Pensiero
Mons. Viganò: il Grande Reset e la distruzione del tessuto sociale, economico, religioso e culturale italiano
Renovatio 21 pubblica brani della trascrizione dell’intervista rilasciata da Monsignor Carlo Maria Viganò a Canale Italia il 2 aprile 2022.
A partire dal Concilio Vaticano II (1962-1965), le infiltrazioni massoniche in seno alla Chiesa Cattolica sono divenute via via più consistenti. Progressismo e relativismo sono stati impiegati come armi per minare la fedeltà alla Tradizione. L’Arcivescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988, aveva dunque intuito che il Cattolicesimo si trovava sull’orlo del baratro?
Certamente. Mons. Lefebvre fu uno dei pochi, pochissimi Prelati che volle denunciare la rivoluzione conciliare, comprendendone l’indole eversiva. E dico “che volle” perché molti altri Presuli compresero che era in atto una vera e propria rivoluzione.
Alcuni la videro come un pericolo, altri come una «primavera della Chiesa». Ma tra quanti videro il pericolo, quasi nessuno seppe denunciarlo apertamente.
Comprendiamo oggi il merito storico di Mons. Lefebvre nell’essersi ribellato alla linea dettata dal politburo conciliare e aver creato le premesse per un ritorno della Chiesa alla dottrina e alla Santa Messa di sempre.
Si potrebbe considerare la Mafia di San Gallo come una sorta di World Economic Forum ecclesiastico?
Se identifichiamo il World Economic Forum come una lobby privata che ha occupato con suoi adepti i posti più importanti delle istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, allo scopo di imporre l’agenda globalista contro la volontà dei cittadini, certamente il parallelo con la Mafia di San Gallo è calzante.
Anche questa conventicola di cospiratori ha messo nella Curia Romana e negli organi periferici della Chiesa i propri agenti, così come ha imposto l’agenda conciliare contro la volontà dei fedeli. Ma come non c’è solo in World Economic Forum in ambito pubblico, così non c’è solo la Mafia di San Gallo in ambito ecclesiastico.
Ci troviamo di fronte ad un colpo di Stato globale, che coinvolge tanto la società civile quanto la Chiesa. Entrambe sono infiltrate e controllate da personaggi che usano il proprio potere e l’autorità che ne deriva, non per le finalità delle istituzioni che governano, ma per distruggerle.
Questa crisi dell’autorità va denunciata, perché l’azione di chi è giunto ai vertici delle Nazioni e della Chiesa costituisce un atto eversivo e criminale.
Antonio Socci, nel suo saggio Non è Francesco sostiene che, sotto il profilo del diritto canonico, l’elezione di Francesco al Soglio pontificio non si sia svolta in maniera regolare e che il Conclave del 2013 sia illegittimo. Qual è la Sua opinione in proposito?
Le ricostruzioni di Antonio Socci riprendono indiscrezioni di Elisabetta Piqué, molto vicina a Bergoglio, e di Austin Ivereigh: esse sembrano verosimili, anche se non supportate da prove inequivocabili. Ma allo stesso tempo non sono state mai smentite dalla Santa Sede, e questo ha fatto sì che le speculazioni sulla Rinuncia di Benedetto XVI e sulle manovre della Mafia di San Gallo al Conclave si moltiplicassero, creando sgomento, confusione e divisione tra i fedeli.
Se pensiamo agli interventi del Vaticano su un’infinità di temi, desta sconcerto il suo silenzio su un tema così importante. Ancor maggiore è lo sconcerto dinanzi al silenzio dei Cardinali che hanno partecipato a quel Conclave. Alcuni si appellano al segreto pontificio, ma in presenza di un’eventuale infrazione alle norme previste dalla Costituzione Apostolica, che renderebbe invalida l’elezione del Pontefice, non c’è nessuna giustificazione a questo prolungato silenzio.
(…)
Prima o poi la verità emergerà e il gravissimo danno recato alla Chiesa dovrà essere denunciato e riparato.
La Chiesa Cattolica, già da tempo avviata all’ecumenismo, e in linea con le logiche di omologazione propugnate dalle oligarchie mondialiste, sembrerebbe oggi puntare a una religione unica, alla creazione di un sincretismo che mescoli dottrine monoteiste e credenze di matrice pagana, come il culto andino della Pachamama: si tratta di un’operazione omicida o di un gesto suicida?
Entrambe le cose. Da un lato, la parte corrotta della Gerarchia – che chiamo per brevità deep church – essendo asservita a Satana odia la Chiesa in quanto Corpo Mistico di Cristo e intende ucciderla come ha fatto con il suo Capo. Ma sappiamo che come Cristo è risorto, così risorgerà anche il Suo Corpo Mistico, dopo la sua passione. Quindi sì: chi serve il Diavolo compie un’operazione omicida, per quanto folle e destinata al fallimento.
Dall’altro lato, la porzione sana della Gerarchia è in massima parte composta da Vescovi e chierici che accettano comunque le premesse ideologiche dell’apostasia presente, poiché accettano il Concilio e la nuova liturgia che ne veicola gli errori alle masse. Costoro non vogliono che la Chiesa soccomba: si illudono, contro ogni evidenza e dopo ormai sessant’anni di fallimenti, che il Concilio sia stato male interpretato, che la nuova Messa sia celebrata male ma che si possa tornare a una certa dignità nella liturgia, che l’ecumenismo vada bene giusto con gli Ortodossi ma non con gli idolatri. Ma se non si convincono che la crisi è iniziata con il Vaticano II, se non capiscono che è stato il Concilio a provocare questo disastro, e che per porvi rimedio occorre tornare alla fede, alla morale e alla liturgia di prima del Concilio, sono inconsapevolmente parte del problema.
Costoro, pur con tutte le migliori intenzioni, rappresentano quella parte di moderati che, dinanzi ad un attacco sferrato su tutti i fronti, se non combattono costituiscono un ostacolo alla soluzione della crisi. Il loro appoggio al Concilio e alla mentalità secolarizzata della deep church rende il loro gesto certamente suicida.
Bergoglio ha commissariato gli ordini più tradizionalisti: i Francescani dell’Immacolata, gli Araldi del Vangelo, le Piccole Suore di Maria Madre del Redentore. È forse allergico alle vocazioni autentiche oppure i beni di queste congregazioni fanno gola a qualcuno?
In un momento in cui la Chiesa subisce la drastica riduzione delle offerte e delle donazioni dei fedeli a causa della crisi economica provocata dalla psicopandemia, dalla chiusura delle chiese, dal disgusto di molti Cattolici per l’operato di Bergoglio e dei Vescovi, è evidente che ragranellare un po’ di soldi e beni immobili fa comodo alle disastrate casse vaticane.
Ma il vero motivo, quello che muove ogni azione della chiesa bergogliana, è l’odio implacabile per la Tradizione, di cui gli ordini contemplativi e quelli conservatori sono eloquente manifestazione.
Immaginatevi la rabbia di questi modernisti che, mentre si estinguono le comunità più progressiste e scompaiono gli Ordini religiosi nella crisi delle vocazioni e degli abbandoni, vedono rifiorire Monasteri e Istituti in cui c’è disciplina, fedeltà alla Regola del Fondatore, vera povertà, penitenza, spirito di raccoglimento e Liturgia tridentina.
Tutto questo rende evidente il loro fallimento e quindi va eliminato, perché non si veda che la Tradizione ha molto più seguito (e ne avrebbe enormemente di più, se non fosse sistematicamente boicottata) rispetto alla religione postconciliare, con i suoi preti senza talare, le sue suore senza velo, i suoi religiosi che non pregano, le sue chiese vuote.
Nella mente di Bergoglio meritano la sua approvazione solo le vocazioni moderniste, inclusive, volte alle periferie esistenziali, fatte di nulla dottrinale, di vuoto morale, di triti slogan umanitari. Appena una vocazione dimostra anche solo vaghi cenni di essere genuinamente cattolica, animata dal desiderio di dare gloria a Dio e di salvare le anime, ecco che diventa espressione di clericalismo, di intolleranza, di integralismo, di rigidità… con tutto il repertorio bergogliano di vocaboli più o meno offensivi che fa parte delle tecniche di criminalizzazione dell’avversario già sperimentate con successo sin dal Concilio.
Papa Francesco ha inneggiato al multiculturalismo, all’ecologismo, all’immigrazione, ha ricevuto in Vaticano Soros e Bill Gates, ha vestito i panni del promotore di sieri genici sperimentali. Si potrebbe ipotizzare una correlazione fra il suo operato e la formazione da gesuita?
Se ci si limitasse a «ipotizzare» questa correlazione si mostrerebbe quantomeno ingenuità e sprovvedutezza. La Compagnia di Gesù, che fu tra gli Ordini più importanti nella Chiesa, è stata presa di mira dall’azione del demonio che ne ha corrotto il carisma e l’ha progressivamente deviata ben prima del Vaticano II, ed è oggi il corpo d’assalto, per così dire, con cui la deep church demolisce quel che resta della Chiesa Cattolica per sostituirle una ong amorfa che possa fungere da «contenitore» della Religione dell’Umanità voluta dalla Massoneria e dal Nuovo Ordine Mondiale, coerentemente con le basi ideologiche poste dal Concilio.
Come ogni gesuita, anche Bergoglio è prima Gesuita e poi Cattolico. Per questo è ancor oggi proibito ai Gesuiti ascendere i gradi della Gerarchia, motivo per cui l’Argentino dovette chiedere la dispensa al Papa per essere consacrato Arcivescovo di Buenos Aires.
Quella deroga, se non fosse stata concessa, rispettando la Regola di Sant’Ignazio, ci avrebbe risparmiato i disastri che vediamo dal 2013. È evidente che i gesuiti hanno giocato un ruolo preminente non solo nel condurre a termine la rivoluzione conciliare, ma anche nel manovrare per portare uno dei loro fin sul Soglio di Pietro.
(…)
I Suoi lucidi, infuocati e coraggiosissimi interventi contro il Nuovo Ordine Mondiale Le hanno arrecato spiacevoli conseguenze, minacce, attacchi mediatici?
Già dopo le mie rivelazioni sugli scandali dell’allora Card. McCarrick, dovetti prendermi cura della mia incolumità.
Le mie dichiarazioni sulla farsa pandemica, che ricordo essere iniziate a Maggio del 2020, mi valsero allora insulti e linciaggi verbali, accuse di indebite interferenze o di cospirazionismo.
Vi è stato anche chi ha affermato che non fossi io a scrivere le mie dichiarazioni; si è persino insinuato che io fossi affetto da psicosi e «delirio di interpretazione», o addirittura posseduto dal demonio. Non parliamo poi delle accuse a seguito del mio pronunciamento sulla crisi russo-ucraina, alcuni giorni fa…
Mi ha stupito che questi attacchi spesso sopra le righe provengano in parte anche da ambienti del conservatorismo cattolico e della cosiddetta destra politica. In molti casi chi avrei ritenuto un alleato nell’opposizione alla farsa pandemica prima e alla provocazione bellica poi, ha mostrato di parteggiare per l’avversario, giungendo a riconoscere efficacia e liceità morale ai cosiddetti vaccini, o presentando Zelenskyj come vittima innocente delle mire espansionistiche di Putin. La realtà è ben diversa, e negarla o occultarla per sostenere le proprie tesi o per obbedire ai propri padroni non servirà a null’altro, se non a rendere la condanna dei colpevoli e dei complici ancora più giusta e motivata.
In ogni caso, ringrazio Dio e la Madonna per la salute che non mi manca, e per la protezione che mi hanno accordato sinora.
Il Governo Draghi ha approfittato della questione ucraina per prorogare l’emergenza sino al 31 dicembre 2022. Quali sono le Sue previsioni sul futuro politico, economico e sociale dell’Italia?
Non so se l’emergenza della Protezione Civile possa considerarsi un’estensione dell’emergenza pandemica, peraltro dichiarata illegittima e incostituzionale da una recente sentenza del tribunale di Pisa. Quello che è chiarissimo, se mai ci sono stati dubbi, è che Draghi risponde a poteri sovranazionali come molti altri esponenti del suo governo e delle massime istituzioni italiane, con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento. In quanto esponente di queste lobby, egli ha l’incarico di attuare l’agenda globalista anche se in contrasto con gli interessi nazionali e il bene dei cittadini.
Anzi, l’agenda consiste esattamente nella distruzione del tessuto sociale, economico, religioso e culturale dell’Italia, per attuare quel Great Reset, il cui ideatore e promotore Klaus Schwab è stato da poco in visita a Draghi.
Non oso fare previsioni, perché la situazione è estremamente incerta e piena di incognite. Nei piani del Nuovo Ordine Mondiale, l’Italia dovrebbe soccombere, essere invasa da milioni di immigrati, perdere la propria identità cattolica, cancellare le proprie tradizioni, essere svenduta a multinazionali straniere.
Ci vogliono servi, con un reddito universale dopo averci espropriato di tutto, con i servizi e i beni pubblici privatizzati, autorizzati solo agli spostamenti che decidono loro, controllati in ogni nostra azione, sorvegliati dal perpetuo green pass, che chiameranno ID digitale o con un altro allettante eufemismo. Questo è ciò che loro vorrebbero fare.
Ma loro non prendono in considerazione di essere asserviti all’eterno Perdente, e che la Provvidenza divina potrebbe decidere di risparmiare la nostra Patria dalla distruzione, se solo gli Italiani capiranno che i mali presenti sono la conseguenza dei nostri peccati, dei peccati pubblici della Nazione, di tutte le Nazioni; una punizione per aver rinnegato la nostra Fede, l’anima della nostra Italia, per aver strappato a Cristo la Sua Corona di Re universale, e quindi anche vero Re della nostra Nazione.
Il Signore ci aiuterà con la Sua Grazia, ma ci chiede di fare la nostra parte. Se combatteremo con Cristo, con Cristo celebreremo la vittoria. Se continueremo a non schierarci o peggio ci schiereremo con Satana, con Satana saremo precipitati nell’abisso.
Lei sarebbe disposto a fondare una sorta di nuova Santa Alleanza fra tutte le forze europee dissidenti, per contrastare insieme il diabolico totalitarismo tecno-sanitario che ci opprime?
Ho lanciato, poco tempo fa, un appello per la creazione di un’Alleanza Antiglobalista, che possa coordinare l’opposizione delle forze buone delle diverse Nazioni al colpo di stato dell’élite. Ma quest’Alleanza deve essere un’iniziativa dei laici, così come laici devono essere coloro che, in quanto Cristiani e cittadini, danno una testimonianza pubblica della loro Fede e si impegnano in politica.
Non dimentichiamo che quando il Signore ci ha ammonito «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» (Mt 22, 21), Egli ci esortava non solo a pagare le tasse, ma anche a compiere il nostro dovere nei riguardi della Patria, specialmente quando essi sono messi in pericolo da chi, come ultimo obbiettivo, ha la distruzione della società cristiana tradizionale, per un odio inestinguibile contro Gesù Cristo.
Ma mentre il nemico ci spiegava per filo e per segno cosa avrebbe voluto fare per «resettare» il mondo, ad iniziare dalla decimazione della popolazione mondiale tramite contraccezione, aborto e omosessualismo, epidemie e vaccini, dall’altra parte i buoni sembravano intimiditi dal «progresso» e si vergognavano di opporre a questi progetti criminali una proposta sociale e politica senza compromessi.
Mentre i cospiratori formavano al Forum di Davos i loro futuri leader e li mettevano ai vertici delle Nazioni e delle istituzioni internazionali – praticamente tutti quelli oggi al potere, da Macron a Trudeau, dalla Merkel a Zelenskyj – cosa facevano coloro che avevano a cuore la sovranità dello Stato, la tutela della vita e della famiglia tradizionale, la difesa della Religione e della Morale?
Nulla. Nessuna formazione, nessun investimento sulle future classi dirigenti, nessuna istruzione accademica dei leader cattolici, secondo i principi non negoziabili.
Anzi, a ben vedere il tradimento del Clero in questo campo è stato rivelatore, perché al fianco dell’opera del deep state in campo civile, ed anzi quasi a crearne la base ideologica e sociale, la deep church si è venduta alle istanze della Sinistra, ha preferito il dialogo ecumenico alla predicazione e alla conversione delle anime, ha accettato i principi rivoluzionari della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed essa per prima ha strappato a Cristo la Sua Corona Regale, facendosi apostola della laicità dello Stato.
Oggi, con Bergoglio, il tradimento si è consumato in un’apostasia, con l’appoggio all’ideologia globalista, al migrazionismo, al neomalthusianesimo, al Nuovo Ordine Mondiale, alla Religione dell’Umanità. È stata addirittura complice della frode pandemica e della vaccinazione di massa, nonostante la presenza di linee cellulari abortive nei sieri e l’indebolimento irreversibile del sistema immunitario che provoca; oggi si pone ipocritamente al fianco del sistema, sostenendo in Ucraina il fantoccio di Schwab, Zelenskyj, e dando contro al Presidente Putin, che è l’unico capo di stato che si opponga alla globalizzazione e ai principi criminali che la ispirano.
Per tornare all’Italia, a mio parere occorrono due cose, per cercare di uscire da questa crisi.
La prima, e la più importante, è la formazione di classi dirigenti e veri leader politici che vogliano impegnarsi per il buon governo, applicando il Vangelo nel sociale. Questo ovviamente presuppone che vi siano Cattolici disposti a tornare all’integralità della Fede e della Morale, senza compromessi e con la fierezza di una testimonianza coraggiosa.
La seconda è la costituzione di una coalizione che unisca i partiti e i movimenti che condividono il programma dell’Alleanza Antiglobalista, ritrovando anche la vocazione sovranista, quella federalista e quella moderatamente liberale che i partiti del Centrodestra hanno rinnegato in questi anni.
Unire insomma l’esperienza pregressa (facendo tesoro degli errori commessi per non ripeterli) e i nuovi movimenti che stanno nascendo.
Penso anzi che questa idea potrebbe essere replicata anche in altri Stati, che sarebbero così in grado di far fronte-comune contro il Leviatano globalista.
Pensiero
Il discorso di Trump a Davos
Renovatio 21 pubblica la trascrizione integrale tradotta in italiano del discorso tenuto al World Economic Forum di Davos dal presidente americano Donald Trump. Si tratta di un discorso di importanza capitale dove è dichiarata apertis verbisla sua agenda di governo, dall’economia e la difesa della classe media americana a questioni di geopolitica stringente come le guerre in corso e, soprattutto, l’acquisizione della Groenlandia. Al di là dei contenuti, tutti di rilevanza assoluta, preme l’assoluta, sfrontata libertà con cui The Donald accusa e canzona i buroplutocrati accorsi alla kermesse davosiana, facendo nomi e cognomi, oramai al di fuori da qualsiasi infingimento diplomatico divenuto inutile in quella che a tutti gli effetti è una fase nuova della politica americana, forse slatentizzatasi, una volta per tutte, in politica imperiale. Emerge ad ogni modo, in modo sempre più evidente, la fine dell’Europa, mollata di fatto dalla Casa Bianca, e ora costretta a deambulare nel mondo tra i suoi costrutti cervellotici e liberticidi e gli impulsi guerrafondai e suicidi. Dal discorso di Trump qualcuno può trarre l’idea che l’Europa sia al capolinea: o forse, è arrivata finalmente al termine l’Unione Europea e con essa, c’è da sperare, la NATO.
È fantastico essere di nuovo nella splendida Davos, in Svizzera, e poter parlare a così tanti stimati leader aziendali, a così tanti amici, a qualche nemico e a tutti gli illustri ospiti. È un Gotha, lo dico io.
Sono arrivato al World Economic Forum di quest’anno con notizie davvero fenomenali dall’America. Ieri ha segnato il primo anniversario del mio insediamento e oggi, dopo 12 mesi di ritorno alla Casa Bianca, la nostra economia è in piena espansione.
La crescita sta esplodendo, la produttività è in forte crescita, gli investimenti sono in forte crescita, i redditi sono in aumento, l’inflazione è stata sconfitta. Il nostro confine, un tempo aperto e pericoloso, è ora chiuso e praticamente impenetrabile, e gli Stati Uniti sono nel mezzo della svolta economica più rapida e drammatica nella storia del nostro Paese.
Sotto l’amministrazione Biden, l’America era tormentata dall’incubo della stagflazione, ovvero bassa crescita e alta inflazione, una ricetta per miseria, fallimento e declino. Ma ora, dopo solo un anno di politiche da me intraprese, stiamo assistendo all’esatto opposto: un’inflazione praticamente nulla e una crescita economica straordinariamente elevata – una crescita che, credo, vedrete molto presto, il nostro Paese non ha mai visto prima, forse nessun Paese ha mai visto prima.
Negli ultimi tre mesi, l’inflazione di fondo è stata pari solo all’1,6%. Nel frattempo, si prevede che la crescita del quarto trimestre sarà del 5,4%, ben al di sopra di quanto chiunque altro, a parte me e pochi altri, avesse previsto. Dalle elezioni, il mercato azionario ha raggiunto 52 massimi storici. Quindi, in un anno, 52 record, aggiungendo 9.000 miliardi di dollari di valore ai conti pensione, ai fondi 401(k) e ai risparmi delle persone.
La gente se la passa molto bene. Sono molto contenti di me. Dal mio insediamento, abbiamo tolto più di 1,2 milioni di persone dai buoni pasto. E dopo quattro anni, in cui Biden ha ottenuto meno di 1.000 miliardi di dollari di nuovi investimenti nel nostro Paese. Pensateci, 1.000 miliardi, decisamente meno.
In quattro anni, abbiamo ottenuto impegni per la cifra record di 18.000 miliardi di dollari e pensiamo che, quando saranno pubblicati i dati definitivi, gli investimenti saranno più vicini ai 20.000 miliardi di dollari. Un risultato del genere non è mai stato raggiunto da nessun Paese, nemmeno lontanamente.
Poco più di un anno fa, sotto la guida dei Democratici di sinistra radicale, eravamo un Paese morto. Ora siamo il Paese più in voga al mondo. Infatti, l’economia degli Stati Uniti è sulla buona strada per crescere al doppio del tasso previsto dal FMI [Fondo Monetario Internazionale] lo scorso aprile. E con le mie politiche di crescita e tariffarie, dovrebbe essere molto più alta – credo davvero che potremo arrivare molto più in alto. E questa è un’ottima notizia, ed è un’ottima notizia per tutte le nazioni.
Gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta. E quando l’America prospera, prospera anche il mondo intero. È la storia. Quando le cose vanno male, vanno male, tutto… Voi tutti ci seguite in discesa e ci seguite in salita. E siamo a un punto in cui non siamo mai stati, non credo che ci siamo mai stati, non avrei mai pensato che potessimo farcela così in fretta. La mia più grande sorpresa è che pensavo ci sarebbe voluto più di un anno, forse un anno e un mese, ma è successo molto velocemente.
Questo pomeriggio vorrei discutere di come abbiamo raggiunto questo miracolo economico, di come intendiamo elevare il tenore di vita dei nostri cittadini a livelli mai visti prima. E forse di come anche voi, e i luoghi da cui provenite, possiate fare molto meglio seguendo quello che stiamo facendo. Perché certi luoghi in Europa non sono nemmeno più riconoscibili, francamente, non lo sono più.
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E possiamo discuterne, ma non c’è discussione. Gli amici tornano da posti diversi – non voglio insultare nessuno – e dicono: «Non lo riconosco», e non lo dico in senso positivo. È in senso molto negativo. E io amo l’Europa, e voglio che l’Europa vada bene, ma non sta andando nella giusta direzione. Negli ultimi decenni, a Washington e nelle capitali europee è diventato opinione diffusa che l’unico modo per far crescere un’economia occidentale moderna fosse attraverso una spesa pubblica in continua crescita, migrazioni di massa incontrollate e importazioni dall’estero senza fine.
L’opinione generale era che i cosiddetti lavori sporchi e l’industria pesante dovessero essere trasferiti altrove, che l’energia a prezzi accessibili dovesse essere sostituita dalla Green New Scam e che i paesi potessero essere sostenuti importando popolazioni nuove e completamente diverse da terre lontane.
Questa è stata la strada che l’amministrazione del «sonnolento Joe» Biden e molti altri governi occidentali hanno seguito in modo molto sconsiderato, voltando le spalle a tutto ciò che rende le nazioni ricche, potenti e forti – e c’è così tanto potenziale in così tante nazioni.
Il risultato è stato un deficit di bilancio e commerciale record e un crescente deficit sovrano, causato dalla più grande ondata migratoria di massa nella storia dell’umanità. Non abbiamo mai visto niente di simile. Francamente, molte parti del nostro mondo vengono distrutte sotto i nostri occhi, e i leader non capiscono nemmeno cosa sta succedendo – e quelli che lo capiscono non stanno facendo nulla al riguardo.
Praticamente tutti i cosiddetti esperti avevano previsto che i miei piani per porre fine a questo modello fallimentare avrebbero innescato una recessione globale e un’inflazione galoppante. Ma abbiamo dimostrato che si sbagliavano. Anzi, è esattamente il contrario. In un anno, il nostro programma ha prodotto una trasformazione come l’America non vedeva da oltre 100 anni.
Invece di chiudere le centrali elettriche, le stiamo riaprendo. Invece di costruire pale eoliche inefficaci e in perdita, le stiamo smantellando e non ne approviamo nessuna. Invece di dare potere ai burocrati, li stiamo licenziando, e loro se ne vanno a cercare lavoro nel settore privato, per due o tre volte quello che guadagnavano nel settore pubblico. Quindi, hanno iniziato a odiarmi quando li abbiamo licenziati, e ora mi amano.
Invece di aumentare le tasse sui produttori nazionali, le stiamo abbassando e stiamo aumentando i dazi sui paesi stranieri per risarcire i danni che hanno causato. In 12 mesi, abbiamo rimosso oltre 270.000 burocrati dai libri paga federali: la più grande riduzione annuale dell’occupazione pubblica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nessuno pensava che sarebbe successo, ma non avevamo scelta. Per rendere grande un Paese, non si possono avere solo posti di lavoro federali.
Abbiamo tagliato la spesa federale di 100 miliardi di dollari e ridotto il deficit di bilancio federale del 27% in un solo anno. Da allora, la riduzione sarà ancora più significativa, portando l’inflazione ben al di sotto dei massimi storici dell’amministrazione Biden. Ogni mese, i tassi sono aumentati, aumentati, aumentati. Avevo promesso di tagliare 10 vecchie normative per ogni nuova normativa, ma invece ho tagliato – in realtà, fino a questo momento – 129 normative per ogni nuova normativa approvata. Quindi, ogni volta che presentano una nuova normativa, ne elaboriamo almeno 10. Ma finora, la media è di 129, se ci credete.
A luglio abbiamo approvato i più grandi tagli fiscali nella storia americana, tra cui l’eliminazione delle mance, degli straordinari e della previdenza sociale per i nostri cari anziani. Abbiamo anche introdotto la detrazione fiscale al 100% – è quella che preferiscono – e un ammortamento bonus per tutte le nuove attrezzature e gli investimenti di capitale, per aiutare le aziende a espandersi e a spostare la produzione in America. Ne sono così entusiasti. Costruiscono uno stabilimento e possono dedurre immediatamente l’intero importo, invece di dover aspettare dai 38 ai 41 anni come ai vecchi tempi.
Si tratta di un miracolo che sta avvenendo. Nessuno avrebbe mai pensato che un Paese potesse riuscirci, ma noi lo abbiamo fatto. È ciò che ha reso il mio primo mandato il quadriennio più redditizio che abbiamo mai avuto dal punto di vista finanziario. E ora abbiamo alzato la soglia. Si tratta di un programma decennale, non annuale, ma è possibile dedurre tutto in un anno – prima erano 38-41 anni.
Con i dazi, abbiamo ridotto radicalmente il nostro deficit commerciale in forte crescita, che era il più grande nella storia mondiale. Perdevamo più di mille miliardi di dollari ogni anno, ed era semplicemente sprecato. Stava per essere sprecato. Ma in un anno, ho ridotto il nostro deficit commerciale mensile di un sorprendente 77% – e tutto questo senza inflazione, cosa che tutti dicevano impossibile. C’erano un paio di persone brillanti che pensavano davvero che stessi facendo la cosa giusta. Pensavo di stare facendo la cosa giusta. Ora pensano tutti che stia facendo la cosa giusta perché non riescono a credere ai numeri.
Le esportazioni americane sono aumentate di oltre 150 miliardi di dollari, la produzione nazionale di acciaio è aumentata di 300.000 tonnellate al mese e raddoppierà nei prossimi quattro mesi. Sta raddoppiando e triplicando, e abbiamo acciaierie in costruzione in tutto il Paese. Nessuno avrebbe mai pensato di assistere a una cosa del genere. La costruzione di fabbriche è aumentata del 41% e questo numero è destinato a salire alle stelle in questo momento, perché questo avviene durante un processo che stanno mettendo in atto per ottenere le loro approvazioni – e noi abbiamo dato approvazioni molto, molto rapidamente.
Nel frattempo, abbiamo stretto accordi commerciali storici con partner che coprono il 40% di tutto il commercio statunitense: alcune delle più grandi aziende e paesi del mondo. Abbiamo anche paesi come nostri partner: le nazioni europee, il Giappone, la Corea del Sud, sono nostri partner. Hanno stretto accordi enormi con noi, soprattutto su petrolio e gas, e questi accordi stimolano la crescita e fanno esplodere i mercati azionari, non solo negli Stati Uniti, ma praticamente in tutti i paesi che sono venuti a stringere un accordo. Perché, come avete imparato, quando gli Stati Uniti salgono, voi li seguite. È diventato davvero un punto fermo.
In America, ho fermato le politiche energetiche distruttive che fanno salire i prezzi e allo stesso tempo trasferiscono posti di lavoro e fabbriche ai peggiori inquinatori del mondo. Sono proprio loro, inquinatori. Sotto la guida del sonnolento Joe Biden, le nuove concessioni nazionali di petrolio e gas sono diminuite del 95%. Pensateci. E si chiedono: perché la benzina è salita così in fretta? In realtà, il prezzo della benzina ha superato i 5 dollari al gallone, e in alcuni posti i 7 dollari al gallone, e più di 100 grandi centrali elettriche sono state chiuse con la forza da persone incompetenti, che non avevano la minima idea di cosa stessero facendo.
Sotto la mia guida, la produzione di gas naturale statunitense ha raggiunto di gran lunga il massimo storico. La produzione di petrolio statunitense è aumentata di 730.000 barili al giorno e la scorsa settimana abbiamo raccolto 50 milioni di barili solo dal Venezuela. Il Venezuela è stato un posto fantastico per tanti anni, ma poi ha sbagliato politicamente. Vent’anni fa era un grande paese, e ora ha problemi. Ma noi li stiamo aiutando e con quei 50 milioni di barili, ci divideremo con loro, e loro guadagneranno più soldi di quanti ne abbiano guadagnati per molto tempo.
Il Venezuela andrà alla grande. Apprezziamo tutta la collaborazione. Abbiamo dato, abbiamo dato una grande collaborazione. Una volta terminato l’attacco, l’attacco è finito e hanno detto: «facciamo un accordo». Più persone dovrebbero farlo, ma il Venezuela guadagnerà più soldi nei prossimi sei mesi di quanti ne abbia guadagnati negli ultimi 20 anni. Tutte le principali compagnie petrolifere si stanno unendo a noi. È incredibile. È una cosa bellissima da vedere.
La leadership del Paese è stata molto brava. Sono stati molto, molto intelligenti. Il prezzo della benzina è ora inferiore a 2,50 dollari al gallone in molti stati, 2,30 dollari al gallone nella maggior parte degli stati, e presto la media sarà inferiore a 2 dollari al gallone in molti posti. È già sceso ancora più in basso, a 1,95 dollari al gallone. Numerosi stati sono a 1,99 dollari – numeri che nessuno sentiva da anni. In realtà, dalla mia ultima amministrazione, siamo arrivati a cifre simili.
Ho firmato un ordine che dirige e approva molti nuovi reattori nucleari. Stiamo investendo molto nel nucleare. Non ne ero un grande fan, perché non mi piacevano il rischio, il pericolo, ma loro hanno… i progressi che hanno fatto con il nucleare sono incredibili, e i progressi in materia di sicurezza sono incredibili. Siamo molto coinvolti nel mondo dell’energia nucleare, e ora possiamo averla a prezzi convenienti e in modo molto, molto sicuro.
E siamo leader mondiali nell’intelligenza artificiale, di gran lunga. Siamo leader mondiali anche rispetto alla Cina. Credo che il Presidente Xi rispetti il nostro operato, anche perché ho permesso a queste grandi aziende, costruendo questi enormi edifici, di costruire la propria capacità elettrica. Stanno costruendo le loro centrali elettriche, il che, sommato, è più di quanto stia facendo qualsiasi altro Paese al mondo. Ho letto di recente un articolo sul Wall Street Journal in cui si diceva che la Cina sta producendo così tanta energia, e lo sta facendo. Devo ammetterlo.
Ma ne stiamo creando altrettanta, se non di più, e glielo stiamo lasciando fare. Ne sono molto orgoglioso. È stata una mia idea. Ho detto: «non potete creare così tanta energia». Avevamo bisogno di più del doppio dell’energia attualmente disponibile nel Paese, solo per far funzionare gli impianti di intelligenza artificiale. E ho detto: «Non possiamo farlo. Abbiamo una rete elettrica vecchia». Poi mi è venuta l’idea: «Sapete, voi siete brillanti. Avete un sacco di soldi. Vediamo cosa sapete fare. Potete costruire le vostre centrali elettriche». E mi hanno guardato. Non mi hanno creduto. Tutti i nomi che, credo, sono presenti in questa stanza in questo momento, se volete sapere la verità, non ci hanno creduto. E io ho detto: «no, no, potete».
Sono tornati due settimane dopo e non avevano l’impianto. Hanno detto: «pensavamo che stessi scherzando». Ho risposto: «no, non solo non sto scherzando, ma avrete le vostre approvazioni entro due settimane». Dico sempre che per il nucleare ci vorranno tre settimane, ma la maggior parte delle centrali… stanno passando al petrolio e al gas. In alcuni casi stanno persino passando al carbone.
Grazie alla mia schiacciante vittoria elettorale, gli Stati Uniti hanno evitato il catastrofico collasso energetico che ha colpito ogni nazione europea che ha perseguito la Green New Scam [«grande truffa verde, ndr], forse la più grande bufala della storia. La Green New Scam: mulini a vento ovunque, distruggete la vostra terra. Distruggete la vostra terra. Ogni volta che succede, perdete 1.000 dollari. Dovreste guadagnare soldi con l’energia, non perderli.
Qui in Europa, abbiamo visto il destino che la sinistra radicale ha cercato di imporre all’America. Ci hanno provato con tutte le loro forze. La Germania ora produce il 22% di elettricità in meno rispetto al 2017 e non è colpa dell’attuale cancelliere. Sta risolvendo il problema. Farà un ottimo lavoro. Ma quello che hanno fatto prima del suo arrivo… Immagino sia per questo che è arrivato lì. E i prezzi dell’elettricità sono più alti del 64%.
Il Regno Unito produce solo un terzo dell’energia totale da tutte le fonti rispetto al 1999. Pensateci, un terzo. E si trova in cima al Mare del Nord, una delle più grandi riserve al mondo. Ma non lo usa, e questo è uno dei motivi per cui la sua energia ha raggiunto livelli catastroficamente bassi con prezzi altrettanto alti: prezzi alti, livelli bassissimi.
Pensateci, un terzo e vi ritrovate seduti sul Mare del Nord. E a loro piace dire: «Beh, sapete, è esaurito». Non è esaurito. Ha 500 anni. Non hanno nemmeno trovato il petrolio. Il Mare del Nord è incredibile. Non permettono a nessuno di trivellare. Dal punto di vista ambientale, non permettono di trivellare. Rendono impossibile alle compagnie petrolifere andarci. Prendono il 92% dei ricavi. Quindi, le compagnie petrolifere dicono: «non possiamo farlo». Sono venuti da me, «c’è qualcosa che puoi fare?»
Voglio che l’Europa faccia grandi cose. Voglio che il Regno Unito faccia grandi cose. Si trovano su una delle maggiori fonti di energia al mondo e non la usano. Anzi, i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 139%. Ci sono mulini a vento in tutta Europa. Ci sono mulini a vento ovunque, e sono perdenti. Una cosa che ho notato è che più mulini a vento ha un Paese, più soldi perde, e peggio va.
La Cina produce quasi tutti i mulini a vento, eppure non sono riuscito a trovarne nemmeno uno. Ci hai mai pensato? È un buon modo di vedere la cosa. Sono intelligenti. La Cina è molto intelligente. Li costruiscono. Li vendono a caro prezzo. Li vendono agli stupidi che li comprano, ma non li usano loro stessi.
Hanno costruito un paio di grandi parchi eolici. Ma non li usano. Li costruiscono solo per mostrare alla gente come potrebbero essere. Non spendono. Non fanno niente. Usano principalmente una cosa chiamata carbone. La Cina punta sul carbone. Punta sul petrolio e sul gas. Stanno iniziando a considerare un po’ il nucleare, e se la cavano benissimo. Fanno una fortuna vendendo i mulini a vento, però, e penso davvero che non si sorprenderebbero se si fermassero. Sono rimasti scioccati dal fatto che continuino ad andare avanti. Sono stati molto amichevoli con me. Sono scioccati dal fatto che la gente continui a comprare quelle maledette cose. Hanno ucciso gli uccelli. Hanno rovinato i vostri paesaggi. A parte questo, penso che siano favolosi, tra l’altro, la gente stupida li compra.
Le conseguenze di queste politiche distruttive sono state gravissime, tra cui una crescita economica inferiore, un tenore di vita più basso, tassi di natalità più bassi, un’immigrazione più destabilizzante dal punto di vista sociale, una maggiore vulnerabilità ad avversari stranieri ostili e forze armate molto, molto più ridotte. Gli Stati Uniti hanno molto a cuore i cittadini europei. Davvero.
Voglio dire, guarda, io provengo dall’Europa: Scozia e Germania. 100% Scozia, mia madre. 100% Germania, mio padre. E crediamo profondamente nei legami che condividiamo con l’Europa come civiltà. Voglio vederla prosperare. Ecco perché questioni come l’energia, il commercio, l’immigrazione e la crescita economica devono essere preoccupazioni centrali per chiunque voglia vedere un Occidente forte e unito. Perché l’Europa e quei paesi devono fare la loro parte. Devono uscire dalla cultura che hanno creato negli ultimi 10 anni. È orribile quello che si stanno facendo. Si stanno distruggendo. Sono posti bellissimi, bellissimi.
Vogliamo alleati forti, non gravemente indeboliti. Vogliamo che l’Europa sia forte. In definitiva, si tratta di questioni di sicurezza nazionale, e forse nessun problema attuale rende la situazione più chiara di quanto stia accadendo con la Groenlandia. Vorrebbe che dicessi due parole sulla Groenlandia? Avrei voluto ometterla dal discorso, ma ho pensato che sarei stato recensito molto negativamente.
Nutro un immenso rispetto sia per il popolo della Groenlandia che per quello della Danimarca, un immenso rispetto. Ma ogni alleato della NATO ha l’obbligo di essere in grado di difendere il proprio territorio. E il fatto è che nessuna nazione, o gruppo di nazioni, è in grado di proteggere la Groenlandia, a parte gli Stati Uniti. Siamo una grande potenza, molto più grande di quanto la gente possa immaginare. Credo che l’abbiano scoperto due settimane fa, in Venezuela.
Lo abbiamo visto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la Danimarca cadde sotto il controllo della Germania dopo sole sei ore di combattimento e fu totalmente incapace di difendere né se stessa né la Groenlandia. Così, gli Stati Uniti furono costretti – lo facemmo, ci sentivamo in dovere di farlo – a inviare le nostre forze a presidiare il territorio della Groenlandia. E lo facemmo, a caro prezzo. Non avevano alcuna possibilità di riuscirci, e ci provarono. La Danimarca lo sa.
Abbiamo letteralmente creato basi in Groenlandia per la Danimarca. Abbiamo combattuto per la Danimarca. Non stavamo combattendo per nessun altro. Stavamo combattendo per salvarla per la Danimarca. Un grande, splendido pezzo di ghiaccio. È difficile chiamarlo terraferma. È un grande pezzo di ghiaccio. Ma abbiamo salvato la Groenlandia e abbiamo impedito con successo ai nostri nemici di mettere piede nel nostro emisfero. Quindi, lo abbiamo fatto anche per noi stessi. E poi, dopo la guerra, che abbiamo vinto, l’abbiamo vinta alla grande – senza di noi, adesso, parlereste tutti tedesco e forse un po’ di giapponese.
Dopo la guerra, abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca. Quanto siamo stati stupidi a farlo? Ma l’abbiamo fatto, ma gliel’abbiamo restituita. Ma quanto sono ingrati ora? Quindi ora il nostro Paese e il mondo affrontano rischi molto più grandi di prima, a causa dei missili, a causa del nucleare, a causa di armi da guerra di cui non posso nemmeno parlare.
Due settimane fa, hanno visto armi di cui nessuno aveva mai sentito parlare. Non sono riusciti a spararci un colpo. Hanno detto: «cos’è successo?». Tutto era scombussolato. Hanno detto: «li abbiamo nel mirino. Premete il grilletto». E non è successo niente. Nessun missile antiaereo è decollato. Ce n’è stato uno che è volato per circa 9 metri ed è precipitato, proprio accanto a chi lo aveva lanciato. Hanno detto: «che diavolo sta succedendo?». Quei sistemi difensivi sono stati realizzati dalla Russia e dalla Cina. Quindi, immagino che torneranno al tavolo da disegno.
La Groenlandia è un territorio vasto, quasi interamente disabitato e non sviluppato, indifeso in una posizione strategica chiave tra Stati Uniti, Russia e Cina. È esattamente lì, proprio nel mezzo. Non era importante, quasi, quando l’abbiamo restituita. Sapete, quando l’abbiamo restituita, non era la stessa di adesso. Non è importante per nessun altro motivo. Sapete, tutti parlano di minerali, ci sono così tanti posti… Non esistono terre rare. Non esistono terre rare. C’è la lavorazione delle terre rare, ma c’è così tanta terra rara che per arrivarci bisogna attraversare centinaia di metri di ghiaccio.
Non è questo il motivo per cui ne abbiamo bisogno. Ne abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale strategica e per la sicurezza internazionale. Quest’enorme isola non protetta fa in realtà parte del Nord America, al confine settentrionale dell’emisfero occidentale. È il nostro territorio. È quindi un interesse fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America e, in effetti, la nostra politica da centinaia di anni è quella di impedire alle minacce esterne di entrare nel nostro emisfero, e lo abbiamo fatto con grande successo. Non siamo mai stati più forti di adesso.
Ecco perché i presidenti americani hanno cercato di acquistare la Groenlandia per quasi due secoli. Sapete, ci hanno provato per due secoli. Avrebbero dovuto tenersela dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma avevano un presidente diverso. Va bene, la gente la pensa diversamente. Molto più necessario ora di quanto non lo fosse allora.
Tuttavia, nel 2019 la Danimarca ha dichiarato che avrebbe speso oltre 200 milioni di dollari per rafforzare le difese della Groenlandia. Ma, come sapete, hanno speso meno dell’1% di tale importo, l’1%. Nessuna traccia della Danimarca lì. E lo dico con grande rispetto per la Danimarca, di cui amo il popolo e i cui leader sono molto bravi.
Solo gli Stati Uniti possono proteggere questa gigantesca massa di terra, questo gigantesco pezzo di ghiaccio, svilupparlo e migliorarlo, e fare in modo che sia un bene per l’Europa, sicuro per l’Europa e buono per noi. Ed è per questo che sto cercando di avviare negoziati immediati per discutere ancora una volta dell’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, proprio come abbiamo acquisito molti altri territori nel corso della nostra storia. Come molte nazioni europee, anche loro hanno acquisito. Non c’è niente di sbagliato in questo. Molte di loro. Alcune hanno fatto il contrario, in realtà, se si guarda bene. Alcune avevano grandi, immense ricchezze, grandi, vaste terre, in tutto il mondo. Hanno fatto il contrario. Sono tornati al punto di partenza. Succede anche questo, ma alcune crescono.
Ma questo non rappresenterebbe una minaccia per la NATO. Migliorerebbe notevolmente la sicurezza dell’intera alleanza, l’Alleanza NATO. Gli Stati Uniti sono trattati in modo molto ingiusto dalla NATO. Voglio dirvelo. A pensarci bene, nessuno può contestarlo. Diamo così tanto e riceviamo così poco in cambio. E sono stato un critico della NATO per molti anni, eppure ho fatto di più per aiutarla di qualsiasi altro presidente, di gran lunga di chiunque altro. Non avreste la NATO se non mi fossi impegnato nel mio primo mandato.
La guerra con l’Ucraina ne è un esempio. Siamo a migliaia di chilometri di distanza, separati da un oceano gigante. È una guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare, e non sarebbe iniziata se le elezioni presidenziali statunitensi del 2020 non fossero state truccate. Sono state elezioni truccate. Ora lo sanno tutti. L’hanno scoperto. Presto le persone saranno perseguite per quello che hanno fatto. Probabilmente è una notizia dell’ultima ora, ma è giusto che lo sia. Sono state elezioni truccate. Non si possono avere elezioni truccate. Servono confini forti, elezioni forti e, idealmente, una buona stampa. Lo dico sempre: confini forti, elezioni forti, elezioni libere e giuste e media imparziali.
I media sono terribili. Sono molto corrotti. Sono molto di parte, terribili, ma un giorno si raddrizzeranno, perché stanno perdendo ogni credibilità. Pensate, quando sono andato alle elezioni con una valanga di voti, una valanga gigantesca – ho vinto tutti e sette gli stati indecisi, ho vinto il voto popolare, ho vinto tutto – e ho ricevuto solo recensioni negative. Ciò significa che non hanno credibilità. E se vogliono ottenere credibilità, dovranno essere imparziali. Quindi, serve una stampa imparziale, ma servono anche tutti gli altri elementi, e io ho ereditato una situazione terribile, terribile.
Se ci pensi, il confine era aperto, l’inflazione imperversava, tutto andava male con gli Stati Uniti quando sono entrato in carica. Ma ho anche ereditato un pasticcio con l’Ucraina e la Russia, qualcosa che non sarebbe mai successo. E conosco Putin molto bene. Lui e io discutevamo dell’Ucraina. Era la luce dei suoi occhi, ma non aveva intenzione di fare nulla. Gli ho detto: «Vladimir, non lo farai». Non l’avrebbe mai fatto. È stato terribile quello che è successo. Lo vedevo succedere anch’io. Dopo che me ne sono andato, l’ho visto succedere.
Biden aveva dato all’Ucraina e alla NATO 350 miliardi di dollari – una cifra sbalorditiva, 350 miliardi di dollari. Sono arrivato e, proprio come il confine meridionale, proprio come l’inflazione, proprio come la nostra economia, ho detto: «wow, questo posto è nei guai», intendendo che il nostro Paese, tutte queste cose erano fuori controllo. Ma il confine era fuori controllo. L’abbiamo sistemato con il confine più forte del mondo.
E ormai lavoro su questa guerra da un anno, durante il quale ho risolto altre otto guerre. India, Pakistan… Ho… Ho risolto altre guerre che erano… Vladimir Putin mi ha chiamato. Armenia. Azerbaigian. Ha detto: «Non posso credere che tu abbia risolto quella». Andavano avanti da 35 anni. L’ho risolta in un giorno. E il Presidente Putin mi ha chiamato. Ha detto: «sai, non posso credere di aver lavorato su quella guerra per 10 anni cercando di risolverla e non esserci riuscito». Gli ho detto: «Fammi un favore. Concentrati sulla risoluzione della tua guerra. Non preoccuparti di quella».
Cosa guadagnano gli Stati Uniti da tutto questo lavoro, da tutti questi soldi, a parte morte, distruzione e ingenti somme di denaro destinate a persone che non apprezzano quello che facciamo? Non apprezzano quello che facciamo. Parlo della NATO, parlo dell’Europa. Loro devono lavorare sull’Ucraina, noi no. Gli Stati Uniti sono molto lontani. Ci separa un oceano immenso e meraviglioso. Non c’entriamo niente.
Prima del mio arrivo, la NATO avrebbe dovuto pagare solo il 2% del PIL, ma non lo faceva. La maggior parte dei paesi non pagava nulla. Gli Stati Uniti pagavano praticamente il 100% della NATO. E io ho fatto in modo che ciò si fermasse. Ho detto: «non è giusto». Ma poi, cosa ancora più importante, ho fatto pagare alla NATO il 5% e ora pagavano, e ancora pagano. Quindi, qualcosa che nessuno aveva detto fosse possibile. Dicevano: «non supereremo mai il 2%». Ma sono arrivati al 5% e ora pagano il 5%. Non hanno pagato il 2%, e ora pagano il 5%, e ne sono più forti. E hanno un eccellente, tra l’altro, Segretario Generale, che probabilmente è qui presente. Mark, sei qui? Sì, è qui. Ciao, Mark.
Non chiediamo mai nulla e non otteniamo mai nulla. Probabilmente non otterremo nulla a meno che non decida di usare una forza eccessiva, dove saremmo, francamente, inarrestabili. Ma non lo farò. Okay? Ora tutti dicono: «oh, bene». Questa è probabilmente la dichiarazione più importante che ho fatto, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Ma non sono obbligato a usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza.
Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia. Lo avevamo già, come fiduciari, ma rispettosamente l’abbiamo restituito alla Danimarca non molto tempo fa. Dopo aver sconfitto tedeschi, giapponesi, italiani e altri nella Seconda Guerra Mondiale, glielo abbiamo restituito. Eravamo una forza potente allora, ma lo siamo molto di più oggi.
Dopo aver ricostruito l’esercito durante il mio primo mandato, e continuo a farlo oggi, abbiamo un budget di 1,5 trilioni di dollari. Stiamo riportando in auge le corazzate. Le corazzate sono 100 volte più potenti delle grandi corazzate che avete visto nella Seconda Guerra Mondiale. Quelle grandi, enormi, splendide navi: la Missouri, la Iowa, la Alabama. Perché pensavo che forse avremmo potuto tirarle fuori dalla naftalina. Dissero: «no, signore, queste navi sono 100…» – pensateci, 100 volte più potenti di quelle grandi, enormi, magnifiche opere d’arte che avete visto così tante volte fa, che vedete ancora in televisione. Dite: «wow, che potenza!» – 100 volte più potenti per nave – 100 volte più potenti delle grandi corazzate del passato. Quindi, quella fu la fine della storia della naftalina.
Quindi, quello che abbiamo ottenuto dalla NATO non è altro che proteggere l’Europa dall’Unione Sovietica e ora dalla Russia. Voglio dire, li abbiamo aiutati per così tanti anni, non abbiamo mai ottenuto nulla. A parte il fatto che paghiamo per la NATO, e abbiamo pagato per molti anni, finché non sono arrivato io, abbiamo pagato, a mio parere, il 100% della NATO, perché loro non pagavano i conti. E tutto ciò che chiediamo è di ottenere la Groenlandia, inclusi diritti, titoli e proprietà, perché serve la proprietà per difenderla. Non si può difendere con un contratto di locazione. Primo, legalmente, non è difendibile in questo modo, del tutto. E secondo, psicologicamente, chi diavolo vorrebbe difendere un contratto di licenza o un contratto di locazione, che è un grosso pezzo di ghiaccio in mezzo all’oceano, dove, in caso di guerra, gran parte dell’azione si svolgerebbe su quel pezzo di ghiaccio? Pensateci. Quei missili volerebbero proprio sopra il centro di quel pezzo di ghiaccio.
Tutto ciò che vogliamo dalla Danimarca, per la sicurezza nazionale e internazionale, e per tenere a bada i nostri pericolosi e potentissimi nemici potenziali, è questa terra su cui costruiremo il più grande Golden Dome [«cupola dorata», cioè il sistema di difesa missilistico progettato da Trump, ndr] mai costruita. Stiamo costruendo un Golden Dome che, per sua stessa natura, difenderà il Canada.
A proposito, il Canada riceve un sacco di regali da noi. Dovrebbero esserne grati anche loro, ma non lo sono. Ho visto il vostro Primo Ministro ieri, non era così grato. Dovrebbero essere grati agli Stati Uniti, al Canada. Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fai le tue dichiarazioni.
Quello che abbiamo fatto per Israele è stato straordinario, ma non è nulla in confronto a ciò che abbiamo pianificato per gli Stati Uniti, il Canada e il resto del mondo. Costruiremo una cupola come nessun’altra. L’abbiamo fatto, l’abbiamo fatto per Israele. E a proposito, ho detto a Bibi: «Bibi, smettila di prenderti il merito della cupola. Quella è la nostra tecnologia. Quella è roba nostra». Ma loro hanno avuto molto coraggio, sono stati bravi combattenti, hanno fatto un buon lavoro e abbiamo spazzato via la minaccia nucleare iraniana come nessuno può credere. Nessuno ha mai visto niente di simile, in Venezuela, sconfiggere Soleimani, annientare al Baghdadi quando ha cercato di reinsediare l’ISIS, abbiamo fatto molto. Ho fatto molte, molte cose importanti, tutte eseguite alla perfezione. Ognuna è stata eseguita alla perfezione. Qualcuno mi ha detto che un esperto militare mi ha detto: «signore, tutto quello che ha fatto è stato eseguito alla perfezione». Ho detto: «lo so».
Quindi, altri presidenti hanno speso, in modo sconsiderato o meno, miliardi e miliardi di dollari per la NATO e non hanno ottenuto assolutamente nulla in cambio. Non abbiamo mai chiesto nulla. È sempre una strada a senso unico. Ora vogliono che li aiutiamo con l’Ucraina. E lasciatemi dire che lo faremo. Sto davvero aiutando, nemmeno loro, voglio vedere… la settimana scorsa, se avete visto, erano 10.000 soldati, ma il mese scorso sono morti 31.000 soldati. 31.000 – è questa stanza moltiplicata per 30, il numero di persone in questa stanza. Pensateci, 30.000 soldati sono morti in un mese.
Il mese prima erano 27.000; il mese prima ancora 28.000; il mese prima ancora 25.000. È un bagno di sangue, ed è questo che voglio fermare. Non aiuta gli Stati Uniti. Ma queste sono anime. Sono giovani, giovani. Sembrano voi, sembrano alcuni di voi in prima fila. Vanno in guerra. I loro genitori sono così orgogliosi… «Oh, eccolo che parte’… Due settimane dopo, ricevono una chiamata: ‘A vostro figlio hanno fatto saltare la testa». Voglio fermarlo. È una guerra orribile. È la peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale. Continuano, supereranno la Seconda Guerra Mondiale. I numeri sono sbalorditivi, quante persone hanno perso. Non vogliono parlarne. Ucraina e Russia hanno perso cifre enormi.
E sto trattando con il Presidente Putin, e lui vuole raggiungere un accordo. Credo di stare trattando con il Presidente Zelensky, e credo che lui voglia raggiungere un accordo. Lo incontro oggi. Potrebbe essere tra il pubblico in questo momento. Ma devono fermare quella guerra, perché troppe persone stanno morendo, muoiono inutilmente. Troppe anime si stanno perdendo. È l’unica ragione per cui sono interessato a farlo.
Ma così facendo, sto aiutando l’Europa. Sto aiutando la NATO, e fino a pochi giorni fa, quando ho raccontato loro dell’Islanda, mi hanno amato. Mi hanno chiamato «papà», giusto l’ultima volta. Un uomo molto intelligente ha detto: «È il nostro papà. È lui che comanda». Ero io che comandavo. Sono passato dal comandare a essere un essere umano terribile.
Ma ora quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio, freddo e mal posizionato, che possa svolgere un ruolo vitale per la pace e la protezione del mondo. È una richiesta molto piccola rispetto a ciò che abbiamo dato loro per molti, molti decenni. Ma il problema con la NATO è che noi saremo lì per loro al 100%, ma non sono sicuro che loro ci saranno per noi. Se li chiamassimo, «signori, siamo sotto attacco. Siamo sotto attacco da parte di questa o quella nazione». Li conosco tutti molto bene, non sono sicuro che sarebbero lì. So che noi saremmo lì per loro. Non so se loro sarebbero lì per noi. Quindi, con tutti i soldi che spendiamo, con tutto il sangue, il sudore e le lacrime, non so se sarebbero lì per noi. Non sono lì per noi in Islanda, questo posso dirtelo. Il nostro mercato azionario ha subito il primo calo ieri a causa dell’Islanda.
Quindi, l’Islanda ci è già costata un sacco di soldi. Ma quel calo è una sciocchezza rispetto a quanto è cresciuto, e abbiamo un futuro incredibile per quel titolo, quel mercato azionario raddoppierà. Raggiungeremo quota 50.000 e quel mercato azionario raddoppierà, in un periodo di tempo relativamente breve, a causa di tutto quello che sta succedendo.
Ma questo è un buon esempio: dopo aver dato alla NATO e alle nazioni europee trilioni e trilioni di dollari per la difesa, loro comprano le nostre armi. Produciamo le armi più potenti al mondo, ma ora le produrremo più velocemente, molto più velocemente. L’avete visto. Ho messo un tetto agli stipendi, e non ho imposto riacquisti di azioni proprie, né riacquisti di azioni proprie, né altre cose del genere. Voglio dire, guadagnavano 50 milioni di dollari, ma ci vorrebbero tre anni per darvi un missile Patriot. Ho detto: «non va bene. Il mio autista può fare un lavoro migliore, e guadagna poco meno di 50». Guadagnano stipendi alti.
Se vogliono guadagnare così tanto, dovranno produrre molto più velocemente. La buona notizia è che ora abbiamo le migliori attrezzature al mondo. Inizieremo a produrle molto più velocemente. Costruiranno altri stabilimenti. E tutto il denaro investito nei riacquisti azionari verrà utilizzato per costruire stabilimenti. Non permetteremo più i riacquisti azionari da parte delle aziende della difesa. Costruiranno nuovi stabilimenti per produrre Tomahawk, Patriot – abbiamo le migliori attrezzature – F-35, F-47, il nuovo che sta per uscire. Dicono che sia l’aereo, il caccia più devastante di sempre. Chissà? L’hanno chiamato 47, se non mi piace, gli tolgo il 47. Mi chiedo perché l’abbiano chiamato 47? Cosa pensare. Ma se non mi piace, gli tolgo quel 47. Ma dovrebbe essere lo stadio sei, dovrebbe essere il primo aereo allo stadio sei. Impercettibili, come lo erano i nostri bombardieri B-2, volavano proprio sopra l’Iran. Impercettibili, facevano il loro lavoro e se ne andavano senza problemi.
Quindi, vogliamo un pezzo di ghiaccio per proteggere il mondo. E loro non ce lo daranno. Non abbiamo mai chiesto altro, e avremmo potuto tenere quel pezzo di terra, ma non l’abbiamo fatto. Quindi, hanno una scelta. Potete dire «sì» e saremo molto grati, oppure potete dire «no» e ce ne ricorderemo. Un’America forte e sicura significa una NATO forte, ed è uno dei motivi per cui lavoro ogni giorno per garantire che il nostro esercito sia molto potente. I nostri confini sono molto forti e, soprattutto, la nostra economia è forte perché la sicurezza nazionale richiede sicurezza economica e prosperità economica, e noi abbiamo la più grande che abbiamo mai avuto.
Biden e i suoi alleati hanno distrutto la nostra economia e ci hanno dato forse la peggiore inflazione nella storia americana. Dicono 48 anni, io dico per sempre – ma credo che 48 anni equivalgano a per sempre. Che siano 48 anni o mai, è terribile, costando a una famiglia media 33.000 dollari. Quello che hanno fatto a questo Paese non dovrebbe mai, mai essere dimenticato. È presto, ma deve essere considerato di gran lunga il peggior presidente che abbiamo mai avuto.
L’autopen ha causato molti danni, la maggior parte di essi. L’autopen, perché lui era il presidente dell’autopen, perché non credo che un presidente sano di mente avrebbe mai firmato il genere di cose che ha firmato. Ma ora i prezzi dei generi alimentari, dell’energia, dei biglietti aerei, dei mutui, degli affitti e delle rate delle auto stanno tutti scendendo, e stanno scendendo rapidamente.
Abbiamo ereditato un disastro, ma in 12 mesi abbiamo fatto un lavoro eccezionale. Con la mia politica della nazione più favorita per i prezzi dei farmaci, il costo dei farmaci da prescrizione sta scendendo fino al 90%. A seconda di come si calcola, si potrebbe anche dire del 5-6-7-800% – ci sono due modi per calcolarlo. Ma abbiamo una politica della nazione più favorita che ogni presidente ha voluto. Nessun presidente è riuscito ad ottenerla. Io l’ho ottenuta, e altre nazioni l’hanno approvata, e ho dovuto usare i dazi per ottenerla, perché hanno detto: «Assolutamente no».
In altre parole, una pillola che costava il 10% a Londra costava 130 dollari, pensa che costasse 10 dollari a Londra, costava 130 dollari a Nuova York o a Los Angeles. E io pensavo: «Caspita, che schifo!». I miei amici dicevano:«Sai, andiamo a Londra. Puoi comprare questa roba gratis. Andiamo in tutto il mondo. Potremmo comprarla gratis!». Perché in pratica, l’America stava sovvenzionando ogni nazione del mondo, perché i presidenti permettevano loro di farla franca. Divenne molto dura.
Quindi, quando ho chiamato Emmanuel Macron… l’ho guardato ieri con quei bellissimi occhiali da sole. Che diavolo è successo?… Ma l’ho visto fare il duro. Ma costava 10 dollari a pillola, e ho detto: «Emmanuel, io e tutte le grandi aziende farmaceutiche siamo totalmente d’accordo». Non è stato facile, tra l’altro. Sono duri, intelligenti. La fanno franca con la truffa da molto tempo, ma ci hanno rinunciato. Ma hanno detto: «Non riuscirete mai a farla approvare dai Paesi». Ho detto: «Perché?». Perché non lo faranno. Hanno sempre detto: «Non pagheremo più. Prendete il resto per gli Stati Uniti». Così, nel corso degli anni, sono rimasti gli stessi, noi siamo solo saliti, saliti, saliti. E, voglio dire, pagheremmo 13, 14, 15 volte di più di quanto pagherebbero certi Paesi.
Allora ho detto: «No, l’approveranno al 100%. Signore, non riuscirà mai a farglielo approvare». Ho detto: «Glielo garantisco». Ma in realtà ho iniziato con Emmanuel, che probabilmente è anche lui nella stanza. E mi piace. Mi piace davvero. Difficile da credere, vero? E ho detto: «Emmanuel, dovrai aumentare il prezzo di quella banconota a 20 dollari, forse 30 dollari. Pensaci, significa che i farmaci da prescrizione raddoppieranno, raddoppieranno. Potrebbero triplicarsi. Potrebbero quadruplicarsi. Non è facile».
«No, no. Donald, non lo farò». Ho detto: «sì, lo farai al 100%». Lui ha detto: «No, no, no, mi stai chiedendo di raddoppiare». Ho detto: «Emmanuel, hai approfittato degli Stati Uniti per 30 anni con i farmaci da prescrizione. Dovresti davvero farlo, e lo farai, non ne ho dubbi. Anzi, sono sicuro al 100% che lo farai». «No, no, no, non lo farò».
Perché, sì, in tutta onestà, significa raddoppiare o triplicare. Perché il mondo è un posto più grande degli Stati Uniti, non è che ci si incontri a metà strada, bisogna solo salire un po’ e noi scendere molto. Loro salgono un po’, noi scendiamo molto. Quindi, noi siamo a 130 dollari, loro a 10. Quindi, loro potrebbero dover arrivare a 20 o 30, non di più. Ho detto: «Emmanuel, raddoppierai o triplicherai». «No, no, no». Ho detto: ‘Ecco una storia, Emmanuel, la risposta è che lo farai. Lo farai in fretta. Poi, se non lo fai, applicherò una tariffa del 25% su tutto ciò che vendi negli Stati Uniti e una tariffa del 100% sui tuoi vini e champagne. E questo è circa 10 volte di più di quanto ti sto chiedendo, e tu lo farai. Non voglio renderlo pubblico, ma potresti costringermi a farlo». «No, no, Donald, lo farò. Lo farò».
Ci ho messo, in media, tre minuti a Paese, dicendo la stessa cosa: «Lo farete». Tutti hanno risposto: «No, no, no, non lo farò. Mi state chiedendo di raddoppiare il costo delle medicine». Ho detto: «Esatto, perché ci state fregando da 30 anni». E loro: «Non lo faremo». Ho detto: «Va bene. Lunedì mattina metteremo 25, 30, 50…» Ho fornito cifre diverse per ogni Paese.
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Stiamo parlando anche di sicurezza nazionale, non possiamo fallire. Non sovvenzioneremo il mondo intero. E ognuno di quei paesi ha accettato di farlo. Quindi, una delle cose più importanti che ho fatto è il fatto che ora siamo la nazione più favorita, pagheremo il prezzo più basso al mondo. Quindi, i prezzi dei nostri farmaci scenderanno di un incredibile 90%. Di nuovo, si potrebbe dire del 1.000%, del 2.000%, dipende da come si vuole vedere la cosa, ma noi seguiremo il modo in cui le fake news preferiscono, perché sembra… immaginate, una riduzione del 90% sembra molto peggio. Ma i prezzi dei farmaci scenderanno enormemente in tutte le nazioni, e apprezzo il fatto che lo stiano facendo, ma lo hanno fatto.
In tutta onestà, senza dazi, non sarei riuscito a farcela. Dopo un calo di 3.000 dollari sotto Biden, i redditi reali negli Stati Uniti sono aumentati di 2.000, 3.000 e persino 5.000 dollari e oltre. La proprietà della casa è sempre stata un simbolo di salute e vigore della società americana, ma questo obiettivo è diventato irraggiungibile per milioni e milioni di persone nell’era Biden a causa dell’aumento dei tassi di interesse.
Oggi agisco per riportare in auge questo fondamento del sogno americano. Negli ultimi anni, i giganti di Wall Street e le società di investimento istituzionali – molti di voi sono qui. Molti di voi sono miei buoni amici, molti di voi sono sostenitori. Mi dispiace farlo. Mi dispiace tanto, ma avete fatto salire i prezzi delle case acquistando centinaia di migliaia di case unifamiliari, ed è stato un ottimo investimento per loro. Spesso, fino al 10% delle case sul mercato. Sapete, la cosa assurda è che una persona non può ottenere l’ammortamento su una casa, ma quando una società la acquista, ottiene l’ammortamento. Ok, è qualcosa a cui dovremo pensare anche noi. Non so se ci pensano in molti.
Se compri una società, loro comprano 500 case. Ne comprano centinaia di migliaia. Comprano 500. Possono deprezzarsi. Una persona suda, lavora e compra una casa, loro no. Ma le case sono costruite per le persone, non per le società, e l’America non diventerà una nazione di affittuari. Non lo faremo. Ecco perché ho firmato un ordine esecutivo che vieta ai grandi investitori istituzionali di acquistare case unifamiliari. Non è giusto nei confronti dei cittadini. Non possono comprare una casa. E chiedo al Congresso di trasformare questo divieto in legge permanente, e penso che lo faranno.
Uno dei maggiori ostacoli al risparmio per un acconto è stato l’aumento del debito delle carte di credito. Il margine di profitto per le società di carte di credito ora supera il 50%, uno dei più alti. E applicano agli americani tassi di interesse del 28%, 30%, 31%, 32%… che fine ha fatto l’usura? Quindi, per aiutare i nostri cittadini a riprendersi dal disastro di Biden, causato da questo orribile, semplicemente orribile presidente, chiedo al Congresso di limitare i tassi di interesse delle carte di credito al 10% per un anno. E questo aiuterà milioni di americani a risparmiare per una casa. Non hanno idea di stare pagando il 28%, escono un po’ in ritardo con il pagamento e finiscono per perdere la casa. È terribile.
Per dare impulso all’innovazione, al risparmio e alla finanza, sto anche lavorando per garantire che l’America rimanga la capitale mondiale delle criptovalute. A tal fine, l’anno scorso ho firmato la legge storica GENIUS Act. Ora il Congresso sta lavorando intensamente sulla struttura del mercato delle criptovalute, sulla legislazione, sul bitcoin, su tutti questi aspetti, che spero di firmare molto presto, aprendo nuove strade per gli americani verso la libertà finanziaria.
E l’ho fatto per due motivi. Primo, pensavo fosse politicamente positivo, e lo è stato, ho ricevuto un enorme supporto politico. Ma, cosa ancora più importante, anche la Cina voleva quel mercato. È proprio come vogliono l’intelligenza artificiale, e noi abbiamo quel mercato, credo, praticamente sotto controllo. Se non l’avessi fatto… Sapete, Biden era totalmente contrario, fino a prima delle elezioni, quando si sono resi conto che, sapete, c’erano milioni di persone che votavano contro di lui per le criptovalute, e all’improvviso le hanno apprezzate moltissimo, ma era troppo tardi. L’hanno rovinato. Ma è politicamente popolare, ma è molto più importante, dobbiamo fare in modo che la Cina non ne prenda il controllo, e una volta che ci riusciranno, non saremo in grado di riprendercelo. Quindi sono onorato di averlo fatto.
Infine, ho dato istruzioni alle istituzioni finanziate dal governo di acquistare fino a 200 miliardi di dollari in obbligazioni ipotecarie per abbassare i tassi di interesse. E annuncerò un nuovo presidente della Fed in un futuro non troppo lontano. Penso che farà un ottimo lavoro. Diciamo, ne ha regalato una parte. L’ha regalata davvero. Quindi, abbiamo qualcosa, otteniamo qualcosa, ma qualcuno che è molto rispettato. Sono tutti rispettati. Sono tutti bravissimi. Tutti quelli che ho intervistato sono bravissimi. Tutti potrebbero fare, credo, un lavoro fantastico. Il problema è che cambiano una volta ottenuto il lavoro, lo fanno. Hanno detto tutto quello che volevo sentire e poi ottengono il lavoro, sono bloccati per sei anni, ottengono il lavoro e all’improvviso dicono: «Alziamo un po’ i tassi». Io li chiamo: «Signore, preferiremmo non parlarne». È incredibile come le persone cambino una volta ottenuto il lavoro. È un peccato, è un po’ una slealtà, ma devono fare ciò che ritengono giusto.
Al momento abbiamo un presidente pessimo, Jerome «Too late» [«troppo tardi», ndr] Powell. È sempre in ritardo, e lo è ancora di più con i tassi di interesse, tranne che prima delle elezioni, quando era perfettamente a suo agio con l’altra parte. Quindi, avremo qualcuno di eccezionale, e speriamo che faccia il suo dovere. La scorsa settimana, il tasso medio dei mutui trentennali è sceso sotto il 6% per la prima volta da molti anni. Un altro fattore importante nell’aumento dei costi immobiliari è stata l’invasione di massa dei nostri confini.
E devo dire una cosa sul mercato immobiliare, perché nessuno lo dice mai. Sono molto protettivo nei confronti delle persone che già possiedono una casa, di cui ne abbiamo milioni e milioni e milioni. E poiché abbiamo avuto un periodo così positivo, il valore delle case è aumentato enormemente. E queste persone sono diventate ricche. Non erano ricche, sono diventate ricche grazie alla loro casa. E ogni volta che rendi sempre più accessibile per qualcuno comprare una casa a basso costo, in realtà stai danneggiando il valore di quelle case, ovviamente, perché una cosa funziona in tandem con l’altra. E non voglio fare nulla che possa danneggiare il valore delle persone che possiedono una casa, che, per la prima volta nella loro vita, camminano per le strade di qualsiasi città in cui si trovino, molto orgogliose che la loro casa valga 500-600-700.000 dollari.
Ora, se volessi davvero schiacciare il mercato immobiliare, potrei farlo così velocemente che la gente potrebbe comprare casa, ma distruggerei molte persone che già possiedono una casa. In alcuni casi, hanno ipotecato la casa, e il mutuo sarebbe molto basso, e all’improvviso, senza alcuna modifica, il mutuo diventa molto alto, e finiscono per perdere la casa. Non ho intenzione di fare danni. E parlo con Scott, che sta facendo un lavoro fantastico, e Howard, che sta facendo un lavoro fantastico, e tutti i miei collaboratori, e dico sempre: «guardate, sapete, posso schiacciare il mercato. Possiamo abbassare i tassi di interesse a un livello…» E questa è una cosa che vogliamo fare, è naturale, è un bene per tutti.
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Sapete, con l’abbassamento dei tassi di interesse, dovremmo pagare un tasso di interesse molto più basso di quello che stiamo pagando. Dovremmo. Dovremmo pagare il tasso di interesse più basso di qualsiasi altro Paese al mondo, perché senza gli Stati Uniti, non esisterebbe un Paese. Voglio dire, ho avuto un caso con la Svizzera. Ci troviamo in Svizzera. Forse vi racconterò una breve storia.
Ma non pagavano nulla. Producono orologi bellissimi, orologi fantastici, Rolex, tutti quanti, non pagavano nulla agli Stati Uniti quando inviavano i loro prodotti. E avevamo un deficit di 41 miliardi di dollari, 41 miliardi con questo posto meraviglioso – è volato via, non è bello? Così ho detto: «applichiamo loro una tariffa del 30% così ne recuperiamo una parte». «Non tutto. Abbiamo ancora un deficit, un deficit enorme». Ne abbiamo 40, 41 milioni. È un deficit enorme. E ho detto: «Applichiamo una tariffa». Tariffe diverse, posti diversi, tutti ne siete parte, in alcuni casi ne siete vittime. Ma alla fine, è una cosa giusta, e la maggior parte di voi se ne rende conto.
Ma abbiamo imposto una tariffa del 30% sulla Svizzera, e si è scatenato l’inferno. Chiamavano, insomma, come non ci credereste. E conosco così tante persone dalla Svizzera, un posto incredibile, incredibile, un posto fantastico, ma non mi ero reso conto che sono bravi solo grazie a noi. E ci sono tanti altri esempi, intendo noi, probabilmente altri posti, ma la maggior parte dei soldi che guadagnano è grazie a noi, perché non gli abbiamo mai fatto pagare nulla.
Quindi, arrivano, vendono i loro orologi, niente dazi, niente di niente. Se ne vanno. Guadagnano 41 miliardi di dollari solo con noi. Quindi, ho detto: «no, non possiamo farlo». Quindi, lo solleverò, ma avrebbe comunque un deficit piuttosto consistente, ma l’ho portato al 30% e il Primo Ministro, non credo il Presidente, credo il Primo Ministro, ha chiamato. Una donna, ed è stata molto ripetitiva. Ha detto: «no, no, no, non potete farlo. Il 30%, non potete farlo. Siamo un Paese piccolo, piccolissimo». Ho detto: «sì, ma avete un deficit enorme, enorme. Sarete anche piccoli, ma avete un deficit maggiore rispetto ai Paesi grandi». Ho detto: «no, no, no, per favore. Non potete farlo». Continuava a ripetere la stessa cosa: «siamo un Paese piccolo». Le ho detto: «ma siete un grande Paese in termini di…» E lei mi ha proprio irritato, a dire il vero. E io ho detto: «va bene, grazie, signora, lo apprezzo. Non lo faccia. Grazie mille, signora».
E sono arrivato al 39% e poi è scoppiato l’inferno. E tutti mi hanno fatto visita. Rolex è venuto a trovarmi, sono venuti tutti a trovarmi. Ma ho capito, e ho ridotto il prezzo perché non voglio fare del male alla gente. Non voglio far loro del male. E l’abbiamo abbassato, sai, a un livello più basso. Non significa che non salirà, ma l’abbiamo abbassato a un livello più basso, ma ora pagano i dazi.
Ma, ma mi sono reso conto che ci sono molti posti come quello in cui stanno facendo fortuna grazie agli Stati Uniti. Senza gli Stati Uniti, non guadagnerebbero nulla. Pensateci. La Svizzera ha guadagnato 41 miliardi di dollari grazie a noi. E come ha detto lei, è un posto piccolo. E ho capito, non so se ero così… perché lei era così aggressiva. E ho capito in quella conversazione che gli Stati Uniti tengono a galla il mondo intero. Molti posti, potrei citarne sei, sette, solo tra le persone di questa piccola area, li conosco tutti, sono in un certo senso, mi guardano dall’alto in basso. Non vogliono vedermi, e non vogliono fissarmi negli occhi. Ma stanno approfittando, tutti hanno approfittato degli Stati Uniti.
Ma sono stato molto equo, ho imposto loro una tariffa, e andava bene, ma mi sono reso conto che senza di noi, la Svizzera non è più. Senza di noi. Non è più nessuno dei paesi rappresentati qui. E vogliamo lavorare con i paesi. Vogliamo lavorare con loro. Non vogliamo distruggerli. Avrei potuto dire il 39-40%. Avrei potuto dire: «voglio una tariffa del 70%», e allora avremmo guadagnato con la Svizzera. Ma la Svizzera sarebbe stata probabilmente distrutta, finanziariamente distrutta. Non voglio farlo.
Ma dovremmo pagare il tasso di interesse più basso di tutti. Spero che Scott stia ascoltando, perché dovremmo pagare il tasso di interesse più basso di tutti. Senza di noi, senza di noi, la maggior parte dei Paesi non funzionerebbe nemmeno. E poi c’è il fattore protezione. Senza il nostro esercito, che è di gran lunga il più grande al mondo, senza il nostro esercito, ci sono minacce a cui non credereste mai. Non credereste di non avere minacce a causa nostra, e questo a causa della NATO.
Un’altra cosa, e devo dirla con molta importanza, ai vecchi tempi dicevo sempre: «sono il più giovane nella stanza». Ora sono tra i più anziani. Odio dirlo. Non mi sento vecchio, ma sono tra i più anziani. Ma ricordo che non molto tempo fa, 20, 25 anni fa, quando uscirono buone notizie, diciamo, dagli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti hanno avuto un ottimo trimestre». «Gli Stati Uniti hanno avuto un ottimo mese». Tutte le azioni salirono, ed è così che deve andare.
Ora, quando dicono che «gli Stati Uniti hanno avuto un trimestre record, è incredibile quanto stiano andando bene». Tutte le azioni crollano perché dicono: «oh no, inflazione, inflazione, aumenteranno i tassi di interesse». E lo fanno, alcuni di questi stupidi come Powell. Alzano i tassi di interesse. Quello che fanno è impedirti di avere successo. Una volta, quando avevamo un ottimo trimestre, un ottimo mese, ottimi utili, qualsiasi cosa fantastica, una buona notizia, il mercato azionario saliva. È così che andrà, dobbiamo farlo di nuovo, perché è così che deve andare.
Ora, quando abbiamo un mese positivo, vogliono ucciderci. Come quando abbiamo superato il 5%, e la gente è rimasta sorpresa. Dovremmo arrivare al 20%, potremmo arrivare al 25%. Quando annunciamo buoni numeri, il motivo è che sono terrorizzati dall’inflazione. E crescita non significa inflazione. Abbiamo avuto una crescita enorme con un’inflazione molto bassa. In effetti, la crescita può combattere l’inflazione, una crescita adeguata. Quindi, vogliamo tornare ai giorni in cui annunciavamo grandi numeri.
Perché annunceremo cifre fenomenali… sapete, tutte queste fabbriche che vengono costruite a un ritmo record, migliaia di aziende vengono costruite proprio ora. Ricordate, sono stati investiti 18 trilioni di dollari. Credo che la seconda cifra sia tre, e quella era la Cina molti anni fa. Investimenti nel Paese dall’estero: 18 trilioni mai, nessuno li ha mai visti. E sono soldi che arrivano e che costruiscono cose, fabbriche. Migliaia di aziende vengono costruite, migliaia. Centinaia di grandi fabbriche.
Gli stabilimenti automobilistici stanno tornando negli Stati Uniti. Arrivano dal Canada. Arrivano dal Messico, dal Giappone. Il Giappone sta arrivando e sta costruendo stabilimenti qui, per evitare i dazi. Arrivano dalla Cina. Arrivano da tutto il mondo. Ora stiamo costruendo più stabilimenti, stabilimenti automobilistici di quanti ne abbiamo mai costruiti, persino nel periodo di massimo splendore degli anni ’40 e ’50. E sono più grandi. Non usano più le ristrutturazioni, dove prendono un vecchio… lo demoliscono e costruiscono uno stabilimento nuovo di zecca, super moderno. Ma sta accadendo a livelli che nessuno ha mai visto.
Nel 2024, gli Stati Uniti hanno costruito meno di 2 milioni di nuove case, ma Biden ha accolto più di 8 milioni di nuovi migranti, e quei giorni sono finiti. Nel 2025, per la prima volta in 50 anni, gli Stati Uniti hanno avuto un’immigrazione inversa. Cavolo, che bello, e questi erano criminali che venivano portati fuori dal nostro Paese. Perché hanno permesso a persone di entrare nel nostro Paese dalle carceri, dalle gang, dagli spacciatori, dagli assassini – 11.888 assassini. Ne abbiamo cacciati fuori la maggior parte.
E poi l’ICE viene massacrato da gente stupida, dai dirigenti del Minnesota. In realtà stiamo aiutando moltissimo il Minnesota, ma non lo apprezzano. La maggior parte dei posti sì. Sapete che Washington, DC è il posto più sicuro ora negli Stati Uniti? Era un posto molto pericoloso dove camminare, e ora puoi camminare con tua moglie, i tuoi figli, proprio in mezzo alla città. In questo momento, Washington, DC è il massimo della sicurezza. Era uno dei più pericolosi, devo ammetterlo, abbiamo mandato l’esercito, la Guardia Nazionale. Nel giro di due mesi, era fantastico. Nel giro di tre mesi, è diventato un posto davvero fantastico, un posto sicuro, un posto bellissimo. È stato persino ripulito. I graffiti sono spariti. Le recinzioni sono sparite. Non dobbiamo più preoccuparci delle recinzioni. In tutti i posti, l’erba viene tagliata e sostituita con erba nuova in molti casi, succederà tutto in primavera.
Ma Washington, DC è di nuovo bella ed è sicura. Stanno riaprendo nuovi ristoranti. Stavano tutti chiudendo, ora non si può più entrare in un ristorante. I ristoranti di Washington, DC stanno riaprendo tutti. Anche Memphis. Memphis, Tennessee, New Orleans, Louisiana. Resteremo lì per tre settimane. Abbiamo ridotto la criminalità al 64%. Entro un mese, non avremo praticamente più criminalità lì. Possiamo farlo ovunque. Aiuteremo la gente in California. Vogliamo che la criminalità sia zero. So che Gavin è stato qui. Andavo molto d’accordo con Gavin quando ero presidente. Gavin è un bravo ragazzo, e lo faremo se ne avesse bisogno. Lo farei in un batter d’occhio. Mi piacerebbe vedere… Li abbiamo aiutati molto a Los Angeles, molto all’inizio del mio mandato, quando hanno avuto qualche problema. Ma ci piacerebbe farlo.
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Direi questo, se fossi un governatore democratico o chissà chi, chiamerei Trump e gli direi: «Entra, facci fare bella figura», perché stiamo riducendo la criminalità a zero. E stiamo tirando fuori la gente, criminali di professione che faranno solo del male, e li stiamo riportando nei loro Paesi. Ma dove l’abbiamo fatto, è stato incredibile, e abbiamo la capacità di farlo a livelli molto più alti.
Stiamo escludendo gli immigrati clandestini dall’assistenza sociale e da altri sussidi governativi, e ho disposto che, a partire da subito, non ci saranno più pagamenti alle città rifugio, perché in realtà sono solo rifugi per criminali. In realtà proteggono i criminali, e sono loro che dobbiamo cacciare dal Paese: assassini, spacciatori, malati mentali. Hanno svuotato i loro istituti psichiatrici negli Stati Uniti. E nonostante ciò, abbiamo i tassi di criminalità più bassi mai registrati nella storia del Paese. È appena uscito.
Ma, cosa altrettanto importante, stiamo prendendo provvedimenti contro una frode di oltre 19 miliardi di dollari rubata dai banditi somali. Riuscite a credere che la Somalia… si sia rivelata avere un QI più alto di quanto pensassimo? E noi diciamo: queste persone hanno un QI basso, come fanno ad andare in Minnesota e rubare tutti quei soldi? E noi abbiamo, sapete, i loro pirati, sono bravi pirati, vero? Ma li spariamo, proprio come spariamo alle navi della droga.
Ultimamente non stanno piratando molte imbarcazioni, hai notato? Quando salgono su quelle imbarcazioni, vogliono impadronirsi di una petroliera da un miliardo e mezzo di dollari carica di petrolio, e dicono: «vi faremo saltare in aria la barca». Hanno armi potentissime. Colpisci la fiancata della barca. Fai saltare in aria tutto. Le compagnie assicurative sono terrorizzate, quindi dicono: «dategli solo la barca. Noi invece gli daremo i soldi». E io non lo faccio. Li facciamo saltare in aria. Li vediamo uscire. Li facciamo saltare in aria. Non abbiamo più così tanti pirati. Se ci fossero, non starebbero lì a lungo.
Abbiamo ridotto il numero di imbarcazioni cariche di droga, compresi i sottomarini. Riuscite a credere che ne comprino davvero di piccoli… si chiamano mini sottomarini, molto veloci. Sono pensati per la droga. Ne abbiamo eliminati due. I Democratici dicono: «stavano pescando. Avete rovinato la pesca di qualcuno». Io direi che un sottomarino non è una barca da pesca. Non si pesca. Ma abbiamo eliminato la droga via acqua, negli oceani, nel mare del 97,2%, pensateci. E io dico: «Chi diavolo è il 3%?» Perché non vorrei essere ammassato su nessuna di quelle imbarcazioni. Le abbiamo eliminate, e ora inizieremo dalla terraferma. Le elimineremo tutte. La terraferma è la parte facile, quello che abbiamo fatto in mare è incredibile, e questo è il nostro grande esercito.
La situazione in Minnesota ci ricorda che l’Occidente non può importare in massa culture straniere, che non sono mai riuscite a costruire una propria società di successo. Voglio dire, stiamo prendendo persone dalla Somalia, e la Somalia è un paese fallito… non è una nazione, non ha un governo, non ha polizia, non ha milizia… non ha niente. E poi abbiamo questa finta rappresentante del Congresso, che hanno appena dichiarato valere 30 milioni di dollari. Ci credete? Ilhan Omar parla della Costituzione che mi fornisce… viene da un paese che non è un paese, e ci sta dicendo come governare l’America. Non la passerà liscia ancora per molto, lasciatemelo dire.
L’esplosione di prosperità, di progresso e di successo che ha costruito l’Occidente non è derivata dai nostri codici fiscali, ma, in ultima analisi, dalla nostra cultura speciale. Questa è la preziosa eredità che America ed Europa hanno in comune. La condividiamo. La condividiamo. Dobbiamo mantenerla forte. Dobbiamo diventare più forti, più vincenti e più prosperi che mai. Dobbiamo difendere quella cultura e riscoprire lo spirito che ha elevato l’Occidente dalle profondità del Medioevo all’apice delle conquiste umane.
Viviamo in un periodo incredibile, in continua evoluzione. È un momento incredibile, ma dobbiamo sfruttarlo al meglio. Abbiamo nelle nostre mani tecnologie che i nostri antenati avrebbero potuto a malapena… Voglio dire, non avrebbero nemmeno potuto immaginare alcune delle cose che vediamo oggi. E vengono prodotte così rapidamente. Voglio dire, l’intelligenza artificiale due anni fa nessuno ne aveva mai sentito parlare, e ora tutti ne parlano. E può avere scopi molto buoni. Potrebbe anche avere scopi pericolosi, e per questo dobbiamo stare attenti. Ma le cose stanno succedendo proprio per questo, e siamo in netto vantaggio. Ce la stiamo cavando così bene.
Ma opportunità più grandi e grandiose che mai nella storia dell’umanità sono proprio davanti a noi. Sono i pionieri in questa sala. Molti di voi in questa sala sono veri pionieri. Siete persone davvero brillanti, brillanti. La vostra capacità di ottenere un biglietto è brillante, perché avete circa 50 persone per ogni posto. Non so cosa… quello è Larry. Tutto ciò che Larry tocca si trasforma in oro. Ha reso tutto questo un grande successo. Ma voi siete in questa sala, e alcuni di voi sono i più grandi leader al mondo. Siete le menti più brillanti al mondo. E il futuro è illimitato. E in gran parte grazie a voi, o noi dobbiamo proteggervi e dobbiamo amarvi.
Dico sempre che dobbiamo apprezzare le nostre persone brillanti, perché non sono molte. Quindi, con fiducia, audacia e perseveranza, sosteniamo la nostra gente, facciamo crescere le nostre economie, difendiamo il nostro destino comune e costruiamo un futuro per i nostri cittadini più ambizioso, più entusiasmante, più stimolante e più grande di quanto il mondo abbia mai visto. Siamo in grado di fare cose a cui nessun altro ha mai pensato prima.
E molte delle persone in questa sala sono quelle che lo stanno facendo, e voglio congratularmi con voi. E sono con voi in tutto e per tutto, perché potete fare cose a cui nessun altro può nemmeno pensare. Quindi, mi congratulo con voi per il vostro straordinario successo. E gli Stati Uniti sono tornati, più grandi, più forti, migliori che mai, e ci vediamo in giro. Grazie di cuore a tutti. Grazie di cuore.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
Gli uomini invisibili di Crans-Montana
🚨🇨🇭 Tragedy in the Alps: 47 DEAD AND 115 INJURED AFTER NIGHT CLUB CAUGHT ON FIRE AT NEW YEARS EVE
New Year’s celebration turned nightmare at Le Constellation nightclub in Crans-Montana. A flaming sparkler on a champagne bottle—held too close to the wooden ceiling—sparked a… pic.twitter.com/C8Syteq0pH — Svilen Georgiev (@siscostwo) January 2, 2026
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Ecco come ha avuto inizio l’incendio…
Ci sono responsabilità evidenti.#Crans_Montana pic.twitter.com/xwwYSKOwkR — IL RISOLUTORE ®️🇮🇹 (@ilrisolutoreIT) January 1, 2026
🇨🇭 Around 40 Dead, 115 Injured in Deadly New Year’s Fire at Swiss Ski Resort Bar
A devastating fire broke out at Le Constellation bar in the Swiss ski resort of Crans-Montana during a crowded New Year’s Eve party on January 1, 2026, around 1:30 a.m. Authorities report… pic.twitter.com/b5dB8Rn8GT — World In Last 24hrs (@world24x7hr) January 1, 2026
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Minga è finita: ad una certa neurologia e psicologia, biologia neuronale ed emozione adolescienziale si danno la mano nel finale capolavoro di quest’analisi: «quando un ragazzo riprende invece di fuggire, non sempre sta facendo una scelta consapevole. Spesso sta cercando, nel modo che conosce, di proteggersi da un’esperienza che il suo sistema emotivo non è pronto a elaborare». In pratica sono innocenti al punto che ci chiediamo se possiamo parlare di libero arbitrio dei minori – e certi lettori sanno dove questo discorso può andare a parare. «La sicurezza non è una responsabilità dei ragazzi» tuona lo psicologo. «La sicurezza dei minori è un compito degli adulti, delle strutture, delle organizzazioni, delle istituzioni». Ora, è proprio qui che saltano fuori gli uomini invisibili, e i loro danni mortali. Dire che un ragazzo non è responsabile di nulla significa lasciarlo in un limbo da cui non gli sarà mai possibile uscire, significa renderlo incapace di qualsiasi cosa – significa metterlo in pericolo.CRAS-MONTANA ROGO DEL LOCALE: 6 VITTIME TUTTE IDENTIFICATE
Sono Sofia Prosperi, 15 anni, e Riccardo Minghetti di 16, le ultime vittime italiane accertate della strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, durante il rogo nella festa del locale Le Constellation. Deceduti… pic.twitter.com/ssgFvMgOQ6 — Claudia Sani 🍉 (@cla_sani0521) January 5, 2026
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Togli gli uomini, e quello che ottiene è il controllo assoluto sul genere umano: ecco che le persone si fanno pascolare e portare al macello come bovini, e qui abbiamo parlato appunto di massa vaccina. Sembra ridicolo, ma quello che dobbiamo chiedere ai ragazzi è di non esserlo più. Dobbiamo chiedere ai bambini di essere uomini. Dobbiamo portarli, per mano, a divenirlo. Dobbiamo farlo per il loro bene. E per il nostro. Perché questo è ciò che serve per la continuazione dell’umano. È la prima tradizione che serve. Roberto Dal BoscoJ’accuse Jessica et Jacques Moretti, propriétaires et gérants du bar “Le Constellation” à Crans-Montana de meurtre de masse et d’avoir le 1er Janvier 2026 mis volontairement la vie en danger d’autrui et faits aggravants, en l’espèce, de mineurs !#cransmontana #leconstellation pic.twitter.com/8kELRFA9bZ
— catsnmouse (@catsnmouse) January 2, 2026
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Geopolitica
FAFO Maduro, dottrina Donroe e grandi giochi di prestigio – Europa compresa
«Fuck Around and Find Out» (FAFO) è una delle espressioni internet più gettonate dell’anno. L’acronimo viene usato dappertutto su Tiktok, X, YouTube e sta a significare qualcosa come «Fai lo stupido e scopri le conseguenze», «Prova a fare il furbo e vedi cosa succede» o «Gioca col fuoco e ti bruci». Del resto lo aveva annunziato tra gli alberi di Natale una settimana fa: «Maduro deve fare attenzione al suo culo». Detto, fatto.
Siccome i meme sono ora al potere, la versione più chiara di quanto accaduto nelle ultime ore in Venezuela l’ha data proprio Washington: «Maduro effed around and found out» ha detto il segretario alla Difesa, pardon, segretario alla guerra Pete Hegseth.
Prima di cercare di enucleare lo sconvolgimento generale – storico, metastorico, politico, geopolitico, metapolitico – vorremmo spendere qualche secondo per apprezzare il presidente venezuelano, quantomeno per la bellezza della foto in cui, in manette circondato da agenti DEA, tira su i pollici, o la perp walk rimbalzata dai canali social della Casa Bianca in cui Maduro dice «Felice Anno Nuovo» davanti ai fotografi mentre gli operativi dell’antidroga lo portano via in catene. Torneremo a dirlo: c’è una bella differenza, e da ambo le parti, con i casi tragici di Noriega, Saddam, etc. (E adesso per favore non si dica che è perché Maduro è di origine ebraico-sefardita).
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Il mondo con Trump è divenuto un teatro che non solo ha colpi di scena pazzeschi (ricordate l’attentato di Butler?) ma pure si riempi di personaggi irresistibili.
È così: l’ho già detto, lo ripeto, viviamo tutti in una fantasia di Trump, in una fantasia che lui stesso ci ha fatto generare, e che ora manovra e popola come vuole.
E quindi: chi dice di averci capito qualcosa di quanto sta accadendo è un bugiardo, o un pallone gonfiato, o un ebete, o tutte e tre le cose insieme. Chi pontifica ora non può avere contezza di quello che dice – perché una manovra del genere non si era mai vista.
Perché chiariamoci: Trump non ha condotto un regime change. Ha solo decapitato il vertice colombiano, e la moglie (interessante dettaglio), con le accuse di narcoterrorismo – il lettore di Renovatio 21 sa che la mossa immediata di Trump arrivato al potere è stato quello di piazzare i narcocartelli nella lista FTO, le organizzazioni straniere terroriste. Su questa testata abbiamo scritto decine di articoli sulle ramificazioni concrete di questo atto.
Cioè, la catena di comando del Venezuela è rimasta, da quello che capiamo, intatta: il potere passa alla numero due, la Dulcy Rodriguez. Dettaglio non da poco, il fatto che l’oppositrice più popolare all’estero, quella Machado che aveva «soffiato» il Nobel per la Pace a Trump, è stata scagata immantinente da Trump, che ha detto che «non ha sostegno né rispetto».
A complicare le cose la dichiarazione di Trump secondo cui «gestiremo il Venezuela sino alla transizione». Transizione… verso cosa?
La realtà è che il mondo intero ha visto un gioco di prestigio condotto su scala emisferica: avete presente, quello per cui togli la tovaglia e tutti i piatti, i bicchieri, le posate apparecchiati restano al loro posto? Trump parrebbe aver fatto una cosa del genere. Tanto per far capire che 1) la tavola è la sua; 2) le cose si possono fare anche senza fare danni; 3) l’operazione potrebbe essere replicata ovunque.
Quest’ultimo punto potrebbe terrorizzare chiunque, ad ogni latitudine: meglio non scherzare col Donaldo. Vediamo ora come continuerà Gustavo Petro, il presidente della Colombia che poche settimane fa aveva fatto uno strano gesto che sembrava alludere all’eliminazione di Trump («sacale a Trump»), e Lula abbiamo visto che subito è salito sulle barricate, anche se a rischiare, viste le sanzioni già applicate, potrebbe essere il vero padrone del Brasile, il giudice De Moraes. E ancora, in Medio Oriente… ?
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Non sbaglia chi vede nell’operazione – eseguita con una precisione spaventosa dai ragazzi della Delta Force, che guadagnano definitivamente punti sui colleghi Navy Seal (è il dualismo simile a quello di «papà, ma se una tigre si scontra con un leone…») – una riedizione dell’assassinio per opera di missili americani del generale Pasdaran Qassem Soleimani: un atto brutale e contrario alla legge internazionale, ma allo stesso tempo un gesto di deterrenza assoluta, forse perfino, ha osato dire qualcuno, un gesto di pace – uccidere il generale per evitare una guerra in piena regola.
Anche qui: chi sa la verità? Chi sa leggere davvero ciò che fa Trump?
Non l’esperto geopolitico lugubre e pelato, che alza il ditino blaterando uno spiegone che tratta The Donald come un idiota avventato. Non chi vede «solo» un atto imperiale, senza considerare come la filosofia politica è qui profondamente cambiata rispetto all’era Bush, Clinton, Bush, Obama. (E stendiamo un velo pietoso sul politico democristo-berlusconian-piddino Pierferdi Casini che si preoccupa per qualche ragione, dopo averlo fatto per l’oligarca russo Khodorkovkij, per i cittadini della Groenlandia minacciati da Trump… pensavamo che la storia del più amato dai vescovi italiani con una giovane donna colombiana, dopo due mogli, fosse finita)
Ora, non è facile capire quanto Mosca e Pechino sapessero – mentre metteteci una pietra sopra, Bruxelles cade dal pero, perché non conta un fico secco.
Secondo una teoria possibile, Putin sapeva, forse giù dall’Alaska, e quindi tutti i pat-pat a Caracas, gli ultimi anche recentissimi, erano una mezza sceneggiata. In cambio, cosa potrebbe aver ricevuto? Il Donbass? Oppure, teme qualcuno ora, un’operazione identica con il vertice di Kiev?
E Pechino? Non è privo di rilievo il fatto che poche ore prima del raid, Maduro stesse incontrando alti dignitari del Dragone. Qualcuno dice persino che gli attacchi diversivi, dove sarebbe stato colpito pure il mausoleo con la salma del Chavez, sarebbero partiti quando ancora gli emissari della Repubblica Popolare erano sul posto. E quindi, cosa farà ora Xi? Cercherà di fare lo stesso con Formosa?
Chi vorrà provare a fare il gioco di prestigio della tovaglia, e al contempo incorrere nel paradigma del FAFO?
Non sappiamo quando lo sapremo, e se lo sapremo mai.
Sappiamo tuttavia che la dottrina Monroe, o dottrina emisferica, è ora incontrovertibilmente riavviata, potenziata, elevata a potenza. Lo ha detto lo stesso Trump nel briefing di ieri: la potete chiamare dottrina Donroe, perché The Donald ha superato di molto il presidente Monroe e la sua idea di tenersi per sé tutto l’emisfero occidentale, che è egemonizzato dagli USA e dove potenze altre non possono sorgere.
I lettori di Renovatio 21 sanno che ne abbiamo già parlato: da qui si arriva al discorso del «destino manifesto» degli USA nel bicontinente americano, già ampiamente udibile a inizio anno con i discorsi di annessione del canale di Panama, della Groenlandia, del Canada e perfino del Messico.
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Già il Messico: non è difficile vedere che è quello il premio più ambito, al momento, per la Washington del biondo del Queens. Il quale ha detto, nelle scorse ore, che la presidente messicana Claudia Sheinbaum è una brava ragazza, ma il Paese è in realtà gestito dai narcocartelli… Fate voi i conti: ripetiamo che Maduro lo hanno esfiltrato proprio per la faccenda narcos, a farlo fotografare in manette non è l’FBI o la CIA o l’esercito ma la DEA, l’agenzia federale antidroga.
E allora, Donaldo decapiterà anche il Messico? Abbiamo visto le risse al Senado di Città del Messico: vi è una fazione politica che se lo augura, e quindi non pensiamo che nessuno, da dentro, darà una mano, né che non ci saranno certe festicciole in piazza che stiamo vedendo con i venezuelani in tutto il mondo.
Lo avevo visto in Cile in un café con piernas («caffè con gambe»), bar caratteristici di Santiago dove vieni servito da ragazze in abiti succinti (o presunti tali): una grande quantità di queste sono immigrate venezuelane, e una mi disse, irradiando come per un momento una tragica, consapevole saggezza, che non sarebbe tornata nel suo Paese forse per venti anni, per la crisi lì era talmente spaventosa che tutti sanno che dieci anni non bastano a mettere le cose a posto – e parliamo di un Paese con immani giacimenti di petrolio, di cui l’amminstrazione Trump ora parla apertis verbis.
Ribadiamo: mente chi vi dice cosa accadrà ora. Potrebbe non aver visto ancora nulla.
Pensate: Trump che va a trovare in cella Maduro, come Wojtyla con Ali Agca. Capacissimo. O ancora: Trump che grazia Maduro. Anzi no: Trump chiede la sedia elettrica, che è stata inventata proprio a Nuova York (dove Maduro sarà processato) ma dove non è più usata, causa incauta abolizione della pena di morte, da una ventina di anni. Mentre il caos e la miseria si scatenano sulle strade delle città venezuelane… oppure no.
Abbiamo, tuttavia, un’idea già più chiara di quello che succederà all’Europa nell’epoca della dottrina Donroe realizzata: abbandonata, derisa, lasciata sola nella tempesta che essa stessa ha invocato, provato. L’Europa non conta più nulla, l’Europa è pronta ad essere predata e smembrata da chiunque – ben oltre il processo kalergista di invasione programmata afroislamica e anarco-tirannia conseguente.
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Guardando quanto accaduto a Caracas, dobbiamo trovare la forza di dirci: no, non possiamo permetterci di aver quei rappresentati a Bruxelles.
No: nessuna Von der Leyen, nessuna Kallas possono stare dove stanno, perché a questo punto abbiamo capito che i tempi sono «interessanti», come nella famosa maledizione cinese.
Bruxelles a questo punto, dovrebbe averci un po’ di fifa, perché il FAFO potrebbe arrivare, oltre che da Washington, anche da Mosca. E se il gioco di prestigio della tovaglia venisse fatto a Bruxelles, e pure tutti quei vetri andassero in frantumo… chi se ne accorgerebbe?
Non è forse il momento di fare noi stessi la magia di far sparire l’UE e la sua burocrazia apocalittica, prima che essa non faccia sparire noi?
Roberto Dal Bosco
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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