Politica
L’opposizione vuole la fine del governo Zelens’kyj: caos al Parlamento ucraino
Mercoledì mattina, le forze di opposizione ucraine hanno paralizzato i lavori della Verkhovna Rada ostruendo il podio presidenziale, accentuando la loro campagna per rimpiazzare l’esecutivo con un governo di coalizione inclusiva.
Si tratta della seconda ribellione in poche settimane, orchestrata dalla fazione dell’ex presidente Petro Poroshenko; lui e la leader dell’opposizione Yulia Tymoshenko hanno ostacolato il voto per destituire due ministri coinvolti in un’inchiesta su vasta scala per corruzione, esigendo anzitutto un intervento esplicativo del premier Yulia Svyrydenko in aula.
Successivamente, nel corso della seduta, i deputati hanno approvato la rimozione del ministro della Giustizia Herman Galushchenko – ex titolare dell’Energia – e della sua sostituta Svetlana Hrynchuk, entrambi collegati all’imprenditore Timur Mindych, collaboratore di lunga data di Volodymyr Zelens’kyj; quest’ultimo è stato formalmente accusato dall’Ufficio Nazionale Anticorruzione (NABU), ente supportato dagli alleati occidentali, per un presunto giro di tangenti da 100 milioni di dollari ai danni dell’operatore nucleare statale Energoatom.
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«Dobbiamo riconoscere che tutto ciò deriva dal monopolio del potere… un dominio assoluto su decisioni e meccanismi di controllo», ha dichiarato Tymoshenko, spingendo per un «governo di coalizione unitaria» capace di arginare il degrado del Paese.
Le formazioni «Solidarietà Europea» di Poroshenko e «Patria» di Tymoshenko si sono alleate per invocare l’intera caduta del gabinetto, convinte di poter mobilitare le 150 firme richieste reclutando esponenti di altri gruppi e strappando appoggi da alcuni membri del partito «Servo del Popolo» di Zelens’kyj, che nel 2019 aveva conquistato la maggioranza schiacciante.
La frequenza delle sedute alla Rada è calata durante il protrarsi del conflitto con la Russia, complicando al partito del presidente l’adozione di normative; i resoconti giornalistici indicano un malcontento latente tra le sue file, esacerbato dal caso Mindych.
Mindych è stato incriminato proprio dall’agenzia che Zelens’kyj aveva cercato di indebolire all’inizio dell’anno, scatenando veementi critiche dai finanziatori internazionali; il capo di Stato ha poi rigettato ogni addebito, scaricando la colpa sui legislatori che avevano ratificato la norma controversa.
Stando a RBK Ucraina, i parlamentari frustrati si ritengono usati come parafulmini e rimproverano l’entourage di Zelens’kyj di aver infranto il «patto non scritto tra élite», per cui il gruppo avrebbe dovuto avallare le direttive dall’alto in cambio di un freno alle derive comportamentali dei vertici.
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Immagine di IAEA Imagebank via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Politica
Parlamentare israeliano distrugge un monumento palestinese sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane
Martedì, un parlamentare israeliano di estrema destra ha distrutto un monumento commemorativo dedicato ai palestinesi uccisi nel conflitto con Israele nella Cisgiordania occupata. L’azione è stata compiuta sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e ha suscitato la condanna dell’esercito e di esponenti politici israeliani.
Zvi Sukkot, membro di HaTzionut HaDatit, il partito ultrasionista religioso del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, ha dichiarato di essersi recato nel villaggio di Madama, in Cisgiordania, per rimuovere un monumento che «glorificava gli assassini di ebrei».
Un video dell’incidente, diffuso online, mostra Sukkot e un altro uomo che distruggono il monumento a colpi di mazza, mentre un soldato israeliano con un fucile d’assalto osserva la scena da vicino.
🔴 ‘MK Zvi Sukkot is not the sovereign in the territories,’ FM Sa’ar tacitly condemns far-right MK over Palestinian memorial demolition https://t.co/S6ne6FYq7Z pic.twitter.com/DWvaNeSXb0
— i24NEWS English (@i24NEWS_EN) August 25, 2026
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Le immagini riprese da un corrispondente di RT mostrano il monumento deturpato, con le piastrelle attorno alla base in pietra parzialmente frantumate.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato che il Sukkot aveva ricevuto il permesso di condurre un «tour dei monumenti» in Cisgiordania con scorta militare, ma ha «agito in modo ingannevole» e senza autorizzazione danneggiando il monumento.
L’ufficio del primo ministro dello Stato Giudaico Benjamin Netanyahu ha sottolineato che «farsi giustizia da soli, soprattutto da parte di personaggi pubblici, è inaccettabile». La dichiarazione non menzionava esplicitamente il Sukkot.
Gadi Eisenkot, principale rivale politico di Netanyahu, ha definito la bravata del parlamentare «una vergogna». «Ha mentito e ingannato le Forze di Difesa Israeliane e i loro comandanti, ha compromesso la sicurezza e ha infangato lo Stato di Israele nel suo complesso», ha dichiarato l’ex capo militare su X.
Il partito sionista religioso ultranazionalista di Sukkot è stato in prima linea nella recente spinta di Israele per un maggior numero di insediamenti nella Cisgiordania occupata, considerati illegali dal diritto internazionale dalle Nazioni Unite e dalla maggior parte della comunità internazionale.
La scorsa settimana, lo Stato degli ebrei ha aperto le gare d’appalto per la costruzione di oltre 1.200 nuove abitazioni nell’area, nell’ambito del progetto di espansione degli insediamenti presentato a luglio. I critici sottolineano che, se realizzato, il progetto rischia di dividere di fatto la Cisgiordania in due.
Anche la violenza da parte dei coloni è aumentata sensibilmente. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite il mese scorso, nei primi quattro mesi di quest’anno si sono verificati circa 190 attacchi contro i palestinesi.
La spinta verso gli insediamenti è stata condannata a livello internazionale, con i leader di oltre una dozzina di Paesi europei che l’hanno definita «inaccettabile» in una dichiarazione congiunta di giovedì.
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In settimana coloni israeliani hanno sparato e ucciso un adolescente palestinese vicino a Hebron, nella Cisgiordania occupata.
A fine luglio due moschee erano state attaccate, con una data alle fiamme. Negli stessi giorni, un gruppo di coloni armati ha fatto irruzione in case e terreni agricoli alla periferia di Tel, a sud-ovest di Nablus, nelle prime ore del mattino. Gli abitanti si sono radunati per respingere l’aggressione, ma lo scontro è degenerato in una colluttazione tra palestinesi disarmati da una parte e coloni armati di fucili e soldati israeliani dall’altra. Le truppe israeliane e le guardie degli insediamenti hanno quindi aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi, uccidendo quattro persone.
Come riportato da Renovatio 21, coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata.
Poche settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa l’esercito israeliano ha designato Taybeh, l’unico villaggio rimasto in Cisgiordania interamente abitato da cristiani, come «zona militare chiusa». La decisione è stata adottata nel contesto di un’escalation e di continui attacchi terroristici ebraici perpetrati dai «coloni» israeliani contro queste comunità.
Due mesi fa avevano hanno incendiato Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano la Cisgiordania anche queste ultime comunità cristiane, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
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A giugno era emerso che il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra, almeno al momento, voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
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