Connettiti con Renovato 21

Gender

La stragista transessuale di Nashville ha lasciato più di 100 GB di prove, ma tutto è tenuto segreto

Pubblicato

il

Il giudice di Nashville I’Ashea Myles ha deciso che nessuno degli scritti di Audrey Hale, la ragazza transessuale perpetratrice della strage della scuola di Nashville, debba essere reso pubblico, accettando la dubbia argomentazione secondo cui le vittime di Hale detengono i diritti d’autore sul materiale, nonostante non si siano registrate presso l’ufficio federale per i diritti d’autore.

 

«I materiali creati da Hale sono esentati dalla divulgazione in base al Copyright Act federale», ha affermato il giudice Myles. «Il fatto che un’opera originale sia stata registrata o meno presso l’ufficio federale per il copyright è pertinente per l’importo dei danni risarcibili in un’azione per violazione del copyright, ma non ha alcuna attinenza con il fatto che questa legge statale sia o meno preclusa dalla legge federale sul copyright».

 

Il giudice ha anche stabilito che la divulgazione degli scritti della Hale potrebbe ispirare assassini imitatori, ignorando la testimonianza di uno psicologo esperto, il quale ha affermato che non ci sono prove a sostegno di questa teoria dell’imitazione.

Iscriviti al canale Telegram

La Myles è lo stesso giudice accusata di aver sorvolato sul Primo Emendamento della Costituzione USA quando avrebbe redarguito un giornale che aveva già pubblicato alcuni scritti della Hale. Secondo la sentenza di giovedì del giudice, le prove in possesso delle forze dell’ordine includono più di 100 gigabyte di dati.

 

La polizia ha affermato che gli scritti raccolti come parte della loro indagine sulla sparatoria del 27 marzo 2023 alla Covenant School in cui sono morti tre bambini di 9 anni e tre membri adulti dello staff sono documenti pubblici. Tuttavia, hanno affermato che non possono essere rilasciati fino alla conclusione delle loro indagini.

 

Nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di mantenere segreto il manifesto, le prime tre pagine del presunto manifesto sono trapelate al conduttore conservatore Steven Crowder lo scorso novembre. Il dipartimento di polizia di Nashville avrebbe sospeso sette detective a causa della fuga di notizie.

 

La parte del manifesto trapelata avrebbe rivelato che Hale, che si era identificata come transgender, aveva pianificato la sparatoria nella scuola per anni e che aveva deliberatamente preso di mira i «fottuti» «bianchi privilegiati».

 

«Non riesco a credere che lo sto facendo, ma sono pronta… Spero che le mie vittime non lo siano», aveva scritto la stragista. «La mia unica paura è che qualcosa vada storto. Farò del mio meglio per prevenire qualsiasi cosa del genere. Dio ha lasciato che la mia ira prendesse il sopravvento sulla mia ansia. Potrebbero volerci al massimo 10 minuti. Potrebbero volerci 3-7. Sarà veloce. Spero di avere un alto numero di morti. Pronta a morire».

 

Gli estratti più recenti pubblicati dal quotidiano del Tennessee Star rivelano l’ideazione transgender di Hale.

 

«Il 2007 ha segnato la nascita dei bloccanti della pubertà e una nuova scoperta per il trattamento dei bambini transgender non conformi», avrebbe scritto Hale. «Ucciderei per avere quelle risorse».

 

«Il mio pene esiste nella mia testa. Giuro su Dio che sono un maschio» scrive la Hale sui documenti recuperati dalla polizia. Nelle nuove pagine arrivate al pubblico si legge dell’odio della ragazza per «le opinioni dei genitori» («mia madre mi vede come una figlia – e non sopporterebbe di voler perdere quella figlia perché un figlio significherebbe la morte di Audrey») più confessioni disturbanti su simulazioni sessuali fatte fare ai suoi pelouche.

 

La ragazza nelle pagine confessava quindi riguardo al suo desiderio di avere un pene in modo da poter fare sesso con una donna come maschio di nome Aiden, un nome il cui utilizzo in una domanda di lavoro le aveva portato a problemi con il controllo dei precedenti dell’azienda.

 

Sembra quindi che la maggior parte degli scritti di Hale e del materiale che potrebbe testimoniare la sua radicalizzazione non sia ancora stata pubblicata. Le motivazioni per cui le autorità procedono in questo senso non sono ancora chiare. Tuttavia, è noto come a pochi secondi di episodi cruenti perpetrati da bianchi razzisti – come la strage alla moschea in Nuova Zelanda – il manifesto finisce online e sui giornali nel giro di pochi minuti.

 

Poco dopo la sparatoria di Nashville, era stato indetto negli USA un Trans Day of Vengeance, un «giorno della vendetta trans», poi annullato. La comunità trans è percorsa di appelli degli attivisti ad armarsi. I transgender ad oggi costituiscono la minoranza che ha visto la crescita maggiore tra le sue fila di active shooter, ossia assassini che colpiscono a caso le persone nelle scuole, negli uffici, nei centri commerciali, etc.

 

«Dio lascia che la mia ira prendesse il sopravvento sulla mia ansia. Potrebbero essere 10 minuti al massimo. Potrebbero essere 3-7. Sarà veloce. Spero di avere un numero alto di morti. Pronta a morire» ha scritto prima di dirigersi verso la scuola Covenant.

 


Aiuta Renovatio 21

Quel giorno la transessuale fu uccisa dai colpi di arma da fuoco della polizia alle 10:25, 14 minuti dopo aver iniziato a sparare. Un’autopsia ha rivelato che i vestiti di Hale erano ricoperti di «parole, disegni e numeri scritti a mano».

 

Non risulta ancora chiaro cosa ci fosse scritto sui suoi vestiti. L’assassino ha anche scritto una cavigliera di plastica arancione con inciso il misterioso numero «508407».

 

Come riportato da Renovatio 21, un dettaglio che pochi giornali avevano riportato fu esposto da un uomo la cui moglie è sopravvissuta alla strage, il giornalista del National Review Graham Hillard. La Hale, prima di iniziare il massacro, si era fermata a sparare su una vetrata della chiesa annessa al complesso scolastico. In particolare, la stragista transessuale aveva preso di mira la vetrata che raffigurava la figura biblica di Adamo, il primo uomo.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 si registrò un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender. Durante le proteste molti manifestanti facevano un segno con le dita, indicando il numero 7, a significare che le vittime del massacro della Hale erano non 6, ma 7: anche l’assassina diveniva, quindi, vittima.

 

Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con rissebotte pubbliche e pure omicidi efferati.

 

Al momento ancora poco è stato detto riguardo ai farmaci (testosteronepsicofarmaci SSRI, benzodiazepine) di cui potrebbe aver fatto uso la transessuale omicida.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

 

 

Continua a leggere

Gender

Politica brasiliana si dipinge la faccia: «mi identifico come negra, fatemi presiedere la commissione antirazzismo»

Pubblicato

il

Da

Fabiana Bolsonaro, politica brasiliana, ha protestato contro il transessualismo truccandosi da persona di colore per dimostrare che cambiare aspetto non cambia la propria identità. «Mi identifico come negra… perché non posso presiedere la commissione antirazzismo?… Perché non sono negra».   Fabiana de Lima Barroso (nata il 10 aprile 1993), meglio conosciuta come Fabiana Bolsonaro , è una politica brasiliana che presta servizio come membro dell’Assemblea legislativa di San Paolo dal 2023. Dal 2021 al 2023 è stata vicesindaco di Barrinha, un comune nello Stato di San Paolo. È la figlia di Adilson Barroso, ora deputato nazionale brasiliano e membro dell’assemblea legislativa paulista nel ventennio precedente.     La Fabiana ha adottato il soprannome «Bolsonaro» come nome sulla scheda elettorale nelle elezioni del 2022, sebbene non fosse imparentata con l’ex presidente Jair Bolsonaro . Secondo Poder360, l’adozione è avvenuta come strategia di allineamento ideologico, in seguito a una richiesta dell’allora leader a suo padre.  

Iscriviti al canale Telegram

Nella stessa elezione, la deputata ha cambiato la sua autodichiarazione di razza da «bianca» (registrata nel 2020) a «marrone», il che, secondo le regole elettorali allora in vigore, ha comportato vantaggi nella distribuzione del tempo radiofonico e televisivo e delle risorse dei fondi elettorali per i candidati che si dichiaravano neri o marroni.  

Durante il discorso, trasmesso su TV Alesp, la parlamentare si è dichiarata donna bianca e ha chiesto: «Io, essendo una persona bianca, avendo vissuto tutto ciò che ho vissuto come una persona bianca, ora a 32 anni, decido di truccarmi, di travestirmi da persona nera, truccandomi e lasciando trasparire solo l’aspetto esteriore. E qui, chiedo: e adesso? Sono diventata nera?», elaborando un’analogia per sostenere che le persone trans non potevano rappresentare le cause delle donne cisgender.

  Dopo la sessione, la Fabiana ha negato di aver praticato il cosiddetto blackface, descrivendo l’atto come un’«analogia» e un «esperimento sociale», e ha affermato che il suo discorso era stato «distorto».   La messa in scena ha generato una reazione immediata in plenaria da parte delle forze gosciste. La deputata Mônica Seixas (PSOL) ha sollevato una questione di ordine, classificando l’episodio come razzismo e transfobia, chiedendo l’interruzione della sessione. Dopo la fine della sessione, Seixas e la consigliera comunale di San Paolo Luana Alves (PSOL) hanno presentato una denuncia alla stazione di polizia per la repressione dei crimini razziali e dei crimini di intolleranza (Decradi). La Seixas ha riferito che il delegato della Polizia Civile presente all’Assemblea Legislativa dello Stato di San Paolo(ALESP) si è rifiutata di registrare l’arresto in flagranza di reato, invocando l’immunità parlamentare.   Un gruppo di 18 parlamentari di PT, PSOL, PCdoB e PSB ha presentato una denuncia al Consiglio etico dell’ALESP chiedendo la rimozione di Fabiana per violazione del decoro parlamentare, sostenendo che la condotta era «premeditata e intenzionale» e superava i limiti dell’immunità parlamentare. La deputata Ediane Maria (PSOL) ha anche annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica per razzismo e transfobia, mentre Beth Sahão (PT) ha presentato separatamente una denuncia al Consiglio etico, sottolineando che entrambe le condotte costituiscono reati.   In una dichiarazione ufficiale, l’ALESP ha informato che la Costituzione garantisce l’inviolabilità dei parlamentari per le loro opinioni, parole e voti espressi in plenaria e che il Consiglio etico è l’organo competente ad analizzare eventuali eccessi di immunità parlamentare.   «Eu sou uma mulher» ha esclamato la Bolsonaro durante la performanza assembleare mentre si spalmava la cute di una sostanza marròn. «Io sono una donna».   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il Brasile ha visto il caso di una femminista brasiliana che ha ottenuto asilo in Europa dopo aver rischiato 25 anni di carcere solo per aver detto che un trans è un uomo e non una donna.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Gender

La Corte UE ordina le carte d’identità transessuali

Pubblicato

il

Da

La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha stabilito che gli Stati membri dell’UE sono tenuti a modificare i dati relativi al genere nei documenti di identità dei cittadini che hanno cambiato sesso.

 

Secondo quanto affermato giovedì dall’organo con sede in Lussemburgo, i documenti delle persone transgender residenti nell’Unione Europea devono riflettere il loro «genere vissuto» anziché il loro sesso biologico.

 

La Corte di giustizia dell’Unione Europea si è espressa su un caso del 2017 rimessole dalla Corte di cassazione bulgara. La Corte bulgara intendeva chiarire se il Paese fosse obbligato a modificare l’atto di nascita di un uomo bulgaro che, dopo essersi trasferito in Italia, aveva intrapreso una terapia ormonale per vivere come donna.

Sostieni Renovatio 21

Le autorità di Sofia avevano in precedenza respinto la richiesta, motivando tale rifiuto con il fatto che le leggi bulgare interpretano il termine «sesso» in senso strettamente biologico.

 

I giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea hanno concluso che il rifiuto di uno Stato di aggiornare il documento d’identità di un cittadino transgender, dopo che questi ha esercitato il diritto di vivere in un altro Paese dell’UE, può ostacolare la libertà di circolazione e violare il diritto alla vita privata.

 

La Carta dei diritti fondamentali dell’euroblocco «tutela l’identità di genere e obbliga gli Stati membri a prevedere procedure chiare, accessibili ed efficaci per il suo riconoscimento giuridico», si legge nella sentenza.

 

«La legislazione di uno Stato membro che non consente la modifica dei dati relativi al genere di un suo cittadino che abbia esercitato il diritto alla libera circolazione è contraria al diritto dell’UE», ha precisato la Corte.

 

La decisione è stata accolta positivamente dagli attivisti LGBT, e l’avvocata Denitsa Lyubenova, presidente dell’associazione Deystvie, ha dichiarato che «apre una porta alla nostra comunità, consentendoci di citare proprio questa sentenza e di avvalerci del diritto dell’UE, potendo così viaggiare liberamente all’interno dell’Unione».

 

Il gruppo di difesa dei diritti ILGA-Europe ha invitato la Commissione europea a servirsi della sentenza per intervenire contro Ungheria e Slovacchia, Paesi che riconoscono anch’essi esclusivamente due generi: maschile e femminile.

 

Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa la CGUE ha stabilito che la Polonia è obbligata a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in altri Paesi membri, pur se tali unioni sono vietate dalla legge nazionale.

Iscriviti al canale Telegram

Come riportato da Renovatio 21, la strada verso il matrimonio omofilo in Polonia è stata battuta persistentemente negli ultimi anni.

 

La Polonia è tra i cinque Stati UE che non riconoscono legalmente le relazioni omosessuate, unitamente a Bulgaria, Lituania, Romania e Slovacchia. Nel frattempo, un altro Paese che era dietro la Cortina di ferro sovietica, il Kazakistan, due settimane fa ha votato per vietare la «propaganda LGBT».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la CGUE aveva stabilito che la Romania doveva accettare la nuova identità di genere di una donna che ha fatto la «transizione» e ora si considera un uomo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Gender

Il Senegallo inasprisce la legge anti-LGBT

Pubblicato

il

Da

Mercoledì l’Assemblea nazionale del Senegallo ha approvato un disegno di legge che aggrava in modo significativo le pene previste per gli atti omosessuali, collocando il paese tra gli ultimi ad aver rafforzato le norme anti-LGBT.   La legge, presentata dal primo ministro Ousmane Sonko, ridefinisce la condotta omosessuale come reato «contro natura» e porta le pene detentive da un massimo di uno a cinque anni a un intervallo compreso tra cinque e dieci anni. Sonko ha più volte denunciato le iniziative occidentali volte a promuovere i diritti omotransessualisti, giudicandole incompatibili con i valori senegalesi.   La norma introduce inoltre sanzioni per chi promuove o finanzia l’omosessualità, prevedendo multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.660 euro) e possibili responsabilità penali per chi appoggia le cause LGBT.

Sostieni Renovatio 21

Il provvedimento è stato approvato con un largo consenso nel parlamento di questo Paese dell’Africa occidentale a maggioranza musulmana, con sole tre astensioni. Ora attende la ratifica definitiva del presidente Bassirou Diomaye Faye.   I fautori della legge, tra cui varie organizzazioni religiose, la presentano come una tutela dei valori tradizionali. Il Senegallo già puniva le relazioni omosessuali nel proprio codice penale, ma i ministri hanno sostenuto che la norma del 1966 risultasse insufficientemente rigorosa.   Le organizzazioni per i diritti umani segnalano che la polizia ha già intensificato gli arresti sulla base delle leggi attualmente in vigore, con diversi casi di detenzioni di rilievo di uomini sospettati di condotte omosessuali nelle ultime settimane. I detrattori, tra cui Human Rights Watch, hanno definito le misure anti-LGBT «omofobe», mettendo in guardia sul fatto che la nuova legislazione potrebbe aggravare ulteriormente i rischi per una comunità già fortemente emarginata.   Le relazioni omosessuali risultano penalizzate in oltre 30 Paesi africani, tra cui l’Uganda, che ha suscitato forti critiche internazionali dopo l’approvazione di una legge anti-omotransessualista nel maggio 2023. La normativa di Kampala prevede la pena di morte per taluni atti tra persone dello stesso sesso e fino a 20 anni di reclusione per la promozione dell’omosessualità.   In risposta, gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni e hanno escluso l’Uganda da un importante programma di commercio esente da dazi, mentre la Banca Mondiale ha sospeso l’erogazione di nuovi prestiti.

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, poco dopo l’approvazione della legge anti-sodomia, l’Uganda è stata improvvisamente teatro di attacchi terroristici con enormi stragi sia sul suo territorio che all’estero, presso le basi del contingente di pace ugandese in Somalia.   Nell’autunno 2023 decine persone sono state uccise e ferite dai militanti di un gruppo estremista – il quale non si faceva vivo dal 1998 – che hanno attaccato una scuola secondaria nell’Uganda occidentale.   Come riportato da Renovatio 21, solo due settimane prima, 54 suoi soldati ugandesi stati trucidati dai terroristi islamici in Somalia dove si trovavano in missione di pace per conto dell’Unione Africana. A perpetrare l’eccidio sarebbero stati gli islamisti di al-Shabaab («la gioventù»), gruppo noto per il sequestro della cooperante italiana di due anni fa – per il quale il governo di Conte e Di Maio pagò fior di milioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di J. Patrick Fischer via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported; immagine tagliata
Continua a leggere

Più popolari