova religione. Ecco dove ci porta l’israelismo. Voglio concludere con quello che è probabilmente il più deriso e al tempo stesso il più chiaro evangelista di questa nuova fede, questo israelismo. S   i potrebbe dire che è cristianesimo senza il Nuovo Testamento, e questo sarebbe qualcuno che, ancora una volta, viene spesso deriso perché considerato stupido o perché non sa di cosa parla. Ma a volte sono proprio persone come queste a dare un quadro più chiaro di ciò di cui parlano realmente coloro che sono al potere. E questa persona è Sean Hannity di Fox News. Non è una persona cattiva, non è una persona meschina, è cattolico da sempre. Se gli chiedeste: «Sei cattolico?», risponderebbe: «certo, sì, sono cattolico». E penso che lo sia. Non è un aggressore, né pretende di comprendere la sua fede religiosa personale. Ma guardate Sean Hannity, cattolico fin dalla nascita, descrivere il Papa. Questa è la sua reazione. All’attacco del presidente degli Stati Uniti al Papa, capo della Chiesa Cattolica. Ed ecco la risposta di Sean Hannity, da cattolico, a tutto ciò. Guardate.  

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Prendiamo un po’ la mentalità dei notiziari televisivi e diciamo al papa: «ehi, hai mai letto la Bibbia?». È esilarante. Il fatto è che il papa non ha mai letto la Bibbia. È solo il papa. Quindi c’è questo. Ok, è divertente. Ma ascoltiamo il contenuto, che in realtà è più interessante, meno divertente e un po’ più sostanzioso di quanto sembri a prima vista.   Quindi, il papa sta dicendo: «Guardate, sono un leader cristiano. Il Vangelo cristiano che rappresento, per quanto imperfettamente questo papa possa rappresentarlo dal mio punto di vista, imperfettamente, ma comunque… tutti i leader cristiani hanno il dovere di consultare il Vangelo quando pensano alle loro posizioni su determinate questioni, questo è il punto fondamentale, il Vangelo. E come leader cristiano, il leader della più grande denominazione cristiana, io non sono a favore della guerra e forse alcune guerre sono difendibili secondo la teoria della guerra giusta, che nessuno spiega mai veramente. Potete immaginare una guerra di autodifesa con cui la maggior parte dei cristiani si sentirebbe a proprio agio. Essere cristiani probabilmente non significa necessariamente opporsi a ogni forma di violenza in ogni circostanza».   Forse dovrebbe, ma in pratica non è così. Ma questo papa sta solo dicendo qualcosa di piuttosto convenzionale. Niente di folle, in realtà. Nessun insulto, nessuna grande deviazione dalla teologia o dall’etica cristiana come le persone le hanno intese per migliaia di anni. E la risposta è: «ehi, non hai letto la Bibbia? Ci sono un sacco di uccisioni nella Bibbia. Israele è costantemente sotto attacco dai suoi vicini, gli Amaleciti, i Filistei, e chi più ne ha più ne metta, e combatte con la benedizione di Dio, e uccide, ed è quello che dovrebbe fare». Il che è vero, tra l’altro, è tutto lì. Ma non è nel Nuovo Testamento. E per i cristiani, questa è la differenza. Non si tratta di irrilevanza dell’Antico Testamento, certamente no, e come disse Gesù in una sua famosa frase: «non sono venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a compimento. Sono qui perché la legge abbia l’effetto desiderato su di voi». Gesù non dà mai un solo ordine di uccidere o ferire qualcuno, e non c’è un solo posto in tutto il Nuovo Testamento, nei quattro Vangeli, nelle lettere che seguono, per lo più di Paolo, e nella visione finale di San Giovanni chiamata Apocalisse.   Non c’è una sola pagina o frase in tutto il Nuovo Testamento in cui Gesù dica che gli ebrei sono fastidiosi, una minaccia, che non sono d’accordo con noi o che, appartenendo a un’altra fede, vadano uccisi. Nemmeno una volta. Anzi, è chiaramente l’opposto. Tanto che viene da chiedersi chi legga davvero la Bibbia.   Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 5, nel famoso Sermone della Montagna, Gesù affronta questo tema in modo chiarissimo. Chiunque lo legga, per la prima o per la centesima volta, capisce che Gesù è radicalmente contrario alla violenza e all’avidità. Non si limita a condannarle: prende i comandamenti dell’Antico Testamento e li porta all’estremo, in modo scioccante per le orecchie antiche come per quelle moderne.   Dice: «Avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello rischia il giudizio». Se maledici qualcuno, rischi l’inferno. È un insegnamento radicale, che non appartiene a questo mondo – ed è proprio questo il punto.   Da questo non si può in alcun modo dedurre che Gesù approvi il bombardamento di bambini, la distruzione di palazzi o lo stupro di persone nelle prigioni. È esattamente l’opposto.   Quindi, se qualcuno, facendo riferimento all’Antico Testamento o al Libro di Rut, sostiene principi violenti e li presenta come cristianesimo, in realtà sta abbracciando un’altra religione. Non è il Cristianesimo. È una nuova fede che potremmo chiamare «israelismo».   Siate onesti: datele un nome, scrivete il suo credo, elencate i suoi dieci punti. Smettetela di confondere le idee sostenendo che ciò che è chiaramente anticristiano sia invece il vero cristianesimo, perché non lo è.   Questo tipo di inganno sta disorientando molte persone. Proprio per questo ci è sembrato il momento giusto per riflettere su cosa i cristiani dovrebbero pensare oggi, mentre il Presidente degli Stati Uniti interviene su questioni teologiche e il mondo si muove verso un futuro incerto che tutti sentiamo pesare su di noi.   Josiah Trenum è un sacerdote ortodosso e pastore della California meridionale con cui abbiamo già parlato in passato. Pur non essendo ortodosso, ha una voce autorevole su ciò che i Vangeli dicono realmente. Siamo felici di riaverlo con noi. Padre, grazie per essere qui.   Tucker Carlson

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Immigrazione

La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo

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In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.

 

È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.

 

Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.

 

Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.

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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.

 

Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.

 

Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.

 

Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.

 

È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.

 

Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.

 

Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.

 

Victor García 

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