Militaria
La miocardite in enorme aumento tra i militari USA nel 2021
Secondo dati appena divulgati, il tasso di miocardite nell’esercito americano è aumentato durante il 2021.
Le diagnosi della forma di infiammazione del cuore, sono aumentate del 130,5% nel 2021 rispetto alla media degli anni dal 2016 al 2020, secondo i dati del Defense Medical Epidemiology Database (DMED).
Non si tratta tuttavia di informazioni liberamente consultabili: questi dati sono stati scaricati da una gola profonda e presentati al senatore Ron Johnson, il politico che più di ogni altro è in prima linea riguardo le questioni del vaccino COVID. L’informatore ha scaricato i dati da DMED nel 2023, circa un anno dopo che il Pentagono ha affermato di aver risolto un problema di corruzione dei dati con il sistema sanitario militare.
I dati hanno anche mostrato picchi nelle diagnosi di embolia polmonare (41,2%), disfunzione ovarica (38,2%) e «complicanze e descrizioni mal definite di malattie cardiache» (37,7%).
Come nota la testata americana Epoch Times, dati recentemente divulgati hanno anche mostrato aumenti più elevati rispetto a quanto riportato in precedenza dal Pentagono. I militari, ad esempio, avevano affermato che il tasso di embolia polmonare era aumentato solo del 25,4% nel 2021. Entrambi i tassi erano molto inferiori all’aumento del 468% che era stato tra i picchi scioccanti nelle diagnosi di malattie identificate dagli informatori nel 2022.
Le malattie del sistema nervoso sono aumentate del 9,5% nel 2021, rispetto al 5,7% dichiarato dal Pentagono, secondo i dati degli informatori. L’ipertensione è aumentata del 12,6%, non dell’1,9%. Il cancro ai testicoli è aumentato del 16,3%, non del 3%.
Dopo che i picchi sono stati resi pubblici, i funzionari militari avevano affermato che gli aumenti non erano corretti perché alcune diagnosi negli anni dal 2016 al 2020 non erano state conteggiate.
La miocardite, che alcuni ritengono che in forma migliore può essere causata anche dall’infezione di COVID-19, è una malattia che può portare alla morte. Casi certificati di morti per miocardite da vaccino mRNA si sono avuti sia tra giovani che tra bambini piccoli.
La consapevolezza del ruolo del vaccino nella possibile manifestazione di questa malattia cardiaca, specie nei giovani, è diffusa presso praticamente tutte le istituzioni sanitarie dei Paesi del mondo.
Disturbo fino a poco fa abbastanza raro, abbiamo visto incredibili tentativi di normalizzare la miocardite infantile con spot a cartoni animati.
Come riportato da Renovatio 21, la miocardite nello sport è oramai un fenomeno impossibile da ignorare.
Militaria
L’India presenta i missili ipersonici alla parata del Giorno della Repubblica
L’India ha festeggiato il suo 77° Giorno della Repubblica con una imponente parata militare nella capitale Nuova Delhi, durante la quale ha esibito la propria potenza bellica. Per la prima volta nel Paese è stato presentato in pubblico il sistema di difesa aerea S-400 di origine russa, accompagnato dai carri armati T-90 e dai missili supersonici BrahMos.
Tra le novità più rilevanti spicca anche il missile antinave ipersonico a lungo raggio (LRAShM), capace di raggiungere una gittata superiore ai 1.500 km e una velocità massima di Mach 10.
La presidente Droupadi Murmu, insieme a due ospiti di alto profilo – il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – ha fatto il suo ingresso sul percorso della parata a bordo di un tradizionale calesse trainato da cavalli, scortata dal reggimento di cavalleria presidenziale, unità d’élite dell’esercito indiano.
Il tragitto tra Rashtrapati Bhavan, la residenza presidenziale, e il Monumento Nazionale di Guerra è stato adornato con decorazioni sontuose per celebrare la Festa della Repubblica. Il primo ministro Narendra Modi ha reso omaggio al samadhi della parata.
As🇮🇳India unveils their First ever Hypersonic Anti-Ship Missile, with 1550km range and a speed of MACH 10. Compare to Chinese YJ-17? Absolute nothing.
This thing is big, bulky, and only land capable, while Chinese have the same missile that can fit VLSpic.twitter.com/s3nEniCFpc
— PLA Military Updates (@PLA_MilitaryUpd) January 26, 2026
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In un messaggio pubblicato su X, Modi ha sottolineato che questa ricorrenza rafforza ulteriormente la determinazione collettiva a costruire una nazione sviluppata, ricordando il giorno in cui, nel 1950, entrò in vigore la Costituzione del Paese.
«La Festa della Repubblica, emblema dell’onore, dell’orgoglio e della dignità dell’India, deve infondere nuova energia e rinnovato entusiasmo nella vita di ogni cittadino», ha scritto Modi sul social.
Il premier ha inoltre lodato le capacità del sistema missilistico terra-aria mobile S-400, affermando che «piattaforme come l’S-400 hanno conferito al Paese una forza senza precedenti». Tali parole erano state pronunciate da Modi in un discorso alle truppe dopo l’Operazione Sindoor del maggio 2025.
Durante il conflitto armato dello scorso anno con il Pakistan, il sistema S-400 – acquistato dalla Russia nel 2016 – è stato impiegato con successo, nonostante le reiterate minacce statunitensi di applicare sanzioni a chi utilizzasse tale armamento.
Elicotteri hanno sorvolato la parata spargendo una pioggia di petali di fiori, mentre un centinaio di artisti ha dato vita a una performance musicale dedicata al tema «unità nella diversità».
Tra gli altri elementi di spicco della parata figuravano un contingente di cammelli, una formazione aerea dell’Operazione Sindoor composta da due Sukhoi Su-30MKI e due MiG-29, due Rafale, un caccia Jaguar dell’Indian Air Force, diversi UAV e una squadra di animali da parata.
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Immagine screenshot da Twitter
Militaria
Ecco l’«armada» di Trump: «un’enorme flotta» diretta in Iran
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Militaria
Gli Stati Uniti valutano il ritiro completo delle truppe dalla Siria
Gli Stati Uniti stanno considerando un ritiro totale delle proprie truppe dalla Siria. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti anonime. La pubblicazione spiega che tale valutazione è stata scatenata dall’avanzata delle forze governative siriane della scorsa settimana, la quale ha gravemente indebolito le Forze Democratiche Siriane (SDF), a maggioranza curda e sostenute dagli USA.
Nel 2014, nel pieno della guerra civile siriana, Washington decise di stabilire una presenza militare nel Paese mediorientale e da allora ha mantenuto un contingente in varie basi situate nel nord-est e nel sud della Siria. Le autorità statunitensi hanno sempre presentato questa missione come un’operazione volta a contrastare i militanti jihadisti, inclusi i residui dello Stato Islamico, detto anche ISIS.
Al momento, stando alle informazioni circolate, circa 1.000 militari americani sarebbero ancora presenti in Siria.
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In un articolo pubblicato giovedì, il WSJ ha riferito che il Pentagono ha iniziato a interrogarsi sulla «fattibilità» della permanenza militare statunitense nel Paese, nel caso in cui le milizie curde alleate dovessero dissolversi del tutto sotto la pressione del governo guidato da Ahmed al-Sharaa. Il giornale cita fonti secondo cui Washington nutre forti dubbi sulla possibilità di una collaborazione efficace tra le proprie forze e le truppe governative siriane, a causa delle presunte legami jihadisti di alcune di queste ultime.
Secondo il WSJ, nel corso dell’ultima offensiva contro i curdi, l’esercito governativo si è avvicinato «pericolosamente alle truppe statunitensi», arrivando a far sorvolare un drone nelle vicinanze di una base americana.
Lo scorso dicembre, due soldati americani e il loro interprete sono stati uccisi, mentre altri tre militari sono rimasti feriti, in un attacco compiuto da un «uomo armato solitario dell’ISIS» nei pressi della città siriana di Palmira. Gli Stati Uniti hanno risposto alcune settimane dopo con raid contro obiettivi dello Stato Islamico.
Le SDF, a guida curda, hanno subito una pesante sconfitta dopo che, verso la fine dello scorso anno, le forze governative siriane hanno avviato una vasta offensiva contro le loro posizioni nelle regioni nord-orientali del Paese.
Domenica scorsa, il governo di Damasco – insediatosi dopo la destituzione del presidente Bashar Assad nel dicembre 2024 – ha reso noto di aver raggiunto un accordo con le milizie. In base a tale intesa, le unità delle SDF verranno integrate nell’esercito e nelle forze di sicurezza siriane, mentre Damasco riprenderà il pieno controllo sui governatorati nord-orientali di Raqqa, Deir ez-Zor e Al-Hasakah.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa l’allora presidente siriano Bashar Assad si è spinto a dire di avere le prove che terroristi islamisti siano addestrati sul territorio della base militare americana (illegalmente presente su territorio siriano) di Al-Tanf.
Già nel 2022 l’Intelligence russa accusava gli Stati Uniti di addestrare militanti ISIS in Siria per la guerra ucraina. I miliziani takfiri consumerebbero così il loro desiderio di vendetta nei confronti dei russi. L’ISIS, ancora presente sul territorio, un anno fa ha ucciso a Palmira 14 soldati siriani.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2024il ministro degli Esteri russo Sergio Lavrov ha affermato che la presenza militare statunitense nelle province siriane ricche di petrolio, nonché le paralizzanti sanzioni economiche imposte nel corso degli anni, hanno contribuito alla caduta dell’ex presidente Bashar Assad.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva già espresso scetticismo riguardo al mantenimento delle truppe in Siria. Durante la caduta di Damasco a dicembre, aveva scritto sui social media: «La Siria è un disastro, ma non è nostra amica. Non dovremmo averci niente a che fare».
Come riportato da Renovatio 21, il ritiro di Trump dalla Siria era stato pianificato appena entrato in carica.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si erano diffuse voci di violenti scontri tra l’esercito siriano e forze americane e dei curdi filoamericani. Tensioni si erano registrate anche due mesi fa, mentre a marzo le basi americane erano state attaccate da missili.
Sempre a inizio anno l’allora Capo di Stato Maggiore USA Mark Milley aveva visitato le truppe americane che occupano parte della Siria. Milley, come noto, è stato recipienti pochi giorni fa di una grazia preventiva da parte del presidente uscente Joe Biden.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa milizie irachene avevano lanciato attacchi con droni alla guarnigione USA di stanza nella controversa base siriana citata come centrale del terrore da Assad. Ulteriori scontri si erano registrati presso Deir ez Zor, luogo di occupazione USA ricco di petrolio.
Bombardamenti ritorsivi da parte dell’aviazione statunitense si sono avuti in queste settimane, l’ultimo a dicembre 2024. Il Pentagono sostiene che i raid aerei sono attacchi a quelli che sostiene siano «proxy iraniani» in Siria.
Milizie arabe avevano attaccato gli americani in Siria ancora pochi mesi fa.
Gli Stati Uniti mantengono una forza di circa 900 militari in Siria, mantenendo un’impronta nel Paese dilaniato dalla guerra dal 2016. Tuttavia, la loro presenza laggiù non ha legalità, non avendo acquisito né il permesso di Damasco né un mandato da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
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A marzo 2023 il deputato della Florida Matt Gaetz aveva tentato inutilmente di far votare una risoluzione – War Powers (H.Con.Res.21) – per la rimozione delle truppe statunitensi dalla Siria. «Il presidente dei capi di Stato maggiore Mark Milley ha fatto una rara visita senza preavviso in Siria sabato» aveva detto il giovane rappresentante floridiano «che è stato il suo primo viaggio in quel luogo come massimo generale americano. Lo scopo era quello di riaffermare la presenza e la missione delle truppe statunitensi lì, anche se il pubblico si è in generale stancato dei coinvolgimenti militari stranieri».
È noto che, nonostante vi siano soldati USA morti, la maggior parte degli americani è completamente all’oscuro del fatto che la Casa Bianca abbia dispiegato truppe per occupare parte della Siria negli ultimi otto anni.
Gaetz, avversato fortemente dalla lobby ebraica, era stato nominato a capo del dipartimento di Giustizia, ma ha rinunziato a causa di uno scandalo – latente da anni – di natura sessuale.
Come riportato da Renovatio 21, del ritiro USA dalla Siria si parlava ancora lo scorso aprile.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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