Bizzarria
Immagini dall’esplosione di un magazzino di fuochi di artificio
Un magazzino di fuochi di artificio è l’ultimo dei luoghi in cui dovrebbe scoppiare un incendio. Tuttavia, in tanti probabilmente sperano in un raro evento simile per vedere che effetto fa. Ebbene, stavolta sono stati accontentati.
Un incendio e un’esplosione in un magazzino di fuochi d’artificio in California sono stati ripresi in diretta televisiva martedì, e le immagini drammatiche dell’incendio si sono diffuse sui social media.
L’esplosione è avvenuta durante una trasmissione serale in diretta da KCRA, affiliata alla NBC di Sacramento. Un video ripreso da un elicottero ha mostrato del fumo bianco che si alzava dal tetto dell’edificio mentre i giornalisti raccontavano la scena. Pochi istanti dopo, i fuochi d’artificio conservati all’interno si sono incendiati, trasformandosi in un’enorme palla di fuoco e lanciando fuochi d’artificio in aria.
Well this happened yesterday…
There was a massive explosion at a fireworks factory in Yolo County, California. pic.twitter.com/HB8f353m91
— Steve 🇺🇸 (@SteveLovesAmmo) July 2, 2025
La troupe di KCRA, che trasmetteva da terra nella comunità di Esparto, ha dichiarato di aver dovuto mettersi al riparo quando l’esplosione ha colpito l’area. I detriti volanti hanno innescato diversi incendi localizzati su circa 80 acri (32 ettari) prima che i vigili del fuoco riuscissero a contenerne la propagazione, secondo i vigili del fuoco locali. Sono state disposte evacuazioni obbligatorie nelle aree circostanti.
L’emittente locale CBS Sacramento ha intervistato alcune persone che hanno dichiarato di avere familiari che potrebbero essere stati all’interno della struttura durante l’incidente. Le forze dell’ordine non hanno ancora confermato se ci siano stati feriti o vittime.
Wow! Fireworks Facility blows up on live TV! This from our sister station KCRA 3 in Sacramento, California @kmbc pic.twitter.com/iNTjLYZj0P
— PETE GRIGSBY 🌪️ (@PeteGrigsbyKMBC) July 2, 2025
🚨🚨Alert Alert 🚨🚨
⚠️Leave without delay. It is unsafe to stay!
🔴A fireworks facility is on fire near Esparto in Yolo County and explosions have been nearly continuous.
Yolo County Sheriff’s Office is confirming that the explosions are fireworks-related.
Details TBC pic.twitter.com/mgDMxaAZkH
— Mohanad Shaabani (@MohanadShaabani) July 2, 2025
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Diversi residenti locali hanno raccontato alla CBS Sacramento che le loro finestre hanno tremato a causa di almeno due distinte esplosioni; alcuni hanno affermato che le esplosioni hanno scosso le loro case come un terremoto.
La causa dell’incendio e dell’esplosione non è ancora stata confermata e sono in corso le indagini. Si dice che la struttura sia autorizzata a immagazzinare e distribuire fuochi d’artificio.
L’incidente si è verificato pochi giorni prima della festività del 4 luglio, in cui l’uso dei fuochi d’artificio aumenta in tutti gli Stati Uniti. Cinque anni addietro, per la festività, il comune di Los Angeles chiuse le spiagge e bandì i fuochi artificiali. Questo è quello che accadde.
Five years ago, Los Angeles banned fireworks and closed the beaches.
This is how that went: pic.twitter.com/yO7hwOrjSy
— Angela Morabito (@AngelaLMorabito) July 2, 2025
Sono situazioni che abbiamo spesso veduto in pandemia, perfino in Olanda: nulla può tenere lontana la popolazione dal fuoco artificiale se è la festa giusta.
Siamo ad ogni modo lontani dalle cronache partenopee della notte di San Silvestro e dal commercio di esplosivi caratteristici (tra cui spicca, a distanza di anni, «o’ pallone ‘è Maradòna») illegalissimi e distruttori che alligna nella zona del Napoletano.
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Immagine screenshot da Twitter
Bizzarria
Botte tra genitori dell’asilo cattolico
🚨A disagreement over seating at a Kindergarten Graduation ceremony escalated into a fight. Leaving One Person Hospitalized 👀 pic.twitter.com/2QGyamY3ar
— Gawpo X (@Gawpo_X) May 22, 2026
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Arte
Leone saluta la folla mentre in Piazza San Pietro risuona l’inno omosessualista degli ABBA. E se piace anche a Putin?
È accaduto un paio di domeniche fa. Papa Leone XIV è entrato in San Pietro, tra ali di folla, con in sottofondo un inno della sottocultura omotransessualista, Dancing Queen del gruppo svedese ABBA.
L’incongrua circostanza è stata notata da più parti.
Is Dancing Queen an appropriate song for a General Papal Audience? Thoughts? (Lord, help me to hold my tongue…)
pic.twitter.com/rnSinnJfyx— Raymond Arroyo (@RaymondArroyo) May 6, 2026
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Dancing Queen degli ABBA è ampiamente considerata uno dei più grandi e iconici inni della comunità LGBT a livello mondiale.I motivi del successo nella cultura gay. Nonostante il testo parli semplicemente di una ragazza di 17 anni che si diverte a ballare il sabato sera, il brano ha assunto un profondo significato simbolico per diverse ragioni.
Il termine «Queen» (regina) ha una forte risonanza nella cultura e nel gergo della comunità omosessuale, da cui l’appellativo drag queen. La canzone celebra la gioia pura, la libertà di esprimersi e l’evasione dalla realtà attraverso il ballo, un tema centrale per una comunità omotransessualista storicamente costretta a nascondersi e che ha trovato nelle discoteche e bar gay come spazi sicuri in cui dare sfogo alla propria inclinazione disordinata..
Gli stessi membri degli ABBA hanno sempre accolto con calore e orgoglio questo status. Nel 2002, ad esempio, Anni-Frid Lyngstad (la cantante bionda del gruppo) si è esibita in una memorabile versione del brano insieme alla star svedese della comunità gay Lars-Åke Wilhelmsson (noto come Babsan) durante il Gay Pride di Stoccolma.
Gli ABBA sono considerati una delle più grandi icone della cultura gay globale e un punto di riferimento indiscusso per la comunità LGBT. Come avviene per Mina, Madonna, ed altre figure della cultura popolare, il loro status di icona gay non è legato a un coming out dei membri del gruppo, ma all’adozione spontanea e viscerale della loro musica e della loro estetica da parte del mondo queer fin dagli anni Settanta.
Lo stile visivo degli ABBA, fatto di costumi stravaganti, glitter e melodie pop orchestrali, si sposa perfettamente con l’estetica «camp» e pop amata dal mondo omotransessualista. I loro costumi iconici fatti di tutine in spandex, stivali con le zeppe, glitter, paillettes e mantelli riflettevano perfettamente il gusto teatrale ed esagerato tipico della cultura delle drag queen e delle storiche serate delle discoteche gay.
Tracce come Gimme! Gimme! Gimme! o Voulez-Vous sono diventate colonne sonore fisse dei locali gay, celebrando il desiderio, la libertà sessuale e l’evasione senza barriere. L’osessione tutta gay per gli ABBA è ben rappresentata in una scena del film australiano Priscilla la regina del deserto (1994), interpretato da tre celeberrimi attori degli antipodi – Terence Stamp, Hugo Weaving, Guy Pearce – nel ruolo di tre omosessuali travestiti a zonzo per l’outback australiano. In una scena, uno di tre racconta di aver raccolto un pezzo delle feci della cantante degli ABBA nel bagno di una sala concerti, e di averlo conservato in una boccetta che tiene a ‘mo di talismano.
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Non è chiaro chi è a capo della playlist vaticana, e quindi non è possibile sapere se si tratta di un atto di volgarità (ma perché mai la Chiesa, con il suo patrimonio musicale millenario e sublime, deve appoggiarsi sulla musica rock pure passata?), un atto di ingenuità («mettiamo questa, mi piace»), o un atto di sabotaggio e rivendicazione degli omosessuali infiltrati in grande copia in Vaticano.
Considerando le nomine recenti, col cardinale Fernandez, quello delle benedizioni omo della Fiducia Supplicans, che spadroneggia minacciando di scomunica i tradizionisti, diciamo che l’ultima ipotesi farebbe propendere proprio per un aumento di potere dentro le mura leonine di un Opus Gay con tutti i suoi vizi e vezzi.
Va detto che è stato teorizzato controintuitivamente un legame tra gli ABBA e il presidente russo Vladimir Putin. il quale nutrirebbe una grande passione personale di Putin per la musica della band svedese, unita a un celebre e bizzarro fatto di cronaca emerso nel 2009. Secondo quanto riportato, il 22 gennaio 2009 il Cremlino ingaggiò in segreto i Björn Again, una delle più famose tribute band ufficiali degli ABBA, per un concerto privato.
La band sarebbe stata pagata circa 20.000 sterline e portata in una località isolata sul lago Valdai (circa 300 km a nord di Mosca), circondata da imponenti misure di sicurezza e cecchini. Gli spettatori erano in tutto appena otto persone Secondo il fondatore della band Rod Stephen, Putin si scatenò ballando, applaudendo e gridando «Bravo!» sulle note di hit come Mamma Mia, Super Trouper e (eccoci qua) Dancing Queen.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, smentì ufficialmente la presenza del Presidente all’evento per proteggere la sua immagine pubblica di leader «duro», pur ammettendo che a Putin piacesse la musica degli ABBA. Il cortocircuito nella mente omosessuale, che feticizza gli ABBA e demonizza Putin nemico dell’omotransessualismo organizzato, è inevitabile.
Va ricordato inoltre che un altro pezzo chiaramente legato all’omosessualismo, YMCA dei Village People, è divenuto l’irresistibile colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump 2024, con il candidato presidente ad inventarsi anche un’iconico balletto sulle note della canzone.
Secondo alcuni osservatori, i Village People (i quali sembrano aver abbracciato il nuovo successo politico della canzone) rappresenterebbero i gay in una maniera psicologicamente profonda: i personaggi che portano sul palco – i poliziotto, l’indiano, il marinaio – rappresentano archetipi di figure maschie e paterne che, secondo la teoria riparativa, mancano nella psiche dell’omosessuale, il quale ne rimane angosciosamente attratto e scegli di rapportarvisi attraverso la famelica sessualità sodomitica.
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Bizzarria
Taccheggiatrice ricoverata dopo aver nascosto una bottiglia laddove non batte il Sole
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