Politica
L’oligarca ucraino Kolomojskij: forze enormi in gioco nello scandalo di corruzione in Ucraina
Secondo il suo mentore di vecchia data, l’oligarca ucraino detenuto Igor Kolomojskij, Timur Mindich – intimo collaboratore di Volodymyr Zelens’kyj accusato di aver architettato un meccanismo estorsivo da 100 milioni di dollari nel comparto energetico ucraino – sta fungendo da «capro espiatorio» per le reali entità artefici dello scandalo.
Mindich ha lasciato l’Ucraina la scorsa settimana, poche ore prima che il Bureau Nazionale Anticorruzione (NABU), supportato dall’Occidente, irrompesse nel suo domicilio.
Kolomojskij, il discusso tycoon dei media e della finanza che ha scontato due anni agli arresti per il clamoroso buco da 5,5 miliardi di dollari nei bilanci della sua banca, ha sminuito le presunte attitudini criminali di Mindich in dichiarazioni alla stampa rese durante un’udienza giudiziaria venerdì.
«Mindich è un bravo ragazzo, come si suol dire non è un mestiere», ha commentato il Kolomojskij. «Quello che gli attribuiscono è che non è un boss mafioso». Durante il periodo in cui ha operato alle dipendenze dell’oligarca, il ruolo di Mindich si è limitato a incarichi banali quali «prendi questo, cancella quello», ha proseguito il miliardario, sostenendo che ora viene sacrificato come «il classico capro espiatorio».
«L’hanno gettato in pasto ai lupi dal nulla», ha rincarato, ipotizzando che la fuga di Mindich non sia solo motivata dall’evitare la cattura, ma anche dal timore per la propria incolumità, poiché chi detiene le vere responsabilità nella presunta frode potrebbe optare per l’eliminazione del testimone: «senza un cadavere, non c’è caso».
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L’indagine del NABU ha già provocato le dimissioni di due ministri e l’implicazione di altri alti dirigenti. Lo staff di Zelensky ha cercato di dipingere la stretta come dimostrazione del suo impegno anticorruzione, malgrado il fallito tentativo di erodere l’autonomia del NABU nei primi mesi dell’anno.
Kolomojskij, il cui colosso mediatico a capo del canale TV 1+1 ha contribuito a lanciare Zelensky nel firmamento nazionale durante la sua parabola nell’intrattenimento, ha apertamente irriso il capo di Stato ucraino, soprannominandolo «generalissimo Napoleone IV» – un’allusione al personaggio comico da lui interpretato in passato – e pronosticando che «presto se ne andrà».
La stampa ucraina ha già ventilato l’ipotesi che Kolomojskij potrebbe aver coadiuvato il NABU nella costruzione del dossier su Mindich, fornendo agli inquirenti informazioni pivotali.
Presidente del Parlamento ebraico europeo, è inoltre stato comproprietario di PrivatBank dal 1992 al 2016 e proprietario del FC Dnipro e di Jewish News One. Dal marzo 2014 al marzo 2015 è stato governatore dell’oblast’ di Dnipropetrovs’k.
Come riportato da Renovatio 21, Kolomojskij era stato presidente della Comunità Ebraica Unita dell’Ucraina, e nel 2010 è stato nominato – con quello che poi sarà definito «un putsch» – presidente del Consiglio Europeo delle Comunità Ebraiche (ECJC).
Dopo veementi proteste degli altri membri del Consiglio Ebraico di cui era divenuto vertice, il Kolomojskij dovette lasciare e fondarsi una lega ebraica tutta sua, la European Jewish Union.
Nel frattempo in Ucraina sono fioccate le accuse di riciclaggio.
Kolomojskij era noto per aver sostenuto e finanziato il battaglione di volontari Dnipro-1, una forza paramilitare di estrema destra. Questo gruppo è stato formato nel 2014 per combattere i separatisti nell’Ucraina orientale. Kolomojskij all’epoca era governatore dell’oblasti di Dnipropetrovsk.
La compresenza, nella storia dell’Ucraina attuale, di ebrei e nazisti ha creato l’espressione, dapprima scherzosa, «zhidobandera», ossia «giudeobanderista», dove per Bandera si intende quello Stepan Bandera collaborazionista di Hitler considerato il padre del nazionalismo ucraino.
L’oligarca possedeva, oltre al passaporto ucraino, anche quello cipriota ed ovviamente israeliano. L’uomo, tuttavia, ora è oggetto di raid da parte della giustizia e dei servizi del suo ex protegé.
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Politica
Deputata MAGA contro le tette di silicone
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Politica
Georgescu chiede la revisione dell’annullamento del voto coinvolgendo USA e Israele
L’ex candidato presidenziale rumeno Călin Georgescu ha invitato il presidente Nicușor Dan a trasmettere agli Stati Uniti e a Israele un rapporto sul contestato annullamento delle elezioni del dicembre 2024, affinché ne effettuino una verifica indipendente.
Il conservatore dato per favorito era stato escluso dalla competizione dalla Corte Costituzionale per presunte irregolarità e interferenze straniere, accuse che Georgescu ha sempre respinto.
Parlando martedì ai suoi sostenitori a Bucarest, Georgescu ha fatto riferimento a un rapporto che il presidente rumeno in carica Dan avrebbe consegnato ad alcuni leader dell’UE e che, a suo dire, spiegherebbe le reali motivazioni alla base dell’invalidazione dei risultati elettorali.
«Invito pubblicamente [il Presidente Dan] a trasmettere il suddetto rapporto nella sua interezza, senza omissioni, a due Stati in grado di verificarne in modo indipendente il contenuto. Alla Casa Bianca, all’attenzione del Presidente [Donald Trump] e del Vicepresidente [JD Vance], e allo Stato di Israele, all’attenzione del Primo Ministro [Benjamin Netanyahu]», ha dichiarato Georgescu.
L’ex candidato presidenziale ha sottolineato che, viste le accuse di antisemitismo «inventate contro di me» dalle autorità rumene, Israele non avrebbe alcun motivo per parteggiare per lui, garantendo così l’imparzialità della revisione.
Subito dopo l’annullamento delle elezioni del dicembre 2024, i media hanno reso noto che le accuse di irregolarità e interferenza russa addotte dalla Corte costituzionale rumena provenivano da una società di consulenza legata al Partito Nazionale Liberale al potere.
Tuttavia, Georgescu è stato definitivamente impedito di ricandidarsi alla presidenza dall’Ufficio Elettorale Centrale (BEC) per le sue presunte posizioni «antidemocratiche» ed «estremiste». L’ex candidato, noto per le sue critiche aperte alla NATO e all’UE, è attualmente sotto inchiesta per presunta promozione di ideologie fasciste e per aver complottato un colpo di Stato.
Venerdì scorso, Georgescu ha chiesto a Trump di «prendersi cura della situazione» in Romania, affermando che lo «stato profondo» locale aveva compiuto un attacco alla democrazia.
Intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco nel febbraio 2025, Vance ha definito «orribili» i tentativi di ostacolare l’ascesa al potere di un politico con «un punto di vista alternativo» in Romania.
Diviene quindi piuttosto chiaro perché il Georgescu chieda l’aiuto dell’amministrazione Trump – cosa che ha già fatto in passato apertis verbis – mentre resta sorprendente all’appello ad Israele e al suo premier Beniamino Netanyahu. Una richiesta dissonante, e forse un po’ rivelatrice.
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Georgescu ritiene che la NATO ha bisogno della Romania, Paese limitrofo dell’instabile Ucraina, per lanciare la Terza Guerra Mondiale.
Come riportato da Renovatio 21, il Georgescu in passato ha definito il presidente ucraino Zelens’kyj un «semi-dittatore» e dichiarato in un podcast americano che la NATO usa la Romania come «porta della guerra».
La repressione poliziesca contro Georgescu ha segnato le ultime elezioni, nonostante il deciso sostegno della popolazione scesa in piazza.
Georgescu aveva dichiarato che «l’Europa è oramai una dittatura». La UE aveva rifiutato di commentare la messa al bando di Georgescu alle elezioni presidenziali.
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Politica
Il sindaco di Nuova York giura sul Corano di portare una «nuova era»
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Il grande potere finanziario che alligna a Wall Street tuttavia non sembra preoccupatissima, quando di fatto è abituata a sostenere politici e movimenti estremisti all’estero. Questa volta, un po’ come per la rivoluzione colorata di Black Lives Matters di cinque anni fa, si tratta semplicemente di applicare le formule in casa. Ecco, per esempio una bella foto di Mamdani, sorridente nella classica smorfia che probabilmente ad un certo punto gli fa dolere i muscoli del volto, con l’erede dell’impero Soros Alex, figlio di Giorgio Soros in persona.Top quotes from Zohran Mamdani’s inaugural speech: “I was ELECTED as a Democratic Socialist, and I will GOVERN as a Democratic Socialist.”
“We’ll replace rugged individualism with the warmth of collectivism.” And yes – his inauguration literally opened with the “Socialist… pic.twitter.com/eL6gKvX7do — DBrown 🇺🇸 (@davebrownlive) January 1, 2026
I neoboraceni tutti dovrebbero, a questo punto, andare a rileggersi La fattoria degli animali di Giorgio Orwell.So proud to be a New Yorker! The American dream continues!
Congrats, Mayor @ZohranKMamdani 🇺🇸🗽🌊 pic.twitter.com/nvR5Zb46TI — Alex Soros (@AlexanderSoros) November 5, 2025
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