Geopolitica
La Turchia attacca Cipro per le licenze a Exxon Mobil e Qatar Petroleum
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews.
Il governo (greco) cipriota ha assegnato concessioni esplorative al largo della costa sud-occidentale, nel settore 5 della EZZ. Pronta la replica dei turchi: nessuna nazione, azienda o nave potrà svolgere «ricerche non autorizzate». (…)
Il governo turco attacca Nicosia accusandola di aver violato la propria piattaforma continentale, assegnando senza titolo una licenza di esplorazione marittima in cerca di giacimenti di petrolio e gas naturali a Exxon Mobil e Qatar Petroleum.
Il ministero degli Esteri di Ankara afferma che il Paese «non consentirà mai a nessuna nazione, azienda o nave straniera di svolgere ricerche non autorizzate sugli idrocarburi nella propria giurisdizione»
In una nota il ministero degli Esteri di Ankara afferma che il Paese «non consentirà mai a nessuna nazione, azienda o nave straniera di svolgere ricerche non autorizzate sugli idrocarburi nella propria giurisdizione».
(…)
Ankara accusa i ciprioti di violare i confini marittimi e ribadisce che non è disposta a tollerare trivelle ed esplorazioni abusive in un’area che considera come «zona economica esclusiva» nel Mediterraneo orientale.
La regione è diventata un settore nevralgico nella gara allo sfruttamento di gas e idrocarburi per Cipro, Israele ed Egitto, cui si è unita la Turchia dando vita a uno scontro frontale fra secolari rivali storici.
La regione è diventata un settore nevralgico nella gara allo sfruttamento di gas e idrocarburi per Cipro, Israele ed Egitto, cui si è unita la Turchia dando vita a uno scontro frontale fra secolari rivali storici
Inoltre, all’elemento economico si somma il fattore confessionale con le divisioni fra cristiani nella parte greca, soprattutto ortodossi, e i musulmani nel settore turco dove si sono registrati fenomeni di «islamizzazione» fra gli abitanti.
Bruxelles ha invitato a più riprese il governo di Ankara ad allentare la tensione, riaffermando il proposito di difendere gli interessi degli Stati membri (Cipro e Grecia).
Pronta la replica turca, che non intende arretrare di un passo nella rivendicazione dei propri interessi economici, politici e commerciali, oltre alla tutela degli interessi nell’area turco-cipriota dell’isola divisa.
Inoltre, all’elemento economico si somma il fattore confessionale con le divisioni fra cristiani nella parte greca, soprattutto ortodossi, e i musulmani nel settore turco dove si sono registrati fenomeni di «islamizzazione» fra gli abitanti
Fra i nodi irrisolti vi è il mancato accordo sui limiti delle rispettive piattaforme continentali fra Grecia e Turchia; diverso il discorso riguardante Nicosia, che per Ankara non ha diritto ad alcuna rivendicazione territoriale o marittima non riconoscendo l’autorità di governo.
Incurante del monito dei sodali del presidente Erdogan, il consiglio dei ministri (greco) cipriota ha disposto la concessione della licenza a Exxon Mobil e Qatar Petroleum per il settore 5 di quella che considera propria zona economica esclusiva (EZZ), situata a sud/sud-ovest dell’isola.
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Immagine di Michal Klajban via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Geopolitica
Israele attacca la città biblica di Tiro
Israele ha colpito la storica città di Tiro, in Libano, prendendo di mira per la prima volta il quartiere cristiano dopo averne ordinato l’evacuazione parziale. L’attacco ha acuito le preoccupazioni locali per il destino dei venerati siti biblici della città.
Secondo l’agenzia Reuters, otto persone sono rimaste uccise in un singolo attacco avvenuto martedì nella periferia orientale di Tiro.
Il quartiere cristiano, situato nella zona Nord-Ovest della città, era stato finora escluso dai precedenti avvertimenti israeliani e aveva dato rifugio a persone sfollate provenienti da altre zone.
L’esercito israeliano ha emesso l’ordine di evacuazione generale sostenendo che militanti di Hezbollah si nascondessero nel quartiere, un’affermazione contestata dai residenti, dai funzionari locali e dall’esercito libanese.
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Tiro, una delle città abitate ininterrottamente più antiche del mondo e sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è menzionata ripetutamente sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Fu un importante centro dell’antico regno fenicio, che fornì i materiali per la costruzione del Tempio di Salomone, che si ritiene sorgesse sul Monte del Tempio di Gerusalemme, sede del complesso di Al-Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam.
Questo sviluppo si inserisce in un contesto di crescenti tensioni relative ai siti religiosi e storici in tutta la regione, con i critici che accusano Israele di espandere il proprio controllo su luoghi sacri sia per i musulmani che per i cristiani.
Il mese scorso, Israele ha emesso un ordine di espropriazione riguardante il villaggio di Nabi Samwil nella Cisgiordania occupata, dove si ritiene si trovi la tomba del profeta Samuele, figura venerata nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’islam.
Funzionari e leader religiosi palestinesi hanno condannato la mossa, definendola un tentativo di cancellare il patrimonio musulmano e rafforzare il controllo israeliano sui luoghi sacri contesi.
Fondata dai Fenici intorno al 2750 a.C., TIro divenne un potente centro commerciale e marittimo. I suoi abitanti inventarono l’alfabeto e diffusero la porpora di Tiro, un prezioso colorante estratto dai molluschi, simbolo di ricchezza e potere nell’antichità.
Famosa per la resistenza all’assedio di Alessandro Magno nel 332 a.C., che costruì un istmo per raggiungerla, Tiro conserva oggi un magnifico patrimonio UNESCO: le rovine romane, il famoso arco di trionfo, le terme, il teatro e il porto fenicio. La città vecchia, su un’isola collegata alla terraferma, è un affascinante mix di storia e vita quotidiana.
Oggi Tiro è un importante centro culturale e turistico, nonostante le sfide della regione. Le sue spiagge, il souk animato e l’atmosfera mediterranea ne fanno una meta unica nel Medio Oriente.
Nella Bibbia Ricciotti, Tiro è citata circa 35-38 volte (il numero esatto varia leggermente a seconda di come si contano i riferimenti espliciti al nome della città). Nell’antico Testamento la maggior parte delle occorrenze (soprattutto in Isaia 23, Ezechiele 26-28, 1 Re, 2 Cronache, Amos, Zaccaria, etc.). Nel Nuovo Testamento i riferimenti nei Vangeli (es. confini di Tiro e Sidone) e Atti degli Apostoli.
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Immagine di Heretiq via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Generic
Geopolitica
Trump fissa un’altra scadenza per la «vittoria totale» in Iran
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Geopolitica
Trump: Netanyahu non ha «scelta» sull’accordo con l’Iran
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non avrà altra scelta che accettare qualsiasi accordo gli Stati Uniti raggiungano con Teheran, ha dichiarato il presidente Donald Trump, affermando di essere lui a «comandare».
Trump ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista al Financial Times domenica, poco dopo che l’Iran aveva lanciato un attacco missilistico contro Israele in risposta ai raid aerei israeliani su Beirut. Teheran ha descritto l’attacco come un avvertimento e ha minacciato «colpi devastanti» se Israele avesse continuato i suoi attacchi in Libano o avesse reagito contro l’Iran.
In precedenza, Israele aveva colpito la periferia meridionale di Beirut senza diramare gli avvertimenti che solitamente fornisce prima di attacchi in aree densamente popolate. L’attacco a un edificio residenziale ha causato almeno due morti e venti feriti, secondo il ministero della Salute libanese.
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Trump ha affermato che gli attacchi missilistici iraniani non avrebbero influenzato il suo impegno per un accordo sul nucleare con Teheran. L’Iran ha dichiarato che un accordo con gli Stati Uniti deve includere un cessate il fuoco permanente per Israele, il che di fatto richiederebbe a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
«Non avrà scelta», ha detto Trump all’emittente, riferendosi a Netanyahu. «Sono io che comando. Sono io che comando tutto. Lui non comanda.»
«Non avrà alcun impatto sull’accordo», ha detto Trump in merito all’attacco iraniano, aggiungendo che il lancio di missili ha causato danni minimi. «Vedremo come andrà a finire. Ma si è trattato di attacchi che non hanno colpito nessuno.»
Le dichiarazioni di Trump arrivano pochi giorni dopo che Axios ha riportato i dettagli di un’accesa telefonata tra i due leader, citando un funzionario statunitense secondo il quale Trump avrebbe detto a Netanyahu: «Sei un fottuto pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo». Trump ha poi confermato che la telefonata ha avuto luogo e non ha contestato la ricostruzione dello scambio fornita da Axios.
Nonostante diversi cessate il fuoco tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti, tra cui uno entrato in vigore la scorsa settimana, Israele ha continuato a colpire obiettivi in Libano quasi quotidianamente, a dimostrazione della limitata capacità di Washington di contenere il suo più stretto alleato in Medio Oriente.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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