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Economia

Il Fondo Monetario Internazionale accenna ad un crash economico globale in arrivo

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In una sorta di avvertimento non troppo velato di un imminente crollo finanziario, il Fondo Monetario Internazionale ha ammonito che i mercati emergenti potrebbero essere gravemente colpiti una volta che la Federal Reserve degli Stati Uniti inizierà a inasprire la politica monetaria, in particolare i paesi con un’inflazione elevata.

 

Il FMI avverte che quindi il capitale potrebbe essere rapidamente ritirato da questi Paesi.

 

In un articolo sul suo blog, il FMI dichiara che «l’inflazione salariale statunitense su larga scala o le strozzature dell’offerta prolungate potrebbero aumentare i prezzi più del previsto e alimentare le aspettative di un’inflazione più rapida. Un aumento più rapido dei tassi della FED in risposta potrebbe scuotere i mercati finanziari e inasprire le condizioni finanziarie a livello globale».

 

«Questi sviluppi potrebbero derivare da un rallentamento della domanda e del commercio degli Stati Uniti e potrebbero portare a deflussi di capitali e deprezzamento della valuta nei mercati emergenti».

 

Secondo un articolo del Guardian, la FED dovrebbe terminare il suo programma di acquisto di attività a marzo e aumentare i tassi di interesse tre volte quest’anno.

 

Anche se il Guardian non ne fa menzione, la Turchia, che ha un’inflazione del 36% e la cui valuta sta crollando rispetto al dollaro, con oltre 600 miliardi di dollari di debito estero pubblico e privato, è un candidato privilegiato per un disastro che potrebbe contribuire ad innescare il crollo globale .

 

 

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Economia

La Svizzera si prepara ai blackout

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Il presidente della Commissione federale svizzera per l’elettricità, Werner Luginbühl, ha sollevato la possibilità che la Svizzera abbia interruzioni dell’elettricità quest’inverno.

 

La Svizzera è un Paese dotato di centrali nucleari. La loro elettricità viene parzialmente venduta anche all’Italia denuclearizzata. Tuttavia anche gli elvetici semprano preoccupati dinanzi crescenti carenze energetiche che colpiscono l’Europa sulla scia delle sanzioni dell’UE contro la Russia.

 

Il Luginbühl garantisce tuttavia che «una situazione del genere sarebbe gestibile».

 

Egli si sente quindi, in uno spirito preparatorio di precisione elvetica, di mettere in guardia i cittadini: «sicuramente è consigliabile avere abbastanza candele in casa. E se hai una stufa a legna, dovresti immagazzinare abbastanza legna da ardere».

 

In pratica lo svizzero dice: tutto OK, fate solo provviste come se fosse la fine del mondo.

 

Ecco che ci tocca vedere anche il survivalismo delle autorità cantonali. E sono cose belle.

 

Il Commissario Luginbühllo forse non lo sa, ma il consiglio che ha dato sulla legna da ardere è esattamente il suggerimento fornito dal governo polacco ai suoi cittadini: andare ora nei boschi per raccogliere legna per l’inverno, che senza gas russo sarà al freddo e al gelo.

 

In Germania, come noto, si preparano invece «hub di riscaldamento» per gli «sfollati energetici» incapaci di pagare la bolletta o di privati di termosifoni caldi nelle loro abitazioni.

 

Come riportato da Renovatio 21, annunci di blackout energetici si susseguono in Europa e nel mondo da un anno – con blackout effettivi capitati dappertutto.

 

Come noto, in Italia sono stati colpite Milano e Torino.

 

Lo scorso mese abbiamo riportato dei continui blackout in Texas.  Da mesi si prevedono interruzioni di corrente in tutti gli USA.

 

Blackout in Cina, dove le aziende occidentali si chiedono abbia senso quindi investire. Per paura di nuove interruzioni, la Cina sta ordinando un aumento dell’uso di carbone.

 

Due mesi fa intere zone di Sydney, in Australia, sono andate al buio.

 

Blackout anche in Pakistan, con annessa chiusura delle fabbriche – mentre la società collassa e scivola verso la guerra civile.

 

La Gran Bretagna si prepara a blackout invernali.

 

Blackout, ovviamente, anche in uno dei laboratori del Nuovo Ordine Mondiale, lo Sri Lanka, senza carburante, cibo né elettricità.

 

Blackout in Giappone.

 

Blackout a Taiwano.

 

Blackout in Kazakistan Uzbekistan, Kirghizistan.

 

Blackout in Turchia.

 

Blackout minacciati in Indonesia, dove non vogliono più quindi esportare carbone.

 

Blackout paventati in Austria e Romania, e in Germania con spot apocalittici.

 

E non parliamo dei blackout in Canada, dove però riescono simpaticamente ad incolpare i castori.

Secondo uno studio a breve un miliardo di persone nel mondo sono a rischio blackout.

 

Di rischio blackout, il 13 gennaio di quest’anno, ha riferito alle presidenze del Parlamento italiano il COPASIR, Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, cioè l’organo del Parlamento della Repubblica Italiana che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti.

 

I blackout, come vaccini e green pass, sono un ulteriore strumento di controllo della popolazione, che si piegherà a qualsiasi cosa (e rinunciare in caso a qualsiasi diritto) pur di stare al caldo con la luce elettrica.

 

I blackout, soprattutto, decimeranno l’economia, distruggendo il tessuto produttivo delle aziende: un’ulteriore catastrofe che renderà il cittadino sempre più suddito dello Stato.

 

Lo abbiamo sentito al World Economic Forum di Davos di quest’anno, quando la a manager norvegese Kjerstin Braathen ha parlato della necessità di spiegare alle masse che «dobbiamo accettare che ci sarà dolore nel processo»,  e vi saranno «carenze di energia» e «pressioni inflazionistiche».

 

 

Il Grande Reset passa da qui: dal controllo sull’energia e quindi sulle nostre vite.

 

Ce lo stanno dicendo in faccia, ma non si sa bene quanti di noi stiano ad ascoltare.

 

 

 

 

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Economia

Anche la Banca Centrale Australiana sta per lanciare una valuta digitale

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La Reserve Bank australiana lancerà un programma pilota nel corso del prossimo anno in collaborazione con la Bank for International Settlements (Banca dei regolamenti internazionali, o BRI – una sorta di banca centrale delle banche centrali) per testare un sistema di valuta digitale basato su blockchain.

 

La Banca Centrale degli antipodi si aggiunge a un lungo elenco di partecipanti agli sforzi della BRI per introdurre le CBDC (valute digitali delle banche centrali) con l’obiettivo di lanciarle a livello globale entro il 2025-2030.

 

È importante notare che nei prossimi anni dovrebbero verificarsi sostanziali cambiamenti economici per rendere le CBDC un’opzione praticabile per il grande pubblico.

 

Sebbene molte persone utilizzino le transazioni elettroniche per comodità, gran parte della popolazione preferisce ancora i contanti. Negli Stati Uniti, i sondaggi degli ultimi anni mostrano che almeno il 37% degli americani sceglie ancora il contante rispetto ad altri metodi di pagamento come le carte di credito e di debito. In Australia, il numero si attesta intorno al 32% .  

Le CBDC, come tutti i meccanismi valutari basati su blockchain, prevedono intrinsecamente la distruzione della privacy.

 

La stessa architettura della tecnologia blockchain richiede un registro delle transazioni che può essere tracciato dai governi, se lo desiderano. L’esatto del contrario del contante, che è anonimo, cioè «pagabile al portatore».

 

«Con l’avvento delle CBDC diffuse, la nozione stessa di privacy nel commercio scomparirebbe completamente dalla società nel giro di una generazione» scrive Zerohedge.

 

«Non solo, ma se queste valute sono legate a un sistema di credito sociale come quello utilizzato nella Cina comunista (che peraltro ha i suoi pericolosi piani di moneta digitale), allora ci sono buone probabilità che i governi siano in grado di bloccare i conti o addirittura cancellare i tuoi risparmi con la semplice pressione di un pulsante. E senza denaro fisico non ci sarebbe ricorso al commercio. Una persona considerata “problematica” potrebbe essere esclusa dall’economia per un capriccio».

 

È la meccanica di emarginazione che abbiamo visto all’opera con il green pass, la cui struttura informatica, in Europa, è esattamente la stessa sulla quale correrà l’euro digitale, programmato ben prima della pandemia e ora dichiarato inevitabile.

 

Un sistema di controllo della società dove vige una meccanica premiale: ad un determinato comportamento conforme alle regole, corrisponde un premio, o il semplice usufruire di «diritti» che al momento sarebbero in teoria garantiti al cittadino dalla Costituzioni. Ad un determinato comportamento fuori dalle regole, corrisponde invece una punizione – anche se questo va contro le questioni costituzionali.

 

Su tutto, tasse e multe prelevate direttamente alla fonte., un vantaggio netto del «denaro programmabile» – oltre alla possibilità di decidere cosa può comprare l’utente, dove e quando, in che quantità.

    

Il fatto che anche la BRI sia così pesantemente coinvolta nei programmi nazionali di valuta digitale suggerisce che l’obiettivo finale delle CBDC sarà un’eventuale valuta digitale globale: un meccanismo di valuta mondiale in cui verranno infine assorbite tutte le altre valute digitali. Questa collaborazione si estende anche al Fondo Monetario Internazionale (FMI) e alla Banca mondiale. Abbiamo visto come le banche canadesi, citando esplicitamente il World Economic Forum, puntino verso il primo passo dell’ID digitale.

 

Come riportato da Renovatio 21 l’FMI ha già proposto di fornire credito ai cittadini in base alla cronologia del loro browser: possiamo darti danaro a seconda dei siti che visiti.

 

Un 30% di ogni Nazione occidentale preferisce ancora il contante. Ciò ci porta a pensare che serviranno shock programmati affinché  le Banche Centrali siano in emettano CBDC che vengano usati dalla popolazione.

 

Una recessione economica o un crash finanziario improvviso potrebbero servire all’uopo.

 

Ciò significa che le élite bancarie avranno bisogno di una crisi che danneggi il potere d’acquisto di più sistemi valutari per convincere le persone ad accettare un passaggio aggressivo a una società senza contanti prima del 2030.

 

Cosa significherà, il momento nel trapasso nella valuta digitale, lo sappiamo: il controllo definitivo dei governi sulle popolazioni sottomesse, pardon, «piattaformate».

 

Le CBDC darebbero alle banche e ai governi il massimo potere di influenza sulla popolazione, ispirando paura negli individui poiché considerano la minaccia che il loro accesso all’economia potrebbe essere interrotto in qualsiasi momento se dovessero dire o fare qualcosa a dispetto delle autorità.

 

«Banche e politici cercheranno di vendere CBDC come l’apice della convenienza e una transizione necessaria per stabilizzare l’economia. Quello che non menzioneranno è il livello pervasivo di controllo che guadagneranno nel processo» scrive Zerohedge.

 

Renovatio 21 ritiene che questo sia il vero tema fondamentale da discutere adesso: ovviamente nessun partito, nemmeno quelli antisistema che nemmeno riusciranno a raccogliere le firme, ci sta pensando davvero.

 

Il vero tema è la sottomissione bioelettronica che stiamo per subire. Tutto è già pronto. Anzi, abbiamo, senza troppo strepito, qualche esempio di sperimentazione partita in Francia, in Ucraina, e anche in Italia

 

 

 

 

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Economia

«Un’inverno di spaventosa povertà»: la previsione dell’ex premier britannico Gordon Brown

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L’ex primo ministro britannico Gordon Brown ha avvertito sul quotidiano Guardian del 6 agosto che il Regno Unito sta per affrontare un inverno di «spaventosa  povertà», con costi energetici alle stelle.

 

Sebbene sia stato un ex primo ministro del Partito Laburista, Brown ha esortato il primo ministro conservatore uscente Boris Johnson e i principali candidati conservatori del ministro degli Esteri Liz Truss e l’ex Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak a riunirsi per stabilire un bilancio di emergenza per affrontare la situazione

 

Johnson ha rifiutato.

 

Brown prevede che il continuo aumento dei prezzi del carburante metterà 35 milioni di persone in 13 milioni di famiglie, che costituiscono il 49,6% della popolazione del Regno Unito, a rischio di povertà in ottobre.

 

Questa, ha detto, è una «bomba a orologeria finanziaria… Non c’è nulla di morale nel fatto che i leader indifferenti condannino milioni di bambini e pensionati vulnerabili e irreprensibili a un inverno di estrema povertà».

 

Brown dichiara che se il trio di summenzionati Tory non agisce, il Parlamento dovrebbe essere richiamato per costringerli a farlo.

 

L’ex primo ministro britannico ha quindi raccontato al Guardian scene della sua contea di Fife in Scozia, che, secondo lui, gli ricordano scene di cui ha letto negli anni ’30: bambini denutriti, «pensionati che scelgono se alimentare i loro contatori dell’elettricità o se stessi» e infermiere che devono «fare la fila alla Banca del cibo».

 

Anche gli enti di beneficenza hanno difficoltà a soddisfare i bisogni delle persone, ha dichiarato.

 

«La Gran Bretagna sta creando una generazione emarginata di ragazzi e ragazze» la cui infanzia «comincia a somigliare a scene vergognose di un romanzo di Dickens».

 

Il previsto aumento del prezzo del carburante a gennaio lascerà il 54% della popolazione in povertà di carburante, ha avvertito.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Gran Bretagna sta considerando il razionamento dell’energia, mentre i piani per rallentare la chiusura della centrale nucleare di Hinkley Point B hanno trovato l’opposizione dei proprietari dell’impianto, il colosso francese EDF, a breve ricompletamente rinazionalizzato da Macron.

 

Già due mesi fa durante il finale del governo Johnson si era parlato di un inverno di blackout.

 

La stabilità sociale pare già muoversi verso il collasso, con scioperi generali programmati come non si vedeva da un secolo.

Due anni fa lo stesso Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak, ora in lizza per il premierato, aveva dichiarato che l’economia britannica stava vedendo una «crisi più grande degli ultimi 300 anni».

 

Nel frattempo, dopo due anni di lockdown e repressioni pesantissime, il Paese continua il suo supporto forsennato alla guerra contro la Russia, l’estensione della NATO a Kiev e in Scandinavia, l’arresto di cittadini rei di aver condiviso suinternet un meme, l’uccisione di bambini comatosi.

 

Il solito tran tran della mortifera Albione – che ora, forte della plurisecolare filosofia eugenetica di cui sono imbevute le sue élite, farà morire di fame e di freddo il suo stesso popolo.

 

Il tutto mentre le fondazioni ambientaliste (cioè, appunto, antiumane) del principe Carlo prendono milioni di dollari cash dalla famiglia Bin Laden.

 

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