Politica
Il primo ministro francese si dimette poche ore dopo aver proposto un nuovo governo
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato le sue dimissioni a meno di 12 ore dalla formazione del nuovo governo. Il Parlamento francese risulta profondamente spaccato sugli sforzi per approvare un nuovo bilancio che affronti il crescente debito pubblico.
Ex ministro della Difesa, Lecornu è stato il settimo primo ministro nominato dal presidente Emmanuel Macron e il quinto in due anni. Le sue dimissioni improvvise, a meno di un mese dall’assunzione dell’incarico, lo rendono il primo ministro con il mandato più breve nella storia moderna della Francia.
Fedele alleato di Macron, Lecornu ha affrontato domenica dure critiche da entrambi gli schieramenti politici dopo aver presentato il suo nuovo governo, rimasto pressoché identico a quello precedente di François Bayrou. I partiti dell’Assemblea Nazionale hanno minacciato di respingerlo.
In seguito all’annuncio, diversi partiti hanno chiesto elezioni parlamentari anticipate. Il partito di Marina Le Pen Rassemblement National ha dichiarato su X che «il macronismo è morto» e ha esortato Macron a scegliere tra lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale o le dimissioni.
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Anche Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di sinistra La France Insoumise (LFI), ha richiesto una mozione per rimuovere Macron dalla presidenza.
Poco dopo la notizia delle dimissioni di Lecornu, la borsa di Parigi ha registrato un crollo del 12%, diventando l’indice con le peggiori prestazioni in Europa. Anche l’euro ha subito un calo dello 0,7% a causa dell’instabilità politica.
Le finanze pubbliche francesi sono sotto pressione crescente, con un deficit che nel 2024 ha raggiunto il 5,8% del PIL e un debito pubblico salito al 113%, ben oltre il limite del 60% previsto dalle norme UE. Il governo ha cercato di far approvare un bilancio di austerità per contenere la spesa e stabilizzare il rapporto debito/PIL, ma le divisioni nell’Assemblea Nazionale hanno ostacolato il raggiungimento di un accordo.
Come riportato da Renovatio 21, l’agenzia di rating Fitch tre settimane fa ha declassato l’economia francese da AA- a A+.
L’impasse politica deriva dalle elezioni parlamentari anticipate dello scorso anno, che hanno lasciato la Francia senza una chiara maggioranza. La Camera bassa è ora frammentata tra tre blocchi – l’alleanza centrista di Macron, il Nuovo Fronte Popolare di sinistra e il Rassemblement National – nessuno dei quali in grado di governare autonomamente. Di conseguenza, i governi di Macron hanno ripetutamente incontrato difficoltà nel far approvare leggi fondamentali.
Lecornu, come Macron, aveva una tendenza geopolitica molto esplicita nei confronti di Mosca per l’Europa e l’Africa.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa l’allora ministro per la Difesa francese Lecornu aveva definito la Russia come «la minaccia più grande».
La Russia rappresenta una minaccia «non solo per i nostri interessi in Africa, ma anche direttamente per le nostre Forze Armate», aveva affermato il ministro in un’intervista a Le Point, aggiungendo che «il controllo del traffico aereo russo ha minacciato di abbattere una pattuglia francese Rafale». Lecornu ha continuato accusando la Russia di «condurre una guerra dell’informazione» e di «militarizzare nuovi ambienti, tra cui i fondali marini e il cyberspazio».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote. Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.… — Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%. Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2 — Europa.com (@europa) September 6, 2026
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Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».
Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.
Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.
In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.
Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.
Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.
Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».
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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
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