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Gli Stati Uniti delineano l’unica missione del Dipartimento della Guerra
La missione esclusiva del Dipartimento della Guerra, recentemente ribattezzato, è combattere e vincere i conflitti, perseguendo la «pace attraverso la forza», ha dichiarato lunedì il Segretario Pete Hegseth in un discorso rivolto ai vertici militari.
Il discorso è stato tenuto durante una riunione straordinaria e affollata convocata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con la partecipazione di alti ufficiali da tutto il mondo.
Parlando alla base dei Marines di Quantico, in Virginia, Hegseth ha sottolineato che d’ora in poi l’unica missione del dipartimento sarà «combattere la guerra, prepararsi alla guerra e vincere», chiarendo che gli Stati Uniti non cercano conflitti ma si basano sul principio della «pace attraverso la forza».
«Se i nostri nemici decidessero follemente di sfidarci, saranno annientati dalla violenza, precisione e ferocia del Dipartimento della Guerra», ha dichiarato Hegseth davanti a generali e ammiragli.
Hegseth ha affermato che «l’era del Dipartimento della Difesa è finita», sostenendo che la pace può essere garantita solo da chi è pronto a dichiarare guerra per difenderla. Ha definito il pacifismo «ingenuo e pericoloso», accusandolo di ignorare la natura umana e la storia. Ha aggiunto che le nazioni devono proteggere il proprio popolo e la propria sovranità, altrimenti diventano subordinate ad altre, definendo ciò «una verità antica come il tempo».
Ha avvertito che qualsiasi avversario che osasse sfidare la potenza militare statunitense scoprirebbe, usando le sue parole, il significato di «FAFO», acronimo molto diffuso in rete in questi anni che sta a significare «fuck around and find out», più o meno traducibile, devolgarizzando, come «rompi e poi vedi».
L’evento segue l’ordine esecutivo di Trump che ha ripristinato il nome storico di Dipartimento della Guerra, sebbene la denominazione legale resti invariata senza l’approvazione del Congresso.
L’incontro si inserisce nel contesto della revisione della leadership e delle politiche del Pentagono da parte di Hegseth, che include standard più rigidi per la forma fisica e critiche alle iniziative di diversità, equità e inclusione. Da quando è in carica, ha rimosso oltre una dozzina di alti ufficiali, sostenendo che «più generali e ammiragli non garantiscono maggiori successi».
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Trump vorrebbe Putin al G20 di Miami
Il presidente degli Stati Uniti Donaldo Trump ha dichiarato che gli farebbe piacere vedere il suo omologo russo Vladimir Putin al vertice del G20 a Miami, pur avendo espresso dubbi sulla sua effettiva partecipazione.
Il Washington Post ha riportato giovedì che la Casa Bianca intende invitare Putin al vertice del G20 di dicembre, mentre un alto funzionario dell’amministrazione ha affermato che la Russia sarebbe benvenuta sia alle riunioni ministeriali che al vertice dei leader.
Il viceministro degli Esteri russo Aleksandr Pankin ha dichiarato che la Russia è già stata invitata a partecipare «al più alto livello», ma è troppo presto per dire chi parteciperà. Anche il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha affermato che Mosca deciderà chi rappresenterà la Russia in prossimità della data dell’evento.
Trump ha dichiarato di non essere ancora a conoscenza di alcun invito ufficiale, ma ha aggiunto che «se venisse, sarebbe probabilmente molto utile».
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«Sono dell’opinione che si debba parlare con tutti. Non sono uno di quelli che dice ‘Oh, non parliamogli’», ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca giovedì. «Se sei una persona intelligente, se hai il controllo delle tue emozioni… io sono uno che crede nel dialogo».
«Non so se verrà. A dire il vero, dubito che verrà», ha aggiunto il Trump.
Il vertice è in programma per il 14 e 15 dicembre a Miami, con Trump che lo ospiterà presso il suo resort di golf di Doral. Putin non partecipa di persona a un vertice del G20 dal 2019, inizialmente a causa della pandemia e successivamente in seguito alle ripercussioni dell’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.
Trump ha inoltre ribadito che l’esclusione della Russia da quello che un tempo era il G8 nel 2014 è stata «una cosa stupida da fare». Secondo lui, i leader del G7 ora trascorrono comunque gran parte del loro tempo a discutere della Russia, e ha suggerito che il conflitto con Kiev non si sarebbe forse intensificato come è successo se Mosca fosse rimasta nel formato.
Mosca, tuttavia, ha scarso interesse per la vecchia logica del G8 che Trump continua a invocare. Peskov ha precedentemente affermato che il G8 «ha perso la sua rilevanza» per la Russia, mentre il G7 appare «desolante» e «inefficace» rispetto al G20. Ha anche sostenuto che il G7 non riflette più il reale equilibrio dell’economia globale, mentre il G20 include i principali centri di crescita e «riflette meglio le locomotive economiche del mondo».
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