Nucleare
La Cina aiuterà a costruire l’industria nucleare nigeriana
Il primo ministro cinese Li Qiang ha incontrato il presidente della Nigeria Bola Tinubu il 3 settembre. Lo riporta il sito Oilprice.com.
I due Paesi hanno aggiornato le relazioni bilaterali a un «partenariato strategico globale», che include una nuova partnership sull’energia nucleare, ha detto un portavoce del governo.
La Nigeria mira a creare una propria industria dell’energia nucleare. Al vertice del 2024 del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (FOCAC) a Pechino, entrambe le nazioni hanno firmato un accordo globale per rafforzare la collaborazione nell’iniziativa Belt and Road, sviluppo delle risorse umane ed energia nucleare.
«Si prevede che l’alleanza rafforzerà lo sviluppo, la stabilità e la sicurezza nell’area subregionale dell’Africa occidentale» riporta EIRN.
Secondo il Quotidiano del Popolo, l’organo di informazione del Partito Comunista Cinese, il Li ha osservato che, nel quadro della cooperazione di alta qualità della Belt and Road Initiative, la Cina approfondirà la cooperazione con la Nigeria nei settori della costruzione di infrastrutture, finanza, agricoltura e pesca, ed espanderà la cooperazione nell’economia marina, nell’energia pulita e nell’economia digitale.
Come riportato da Renovatio 21, anche altri Paesi africani si stanno rivolgendo a fornitori di tecnologia nucleare, come nel caso dell’Uganda – isolato dall’Occidente per le sue leggi anti-gay – con la Russia.
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Immagine screenshot da YouTube
Nucleare
La Cina accusa gli USA: affermazioni «infondate» sui test nucleari di Pechino
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Nucleare
L’Iran sfida Trump sull’arricchimento dell’uranio
L’Iran non rinuncerà mai alla propria capacità di arricchimento dell’uranio, neppure sotto la minaccia di una guerra, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto a Teheran di adottare una politica di «arricchimento zero».
Araghchi ha espresso questa posizione durante il Congresso nazionale sulla politica estera della Repubblica Islamica, svoltosi domenica a Teheran, sottolineando che l’arricchimento dell’uranio rappresenta un diritto legale inscindibile dalla sovranità e dalla dignità nazionale.
«Perché abbiamo difeso con tanta determinazione l’arricchimento e continuiamo a farlo, e perché non siamo disposti a rinunciarvi neppure di fronte alla guerra? Perché nessuno ha il diritto di dirci cosa possiamo avere e cosa no», ha affermato l’Araghchi.
Il ministro iraniano ha comunque precisato che l’Iran è pronto a confrontarsi sulle preoccupazioni legate al suo programma nucleare e a favorire un clima di fiducia. «Se esistono dubbi o incertezze sugli scopi pacifici del programma nucleare iraniano, siamo disponibili a rispondere e a chiarire ogni ambiguità: l’unico strumento efficace è la diplomazia».
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Araghchi ha poi ricordato che gli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro gli impianti nucleari iraniani lo scorso anno non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.
«La conoscenza non si distrugge con le bombe. I bombardamenti possono radere al suolo edifici, ma la tecnologia non può essere eliminata», ha dichiarato, precisando di aver trasmesso lo stesso messaggio agli Stati Uniti nel corso dei recenti colloqui indiretti tenutisi in Oman.
In precedenza, Araghchi aveva definito quei negoziati un «buon inizio», specificando che erano limitati esclusivamente alla questione nucleare, mentre funzionari americani avevano indicato l’intenzione di affrontare anche il programma di missili balistici iraniani e il sostegno fornito da Teheran ai suoi alleati nella regione.
L’amministrazione Trump ha da tempo insistito affinché l’Iran accetti una politica di «arricchimento zero» e ha ripetutamente lasciato intendere che, in caso di fallimento della via diplomatica, Washington potrebbe valutare l’opzione militare.
Le parole di Araghchi arrivano in un contesto di crescenti tensioni tra Teheran e Washington: gli Stati Uniti hanno di recente rafforzato la propria presenza navale e aerea nella regione. Trump ha inoltre promesso appoggio alle proteste violente in corso in Iran, scatenate dalle difficoltà economiche; Teheran ha risposto che non si piegherà alle pressioni esterne.
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Immagine di IAEA Imagebank via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Nucleare
Trump commenta l’estensione del nuovo trattato START
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