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Protesta

I camion sono arrivati a Ottawa. Immagini impressionanti

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I camion del Convoy of Freedom sono arrivati nella capitale canadese Ottawa.

 

Le immagini che stanno arrivando dal Canada sono sempre più impressionanti.

 

Ottawa è bloccata, anche se piuttosto civilmente: è lasciata in strada una corsia di emergenza.

 

 

 

Il concerto continuo di clacson, anche per qualche nordico che li detesta come chi scrive, è una musica sopraffina da ascoltarsi e riascoltarsi in loop.

 

 

 

Alcuni camionisti hanno fatto più di 8000 chilometri, partendo magari dall’altra costa, per protestare contro l’obbligo vaccinale.

 

Ribadiamo che alcuni di essi hanno prova del fatto di essere da tempo già tracciati dal telefonino, come detto da uno dei loro capi a Fox News l’altra sera: la dogana non ha nemmeno bisogno del passaporto vaccinale, perché sa già chi è in arrivo e se abbia fatto l’iniezione mRNA o meno. Uno Stato di sorveglianza totalitaria partito praticamente senza che ce ne accorgessimo – nel Paese più «liberale» e «progressista» del mondo

 

 

Dopo averli previamente bloccati, il noto sito di raccolta fondi GoFundMe avrebbe ora sbloccato i pagamenti delle donazioni che stava ricevendo la pagina dei camionisti.

 

Come noto, il premier Justin Trudeau si è dato malato: ha comunicato di essersi messo in quarantena cinque giorni, come da linee guida, pur essendo risultato negativo.

 

Difficile quindi che riceva qualche delegazione della protesta.

 

Oggi vi sarà la grande manifestazione. Stiamo aspettando con ansia di vedere cosa succederà.

 

Questa potrebbe essere la più grande occasione che la lotta per la libertà ha a disposizione dopo il misero fallimento di Trieste.

 

Non ci sembra che in giro qui ci siano improbabili capetti, né gente che annulla all’ultimo le manifestazioni.

 

Forse è la volta buona.

 

 

 

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Protesta

Enorme manifestazione a Mosca a favore dei referendum in Donbass: le immagini

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In Occidente hanno mostrato le immagini delle proteste contro la mobilitazione militare russa – più lo stuolo di fake news del caso.

 

Più difficilmente, vi hanno fatto vedere queste immagini: colossale manifestazione a Mosca per sostenere i referendum in Donbass.

 

«Noi non abbandoniamo i nostri» canta fieramente la folla trovatasi in Manezhnaja ploshad, piazza del maneggio.

 

 

 

Niente di tutto questo è visibile sui canali occidentali, dove circolano invece le fake news dell’interminabile coda di auto russe al confine con la Finlandia.

 

Siamo messi così.
 

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Protesta

Migliaia protestano a Bruxelles contro le bollette e il costo della vita impazziti

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Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Bruxelles lo scorso 21 settembre chiedendo un’azione del governo per abbassare i prezzi impossibili di carburante ed elettricità. Lo riporta Euronews.

 

Si stima che due terzi dei belgi non siano in grado di pagare le bollette energetiche. Il governo sta debolmente considerando di cercare un tetto massimo a livello dell’UE sui prezzi del gas.

 

«L’aumento dei prezzi dei generi alimentari, l’incredibile bolletta energetica e la frustrazione nei confronti di politici e datori di lavoro hanno portato 10.000 persone nelle strade di Bruxelles » scrive Euronews. «Vestiti di verde, blu e rosso, i colori dei tre sindacati principali – la rabbia era palpabile mentre si radunavano nel centro della città».

 

 

Uno sciopero generale è previsto per l’8 novembre in Belgio.

 

Da notare come la chiamata alla mobilizatsija di Vladimir Putin dell’altro giorno sembri aver mobilitato anche un anziano locale, che si è unito alla protesta.

 


Dopo la Babushka Z, ecco il Dedushka Z, il Nonno Z, fare capolino in uno dei quartier generali degli avversari di Mosca.

 

Bene così.

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

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Protesta

32 mila persone alla manifestazione anti-inflazione di Vienna

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Oceanica manifestazione in Austria contro la situazione economica che sta rendendo impossibile sopravvivere.

 

«Wir wollen keine Millionen, wir wollen essen, heizen, wohnen», era una delle scritte visibili durante la protesta:  «Non vogliamo milioni, vogliamo mangiare, riscaldarci, vivere»,

 

La manifestazione si è tenuta nella capitale il 17 settembre, così come le manifestazioni in altre nove grandi città, è state organizzata da una coalizione di numerose organizzazioni, guidate dalla Federazione austriaca dei sindacati (ÖGB).

 

 

 

Secondo l’ÖGB, un totale di 32.600 persone hanno preso parte alle marce di protesta, che si sono svolte in tutte le province, nonostante il clima inospitale.

 

Di gran lunga la più grande manifestazione è stata a Vienna, che ha attirato circa 20.000 persone.

 

La manifestazione di Vienna è stata sostenuta dalla leadership dei socialdemocratici dell’opposizione, nonché dal presidente austriaco Alexander van der Bellen, membro del Partito dei Verdi.

 

Come riportato da Renovatio 21, anche nella vicina Praga poche settimana fa c’è stata un’immensa manifestazione contro l’aumento dei prezzi, le sanzioni antirusse e la politica di governo. La Repubblica Ceca ha annunciato mesi fa di aver esaurito i depositi di armi per dare tutto all’Ucraina.

 

Vienna era già stata teatro di manifestazioni in quanto era stata, nel cuore del biennio pandemico, epicentro della battaglia per gli obblighi vaccinali, con un apartheid biotico indetto dal governo contro i non-vaccinati, votando una legge che li avrebbe perfino messi in prigioni speciali. Quest’anno il governo di Vienna ha inoltre detto che multerà fino a 50 mila euro i media che violeranno le regole di censura imposte dalla UE.

 

Due mesi fa il capo dell’agenzia di sicurezza e intelligence austriaca (DSN) Omar Haijawi-Pirchner ha dichiarato di non escludere la possibilità di rivolte nel Paese durante la probabile crisi energetica di questo autunno.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

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