Immigrazione
Leone mette in guardia i giovani africani dall’emigrazione e sollecita la lotta contro il «flagello della corruzione»
Papa Leone XIV ha esortato i giovani africani a resistere all’emigrazione e alla corruzione e a lavorare per il bene dei propri Paesi.
Il 17 aprile, papa Leone XIV si è rivolto a studenti e docenti dell’Università Cattolica dell’Africa Centrale a Yaoundé e in seguito ha celebrato la Messa a Douala, esortando i giovani africani a rimanere nella loro patria, a combattere la corruzione attraverso l’integrità morale e a contribuire allo sviluppo nazionale, a metà del suo viaggio pastorale in quattro nazioni africane.
«Non cedete alla sfiducia e allo scoraggiamento», ha detto il papa durante la Messa a Douala. «Non dimenticate che il vostro popolo è ancora più ricco di questa terra, perché il vostro tesoro risiede nei vostri valori: la fede, la famiglia, l’ospitalità e il lavoro».
Il papa ha identificato la corruzione e l’emigrazione dei giovani qualificati come due sfide centrali per i paesi africani. Parlando nella capitale, Yaoundé, ha affermato che «di fronte alla comprensibile tendenza a emigrare – che può indurre a credere che altrove si possa trovare più facilmente un futuro migliore – vi invito, prima di tutto, a rispondere con un ardente desiderio di servire il vostro paese e di mettere a frutto le conoscenze che state acquisendo qui a beneficio dei vostri concittadini», aggiungendo che «l’Africa deve essere liberata dal flagello della corruzione».
A Douala, il papa ha osservato: «Nonostante la ricchezza della terra in Camerun, molti vivono in povertà sia materiale che spirituale… Respingete ogni forma di abuso o violenza, che inganna promettendo facili guadagni ma indurisce il cuore e lo rende insensibile… Siate dunque protagonisti del futuro, seguendo la vocazione che Dio dà a ciascuno di voi. Non lasciatevi corrompere da tentazioni che sprecano le vostre energie e non servono al progresso della società».
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Le autorità vaticane avevano inizialmente previsto la partecipazione di circa 600.000 persone. Tuttavia, dopo l’evento, la Santa Sede, citando gli organizzatori locali, ha riferito che erano presenti circa 120.000 persone. Gli organizzatori hanno indicato che le misure di sicurezza e la chiusura delle strade potrebbero aver impedito a molti di raggiungere il luogo dell’evento, situato fuori città.
Il Camerun, con una popolazione di circa 30,5 milioni di abitanti, è caratterizzato da una demografia particolarmente giovane, con un’età media di 19 anni. I cattolici rappresentano circa il 38% della popolazione e, negli ultimi anni, il Paese è diventato un’importante fonte di vocazioni sacerdotali e di crescita della Chiesa.
Al contempo, il Paese si trova ad affrontare sfide economiche che hanno contribuito a un consistente esodo di professionisti qualificati. Il settore sanitario, in particolare, ne ha risentito, poiché medici e infermieri cercano sempre più opportunità di lavoro in Europa e Nord America.
Il Camerun è governato dal 1982 dal presidente Paul Biya, che oggi ha 93 anni e che si è assicurato un ottavo mandato consecutivo dopo le elezioni dello scorso anno. Tali elezioni sono state contestate, a testimonianza delle continue tensioni politiche all’interno del Paese.
Negli ultimi anni, numerosi vescovi progressisti – soprattutto negli Stati Uniti – si sono opposti alle politiche di controllo dell’immigrazione, sostenendo invece una liberalizzazione più ampia. Tuttavia, il Catechismo della Chiesa Cattolica (2241) insegna che «le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio Paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono».
«Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri».
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Immagine screenshot da YouTube
Immigrazione
«Jihad stradale» a Brusselle: altra rivolta dei giovani immigrati
BREKEND. Wat een hallucinante beelden. Er worden nu aan #Brussel-Centraal steps in brand gestoken, barricades gemaakt, bushokjes vernield en vuurwerk afgevuurd naar onder andere hulpdiensten. Onvoorstelbaar. Opkuisen en keihard aanpakken, dat is de enige taal die dit tuig kent! pic.twitter.com/LxMUntuSWX
— Tom Van Grieken (@tomvangrieken) June 4, 2026
🔴🇧🇪 FLASH – Une manifestation “pour l’enseignement” tourne mal à Bruxelles. pic.twitter.com/O1N43CAO2P
— Jon De Lorraine (@jon_delorraine) June 4, 2026
Dit is #Brussel. Dit is allochtoon tuig. Dit is crapuleus. Ze vernielen puur om te vernielen. En wie draait er keer op keer voor op? De brave burger. Mijn maag keert ervan om. Gaat de regering-De Wever nog écht reageren? Of kan de totale neergang van onze hoofdstad hen werkelijk… pic.twitter.com/9TjbRtrsTZ
— Tom Van Grieken (@tomvangrieken) June 4, 2026
De beelden uit #Brussel blijven maar binnenstromen. Wilt u werkelijk nog meer #omvolking? Of is het eindelijk voor u ook genoeg? Want vergis u niet, door het EU-omvolkingspact gaat deze situatie alleen maar verergeren. Steun ons verzet via https://t.co/T3asXsimtz! pic.twitter.com/Fg956x4WUs
— Tom Van Grieken (@tomvangrieken) June 4, 2026
Brussel: dit is geen ‘demonstratie’, dit is #straatjihad – net zoals in Frankrijk! 👇🏻 https://t.co/SNFVqhHN2k pic.twitter.com/vBnACQnjye
— Sam van Rooy MP (@SamvanRooy1) June 4, 2026
La devastazione anarco-tirannica sarebbe partita da una massiccia protesta di studenti, docenti e personale scolastico contro la riforma dell’istruzione francofona, in particolare contro il cosiddetto «decreto-programma 2», insomma una classica manifestazione contro tagli al bilancio etc. È evidente come la teppa terzomondiale approffitti di qualsiasi occasione – vittorie o sconfitte della propria squadra, fatti di cronaca, ritrovi estivi, capodanni – per far esplodere rivolte che trasformano territori degli Stati europei in no–go zone, con violenze e danni miliardari come conseguenza.Dit is geen ‘voetbalhooliganisme’, dit is straatjihad 👇🏻 #Paris pic.twitter.com/jqILDMoNkX
— Sam van Rooy MP (@SamvanRooy1) June 1, 2026
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Immigrazione
Keir Starmer non metterà fuori legge il coltello dei Sikh
Il primo ministro britannico Keir Starmer, mentre divampano le proteste per l’omicidio del 18enne Harry Nowak, ucciso da un giovane Sikh con il suo coltello rituale ha dichiarato che non verranno presi provvedimenti contro il porto del pugnale rituale (kirpan) dei Sikh.
Tutto ciò avviene mentre è fatto assoluto divieto di trasporto e utilizzo di spray al peperoncino in un paese in preda all’insicurezza e all’imbarbarimento da parte di gangs di immigrati.
Nonostante una situazione incandescente e sull’orlo di una guerra etnica, le autorità britanniche sembrano voler proseguire imperterrite con una politica del ðdoppio livello» per cui le cosiddette minoranze godono di palesi privilegi rispetto alla popolazione bianca inglese in ogni aspetto della vita quotidiana.
Renovatio21 ha più volte parlato dell’anarcotirannia distopica presente nel Regno Unito, in cui le pene per l’uomo bianco sono più severe e in cui basta un commento o un post su internet per finire in gattabuia mentre i condannati per crimini violenti vengono liberati.
La maggior parte dei Paesi europei, Italia compresa, stanno seguendo in un modo o nell’altro la via tracciata dalla Gran Bretagna, attraverso quella che è una vera e propria invasione di immigrati a cui vengono offerte innumerevoli facilitazioni e vantaggi (in termini di cibo, alloggi, sussidi) oltre a godere di trattamenti particolarmente clementi in caso di reati.
Si sta realizzando, gradualmente ma con impressionante metodicità, lo sterminio della popolazione bianca europea.
Victor García
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Immagine di Harising via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Immigrazione
L’immigrazione e l’imbarbarimento nelle nostre vite
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