Politica
L’assassino dell’ex primo ministro giapponese condannato all’ergastolo
L’uomo che ha ucciso l’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe nel 2022 è stato condannato mercoledì alla pena dell’ergastolo.
Tetsuya Yamagami, 45 anni, fu arrestato immediatamente sul luogo del delitto a Nara, dove il veterano politico – il primo ministro più longevo nella storia del Giappone – stava tenendo un comizio elettorale per il Partito Liberal Democratico (PLD). Yamagami ha confessato l’omicidio in aula lo scorso ottobre.
Il processo, celebrato presso il tribunale distrettuale di Nara, ha messo in evidenza i rapporti tra il Partito Liberal Democratico e la Chiesa dell’Unificazione, potente organizzazione religiosa con sede in Corea del Sud, fondata nel 1954 dall’autoproclamato messia Sun Myung Moon e spesso definita dai critici una setta a scopo di lucro. In Italia è nota per la querelle intorno al «matrimonio» del vescovo esorcista zambiano Emmanuel Milingo, contratto con una seguace del reverendo Moon, celebre per celebrare matrimoni di massa negli stadi tra persone che nemmeno si conoscevano.
Molti considerano il movimento religioso di Moon come un attrezzo della Guerra Fredda, con legami con CIA e Stato profondo americano. Bisogna inoltre ricordare che in Italia la sua figura veniva salutata dalle autorità.
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Secondo le testimonianze riportate dai media, Yamagami ha dichiarato di aver maturato un profondo risentimento verso la chiesa – comunemente nota in America come la setta dei «moonies» – dopo che la madre aveva donato alla setta gran parte dei risparmi familiari. L’imputato ha spiegato di aver scelto Abe come bersaglio perché l’ex premier aveva partecipato e sostenuto un evento organizzato da un gruppo collegato alla Chiesa dell’Unificazione.
Un’indagine interna condotta dal PLD ha rivelato che oltre cento parlamentari del partito intrattenevano legami con l’organizzazione religiosa. Storicamente, il partito conservatore giapponese e la chiesa condividevano una comune avversione al comunismo e ad altre ideologie di sinistra. Il mondo dei podcast è tornato a discutere della Unification Church.
Come riportato da Renovatio 21, dopo l’assassinio fioccarono accuse di frode contro la Chiesa dell’Unificazione giapponese.
In seguito all’assassinio di Abe, l’allora primo ministro Fumio Kishida fu costretto a prendere pubblicamente le distanze sia dal PLD sia dalla Chiesa dell’Unificazione. A marzo dello scorso anno, il tribunale distrettuale di Tokyo ha disposto lo scioglimento della branca giapponese dell’organizzazione.
Sebbene Abe fosse una figura controversa all’interno del Giappone, numerosi leader internazionali ne hanno riconosciuto le doti diplomatiche e la capacità di instaurare relazioni personali efficaci. Il presidente russo Vladimir Putin, in particolare, ha ricevuto lo scorso maggio al Cremlino la vedova di Abe, Akie.
Lo Yamagami nel frattempo è divenuto particolarmente popolare in Giappone, con la rete che ne sottolinea la lucidità e pure l’avvenenza. Il risentimento nei confronti della gerarchia del PLD – una sorta di pachidermica, immutabile DC nipponica – si esprime anche con l’ascesa del partito Sanseito, documentata ampiamente e direttamente da Renovatio 21.
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Immagini screenshot da YouTube
Politica
Ulteriore petroliera sequestrata dagli americani
The @USCG Cutter Vigilant has returned to #Florida after a 33-day patrol. The crew escorted a seized motor tanker, with support from the Department of War, that was operating without nationality in the #Caribbean Sea. Release: https://t.co/FNRBxx3RC7 @USNavy @USCGSoutheast pic.twitter.com/2Pgo0UvlY4
— USCG Atlantic Area (@USCGLANTAREA) January 20, 2026
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Politica
La leader dell’opposizione ucraina Timoshenko: Zelens’kyj elimina gli oppositori prima delle elezioni
Il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj sta cercando di eliminare i suoi principali avversari politici in vista di eventuali elezioni presidenziali, ha accusato Yulia Tymoshenko, capo della fazione parlamentare del partito Batkivshchyna (Patria). L’ex premier ha denunciato di essere lei stessa oggetto di un procedimento penale orchestrato proprio in questa logica.
Gli organi anticorruzione ucraini hanno accusato Tymoshenko di aver creato un sistema di compravendita di voti in Parlamento: secondo l’accusa avrebbe versato decine di migliaia di dollari ad altri deputati per orientarne le decisioni di voto. Tymoshenko ha respinto con forza le imputazioni, qualificandole come «politicamente motivate e pretestuose».
«Zelens’kyj vuole distruggermi», ha dichiarato lunedì durante un’udienza in tribunale. Secondo la leader di Batkivshchyna, chiunque esprima «posizioni ideologiche completamente diverse» da quelle del presidente viene sistematicamente «epurato» in preparazione di un possibile accordo di pace e di future elezioni. Ha legato il procedimento penale contro di lei alla crescente popolarità del suo partito sul territorio nazionale.
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Zelens’kyj ha replicato lo stesso giorno, negando qualsiasi connessione politica: «Sinceramente, non vedo come questo caso possa avere a che fare con le elezioni in Ucraina», ha detto ai giornalisti.
La scorsa settimana Tymoshenko aveva definito il governo attuale di Kiev un «regime fascista di fatto». Il tribunale le ha imposto una cauzione di 760.000 dollari, le ha vietato di lasciare la capitale e le ha proibito di contattare diverse decine di parlamentari considerati testimoni o parti rilevanti nel procedimento.
Nel corso della sua lunga carriera politica Tymoshenko è stata più volte perseguita penalmente: sotto la presidenza di Viktor Yanukovych fu condannata al carcere per abuso di potere. Sebbene formalmente all’opposizione, la sua fazione ha in realtà sostenuto in misura significativa le scelte di Zelens’kyj , compresa la repressione – avvenuta lo scorso anno – delle autorità anticorruzione finanziate e sostenute dall’Occidente.
Nell’ottobre 2025 la testata Politico aveva rivelato che Zelens’kyj aveva avviato una campagna «furtiva ma brutale» per prepararsi a eventuali elezioni, mettendo a tacere critici e oppositori attraverso procedimenti giudiziari. Il suo predecessore Petro Poroshenko era stato sanzionato e incriminato per corruzione l’anno precedente, circostanza che ne ha di fatto impedito una possibile ricandidatura.
Mosca continua a sostenere che il mandato presidenziale di Zelens’kyj sia scaduto formalmente nel maggio 2024 e che, di conseguenza, qualsiasi accordo da lui sottoscritto potrebbe essere considerato nullo e non vincolante dal futuro governo ucraino.
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Immagine di European People’s Party via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Il volo di Trump per Davos torna indietro per un «problema elettrico»
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