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La Cina chiude gli orfanotrofi cattolici: l’appello di un sacerdote cinese a Bergoglio

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews

 

 

Un appello a papa Francesco e alla Chiesa universale perché fermino la chiusura degli orfanotrofi cattolici di bambini disabili mentali e fisici. È tempo di rivedere l’Accordo sino-vaticano: aveva suscitato speranze, ma ora tutto viene tradito in nome della politica.

 

 

Una richiesta al papa e alla Chiesa universale perché parlino in difesa degli orfani – bambini disabili mentali e fisici – che vengono consegnati a strutture statali. Il governo cinese ha infatti decretato la chiusura e la cancellazione di orfanotrofi cattolici che esistono e sono apprezzati da decenni anche da membri del Partito. È di ieri la notizia della chiusura della “Casa dell’aurora” di Zhaoxian. Oltre al male che viene fatto a questi bambini, vi è un male che viene fatto alla Chiesa: quello di sopprimere il più possibile la visibilità della fede e delle sue opere. La riflessione sugli orfanotrofi che vengono chiusi, porta padre Wendao a rivedere l’entusiasmo verso l’Accordo provvisorio Cina-Vaticano. Padre Wendao è un sacerdote del Nord della Cina. Al suo attivo ha diverse lauree e lunghi stage all’estero.

 

 

Negli ultimi tempi si sono diffuse molte notizie sulla chiusura o lo scioglimento di case per bambini disabili o orfani tenute dalla Chiesa cattolica

Negli ultimi tempi si sono diffuse molte notizie sulla chiusura o lo scioglimento di case per bambini disabili o orfani tenute dalla Chiesa cattolica.

 

Fra le più recenti vi sono: la casa San Giuseppe per bambini disabili a Renqiu, Xianxian (diocesi di Cangzhou); la casa Liming (dell’aurora) a Zhaoxian, entrambe nell’Hebei. Vi sono pure notizie riguardo agli orfanotrofi cattolici a Zhangjiakou e Zhengding, anche questi nell’Hebei. Due anni fa è successa la stessa cosa per un orfanotrofio a Baoji (Shaanxi), curato dalle suore del Sacro Cuore.

 

Molti cinesi guardano a queste case per bambini disabili con rispetto e amore; molte persone le visitano e aiutano nel servizio, portando buoni frutti d’amore nella Chiesa e nella società. In questi luoghi le persone apprendono a prendersi cura e rispettare «i piccoli» di Dio.

 

Ho un ricordo vivo di alcuni anni fa, quando sono stato costretto a seguire una sessione di «riforma» nell’Istituto centrale per il socialismo.

 

Molti cinesi guardano a queste case per bambini disabili con rispetto e amore; molte persone le visitano e aiutano nel servizio, portando buoni frutti d’amore nella Chiesa e nella società

Una professoressa del corso ha raccontato la sua esperienza dopo aver visitato quegli orfanotrofi cattolici per i bambini disabili in Hebei. Ella ha detto che quelle case erano ben organizzate dalla Chiesa cattolica e risolvevano alcuni problemi sociali, dato che bambini abbandonati trovavano qualcuno che si curava di loro.

 

La professoressa ha continuato: «I gruppi cattolici mostrano di fare questo lavoro non per il profitto, ma per amore. E lo staff e le suore cattoliche che sono al servizio [di questi bambini] meritano il nostro rispetto. L’amore che essi donano ai bambini abbandonati proviene dalla loro fede in Dio. Questo è un fatto non comune, che si vede di rado in altri settori della società».

 

Insomma: anche se lei era comunista, atea, riconosceva i servizi resi alla società dalla Chiesa cattolica.

 

«I gruppi cattolici mostrano di fare questo lavoro non per il profitto, ma per amore. E lo staff e le suore cattoliche che sono al servizio [di questi bambini] meritano il nostro rispetto. L’amore che essi donano ai bambini abbandonati proviene dalla loro fede in Dio. Questo è un fatto non comune, che si vede di rado in altri settori della società»

Adesso, il governo non solo ignora il meraviglioso contributo e il servizio sociale di alta qualità offerto dalla Chiesa cattolica, ma lo sta distruggendo!

 

Le autorità hanno ordinato alle suore di chiudere gli orfanotrofi e trasferire gli orfani e i bambini disabili che erano con loro, in istituzioni gestite dallo Stato. Da notare che queste persone sono gli stessi rappresentanti del governo che in passato giudicavano una scocciatura e senza significato la registrazione dell’identità di quei bambini.

 

Che è successo? Sono cambiati, divenuti di buon cuore dal giorno alla notte? È chiaro che il proposito del governo non è servire quei bambini abbandonati, ma seguire gli ordini politici dei loro superiori: fare tutto il possibile per ridurre l’influenza della Chiesa cattolica in Cina. Per questa ragione, che si tratti di servizi sociali o della vita della Chiesa, il governo sta sopprimendo tutto senza sosta, o imponendo una serie di misure di controllo!

 

Durante la Settimana Santa e nei giorni di Pasqua di quest’anno, molti fedeli in diverse parti della Cina hanno diffuso messaggi pieni di tristezza perché non potevano partecipare alle liturgie della Settimana Santa.

 

Essi dicono che avrebbero voluto partecipare ai riti, ma le chiese erano bloccate. Centri commerciali e attrazioni turistiche sono aperti: perché non la chiesa?

 

Le autorità hanno ordinato alle suore di chiudere gli orfanotrofi e trasferire gli orfani e i bambini disabili che erano con loro, in istituzioni gestite dallo Stato

Sembra che ciò sia dovuto alla pandemia, ma di fatto si effettua un controllo più serrato sulla Chiesa. Giorni fa si è diffusa un’altra triste notizia da Shanghai: «a causa della pandemia da Covid-19, sarà proibita ogni attività di pellegrinaggio a Sheshan (Shanghai)» nei prossimi mesi, quando di solito si onora e celebra la Madre di Dio benedetta.

 

Casi simili non avvengono solo nelle chiese, ma anche nelle scuole di ogni livello. Il governo ha stretto il controllo sulla fede religiosa di studenti e insegnanti, dalle elementari fino all’università, facendo del loro meglio per controllare ogni ambiente educativo perché non avvenga alcuna attività religiosa o di Chiesa.

 

Alcuni fedeli hanno commentato dicendo che la scuola ha diffuso documenti per fare un’inchiesta sulla fede religiosa di studenti e professori.

 

Lo scopo è giungere a zero credenti in scuola, facendo comprendere a studenti e insegnanti che è meglio non credere in nessuna religione

Coloro che sono stati scoperti ad avere una fede religiosa (e soprattutto i cattolici), alcuni sono stati persuasi ad abbandonare il percorso educativo, altri sono stati messi in guardia con pressioni piscologiche; alcuni insegnanti sono stati minacciati sui rischi per la loro carriera, altri disprezzati in pubblico. Lo scopo è giungere a zero credenti in scuola, facendo comprendere a studenti e insegnanti che è meglio non credere in nessuna religione.

 

Nello scrivere ciò, mi viene in mente l’Accordo (provvisorio) fra Cina e Vaticano. Quando è stato firmato, la Chiesa in Cina si è sentita davvero incoraggiata. Dopo quella firma, tutti attendevano «giorni migliori». In più, un gran numero di persone di chiesa erano entusiasti e per molti fedeli la luce stava finalmente giungendo in Cina. Nei media si diceva perfino che il papa sarebbe venuto in Cina di lì a poco.

 

Di fatto, un’organizzazione non riconosciuta dalla Chiesa – l’Associazione patriottica – ha offuscato i principi dei fedeli e si è innalzata come il modello ufficiale

Alla luce di questa speranza, i fedeli cinesi hanno accettato quei vescovi come pastori ufficiali della Chiesa. Di fatto, un’organizzazione non riconosciuta dalla Chiesa – l’Associazione patriottica – ha offuscato i principi dei fedeli e si è innalzata come il modello ufficiale. Alcuni sacerdoti, che coltivano il «sogno di [diventare] vescovo», agitano la bandiera dell’accordo, senza considerare se vi sono vantaggi per la Chiesa e affrontando la cosa senza vergogna, come al mercato Liu’yin di Pechino, guardando ai propri vantaggi.

 

Era inevitabile che tutto questo avvenisse in conseguenza dell’Accordo sino-vaticano. E l’accordo, come pure le indicazioni date dal papa alla Chiesa cinese dopo l’accordo, mostrano che tale «accordo» va mantenuto. Tutti si aspettavano che ci sarebbero state altre concessioni a favore delle autorità della Chiesa e per gli interessi generali della Chiesa, pensando che la Chiesa avrebbe compiuto presto ulteriori aggiustamenti.

 

Ciò che è accaduto in seguito alla Chiesa in Cina, ha gelato il sentimento dei fedeli. Molte chiese sono state chiuse; ai giovani minori di 18 anni è vietato partecipare a qualunque attività ecclesiale; piccoli centri di commercio della Chiesa [libreria, oggettistica, souvenir,…] sono stati obbligati a chiudere; chiusi anche i seminari minori; pubblicazioni ecclesiali come «Faith Press Weekly» sono state sospese; l’organizzazione «Xinde (fede)» è stata rettificata; tutte le chiese sono obbligate a appendere cartelli e bandiere per promuovere le idee del Partito comunista; e infine, in nome della pandemia, tutte le cerimonie pubbliche della Chiesa sono state bandite.

 

Ciò che è accaduto in seguito alla Chiesa in Cina, ha gelato il sentimento dei fedeli. Molte chiese sono state chiuse; ai giovani minori di 18 anni è vietato partecipare a qualunque attività ecclesiale

In passato, quando accadevano queste cose, la Chiesa cinese (e quella universale) erano pronte a incoraggiare e sostenere. Ora, a causa dell’Accordo, la voce di giustizia del papa è rimasta in silenzio.

 

Forse ha un certo significato anche il fatto che la sede episcopale di Hong Kong sia ancora vacante dalla morte [circa due anni fa] di mons. Michael Yeung Ming-cheung. Questo è un fenomeno molto anormale nella Chiesa. Qualche ecclesiastico dice che anche questo è dovuto all’Accordo provvisorio sino-vaticano.

 

Anche davanti alle proteste di Hong Kong contro la legge sull’estradizione, che ha mosso le manifestazioni di milioni di persone, e la persecuzione, la Santa Sede è rimasta in silenzio.

 

Forse ha un certo significato anche il fatto che la sede episcopale di Hong Kong sia ancora vacante dalla morte [circa due anni fa] di mons. Michael Yeung Ming-cheung. Questo è un fenomeno molto anormale nella Chiesa. Qualche ecclesiastico dice che anche questo è dovuto all’Accordo provvisorio sino-vaticano.

Pur essendo il campo missionario più significativo dell’Asia, gli affari della Chiesa in Cina sono stati deviati dalla Congregazione per l’evangelizzazione die popolo – responsabile del lavoro in quell’area missionaria – ed è ora sotto la diretta responsabilità della Segreteria di Stato.

 

Gli affari della Chiesa sono divenuti politici, e tutto serve la politica. Per questo, abbiamo spesso sentito il card. Pietro Parolin dire che «siamo positivi e ottimisti verso le relazioni Cina-Vaticano.  La Santa Sede sta facendo ogni sforzo per assicurare la vita normale della Chiesa cinese, compresa la libertà di credere e la comunicazione con il papa».

 

Anche l’ottimismo del card. Parolin viene dalla speranza suscitata dalla firma dell’Accordo provvisorio. Seguendo questa mentalità, tutti sono fiduciosi, specie quei vescovi che hanno «cariche pubbliche». La loro voce celebrativa e fiduciosa copre la realtà della Chiesa, che è perseguitata, e copre le altre voci piene di dolorose emozioni.

 

In Cina, le persone che credono in Cristo sono una minoranza. Esse sono spesso discriminate e soppresse. Il mondo esterno fa fatica a sentire la loro voce. E ora, con le grida alternative di questi vescovi con «cariche pubbliche», le voci vere sono ancora più coperte.

Anche davanti alle proteste di Hong Kong contro la legge sull’estradizione, che ha mosso le manifestazioni di milioni di persone, e la persecuzione, la Santa Sede è rimasta in silenzio

 

Fra i bambini che le suore accolgono, la maggior parte di loro sono disabili, alcuni fisici, altri mentali. Sono persone che hanno bisogno della sollecitudine degli altri; essi sono abbandonati dai genitori e dalla società e soffrono dolori fisici ed emozionali.

 

Davanti a queste ingiustizie, essi sono la voce più debole. E ora di fronte a questa realtà pesante, la Chiesa universale rimarrà ancora in silenzio e ignorando il loro grido di aiuto?

 

Davanti a queste ingiustizie, essi sono la voce più debole. E ora di fronte a questa realtà pesante, la Chiesa universale rimarrà ancora in silenzio e ignorando il loro grido di aiuto?

Infine, vorrei chiedere al papa, padre della Chiesa universale: Santità, la prego, ascolti questa voce, la più debole e la più vera della Chiesa in Cina.

 

 

Padre Wendao

 

 

 

 

 

Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione Asianews e le sue campagne.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

Immagine di Kate Janis via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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Bambini nella neve, bambini nel bosco: pedolatria olimpica e pedofobia di sistema

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Un bambino di undici anni è stato lasciato a terra dall’autista della corriera di linea che doveva riportarlo a casa dopo la scuola, da San Vito a Vodo di Cadore, perché il biglietto ordinario, di cui pure era in possesso, non era valido in costanza di celebrazioni olimpiche. Così, se ne è ritornato a piedi camminando all’imbrunire per sei chilometri e due ore. Per fortuna è arrivato alla meta sano e salvo.

 

Il signor Salvatore Russotto, dipendente della ditta di trasporti responsabile del misfatto, si è scusato con la famiglia del piccolo e si è detto mortificato per non aver avuto la prontezza di trovare lì per lì una soluzione congrua alle circostanze, soprattutto all’età del viaggiatore. Ha semplicemente fatto – automaticamente e stolidamente – quello che gli era stato detto di fare. «L’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque». «Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato, chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia». «Mi assumo la responsabilità e pagherò quello che ci sarà da pagare».

 

È stata aperta un’inchiesta; intanto, il signor Russotto ha ricevuto un provvedimento di sospensione dal lavoro a tempo indeterminato. E intanto, la ditta opera a pieno regime.

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Sulla vicenda, che ha suscitato un grande clamore mediatico, si sono scatenati i commentatori sociali compulsivi invocando punizioni esemplari verso l’unico birillo esposto alla pubblica gogna e al libero insulto: l’autista disumano.

 

Ma ai giustizieri sommari, agli incontinenti da tastiera e in genere a coloro cui va bene così – capro espiatorio e via – andrebbe mostrata qualche altra faccia di quello che sembra un monolite, nella realtà è un poliedro. Perché, guardando all’insieme, il quadro forse si fa un po’ diverso, e come sempre c’è un dito e c’è una luna.

 

A partire dalla trovata del biglietto olimpico, che non è un’invenzione del signor Russotto. Per viaggiare da scuola a casa, infatti, l’undicenne avrebbe dovuto davvero esibire il biglietto speciale ultramaggiorato (di quattro volte tanto) imposto a chiunque, per qualsiasi motivo, tocchi percorrere un pezzo qualsiasi della tratta Calalzo-Cortina e viceversa durante il lungo arco temporale investito dai giochi invernali.

 

Per muoversi su e giù per la valle con mezzi privati, ai residenti e persino ai lavoratori abituali, è richiesto un permesso speciale, proprio allo scopo di disincentivare l’uso dell’auto a favore dei trasporti pubblici. Che però, appunto, costa(va)no una follia. Un modo come un altro, insomma, per costringere tutti, nessuno escluso, a prendere parte all’ultimo opulento rituale collettivo, offrendo sacrifici – non a Zeus, ma ad altre divinità sopravvenute.

 

Solo dopo il fattaccio, la provincia ha cercato di salvare la faccia: in prima battuta, con grande sprezzo del ridicolo, ha graziosamente concesso ai residenti che ne facessero regolare domanda di provare a ottenere un rimborso dei biglietti già acquistati, fino a esaurimento fondi, e tanti auguri; poi, crepi l’avarizia, ha addirittura ripristinato, per i residenti, il prezzo consueto dei biglietti.

 

Ci si chiede: serviva una storia come questa, e i riflettori puntati addosso a una fettina del sistema che sta dietro ai lustrini, per portare alla luce una fettina del latrocinio che si consuma all’ombra dei giochi? Perché di latrocinii e di sfregi e di soprusi olimpici in danno dei territori e dei loro abitanti, di lavoratori e di studenti, di incolpevoli cittadini e di poveri contribuenti, è difficile ormai tenere il conto. Per conferma, chiedere ai milanesi.

 

Ma non è tutto qui. Il tempismo e il genio risolutore delle istituzioni si sono magicamente manifestati – stavolta sub specie Malagò – anche nei confronti del bambino, al quale è stato offerto un ruolo nella cerimonia di apertura delle olimpiadi a titolo di compensazione. Motivazione a favor di telecamera: «per scaldargli il cuore». Famiglia entusiasta, dice festante la mamma: «siamo increduli, dalle stalle alle stelle». Da una scarpinata, insomma, è nata una star: giornaloni, trasmissioni TV, parti in commedia (occhio ora al San Remo all’orizzonte), foto, luci e sipari.

 

Dalla favola resta fuori l’autista, privato dello stipendio in attesa del verdetto della ditta di cui è dipendente. Non escludiamo che in questo tripudio di gioie, una volta scontata un po’ di graticola, ne uscirà graziato, e l’immagine dell’azienda lucidata a festa anche lei. Perché le Olimpiadi rendono tutti più buoni e più belli, dentro e fuori, come dice la pubblicità. Certo è che, nel mentre, il signor Russotto sta materialmente pagando: paga il proprio zelo spinto fin oltre il dovuto.

 

E qui sommessamente ricordiamo che, come lui, hanno agito tanti suoi colleghi in tempo di altri lasciapassare, quando ai bambini senza tessera verde era impedito di salire sul bus, o addirittura venivano costretti a scendere a corsa iniziata, magari in mezzo al nulla. Eppure, nessuno allora si stracciava le vesti. Anzi, la gente plaudiva ai bravi controllori, ai diligenti gregari rispettosi delle regole, perché è così che si fa: gli infedeli al culto di Stato andavano puniti in modo esemplare, senza limiti di età. Ai bambini si poteva infliggere impunemente ogni sorta di vessazione e infatti ogni sorta di vessazione è stata loro inflitta, nell’invasamento orgiastico fomentato da raffiche di dpcr e dalla loro libera interpretazione a senso unico non alternato. Si stava celebrando un altro rito, allora, i cui effetti devastanti sono oggi manifesti, e sono incalcolabili.

 

Evidentemente quella lezione lì qualcuno l’ha imparata, senza accorgersi che nel frattempo la scena era mutata, che ora vige in via provvisoria un’altra religione, e che i suoi sacerdoti preferiscono indossare la maschera dei difensori dell’infanzia perché si porta bene, e poi perché nella nuova fiction ecumenica manca un nemico oggettivo sul quale sfogare sadismi repressi, manca l’elemento dissenziente sul quale infierire: manca il mostro – o mostriciattolo – no vax.

 

La piega pedolatrica olimpica serve a lavarsi la coscienza, ad autoconvincersi e a convincere il pubblico pagante che questa società, pedofoba e pedofila, è una società che difende i bambini.

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E invece i bambini sono le sue prede privilegiate e fuori dalle quinte degli spettacoli di distrazione di massa continuano a essere programmaticamente maltrattati, indottrinati, manipolati, strappati alle loro mamme e ai loro papà se refrattari alle liturgie. Continuano a soffrire, defraudati di tutto quanto dovrebbe spettare all’età dello stupore e della scoperta.

 

Il paradigma con cui dobbiamo fare i conti non è, come vorrebbero farci credere, la bella festa di Riccardo, eroe olimpico per caso e per magnanimità dei potenti. Il vero paradigma è il Forteto, è l’infinita serie di famiglie dilaniate dai servizi sociali, è la scientifica distruzione della casa nel bosco e di mille altre case sui cui muri gli addetti alla sorveglianza hanno individuato una crepa attraverso la quale far penetrare la zampa del lupo, più o meno travestito. Storie dove manca il finale in cui vissero tutti felici e contenti grazie a un intervento dall’alto.

 

Nessuna carica istituzionale interverrà a fermare i lupi (che non sono gli autisti di autobus) e a consolare quel fiume carsico di dolore allo stato puro che scorre ovunque sotto di noi; nessuno arriverà mai a «scaldare il cuore» di quei bambini.

 

La vera guerra da cui proteggere i corpi e le anime dei nostri piccoli è una guerra silenziosa che ci tocca combattere da soli, a mani nude.

 

Elisabetta Frezza

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L’allattamento al seno è meglio del latte artificiale, ma le mamme devono limitare l’esposizione alle sostanze chimiche: studio

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Secondo un nuovo studio, il latte materno delle madri di tutto il mondo contiene un’ampia gamma di sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino, tra cui bisfenoli, sostanze perfluorurate, pesticidi, ritardanti di fiamma e plastificanti, che possono alterare gli ormoni e potenzialmente danneggiare lo sviluppo.   Secondo un nuovo studio, il latte materno delle madri di tutto il mondo contiene un’ampia gamma di sostanze chimiche che interferiscono con il sistema endocrino (IE), come bisfenoli, sostanze perfluorurate, pesticidi, ritardanti di fiamma e plastificanti, che possono alterare gli ormoni e potenzialmente danneggiare lo sviluppo.   I ricercatori sottolineano che il latte umano è ancora l’alimento più raccomandato per i neonati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita, perché il latte umano protegge i neonati dalle infezioni e apporta benefici per tutta la vita, tra cui un minor rischio di disturbi dell’apprendimento, diabete, obesità e ipertensione.   «I neonati allattati al seno possono essere esposti a miscele di interferenti endocrini attraverso il latte materno, il che può comportare rischi per lo sviluppo precoce della vita, in particolare per lo sviluppo neurologico e la funzionalità tiroidea», ha affermato la ricercatrice principale, la dottoressa Katherine E. Manz, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze della Salute Ambientale presso la Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università del Michigan.

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Tuttavia, i benefici generali dell’allattamento al seno per la salute sono ancora evidenti e sostanziali. È importante non scoraggiare l’allattamento al seno, ma piuttosto concentrarsi sulla creazione di ambienti che limitino l’esposizione materna a queste sostanze chimiche, ove possibile.   I risultati evidenziano la necessità di una migliore comprensione e regolamentazione dell’esposizione alle sostanze chimiche che si accumulano nel corpo delle donne e che possono essere trasmesse ai bambini attraverso l’allattamento al seno, un percorso che, secondo gli autori, è stato a lungo trascurato.   La revisione globale di 71 studi sulla lingua inglese, pubblicata il 25 novembre su Current Environmental Health Reports, ha documentato livelli misurabili di sostanze chimiche prodotte dall’industria, note per influenzare gli ormoni coinvolti nella crescita, nello sviluppo del cervello, nel metabolismo e nella funzione immunitaria.   I problemi di salute più comuni legati all’esposizione precoce agli interferenti endocrini presenti nel latte materno sono stati gli effetti sullo sviluppo cerebrale e le alterazioni dei normali livelli di ormone tiroideo, come emerge dalla revisione. Gli impatti negativi più significativi sullo sviluppo cerebrale sono stati legati a livelli più elevati di ritardanti di fiamma e pesticidi.   Ad esempio:  
  • Una maggiore esposizione ai ritardanti di fiamma polibromurati è stata associata a punteggi più bassi nei test di sviluppo di Bayley , che misurano il pensiero, il movimento e lo sviluppo socio-emotivo nei neonati e nei bambini piccoli.
 
  • Numerosi pesticidi organoclorurati presenti nel latte materno sono stati associati a peggiori risultati cognitivi e linguistici durante l’infanzia, e alcuni di essi sono stati associati a un rischio maggiore di ADHD.
 

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Oltre alla tossicità neuroevolutiva, numerosi studi hanno riscontrato associazioni tra la quantità di sostanze chimiche presenti nel latte materno e i livelli alterati dell’ormone tiroideo, hanno scritto gli autori.   Ad esempio, uno studio ha rilevato un’associazione tra lo squilibrio dell’ormone tiroideo nelle madri e l’accumulo di PBDE (etere di difenile polibromurato), in particolare nel latte materno subito dopo il parto.   Un altro studio ha scoperto che alcuni pesticidi presenti nel latte materno erano associati, nel sangue del cordone ombelicale dei neonati alla nascita, a livelli più bassi di ormone stimolante la tiroide e dell’ormone IGF-1, che svolge un ruolo importante nella crescita infantile.   Gli interferenti endocrini entrano nell’organismo attraverso l’inalazione, l’ingestione o il contatto cutaneo e sono stati precedentemente rilevati nel sangue del cordone ombelicale e nella placenta. Poiché molti interferenti endocrini si accumulano nell’organismo nel tempo, potrebbero passare nel latte materno durante l’allattamento, suggerisce lo studio.   Sebbene le concentrazioni delle sostanze chimiche variassero notevolmente a seconda della regione e del tipo di sostanza chimica, gli scienziati affermano che 13 degli studi hanno riportato che i neonati ingerivano livelli di esposizione agli interferenti endocrini più elevati di quelli raccomandati nel latte materno.   Tuttavia, gli studi non hanno valutato l’assunzione giornaliera in modo coerente, affermano i revisori. Solo due hanno applicato i criteri di sicurezza raccomandati per i neonati. Gli altri hanno stimato l’esposizione nei neonati utilizzando gli stessi limiti di sicurezza degli adulti, aggiustando solo per il peso corporeo del bambino.

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Gli studi hanno dimostrato la presenza di:  
  • I bisfenoli (come il BPA), utilizzati nei rivestimenti delle lattine per alimenti, nei contenitori di plastica e nelle ricevute termiche, sono stati rilevati in tutto il mondo. Queste sostanze chimiche possono imitare gli ormoni e altri studi hanno collegato l’esposizione precoce al BPA a un aumento del rischio di malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e obesità in età adulta.
 
  • I pesticidi organoclorurati, molti dei quali utilizzati in agricoltura e nel controllo dei parassiti e persistenti nel suolo e negli alimenti, sono stati rilevati frequentemente, tra cui 36 diverse sostanze chimiche in 11 studi. Ricerche precedenti hanno collegato l’esposizione a tumori infantili, disturbi neurologiciinfertilità, parto prematuro e problemi metabolici e riproduttivi.
 
  • I ritardanti di fiamma polibromurati, utilizzati in schiume per mobili, componenti elettronici e tessuti, e i policlorobifenili (PCB), un tempo utilizzati in apparecchiature elettriche e materiali industriali e ancora presenti nel suolo, nell’acqua e negli alimenti, sono stati rilevati in tutti i 10 studi che li hanno valutati. L’esposizione è stata associata a punteggi più bassi nello sviluppo infantile, a un maggiore rischio di problemi comportamentali e a squilibri ormonali tiroidei.
 
  • Sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS, o «sostanze chimiche perenni»), utilizzate in pentole antiaderenti, tessuti antimacchia, imballaggi alimentari e processi industriali, sono state comunemente rilevate, tra cui PFOA e PFOS. Lo studio suggerisce che queste sostanze chimiche potrebbero essere più concentrate nel latte materno. L’esposizione è stata associata a cancro, malattie della tiroide, danni al fegato, indebolimento del sistema immunitario e problemi di sviluppo.
 
  • Gli ftalati, comunemente presenti nella plastica, nei prodotti per la cura della persona e negli imballaggi alimentari, sono stati rilevati frequentemente, con metaboliti come MEHP, MiBP e MnBP che sono comparsi in tutti gli studi. Sebbene gli ftalati vengano eliminati rapidamente dall’organismo, sono ampiamente presenti nei beni di consumo. L’esposizione precoce è stata collegata a problemi riproduttivi, malattie metaboliche e problemi dello sviluppo neurologico.
 
  • I parabeni, conservanti comuni utilizzati in lozioni, cosmetici, shampoo e alcuni alimenti confezionati, sono stati identificati in 10 studi, e il metilparabene è presente in tutti. In quanto interferenti endocrini, i parabeni possono essere collegati a problemi riproduttivi, cancro al seno, obesità e disturbi della tiroide.
 
  • Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), un tipo di inquinante atmosferico prodotto dalla combustione di combustibili fossili, dai gas di scarico del traffico, dal fumo di tabacco e dalle emissioni industriali, sono stati rilevati frequentemente. L’esposizione agli IPA è stata associata a problemi metabolici, respiratori, riproduttivi e dello sviluppo.
  Nonostante queste associazioni, i ricercatori affermano che la concentrazione delle sostanze chimiche rilevate negli studi in un dato momento non determina da sola il rischio. Molte si accumulano nell’organismo nel tempo.   Inoltre, le soglie di sicurezza variano a livello internazionale e spesso non sono progettate specificamente per i neonati, osservano i ricercatori. Alcuni studi hanno stimato l’esposizione infantile al di sopra dei limiti raccomandati, mentre altri hanno riscontrato livelli inferiori.   Le differenze da regione a regione potrebbero essere dovute a normative in continua evoluzione, differenze nell’attività industriale, contaminazione ambientale, occupazione e variazioni naturali nella composizione del latte durante l’allattamento, osservano gli autori. Pochi studi monitorano i neonati nel tempo e i metodi di raccolta dati mancano di coerenza, complicando i confronti.   Secondo gli autori, un campionamento standardizzato e una maggiore quantità di dati provenienti da popolazioni diverse potrebbero aiutare gli scienziati a comprendere meglio in che modo l’esposizione a sostanze chimiche durante l’infanzia possa influenzare la salute a lungo termine.

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Per comprendere veramente i rischi a cui sono esposti i neonati allattati al seno, sostengono che sia essenziale sapere come le sostanze chimiche passano nel latte materno e come il livello di esposizione della madre influisce sulla quantità di interferenti endocrini nel suo latte.   «Negli studi futuri, bisognerebbe concentrarsi sul miglioramento delle tecniche di rilevamento, sull’integrazione di misure di controllo della qualità e sulla valutazione dell’esposizione agli interferenti endocrini in più matrici biologiche nel tempo, per ottenere stime di esposizione più precise nei neonati allattati al seno», hanno affermato.   «Inoltre, sono necessari dati più solidi per caratterizzare i livelli di EDC sia in base alla popolazione che alla regione e per chiarire le loro associazioni con esiti negativi sulla salute, al fine di formulare raccomandazioni più complete sull’allattamento».   Per ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini, preferire alimenti freschi a quelli confezionati. Scegliere prodotti per la cura della persona che riportino sull’etichetta la dicitura «senza ftalati». Inoltre, filtrare l’acqua potabile, pulire regolarmente con un aspirapolvere con filtro HEPA o utilizzare un purificatore d’aria ed evitare l’uso di pesticidi non necessari in casa.   Pamela Ferdinand   Pubblicato originariamente da US Right to Know. Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del Massachusetts Institute of Technology Knight Science Journalism, che si occupa dei determinanti commerciali della salute pubblica. 

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Livelli pericolosamente elevati di metalli tossici nei giocattoli di plastica per bambini

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Un recente studio brasiliano ha rilevato concentrazioni allarmanti di metalli tossici nei giocattoli per bambini commercializzati nel Paese. Lo riporta Science Daily.

 

Ricercatori di due università brasiliane hanno esaminato un vasto campionario di giocattoli di plastica, sia di produzione nazionale che importati, conducendo l’indagine più completa mai realizzata sulla contaminazione chimica di questi articoli.

 

Il dato più inquietante riguarda il bario: in molti campioni la sua concentrazione è risultata fino a 15 volte superiore al limite di sicurezza previsto dalla normativa brasiliana. L’esposizione prolungata al bario è associata a gravi danni cardiaci e neurologici, inclusa la paralisi.

 

«Sono state rilevate anche elevate quantità di piombo, cromo e antimonio. Il piombo, associato a danni neurologici irreversibili, problemi di memoria e riduzione del QI nei bambini, ha superato il limite nel 32,9% dei campioni, con alcune misurazioni che hanno raggiunto quasi quattro volte la soglia accettata» scrive Science Daily. «L’antimonio, che può scatenare problemi gastrointestinali, e il cromo, un noto cancerogeno, erano presenti al di sopra dei livelli accettabili rispettivamente nel 24,3% e nel 20% dei giocattoli».

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Attraverso la spettrometria di massa al plasma, lo studio ha identificato ben 21 elementi tossici: argento (Ag), alluminio (Al), arsenico (As), bario (Ba), berillio (Be), cadmio (Cd), cerio (Ce), cobalto (Co), cromo (Cr), rame (Cu), mercurio (Hg), lantanio (La), manganese (Mn), nichel (Ni), piombo (Pb), rubidio (Rb), antimonio (Sb), selenio (Se), tallio (Tl), uranio (U) e zinco (Zn).

 

«Questi dati rivelano uno scenario preoccupante di contaminazione multipla e mancanza di controllo. Tanto che nello studio suggeriamo misure di controllo più severe, come analisi di laboratorio regolari, tracciabilità dei prodotti e certificazioni più stringenti, soprattutto per i prodotti importati», ha dichiarato uno degli autori principali della ricerca.

 

Gli studiosi hanno inoltre calcolato i tassi di rilascio delle sostanze: la percentuale che effettivamente passa dal giocattolo al bambino durante l’uso normale (inclusa la pratica di portarli alla bocca). I valori oscillano tra lo 0,11% al 7,33%, quindi solo una piccola parte del contaminante viene assorbita. Tuttavia, le elevatissime concentrazioni iniziali e l’esposizione quotidiana prolungata (per mesi o anni) rendono il rischio sanitario comunque significativo.

 

I ricercatori ritengono che i metalli pesanti entrino nei giocattoli soprattutto durante la produzione, in particolare con le vernici e i pigmenti utilizzati. Le correlazioni tra gli elementi rilevati suggeriscono, in molti casi, una fonte comune di contaminazione.

 

In studi precedenti, lo stesso gruppo aveva già documentato la presenza nei giocattoli di interferenti endocrini (sostanze che alterano l’equilibrio ormonale), associati a problemi di fertilità, disturbi metabolici e aumento del rischio oncologico.

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