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Israele uccide generale iraniano di altissimo grado nell’ambasciata di Damasco. Teheran annuncia vendetta
Il generale di brigata Mohammad Reza Zahedi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana (i cosiddetti pasdaran) è stato ucciso in un attacco aereo israeliano su Damasco, capitale della Siria.
L’attacco di ieri ha distrutto un edificio adiacente all’ambasciata iraniana a Damasco, uccidendo almeno sei persone, secondo la Syrian Arab News Agency (SANA), l’agenzia stampa di Stato siriana. I media iraniani hanno identificato l’edificio come il consolato iraniano e la residenza dell’ambasciatore.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha identificato Zahedi, un comandante anziano della forza Quds dell’IRGC, come tra i morti. Secondo quanto riferito, anche il suo vice è stato ucciso.
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Secondo un corrispondente della Reuters a Damasco, il consolato è stato «raso al suolo», in quella che è stata descritta come «una sorprendente e apparente escalation del conflitto in Medio Oriente che avrebbe messo Israele contro l’Iran e i suoi alleati».
It’s now confirmed that Abou Mahdi Zahedi, Iran’s top general in Syria and Lebanon was killed along with other IRGC officers in the Israeli airstrike on the Iranian consulate in Damascus. https://t.co/uZo8QDZpo5 pic.twitter.com/AKTyMjw6UR
— Ali Hashem علي هاشم (@alihashem_tv) April 1, 2024
Israele, come suo costume, non ha commentato l’attacco. Lo Stato Ebraico raramente riconosce i suoi attacchi aerei contro la Siria, che Damasco ha ripetutamente denunciato come violazioni della sua sovranità.
L’attacco al consolato è «una violazione di tutte le convenzioni internazionali», ha detto il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian in una chiamata al suo omologo siriano, secondo i media iraniani. Ha aggiunto che Teheran riterrà responsabile Israele. L’ambasciatore iraniano in Siria ha affermato che la risposta sarà «dura», secondo Reuters.
La Forza Quds è il braccio armato dell’Intelligence militare e delle operazioni non convenzionali dell’IRGC. Secondo quanto riferito, Zahedi era responsabile delle sue operazioni in Siria e Libano. Il suo comandante più famoso, il generale Qassem Soleimani, è stato assassinato nel gennaio 2020 da un drone statunitense, mentre era in visita a Baghdad, in Iraq.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Trump, che diede l’ordine, ha affermato di aver ordinato l’operazione militare statunitense in risposta all’Intelligence che affermava che Soleimani stava pianificando un attacco «imminente» contro le forze americane nella capitale irachena. Secondo rivelazioni dello scorso anno dell’ex capo dell’Intelligence israeliana, sarebbe stato lo Stato Ebraico a convincere la Casa Bianca ad uccidere il generale iraniano.
Un attacco al memorale del generale iraniano tre mesi fa aveva causato circa 100 morti.
Un altro comandante della Forza Quds, il generale Razi Mousavi è stato ucciso a Damasco lo scorso dicembre, pure lui in un attacco aereo israeliano non ufficialmente riconosciuto.
Poche ore fa l’Iran ha promesso di reagire contro Israele e gli Stati Uniti in risposta all’attacco aereo in Siria, che ha ucciso un gruppo di alti comandanti di Teheran.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamicaha confermato che sette ufficiali, tra cui i generali di brigata Mohammad Reza Zahedi e Mohammad Hadi Haji Rahimi, sono stati uccisi lunedì nell’attacco aereo contro l’edificio del consolato iraniano a Damasco.
Funzionari in Siria e Iran hanno accusato Israele dell’attacco. «La Repubblica Islamica dell’Iran, pur riservandosi il diritto di prendere contromisure, decide il tipo di reazione e punizione dell’aggressore», ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri Nasser Kanaani in una dichiarazione citata dall’agenzia di stampa IRNA.
Il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian ha avvertito su X che lo stretto alleato di Israele, gli Stati Uniti, «deve essere ritenuto responsabile».
A Teheran migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la distruzione del consolato.
Thousands of Iranians gather in Palestine Square in Tehran, Iran, in protest of the IOF attack on Damascus and in support of the Palestinian people. pic.twitter.com/ZTIsSaNpiE
— The Barracks ☭ (@thebarrackslive) April 1, 2024
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Il governo israeliano ha accusato l’Iran di aver ideato l’attacco mortale del 7 ottobre contro cittadini israeliani, che ha dato il via alla guerra in corso con il gruppo militante palestinese Hamas. Il mese scorso, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno colpito quelli che ritenevano fossero militanti legati all’Iran in Libano.
Teheran si è impegnata a continuare a sostenere Hamas e altri gruppi palestinesi, ma ha insistito sul fatto che Hamas ha deciso di invadere il territorio israeliano da solo. Nel corso di questi mesi Teheran ha arrestato e giustiziato tre presunte spie del Mossad, mentre continuano gli attacchi del proxy iraniano principale, Hezbollah, a Nord dello Stato degli ebrei.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi due anni oltre a Damasco (bombardata anche in raid diurni) gli aeroporti della capitale e di Aleppo sono ripetutamente colpiti. Nel 2022, la Russia, che ha truppe presenti sul territorio siriano, dopo l’ennesimo raid emise una rara, molto inusuale condanna pubblica degli attacchi israeliani all’aviosuperficie della capitale.
È emerso negli scorsi giorni che le forze armate israeliane utilizzerebbero l’Intelligenza Artificiale negli attacchi aerei.
Come riportato da Renovatio 21, il capo di stato maggiore del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Mohammad Reza Naqdi ha dichiarato che gli Stati Uniti e i loro alleati sono «intrappolati» nel Mar Rosso e dovrebbero prepararsi alla chiusura dei corsi d’acqua che si estendono fino alle porte occidentali del Mar Mediterraneo.
Un mese fa Teheran ha accusato lo Stato Ebraico di aver fatto saltare i suoi gasdotti, mentre poco prima Netanyahu aveva pubblicamente dichiarato «stiamo attaccando l’Iran».
Immagine screenshot da YouTube
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Epstein legato a CIA e Mossad: JD Vance lamenta di essere al centro di una campagna di denigrazione israeliana
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— Curt Mills (@CurtMills) July 15, 2026
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Netanyahu ammette: la fusione dell’esercito USA con quello israeliano è realtà
Nel fine settimana, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è apparso sul canale di informazione statunitensxe Fox News, illustrando al pubblico il suo piano per consentire alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di accedere alle risorse militari statunitensi.
Presentando la mossa come un modo per gli Stati Uniti di smettere di spendere miliardi di dollari per finanziare l’esercito israeliano, Netanyahu ha definito il concetto una «partnership».
«Questa riduzione degli aiuti esteri dagli Stati Uniti a Israele sarà compensata dalla proposta di una sorta di fusione tra il nostro Pentagono e le vostre forze armate?», ha chiesto un conduttore di Fox News.
Il primo ministro ha risposto: «Sì, lo definirei un passaggio dagli aiuti a una partnership. Quindi, togliamo i fondi che vengono dati a Israele, che rappresentano una parte, ma l’altra parte consiste nel co-investire in parti uguali nelle nuove tecnologie necessarie per dare un vantaggio alle nostre forze armate e alle vostre. Ci sono progetti incredibili».
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«Quindi, investiamo insieme e ne raccogliamo i frutti in parti uguali. Si passa dagli aiuti alla partnership e credo che questo rappresenti ciò che Israele è», ha affermato. «Inoltre, condividiamo con l’America informazioni di intelligence incredibili per salvare vite americane».
«Credo che l’unione dei talenti dei nostri due Paesi rafforzerebbe la posizione competitiva dell’America sia sul mercato economico che sul campo di battaglia militare, in molti modi importanti», ha aggiunto Netanyahu.
Il leader israeliano ha scritto una lettera al deputato repubblicano Marlin Stutzman (Indiana) il mese scorso, ringraziandolo per aver appoggiato il suo piano di unificazione degli eserciti dei due Paesi.
La proposta principale di fusione tra l’esercito della superpotenza e quello dello Stato degli ebrei è nota come United States-Israel FUTURES Act, inserita all’interno della legge di bilancio della difesa americana per il 2027 (NDAA 2027).
Lo slancio legislativo è stato promosso dai senatori Ted Budd e Kirsten Gillibrand. L’iniziativa principale, chiamata United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative, è stata successivamente integrata nel National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2027 (NDAA 2027). Alla Camera dei Rappresentanti è identificata come Sezione 219 (in precedenza Sezione 224), mentre al Senato corrisponde alla Sezione 1217.
Netanyahu ha descritto questa transizione come il passaggio definitivo del rapporto bilaterale con gli USA «dagli aiuti economici alla partnership militare paritaria»: in pratica la fornitura di assistenza militare degli USA non sarà più discutibile, perché affondata nella legge dello Stato americano.
Se approvata definitivamente dal Congresso, la norma legherà l’apparato militare di Washington e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) attraverso Sviluppo tecnologico congiunto (cioè reazione di programmi di ricerca e co-produzione di armamenti avanzati. La cooperazione si focalizzerà su settori d’avanguardia come Intelligenza Artificiale, sistemi autonomi, cyber-difesa, biotecnologie, etc.); data fusion (cioè integrazione dei flussi informativi e dei sensori di intelligence dei due Paesi per generare una mappa e un quadro operativo unico degli obiettivi bellici); integrazione industriale (cioè nserimento strutturale delle aziende e delle tecnologie israeliane all’interno della catena di approvvigionamento, acquisizione e ricerca del Pentagono).
La legge contiene inoltre clamorosi vincoli per la presidenza statunitense: la norma include clausole pensate per impedire al presidente degli Stati Uniti di limitare o interrompere unilateralmente lo scambio di informazioni d’Intelligence con Israele.
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Vi è qualche forma di opposizione a questa radicale trasformazione geostrategica. Al Senato, esponenti del Partito Democratico e organizzazioni come Human Rights Watch esprimono forti preoccupazioni. L’integrazione d’intelligence obbligatoria potrebbe spingere gli Stati Uniti ad assorbire dati ottenuti da Israele tramite programmi di sorveglianza di massa o potenziali violazioni dei diritti umani
Alcuni deputati conservatori (come Thomas Massie, appena buttato fuori dal Congresso con un’elezione locale dove le lobby ebraiche hanno speso 35 milioni per favorire il suo sconosciuto avversario alle primarie) e diverse organizzazioni ritengono che la norma costituisca una violazione della sovranità e dell’autonomia degli Stati Uniti, concedendo un’influenza straniera senza precedenti sulle reti del Pentagono.
Altri commentatori vedono nella legge il compiersi di quello che il politico cattolico Pat Buchanan, decenni fa, definiva come l’occupazione straniera di Washington, da considerarsi come completamente conquistata dagli interessi israeliani, divenuti intoccabili.
Altri commentatori, come Tucker Carlson e Candace Owens, parlano apertis verbis di un’assenza assoluta di sovranità negli USA, divenuti di fatto un Paese comandato da altri.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Gli USA temevano che Israele potesse ammazzare i negoziatori iraniani
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