Animali
Gigantesco insetto da incubo scoperto in Australia
Un ricercatore di un’università australiana ha scoperto una nuova specie di gigantesco insetto stecco in una remota foresta pluviale nel Queensland, in Australia.
Il professor Angus Emmott ha identificato la nuova specie di Acrophylla alta sulle frasche degli alberi della regione montuosa tropicale umida nel Nord-Est del Paese.
L’Emmott ha affermato che il suo coautore dello studio, Ross Coupland, aveva ricevuto la foto di un insetto stecco e «ha subito pensato che potesse trattarsi di qualcosa di nuovo».
Dopo molte notti di ricerche, l’Emmott e e il Coupland trovarono una grossa femmina tra Millaa Millaa e il Monte Hypipamee. L’insetto era così in alto che il duo ha dovuto usare un lungo bastone per farlo scendere.
A new species of stick insect, suspected to be the heavies insect in Australia, has been discovered in high altitudes of the Atherton Tablelands, North Queensland. 🔎🌿🍃🪰
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📸 Professor Angus Emmott @jcu pic.twitter.com/ruzrbUO871— James Cook Uni (@jcu) July 30, 2025
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Non appena il Coupland ha visto la femmina da vicino, è stato certo che si trattasse di una nuova specie di insetto stecco. La coppia la ha portata nella casa di Emmott, sull’altopiano di Atherton, per ulteriori studi, tenendola in una gabbia, la nutrivano e poi ne raccoglievano le uova.
Lo Emmott ha affermato di credere che la specie non fosse stata scoperta prima perché il suo habitat era troppo difficile da raggiungere.
Gli insetti sono lunghi circa 40 cm. Questo esemplare pesa 44 g, ovvero «poco meno di una pallina da golf», ha affermato la James Cook University in una nota.
Il passo successivo per identificare meglio la specie è trovare un maschio, cosa che si sta rivelando difficile, e non solo perché sono sottili come stecchi. I maschi degli insetti stecco tendono a essere significativamente più piccoli e visivamente distinti dalle femmine, tanto che in altri casi le coppie sono state descritte non solo come specie diverse, ma come appartenenti a un genere completamente diverso.
Il gargantuesco invertebrato potrebbe essere il più pesante insetto mai trovato dall’uomo. Uno studio sottoposto a revisione paritaria che documenta la scoperta, pubblicato sulla rivista Zootaxa, ha osservato che l’insetto stecco era probabilmente più pesante dello scarafaggio gigante scavatore, endemico del Queensland e attualmente l’insetto più pesante in Australia.
La mostruosità della immane creatura ha portato vari a commentare, oltre che riguardo all’orrore dell’insetto, alla intrinseca pericolosità biologica dell’Australia, dove dal coccodrillo di mare in giù mostri di ogni sorta solcano terre e acque antipodiche.
Secondo stime fino al 70% delle specie di insetti australiane non siano ancora state descritte.
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Immagine screenshot da Twitter
Animali
Orca di Gibilterra vista con possibili ferite da armi da fuoco: e ora cosa succederà?
Il giornale Guardian, che è britannico come varie vittime dell’infame banda orcina, riporta che «venerdì, il ministero dell’ambiente spagnolo ha dichiarato che Toñi, il membro vivente più anziano del branco, era stata avvistata mentre nuotava nello Stretto di Gibilterra con segni sulla pinna dorsale “compatibili con colpi di fucile ad aria compressa”». Capito, la belva ha un nome carino, anzi cariñoso, Toñi. Tipo: l’orca assassina Antonietta. A dire la verità, per inciso, qualche anno fa Renovatio 21, che tiene conto del fenomeno e in generale non vuole dimenticare le cose, aveva già veduto immagini di un marinaio che apre il fuoco su di un’orca che gli stava affondando la barca. Che volete farci: Renovatio 21, a differenza dei giornali, non è fatta per indurre il lettore all’oblio, ma per ricordare tutto quanto può essere necessario a comprendere il mondo moderno.El Gobierno investiga si la orca Toñi ha sido tiroteada en su aleta con perdigones en el Estrecho de Gibraltar https://t.co/aO6qyBsMaf pic.twitter.com/H1mMaKP6Vw
— 20minutos.es (@20m) August 14, 2026
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Nah lmao orcas are dope. Dolphins can get it tho https://t.co/il5h7ule9I https://t.co/3eRKq4Jpsn
— ronny 🇧🇮 (@notronnyrick) June 20, 2023
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Animali
Ippopotamo attacca proditariamente imbarcazione
Un ippopotamo maschio fortemente territoriale ha rincorso una barca di turisti nel Delta dell’Okavango, in Botswana, scatenando il panico a bordo prima che la guida riuscisse a seminare l’animale accelerando al massimo. L’episodio è diventato virale in tutto il mondo grazie al video ravvicinato ripreso da una turista.
Il gruppo di visitatori stava navigando lungo un canale d’acqua quando la guida ha avvistato il grosso ippopotamo solitario. Per non disturbarlo, l’imbarcazione ha inizialmente rallentato, ma la guida ha notato subito segnali di forte aggressività e ha ordinato ai passeggeri di reggersi forte.
L’ippopotamo è scattato in avanti balzando ripetutamente fuori dall’acqua a pochissimi metri dai turisti, ma il conducente ha spinto i motori al massimo, sfruttando la velocità della barca per distanziare l’animale prima che potesse colpire o ribaltare il mezzo.
L’incredibile filmato dell’inseguimento è stato registrato dalla turista Oznur Bell, che si trovava a bordo insieme ai suoi tre figli e a un’amica. La donna ha descritto l’accaduto ai media internazionali come uno dei momenti più terrifying della sua vita, sottolineando l’incredibile picco di adrenalina generato dalla velocità dell’animale. Fortunatamente la vicenda si è conclusa senza alcun ferito.
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Nonostante siano erbivori, gli ippopotami sono considerati tra gli animali più letali e imprevedibili dell’Africa. Proteggono strenuamente il proprio spazio acquatico e vedono le imbarcazioni come minacce dirette al proprio harem o territorio. Non nuotano nel senso classico del termine, ma si muovono con estrema rapidità spingendosi con forza sul fondale del fiume, riuscendo a raggiungere velocità sorprendenti.
A dispetto del loro aspetto bonario, vendutoci da decenni di film, TV e réclame di pannolini, l’ippopotamo è una bestia particolarmente aggressiva e distruttiva, e costituisce, dopo la zanzara della malaria, la bestia che ogni anno provoca più morti in Africa.
Nonostante la mole che può superare le 2 tonnellate, a terra possono correre a velocità di circa 30 km/h, superando un uomo in uno scatto breve. Possiedono una forza di morso spaventosa e denti canini inferiori che possono raggiungere i 50 centimetri di lunghezza, capaci di spezzare una piccola imbarcazione o causare traumi fatali immediati.
La maggior parte degli attacchi avviene all’alba o al tramonto, quando gli ippopotami escono dall’acqua per nutrirsi sulla terraferma.
Ogni anno gli ippopotami causano un numero stimato di circa 500 morti, sebbene alcune fonti storiche o locali parlino di stime più ampie fino a 3.000 decessi. Il violento erbivoro supera nettamente leoni, elefanti e bufali, giocandosela solo col coccodrillo nilotico.
Il lettore di Renovatio 21 sa che gli orrendi pachidermi attaccano spesso le barche e gli esseri umani a bordo. Nel maggio 2023 un bambino di un anno è annegato e 23 persone risultano disperse dopo che un ippopotamo ha ribaltato una barca sul fiume più grande del Malawi, lo Shire.
Come riportato da Renovatio 21, nello ste un ippopotamo appartenuto al narcotrafficante Pablo Escobar è stato ucciso in un incidente autostradale il Colombia.
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Animali
Le orche sadiche fanno esplodere i pesci luna per gioco: la stampa filo-cetacei in cortocircuito
A pure nature moment: orcas hunting a large sunfish (mola mola). pic.twitter.com/Erpx5DX6xW
— Curio 𝑿 (@curious_X_) July 21, 2026
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