Nucleare
Gli USA effettuano un’esplosione sotterranea in un sito di test nucleari
Gli Stati Uniti hanno condotto un’esplosione sotterranea in un poligono di test nucleari in Nevada. L’esperimento avvenuto mercoledì presso il sito di sicurezza nazionale del Nevada (NNSS) ha coinvolto “alti esplosivi chimici e traccianti radioattivi», si legge in una dichiarazione della National Nuclear Security Administration (NNSA) del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti.
«Questi esperimenti fanno avanzare i nostri sforzi per sviluppare nuove tecnologie a sostegno degli obiettivi di non proliferazione nucleare degli Stati Uniti», ha affermato Corey Hinderstein, vice amministratore della NNSA per la non proliferazione nucleare della difesa. «Contribuiranno a ridurre le minacce nucleari globali migliorando il rilevamento dei test esplosivi nucleari sotterranei».
Diversi laboratori statunitensi hanno raccolto dati utilizzando vari tipi di sensori, che «aiuteranno a convalidare nuovi modelli predittivi di esplosione e algoritmi di rilevamento», aggiunge il comunicato stampa.
Per coincidenza, riporta RT, l’esperimento statunitense ha avuto luogo poche ore dopo che la Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo, ha approvato un disegno di legge sul ritiro della ratifica del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) del 1996. La mossa ha lo scopo di raggiungere la parità con gli Stati Uniti, che non hanno ratificato l’accordo internazionale.
Mikhail Ulyanov, l’inviato russo presso l’ONU a Vienna, ha ribadito l’impegno di Mosca a mantenere una moratoria non ufficiale sui test una volta finalizzato il ritiro dal CTBT, a meno che non venga forzata la mano.
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«Mai dire mai. I test possono riprendere in determinate circostanze. Credo che un simile sviluppo sarebbe negativo per il mondo moderno e per il mantenimento della stabilità», ha affermato Ulyanov in un’intervista ai media russi. «Abbiamo già abbastanza turbolenze nelle relazioni internazionali e non vorremmo che si aggiungesse un altro fattore potente».
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che se gli Stati Uniti riprenderanno i test nucleari, cosa che ritiene possa fare come parte della modernizzazione del loro arsenale, Mosca seguirà l’esempio.
Nessuna delle due nazioni ha condotto test nucleari dall’inizio degli anni ’90. L’ultimo test di Mosca risale al 1990, prima del crollo dell’URSS.
Il primo test sotterraneo ebbe luogo nel 1951. Ulteriori test portarono presto gli scienziati a concludere che, nonostante le considerazioni ambientali e diplomatiche, i test sotterranei avevano un valore scientifico di gran lunga maggiore rispetto a tutte le altre forme di test. Questa comprensione influenzò fortemente i governi delle prime tre potenze nucleari che firmarono il Trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari (LTBT) nel 1963, che vietava tutti i test nucleari ad eccezione di quelli eseguiti sottoterra.
Da allora fino alla firma del Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari nel 1996, la maggior parte dei test nucleari sono stati eseguiti sottoterra, il che ha impedito che ulteriori ricadute nucleari entrassero nell’atmosfera.
Oltre alle viscere del pianeta, esperimenti atomici durante il primo segmento della Guerra Fredda venivano condotti anche fuori dall’atmosfera.
Il Trattato dello Spazio Esterno (OST) del 1967, siglato da USA e URSS, vieta espressamente ai Paesi di utilizzare «armi nucleari o qualsiasi altro tipo di arma di distruzione di massa».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
Medvedev: siamo a pochi secondi dalla fine del mondo
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Nucleare
Il Parlamento lituano voterà sulla possibilità di autorizzare la presenza di armi nucleari sul territorio
Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha aperto la sessione autunnale. Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’abrogazione del divieto costituzionale di armi nucleari sul territorio lituano e l’approvazione di una Strategia di sicurezza nazionale aggiornata. Lo riporta LRT.
Il presidente del Parlamento, Juozas Olekas, ha detto che per «adottare questo specifico articolo della Costituzione» occorrerà allungare un po’ la sessione autunnale, eventualmente fino al 13 gennaio 2027. A suo avviso, per via di quel vincolo costituzionale la Lituania «spicca come un pugno in un occhio nel contesto della NATO».
Il Seimas dovrà votare l’emendamento costituzionale due volte, a tre mesi di distanza. Serve una maggioranza qualificata: 94 deputati su 141.
L’agenzia di Stato russa TASS scrive che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva già avvertito che la disponibilità degli Stati baltici, Lituania inclusa, a ospitare armi nucleari non renderebbe la regione più sicura. Al contrario, ha detto Peskov, una scelta del genere spingerebbe la Russia a prendere contromisure per tutelare la propria sicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, parlamentari lituani avevano avanzato un emendamento alla Costituzione per eliminare il divieto nazionale di ospitare armi nucleari due mesi fa.
Il presidente Gitanas Nauseda aveva sottolineato che la Lituania è ormai praticamente l’unico membro della NATO a mantenere un veto autoimposto sull’ospitare armi nucleari, citando la vicina Finlandia, anch’essa membro della NATO e dell’UE, che ha recentemente revocato il proprio divieto sulle armi nucleari, consentendone ora l’importazione, la produzione, lo stoccaggio e il dispiegamento sul proprio territorio.
«Sarebbe davvero un peccato se diventassimo l’anello debole o una zona grigia all’interno della NATO», aveva affermato il Nausėda.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev aveva detto che se Svezia e Finlandia avessero aderito alla NATO, la Russia non avrebbe più aderito allo status non nucleare della regione del Baltico. Le dichiarazioni furono poi ridimensionata dal portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Tuttavia un avvertimento era stato lanciato anche dal viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko.
«È chiaro che il nostro confine con la Finlandia è lungo 1.300 km. Ciò significherà un cambiamento radicale nella situazione militare e politica ed è comprensibile che saremo costretti ad adottare misure di sicurezza e difesa che riterremo necessarie», aveva detto il Grushko all’agenzia TASS.
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Immagine di Saeima via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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