Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Scuola
Il Dalai Lama nei programmi di scuola russi
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews
Lanciata l’iniziativa nella repubblica a maggioranza buddista della Calmucchia. La proposta potrebbe riaccendere le animosità interreligiose. (…)
Per iniziativa del ministero dell’Istruzione della Calmucchia, repubblica a maggioranza buddista della Federazione russa, i principi etici professati dal 14° Dalai Lama Tenzin Gyatso verranno inseriti nei programmi scolastici repubblicani, e potrebbero essere approvati in tutta la Russia.
L’iniziativa proviene dal rappresentante onorario del Dalai Lama in Russia, Mongolia e Paesi ex-sovietici della Comunità degli Stati indipendenti, Telo Tulku Rinpoche (Erdne Ombadikov), che svolge anche le funzioni di Lama supremo della Calmucchia.
Confrontandosi con un’equipe di psicologi e pedagoghi, Telo Tulku ha presentato una proposta al ministro per l’Istruzione e la Scienza della Calmucchia, Erdne Barinov.
La proposta mira a inserire nei programmi scolastici «gli insegnamenti sociali, etici ed emozionali elaborati dal Centro per la scienza della contemplazione e dell’etica, basati sull’esperienza della compassione»
Essa mira a inserire nei programmi scolastici «gli insegnamenti sociali, etici ed emozionali elaborati dal Centro per la scienza della contemplazione e dell’etica, basati sull’esperienza della compassione», già approvati dall’Emory University negli USA . Barinov ha accolto con favore l’iniziativa, promettendo di inserirla nei grafici di sviluppo del ministero e nei progetti federali.
Telo Tulku ne ha parlato con NG-Religija, raccontando che «abbiamo trovato un’accoglienza molto favorevole da parte degli insegnanti, che ci hanno dato molti consigli e proposte interessanti, e crediamo che inserire il nostro programma è un’idea che si potrà davvero realizzare».
All’obiezione che sarà difficile scalfire la tradizionale rigidità dei programmi metodologici delle scuole russe, ereditati in buona parte dal sistema sovietico, il leader buddista ha risposto che «in tutte le scuole esistono già metodologie alternative meno ufficiali, e il ministero saprà trovare la modalità più adeguata per aiutare studenti e professori».
Tra le varie reazioni, molti si chiedono quando sia corretto inserire nei programmi scolastici ufficiali degli elementi legati a una religione particolare. Dalla quarta elementare nelle scuole russe è già attivo il corso di «Fondamenta delle culture religiose e dell’etica laica» (FCREL), e si attende a breve l’inserimento di una nuova materia che dovrebbe approfondire i contenuti del FCREL: «Fondamenta delle culture morali e spirituali dei popoli della Russia» (FCMSPT), la cui approvazione è stata affidata alle istituzioni regionali. Ora ai due programmi si dovrebbe aggiungere l’ISEE («Insegnamenti sociali, etici ed emozionali»), e il tutto appare ridondante, anche solo per riconoscere tutte queste sigle.
Ora i buddisti della Calmucchia sembrano ripercorrere le strade degli ortodossi, appoggiando in modo indiretto le loro stesse pretese
Non è escluso che la proposta riaccenda le animosità interreligiose: per anni le minoranze etniche e religiose, e anche i numerosi esponenti di una cultura anticlericale di eredità sovietica, hanno lottato contro le pressioni della Chiesa ortodossa russa per difendere i propri interessi nel campo dell’istruzione.
Ora i buddisti della Calmucchia sembrano ripercorrere le strade degli ortodossi, appoggiando in modo indiretto le loro stesse pretese.
I sostenitori della «pedagogia compassionevole» buddista assicurano che le idee del Dalai Lama sono in realtà laiche, o almeno non direttamente religiose, ma si basano sui principi morali universali validi per l’intera umanità, come la compassione, la tolleranza e il perdono.
Le teorie e gli esercizi del programma possono essere applicati basandosi soltanto sul buon senso, sull’esperienza condivisa a livello universale e sulla stessa scienza, adattandoli ai vari contesti sociali e nazionali.
Lo stesso lama Tulku ritiene che «non c’è ragione che le altre associazioni religiose pongano obiezioni contro questo meraviglioso programma, basta che lo analizzino con animo sereno e privo di pregiudizio. Le sue fondamenta non si trovano tanto nel buddismo, quanto sulla comprensione della natura dell’uomo, che non conosce divisioni di razza, di religione e di genere».
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Scuola
Un film per capire la distruzione dell’istruzione italiana
Sta registrando il tutto esaurito il film D’istruzione pubblica, realizzato da Federico Greco e Mirko Melchiorre, un documentario su situazione e futuro della scuola in era neoliberista
Il film-inchiesta, che sta circolando in varie sale d’Italia, include una lunga e densa intervista alla collaboratrice di Renovatio 21 Elisabetta Frezza, il cui pensiero sulla scuola il documentario sembra sposare in pieno.
Le proiezioni stanno andando sold-out, con persone lasciate persino fuori dalla sale. Da quanto raccontato, il passaparola nel corpo insegnante sta avendo un ruolo decisivo nel successo di D’istruzione pubblica.
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La pellicola ha già scatenato roventi polemiche, per esempio quella scatenata dallo scrittore e insegnante, che ha attaccato l’opera sul giornale di De Benedetti Domani. Il Raimo, autore di imperdibili testi come Scuola e resistenza, tuttavia, è stato poi duramente contestato per i suoi giudizi dai commentatori dei social.
Di seguito le date di proiezione del film nelle prossime settimane.
Torino – Cinema Esedra
14 Febbraio, 2026 18:30
Torino – Cinema Esedra
15 Febbraio, 2026 18:30
Milano – Cinema Beltrade
16 Febbraio, 2026 21:30
Fermo – Sala degli artisti
16 Febbraio, 2026 21:30
Bologna – Cinema Galliera – Sala Open
17 Febbraio, 2026 19:00
Fermo – Sala degli Artisti
17 Febbraio, 2026 19:30
Firenze – Cinema Astra
17 Febbraio, 2026 21:00
Firenze – Cinema Astra
18 Febbraio, 2026 18:00
Lavagna (GE) – Marina Sporting
18 Febbraio, 2026 20:30
Folgaria (TN) – Cinema Teatro Paradiso
19 Febbraio, 2026 21:30
Bolzano – Cineforum
20 Febbraio, 2026 20:00
Folgaria (TN) – Cinema Teatro Paradiso
20 Febbraio, 2026 21:30
Torino – Cinema Esedra
21 Febbraio, 2026 18:30
Torino – Cinema Esedra
22 Febbraio, 2026 18:30
Folgaria (TN) – Cinema Teatro Paradiso
22 Febbraio, 2026 21:30
Pisa – Cinema Arsenale
25 Febbraio, 2026 20:30
Orvieto (TR) – Cinema Corso
26 Febbraio, 2026 21:30
Matera – Il Piccolo
28 Febbraio, 2026 19:30
Bra (CN) – Cinema Vittoria / proiezione scuole
3 Marzo, 2026 08:00
Bra (CN) – Cinema Impero / proiezione scuole
3 Marzo, 2026 11:00
Amelia (TR) – Sala Comunale “F. Boccarini”
7 Marzo, 2026 18:00
Borgomanero (NO) – Teatro Rosmini
13 Marzo, 2026 20:45
Catania – Cinema King
16 Marzo, 2026 18:00
Cagliari – Cinema Greenwich d’essai
18 Marzo, 2026 20:00
Monterotondo (RM) – CineMancini
19 Marzo, 2026 21:30
Monterotondo (RM) – CineMancini
20 Marzo, 2026 20:00
Bolsena (VT) – Multisala Moderno
20 Marzo, 2026 21:30
Pescara – Cinema Sant’Andrea
21 Marzo, 2026 18:00
Pescara – Cinema Sant’Andrea
21 Marzo, 2026 21:00
Monterotondo (RM) – CineMancini
21 Marzo, 2026 21:30
Monterotondo (RM) – CineMancini
22 Marzo, 2026 21:30
Monterotondo (RM) – CineMancini
23 Marzo, 2026 21:30
Monterotondo (RM) – CineMancini
24 Marzo, 2026 21:30
Alfonsine (RA) – Cinema Arci Gulliver
25 Marzo, 2026 21:00
Monterotondo (RM) – CineMancini
25 Marzo, 2026 21:30
Milano – CityLife Anteo
27 Marzo, 2026 21:30
Casalgrande (RE) – Associazione Notti Rose
28 Marzo, 2026 21:30
Brescia – Nuovo Eden
31 Marzo, 2026 21:00
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Scuola
Scuola: puerocentrismo, tecnocentrismo verso la «società senza contatto». Intervento di Elisabetta Frezza al convegno di Asimmetrie.
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Pensiero
Se la realtà esiste, fino ad un certo punto
I genitori si accorgono improvvisamente che la biblioteca scolastica mette a disposizione degli alunni strani libri «a fumetti» dove si illustra amabilmente il bello della liaison omoerotica.
L’intento degli autori è inequivocabile, quello di presentare un modello antropologico indispensabile per una adeguata formazione dell’individuo in crescita… Meno chiaro appare nell’immediato se la scuola, nel senso dei suoi responsabili vicini o remoti, di questa trovata educativa abbiano coscienza e conoscenza.
Di istinto, i genitori dell’incolpevole alunno si chiedono se tutto ciò sia proprio indispensabile per uno sviluppo armonico della psicologia infantile, magari in sintonia con i suggerimenti più elementari della natura e della fisiologia.
Tuttavia, poiché anche lo zeitgeist ha una sua potenza suggestiva, a frenare un po’ il comprensibile sconcerto, in essi affiora anche qualche dubbio sulla adeguatezza culturale dei propri scrupoli educativi, tanto che sono indotti a porsi il dubbio circa una loro eventuale inadeguatezza culturale rispetto ai tempi, votati come è noto, a sicure sorti progressive.
Ma il caso riassume bene tutto il paradosso di un fenomeno che ha segnato questo quarto di secolo e soltanto incombenti tragedie planetarie, mettono un po’ in sordina, finché dagli inciampi della vita quotidiana esso non riemerge con tutta la sua inaspettata consistenza.
Infatti la domanda sensata che si dovrebbero porre questi genitori, è come e perché una anomalia privata abbia potuto meritare prima una tutela speciale nel recinto sacro dei valori repubblicani, per poi ottenere il crisma della normalità e quindi quello di un modello virtuoso di vita; il tutto dopo essersi insinuata tanto in profondità da avere disattivato anche quella reazione di rigetto con cui tutti gli organismi viventi si difendono una volta attaccati nei propri gangli vitali da corpi estranei capaci di distruggerli.
Eppure, per quanto giovani possano essere questi genitori allarmati, non possono non avere avvertito l’insistenza con cui questa merce sia stata immessa di prepotenza sul mercato delle idee, quale valore riconosciuto, dopo l’adeguata santificazione dei cultori della materia ottenuta col falso martirio per una supposta discriminazione. Quella che già il dettato costituzionale impediva ex lege.
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Ma tutta l’impalcatura messa in piedi intorno a questo teatro dell’assurdo in cui i maschi prendono marito, le femmine si ammogliano nelle sontuose regge sabaude come nelle case comunali di remote province sicule, non avrebbe retto comunque all’urto della ragione naturale e dell’evidenza senza la gioiosa macchina da guerra attivata nel retrobottega politico con il supporto della comunicazione pubblica e lasciata scorrazzare senza freni in un mortificato panorama culturale e partitico.
Nella sconfessione della politica come servizio prestato alla comunità, secondo il criterio antico del bene comune, mentre proprio lo spazio politico è in concreto affollato da grandi burattinai e innumerevoli piccoli burattini, particelle di un caos capace di tenere in scacco «il popolo sovrano». Una parte cospicua del quale si sente tuttavia compensato dalla abolizione dei pronomi indefiniti, per cui tutte e tutti possono toccare con mano tutta la persistenza dei valori democratici.
Non per nulla proprio in omaggio a questi valori è installato nella anticamera della presidenza del Consiglio, da anni funziona a pieno regime un governo ombra, quello terzogenderista dell’UNAR. Un ufficio che ha lavorato con impegno instancabile, e indubbia coerenza personale, alla attuazione del «Piano» (sic) elaborato già sotto i fasti renziani e boschiani, per la imposizione capillare nella società in generale e nella scuola in particolare, di tutto l’armamentario omosessista.
Il cavallo di battaglia di questa benemerita entità governativa è la difesa dei «diritti delle coppie dello stesso sesso», dove sia il «diritto», che la «coppia» hanno lo stesso senso dei famosi cavoli a merenda.
Ecco dunque un esempio significativo ed eccellente di quella desertificazione della politica per cui il governo ombra guidato da interessi particolari in collaborazione e in sintonia con centri di potere radicati in istituzioni sovranazionali, possa resistere ad ogni cambio di governo istituzionale senza che ne vengano disinnescati potere e funzioni.
I partiti, dismessi gli apparati ideologici, e omogeneizzati nella sostanza, sono ridotti a «parti», alla moda di quelle fiorentine che pure un qualche ideale di fondo ce l’avevano, anche se tutte si assestavano su un gioco di potere.
Qui prevale il gioco dei quattro cantoni, dove tutti sono guidati dall’utile di parte che coincide a seconda dei casi con l’utile politico personale o ritenuto tale. Un utile calcolato tra l’altro senza vera intelligenza politica ovvero senza intelligenza tout court. Anche chi si è abbigliato di principi non negoziabili, alla bisogna può negoziare tutto, perché secondo il noto Principio della Dinamica Politica, «Tutto vale fino ad un certo punto».
Tajani, insieme a Rossella O’Hara ci ha offerto il compendio di tutta la filosofia occidentale contemporanea. Quindi dobbiamo stare sereni. Ma i genitori attoniti devono comprendere che quei libretti e questa scuola non sono caduti dal cielo. Sono il frutto di una politica diventata capace di tutto perché incapace a tutto sotto ogni bandiera.
Patrizia Fermani
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