Connettiti con Renovato 21

Epidemie

I banchieri di Münchhausen e i risparmi degli Italiani

Pubblicato

il

 

Il solito Cazzullo (non è un insulto, si chiama così) fa una intervistona all’indimenticato presidente emerito di Banca Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli.

 

Per chi non lo conoscesse, Bazoli è stato uno degli uomini più potenti d’Italia, un banchiere che ha portato Intesa ha inglobare istituti su istituti sino alle dimensioni di banca pesce grosso internazionale.

 

Egli proviene dalla crema dell’élite democristiana della Lombardia orientale. Il nonno Luigi, di professione avvocato, fu  nel 1919 fondatore del Partito Popolare con Luigi Sturzo. Il padre Stefano, pure  avvocato, fu deputato all’Assemblea Costituente e al Parlamento.

 

Bresciano, il giro è quello di Monsignor Montini, poi eletto Papa con il nome Paolo VI – quello che ha abolito la Messa Antica e introdotto, appena eletto, la possibilità di essere cremati (istruzione De cadaverum crematione, 1963), una cosa che proprio in zona Bergamo-Brescia oggi è tanto utile. con migliaia di persone disintegrate nei forni senza nemmeno che i famigliari possano vedere la salma o andare al cimitero.

 

La paginona inizia spennellando toni sentimentali, elegiaci. «Ho conosciuto la guerra, da ragazzo». «Quasi ogni giorno apprendo la notizia di un amico scomparso (…) la mia generazione è decimata. Generazione preziosa, che anche a Brescia contiene figure nobilissime».

Bazoli proviene dalla crema dell’élite democristiana della Lombardia orientale. Il giro è quello di Monsignor Montini, poi eletto Papa con il nome Paolo VI – quello che ha abolito la Messa Antica e introdotto, appena eletto, la possibilità di essere cremati, una cosa che proprio in zona Brescia oggi è tanto utile.

 

Poi una citazione di Mattarella, perché in fondo fra presidenti c’è il rispetto. Viene citato anche il compianto Cardinale Martini, segaligno gesuita a capo del modernismo ecclesiastico più distruttivo, e viene incredibilmente lodato perché «negli ultimi tempi confessava di non trovare risposte». (a questo punto proponga la beatificazione di Di Maio, Speranza e Conte, la prego).

 

A sorpresa, con parole melliflue, boccia Draghi, che come premier non avrebbe «un’ampia base politica». Conte forse ce la ha, la conosce solo Bazoli, nessun altro se ne è accorto, del resto erano in tanti a dire che dietro a Monti, nel 2011, c’erano un po’ di uomini di Banca Intesa (per esempio il suo numero due, Passera – anche questo, come nel caso Cazzullo, non è un insulto, è un cognome).

 

Poi eccolo filosofo e letterato: «un orizzonte drammatico, kafkiano». «Ho riletto Dostoevskij, un genio». «Questa è una grande lezione di umiltà per l’umanità che si credeva padrona del mondo».

 

L’insospettato ecologismo antispecista fa scattare la domanda mistica su dove si trovi Dio in questo momento. «La teologia più avanzata è dominata da questo interrogativo». Anche teologo, hai capito ‘sto banchiere.

 

Ora che il giornale vi ha presentato per bene personaggio, mostrando saldi riferimenti e doti intellettuali finissime, ecco che parte il succo del discorso.

 

«Possiamo e dobbiamo chiedere aiuto all’Europa (…) ma serve anche un grande sforzo domestico, italiano». Urca.

 

Il nostro cuore freme: riattivare la zecca di Stato? Stampare lire, far circolare una moneta alternativa all’euro, abbattere totalmente l’euro, creare una criptovaluta come stanno pensando di fare tanti altri Paesi? La crisi ha cambiato persino le visioni dei banchieri. Daje!

 

Maddeché. A domanda, risponde che avremo gli Eurobond, «ma difficilmente subito. Potremo ottenerli quando avremo avviato le riforme».

 

Riforme? Nel momento in cui l’Italia è al collasso medico, finanziario, financo sociale? Riforme quali, tipo tagliare la Sanità, ci chiediamo? Quella cosa che se non avessimo ridimensionato (ce lo chiede il mercato, ce lo chiede l’Europa) avremmo retto meglio l’impatto del C-19, magari tenendoci in vita qualche persona in più?

 

Ci pare di capire che secondo l’ex presidente della grande Banca, il carattere risparmioso delle famiglie sia una «anomalia», rispetto all’indebitamento dello Stato. Un’anomalia, ci pare di capire, che non deve correggere lo Stato. No, l’anomalia la si corregge prelevando dai risparmi del popolo.

La sanità in realtà non la nomina, ma cita «riforme dell’impresa, del Fisco, della scuola, per ritrovare la produttività. A questo devono provvedere gli italiani».

 

Come come? Una riforma della scuola può risolvere il problema dell’abisso coronavirale in cui si è cacciata l’Italia e il pianeta? Ma cosa sta dicendo? E in che senso la responsabilità di provvedere è degli italiani? Ammettiamo che cominciamo a vedere meglio il disegno.

 

Perché «la patrimoniale non è possibile politicamente, e darebbe un gettito inferiore alle aspettative». Cioè, badando al sodo (la politica è una sovrastruttura di maggiordomi del capitale, dai, lo sanno pure i bambini!), con la temutissima patrimoniale si tirerebbe su troppo poco grano. Perché poi, con i conti correnti spazzolati, qualcuno pure si incazza coi politici, e non li vota più. Di conseguenza, può capitare quindi che i politici non facciamo più leggi a favore delle banche. Un circolo vizioso di cui purtroppo siamo soci.

 

Ma non bisogna mica disperare. Una soluzione c’è: «resta il fatto – ci rivela il Bazoli – che abbiamo un anomalo rapporto tra grande debito pubblico ed enorme ricchezza privata: 4374 miliardi di attività finanziarie delle famiglie (contro 926 miliardi di passività), 1840 miliardi di attività finanziarie delle società finanziarie non finanziarie; contro i 2409 miliardi di debito pubblico».

L’espressione «prestito non forzoso» un po’ ci ricorda la frase «obbligo flessibile», «necessaria cessione volontaria».  Quelli bravi la chiamano Contradictio in adiecto, contraddizione nell’attributo. Tenebre luminose.

 

Ci pare di capire che secondo l’ex presidente della grande Banca, il carattere risparmioso delle famiglie sia una «anomalia», rispetto all’indebitamento dello Stato. Un’anomalia, ci pare di capire, che non deve correggere lo Stato (stampando moneta, cancellando il debito, inventandosi qualche forma di guadagno – sapete, un tempo si facevano conquiste, con la guerra o con l’industria, in cerca della prosperità dello Stato). No, l’anomalia la si corregge prelevando dai risparmi del popolo.

 

«Penso ad un grande prestito non forzoso, finanziato dagli Italiani e garantito dai beni dello Stato».

 

Fateci capire bene la poesia con la quale è indorata la supposta: lo Stato troverà i soldi prendendoli dai cittadini (che sono lo Stato), garantendo con beni dello Stato.

L’espressione «prestito non forzoso» un po’ ci ricorda l’«obbligo flessibile», che abbiamo sentito quando lo Stato voleva rifilare ai nostri figli dosi su dosi di vaccini. Di recente abbiamo visto che sempre il Corriere, in un articolo che gioiva per il controllo sociale elettronico a cui siamo destinati, scriveva «i lombardi hanno dimostrato di ritenere necessaria un’iniziale cessione volontaria dei dati». «Necessaria cessione volontaria». «Obbligo flessibile». «Prestito non forzoso». Quelli bravi la chiamano Contradictio in adiecto, contraddizione nell’attributo. Tenebre luminose.

 

 

Gli italiani saranno d’accordo? «Sì, se troveranno conferma le qualità morali emerse in questi giorni. Se si mantiene questa virtù civica e repubblicana». Si riferisce ai cani in affitto? Ai concerti dal balcone? Alla delazione per i runner? Allo stoico rapporto con il toner per le autocertificazioni?

Conoscerete, crediamo, le eroiche gesta del Barone di Münchhausen, quello che si tirò fuori dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli

 

Non ha importanza. Perché «possiamo realizzare un grande piano di ricostruzione nazionale. Non bastano 100 miliardi, ne servono 300. Meno del 7% della ricchezza finanziaria delle sole famiglie potrebbe segnare la svolta che cambia la Storia d’Italia. Soldi da destinare alle riforme produttive».

 

Fateci capire bene la poesia con la quale è indorata la supposta: lo Stato troverà i soldi prendendoli dai cittadini (che sono lo Stato), garantendo con beni dello Stato (che è dei cittadini: vabbè,  questo in teoria: per favore piantatela di ridere).

 

Non può fare un discorso serio, aderente alla realtà, chiunque non metta in discussione l’eurodogma e gli assiomi neoliberisti. Chi per non toccare le vacche sacre di Bruxelles e Francoforte, arriva a pensare di mettere le mani sui risparmi degli italiani

Conoscerete, crediamo, le eroiche gesta del Barone di Münchhausen, quello che si tirò fuori dalle sabbie mobili tirandosi per i capelli. Solo che il Barone ci credeva sul serio, anzi hanno battezzato una psicopatologia seria – il ballismo esasperato – «Sindrome di Münchhausen», che Carl Gustav Jung riconduceva quei disturbi raggruppati sotto il nome di «pseudologia fantastica».

 

Qui la serietà del mitico Barone manca. Perché, davvero, non c’è una spiegazione al fatto che non si progetti invece di tornare alla sovranità finanziaria separandoci per sempre dalle crudeltà finanziarie euro-tedesche.

 

Non può fare un discorso serio serio, grazie al COVID-19 lo abbiamo capito, chiunque non ipotizzi una strada fuori dall’Eurozona.

 

Non può fare un discorso serio, aderente alla realtà, chiunque non metta in discussione l’eurodogma. Chi per non toccare le vacche sacre di Bruxelles e Francoforte, arriva a pensare di mettere le mani sui risparmi degli italiani

 

Le anomalie ci sembrano altre. Ci sembra anomalo che simili parole vengano pubblicate in tranquillità da un giornale del cui patto di sindacato Intesa, la banca di Bazoli, per anni fu azionista.

 

Cari risparmiosissimi italiani, anche con il mondo sconvolto dalla pandemia e da chissà quale rivoluzione sociale che si prepara, il centro di tutto resteranno le banche. Perché hanno i vostri soldi, e se li volete per la ricostruzione, quindi, dovrete chiederli a loro, come Stato o come privati cittadini

Ci sembra anomalo che questo filosofo-banchiere ci parli di una soluzione che più che per la Zecca, o il Ministero dello Sviluppo Economico, o una qualsiasi politica espansiva, passi attraverso i conti correnti, cioè le banche. Perché, sapete, oggi come oggi la legge certo non favorisce che il danaro lo tiene sotto il letto, il contante, da Monti in poi, è stato sempre più demonizzato, con il proibizionismo forsennato di una Maria Elena Boschi (quella che aveva dei parenti che, appunto, lavoravano in una certa banca) che è arrivata a dire che bisognava «aggredire il contante». Ricordate? la bellissima Maria Etruria disse che «dobbiamo porci il problema di come aggredire il contante che è presente nelle case». Testuale.

 

Ma tranquilli, il pensiero di Etruria, Popolare di Vicenza e Veneto Banca (queste due ultime ora fagocitate da Banca Intesa per €1: sì, un euro) a Bazoli non sfiorano più di tanto il pensiero: «prima di questa catastrofe avevamo alcune della banche più solide ed efficienti d’Europa». Detto così, sul serio.

 

Abbiamo capito quindi che lenzuolate come queste, che tirano fuori dalla pensione antichi arconti del sistema creditizio, servono a dirci una cosa precisa: cari risparmiosissimi italiani, anche con il mondo sconvolto dalla pandemia e da chissà quale rivoluzione sociale che si prepara, il centro di tutto resteranno le banche. Perché hanno i vostri soldi, e se li volete per la ricostruzione, quindi, dovrete chiederli a loro, come Stato o come privati cittadini.

 

Vi è chiaro?

 

Se non vi è chiaro, proveranno a raccontarvi un’altra storia stile Barone di Münchhausen, magari quella in cui il Barone viaggia sulla luna a cavalcioni su una palla di cannone. Il problema è che loro non vogliono andare sulla Luna, vogliono rimanere in Europa. E le palle di cannone sono quelle di Bruxelles, Berlino e Francoforte sparate sulle vostre misere vite di risparmiatori italiani ed eurosudditi.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

Continua a leggere

Epidemie

L’India si muove per contenere l’epidemia del mortale virus Nipah, oltre 100 persone in quarantena

Pubblicato

il

Da

Il governo indiano sta prendendo provvedimenti per contenere un’epidemia del mortale virus Nipah, trasmesso dagli animali all’uomo, nello stato orientale del Bengala Occidentale.

 

Sono stati confermati cinque casi della malattia, che solitamente si trasmette dai pipistrelli all’uomo e per la quale non esiste un vaccino o una cura, e almeno 100 persone sono state costrette a mettersi in quarantena. Si segnala che un paziente è in condizioni critiche.

 

I sintomi precoci della malattia ne rendono difficile la diagnosi, favorendone la diffusione.

 

Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti, il periodo di incubazione è compreso tra quattro e 21 giorni, anche se sono possibili intervalli più lunghi tra l’esposizione e la malattia.

Sostieni Renovatio 21

I malati hanno iniziato la malattia con una malattia simil-influenzale (febbre, mal di testa e dolori muscolari) e spesso sviluppano sintomi respiratori, tra cui la polmonite. Il sintomo più grave della malattia è l’encefalite, ovvero l’infiammazione del cervello. Sintomi neurologici gravi, tra cui confusione, convulsioni e coma, possono manifestarsi giorni o addirittura settimane dopo i sintomi iniziali. I pazienti possono anche sviluppare la meningite.

 

Il Nipah ha un tasso di mortalità elevato, compreso tra il 40% e il 75% a seconda del ceppo del virus. I sopravvissuti devono spesso affrontare danni neurologici a lungo termine e il virus può riattivarsi dopo una fase di quiescenza all’interno dell’organismo.

 

Secondo quanto riportato da The Independent, «i principali portatori naturali sono i pipistrelli della frutta (specie Pteropus); gli esseri umani possono contrarre l’infezione attraverso il contatto diretto con pipistrelli o altri animali infetti, oppure consumando cibo contaminato da saliva, urina o feci di pipistrello. È stata segnalata anche la trasmissione da uomo a uomo, in particolare attraverso il contatto ravvicinato con i fluidi corporei di una persona infetta».

 

Il virus è stato identificato per la prima volta nel 1999, dopo un’epidemia tra gli allevatori di suini in Malesia e Singapore. Sono stati registrati ripetuti focolai nell’Asia meridionale, in particolare in Bangladesh e nell’India nordorientale.

 

Nell’India meridionale, il Kerala ha segnalato la sua prima epidemia di Nipah nel 2018. Sono state segnalate infezioni anche nelle Filippine. Sono stati rilevati anticorpi contro il virus Nipah nei pipistrelli in Asia e Africa.

 

Le autorità sanitarie hanno avvertito che il virus ha il potenziale per una trasmissione su larga scala o addirittura per una pandemia globale, una situazione drammatizzata nel film Contagion (2011), che utilizzava documenti OMS per sviluppare la sua trama.

Iscriviti al canale Telegram

Come riportato da Renovatio 21, un virus simil-Nipah era al centro di un’esercitazione pandemica, Dark Winter, nel 2018, che ribattezzava il virus con il nome fittizio «Clade X».

 

«Clade X si è rivelata un’arma biologica ingegnerizzata, che combinava la virulenza del virus Nipah con la facilità di trasmissione della parainfluenza» scriveva un giornalista del New Yorker che aveva preso parte all’esercitazione. Era stato intenzionalmente rilasciato da A Brighter Dawn, un gruppo fittizio modellato sul culto giapponese del giorno del giudizio Aum Shinrikyo, che ha effettuato gli attacchi con gas sarin nella metropolitana di Tokyo, nel 1995».

 

«L’obiettivo dichiarato di A Brighter Dawn era quello di ridurre la popolazione mondiale ai livelli preindustriali. Alla fine della giornata, che rappresentava venti mesi nella simulazione, erano riusciti a uccidere centocinquanta milioni di persone perfettamente rispettabili. “L’America è stata appena spazzata via”» scriva il New Yorker.

 

Dark Winter potrebbe essere stato citato, non si sa se con cognizione di causa, da Biden durante la sua terrifficante campagna elettorale 2020.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

Continua a leggere

Epidemie

Kennedy: RFK Jr.: «la manipolazione psicologica dei pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finita»

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il Segretario alla salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha convocato una tavola rotonda il 15 dicembre per celebrare un importante cambiamento nella politica federale sulla malattia di Lyme, impegnandosi a promuovere iniziative per migliorare la diagnosi, il trattamento e la copertura Medicare. Sottolineando decenni di negligenza, Kennedy ha affermato che l’incontro segna la fine del «gaslighting» [«manipolazione psicologica, ndt] dei pazienti affetti da malattia di Lyme.   La scorsa settimana, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha segnalato un importante cambiamento nella politica federale sulla malattia di Lyme, dopo aver convocato una tavola rotonda di alto livello in cui si è riconosciuto che decenni di manipolazione psicologica nei confronti dei pazienti affetti da questa malattia cronica sono stati fatti.   Il dibattito di due ore, tenutosi il 15 dicembre, ha riunito pazienti, medici, ricercatori e legislatori per due incontri consecutivi. Le discussioni hanno portato a nuovi impegni per migliorare diagnosi, trattamento e copertura assicurativa.   Il primo panel si è concentrato sulle esperienze dei pazienti, sulle diagnosi errate e sulle sfide cliniche quotidiane della malattia di Lyme cronica. Il secondo ha esplorato gli approcci scientifici e tecnologici emergenti, tra cui l’intelligenza artificiale (IA), gli strumenti diagnostici avanzati, le terapie immunitarie e l’analisi integrata dei dati.   Kennedy ha aperto la sessione descrivendo la malattia di Lyme come un problema di salute pubblica trascurato e al tempo stesso profondamente personale. Ha affermato che le zecche sono state una preoccupazione costante durante i decenni in cui ha cresciuto la sua famiglia vicino a Bedford, New York, e ha spiegato come la malattia abbia colpito diversi membri della sua famiglia.   «Ho contratto la malattia di Lyme intorno al 1986, quando era ancora molto, molto difficile persino diagnosticarla», ha detto Kennedy. Uno dei suoi figli ha poi sviluppato la paralisi di Bell e un altro figlio ha sofferto di malattia di Lyme cronica. Ha descritto la condizione come «una malattia invisibile» e ha affermato che le agenzie sanitarie federali hanno ignorato le preoccupazioni dei pazienti per decenni.   «Per molti anni, questa agenzia ha adottato una politica deliberata di rifiuto di interagire con la comunità affetta da Lyme», ha affermato Kennedy. Alcuni funzionari hanno liquidato i sintomi dei pazienti come psicosomatici e li hanno indirizzati a cure psichiatriche. «Non si può immaginare una combinazione peggioreÌ, ha affermato.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Questa malattia ha distrutto delle vite»

La malattia di Lyme è un’infezione batterica che si diffonde attraverso le punture di zecca. I Centers for Disease Control and Prevention stimano che ogni anno vengano diagnosticate e trattate 476.000 persone. I dati federali suggeriscono che nell’ultimo decennio tra i 5 e i 7 milioni di americani siano stati infettati.   Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), gli attuali test basati sugli anticorpi spesso non rilevano le infezioni in fase iniziale e avanzata, ritardando il trattamento. Fino al 20% dei pazienti presenta sintomi persistenti che degenerano in patologie croniche e debilitanti.   I relatori hanno sottolineato ripetutamente che la malattia di Lyme non è una semplice infezione, ma una malattia complessa e multisistemica, spesso complicata da coinfezioni che possono imitare o scatenare altre condizioni, tra cui la sclerosi multiplal’artrite reumatoide e la fibromialgia.   «Conosco moltissime persone la cui vita è stata distrutta da questa malattia, che vanno da un medico all’altro nel tentativo di trovare qualcuno che possa curarle», ha detto Kennedy.   Ha descritto la tavola rotonda come un punto di svolta. «Questa giornata segna una pietra miliare per questa agenzia, in cui riconosciamo che si tratta di una malattia», ha affermato. «Uno dei motivi per cui abbiamo voluto ospitare questo incontro, come ho chiarito, è annunciare al mondo che il gaslighting sui pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finito».

Sostieni Renovatio 21

L’Intelligenza Artificiale, i nuovi test e la copertura Medicare segnalano una rottura con la precedente politica sulla malattia di Lyme

Il secondo panel si è concentrato sull’innovazione, con ricercatori dell’HHS, dei National Institutes of Health e di istituzioni private che hanno illustrato nuovi strumenti diagnostici e approcci basati sui dati per il trattamento della malattia di Lyme.   I relatori hanno evidenziato i test di rilevamento diretto, l’apprendimento automatico per analizzare dati biologici complessi e le terapie progettate per affrontare sia le infezioni che le infiammazioni croniche.   Nel corso della sessione, Kennedy ha annunciato il rinnovo del LymeX Innovation Accelerator, un partenariato pubblico-privato lanciato nel 2020 e sostenuto dalla Steven & Alexandra Cohen Foundation.   Secondo l’HHS, il programma prevede oltre 10 milioni di dollari in finanziamenti per promuovere lo sviluppo di sistemi diagnostici di nuova generazione, con diversi team attualmente impegnati nella convalida clinica e nella revisione normativa.   Secondo l’HHS, il rinnovato impegno si concentrerà sull’innovazione incentrata sul paziente e sugli strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale «che supportano un rilevamento più precoce e accurato in tutte le fasi dell’infezione».   L’HHS ha inoltre inaugurato una pagina web sulla malattia di Lyme e delineato una strategia nazionale che mette in risalto i dati aperti, la ricerca trasparente e il coinvolgimento diretto dei pazienti.   In un importante aggiornamento delle norme, Mehmet Oz, amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services, ha chiarito che Medicare coprirà esplicitamente l’assistenza per la malattia di Lyme cronica secondo le linee guida aggiornate sulla gestione delle cure croniche per condizioni complesse.   «Possiamo coprire la malattia di Lyme cronica. In realtà è già coperta», ha detto Oz. La malattia di Lyme cronica ha fattori scatenanti infettivi chiaramente identificabili, quindi «abbiamo aggiornato il nostro sito web per renderlo più chiaro», ha aggiunto.

Iscriviti al canale Telegram

«Il peso è enorme» per i pazienti e le famiglie

I legislatori hanno accolto con favore il cambiamento. Il deputato repubblicano della Virginia Morgan Griffith, che ha dichiarato di soffrire della sindrome di Alpha-gal, nota anche come allergia alla carne rossa, legata all’esposizione alle zecche, ha definito la discussione un segno di serio impegno federale.   “La tavola rotonda di oggi dimostra che il Segretario Kennedy, il Dott. Oz e i legislatori si sono impegnati fermamente per affrontare la malattia di Lyme e altre malattie trasmesse dalle zecche negli Stati Uniti”, ha affermato Griffith nel comunicato stampa dell’HHS.   Le storie dei pazienti hanno evidenziato il costo umano della malattia di Lyme. Olivia Goodreau ha affermato di aver consultato 51 medici nell’arco di 18 mesi prima di ricevere una diagnosi di Lyme. La diagnosi è stata seguita da anni di test per identificare molteplici coinfezioni.   Samuel Sofie ha descritto le famiglie che prosciugano i propri risparmi alla ricerca di cure efficaci. «Alcuni pazienti passano anni a investire tutti i loro soldi nelle cure, ma non migliorano», ha detto Sofie.   Kennedy ha sottolineato che la malattia di Lyme contribuisce in modo significativo alle malattie croniche in tutto il Paese. «Il peso è enorme. E i costi economici non sono stati quantificati da nessuna parte, ma… ci sono costi collaterali di ogni tipo. Quando le persone non possono lavorare, le famiglie vengono distrutte. E ho visto la pressione che questo esercita sulle famiglie», ha affermato.   Il vicesegretario dell’HHS, Jim O’Neill, ha inquadrato la tavola rotonda come parte di un più ampio sforzo federale per affrontare le malattie croniche attraverso la tecnologia. «Questo evento dimostra che non aspettiamo il nuovo anno per agire», ha affermato.   I sostenitori hanno accolto con favore il cambiamento, ma hanno sottolineato la necessità di darne seguito. Dorothy Kupcha Leland, presidente di LymeDisease.org, ha scritto sul suo blog che la tavola rotonda ha affrontato esigenze di lunga data dei pazienti, tra cui test, trattamenti e copertura assicurativa migliori, ma ha avvertito che un cambiamento significativo richiederà una volontà politica costante, infrastrutture e finanziamenti.   «Non è stato un brutto modo per iniziare una conversazione tanto necessariaÌ, ha scritto. «Ma resta da vedere se ne uscirà qualcosa».   Lo staff di The Defender   © 22 dicembre 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da Twitter
   
Continua a leggere

Epidemie

Fauci torna per dire che i complottisti minacciano la democrazia

Pubblicato

il

Da

Il dottor Anthony Fauci ha affermato che la proliferazione di teorie del complotto sui social media potrebbe accelerare il crollo della democrazia.

 

L’ex plenipotenziario USA per il COVID ha lanciato il suo avvertimento durante un discorso alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre, affermando di essere preoccupato per la «normalizzazione delle falsità».

 

«Questo è diverso dalla normalizzazione delle falsità, delle teorie del complotto e delle cose folli che stanno accadendo ora e che non ho bisogno di spiegare, accendete la televisione o andate sui social media e le vedrete», ha detto Fauci alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre.

 

«Stiamo vivendo tempi molto, molto difficili. Quello che si può fare è, per quanto possibile, contrastare la disinformazione e la disinformazione. Non bisogna accettare la normalizzazione delle falsità come qualcosa di normale», ha dichiarato un frustrato Fauci.

Aiuta Renovatio 21

Fauci ha continuato affermando che una «teoria delela cospirazione» falsa è che siano morte più persone a causa del vaccino che a causa del COVID stesso.

 

«Sapete, i social media continuano a sputare fuori cose assolutamente false, come il fatto che i vaccini contro il COVID abbiano ucciso più persone del COVID stesso. Voglio dire, i dati non significano nulla».

 

L’ex direttore del NIH ha poi affermato che la verità viene sopraffatta dalle ripetute bugie, rendendo difficile per il profano distinguere il vero dal falso, e conclude in modo inquietante che le bugie potrebbero far crollare la democrazia.

 

«E quando la gente dice questo e la cosa viene amplificata sui social media, chi non è come noi e lo fa per vivere, se ne accorge. E quando si normalizzano le falsità, allora nessuno sa cosa… è veramente vero».

 

«E indovinate un po’? Quando si guarda alla storia, quando succede questo, è allora che le democrazie crollano».

 

Come riportato da Renovatio 21, durante i suoi controversi studi sull’AIDS, Fauci sparò fake news altamente lesive come quella per cui la malattia si trasmetteva in famiglia, nonché, secondo il libro di Kennedy The Real Anthony Faucistudi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.

 

Come riportato da Renovatio 21, la comunità all’epoca gay prese ad odiare Fauci come attore negativo dell’emergenza AIDS, al punto da definirlo un nemico pubblico e «idiota incompetente». In particolare, è stata presa di mira la sua scelta di utilizzare un farmaco, l’AZT, accusato di aver causato la morte di tantissimi.

 

Iscriviti al canale Telegram

Fauci – a cui la nuova amministrazione ha tolto immediatamente la scorta – è stato graziato nelle ultime ore dal presidente in uscita Joe Biden con una inusitata «grazia preventiva» per crimini federali che potrebbe aver commesso dal 2014. Il dottore ha accettato la grazia preventiva, dicendo però che non ne aveva bisogno perché non aveva fatto nulla di male.

 

In molti hanno ricordato, tuttavia, che la grazia si applica ai reati federali e non a quelli dei singoli Stati. Vari singoli Stati USA si starebbero muovendo contro Fauci. L’atto di perdono presidenziale di Biden su Fauci è inoltre contestato dallo stesso Trump che considera invalidi gli atti firmati con l’autopenna.

 

Come riportato da Renovatio 21, in molti chiedono l’incarcerazione, magari presso Alcatraz, del dottore.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Più popolari