Gli «scienziati» ci stanno davvero dicendo che mischiare i vaccini è una cosa fantastica

 

Lo chiamano «vax-mix-and-match», e ci pare di ricordare che fino a poche settimana fa fosse una possibilità vista con orrore. Tuttavia abbiamo sottovalutato la capacità degli «esperti» di contraddirsi e proseguendo con la faccia tosta durante questo biennio di meraviglia.

 

Gli «scienziati» stanno davvero cominciando a dire che mischiare i vaccini è un’ottima idea, nonostante ammettano che gli effetti collaterali potrebbero aumentare – tanto di quelli, come sapete tutti, non è responsabile nessuno, forse solo il paziente che si è fatto siringare fidandosi della scienzah, della classe medica, della politica e della TV.

Succede che ci guadagnano sempre di più le farmaceutiche, che non devono più nemmeno farsi concorrenza. A guadagnarci non è solo una Big Pharma, ma tutto il cartello

La prestigiossissima rivista Nature ha presentato quindi uno studio su 673 persone condotto dall’Istituto Sanitario Carlos III di Madrid dimostra che i partecipanti che hanno ricevuto una singola iniezione di AstraZeneca (un vaccino a vettore virale) con una seconda iniezione di Pfizer (un vaccino a mRNA).

 

Secondo lo studio, la strategia mix-and-match «ha potenziato notevolmente le risposte anticorpali», secondo l’immunologo della McMaster University Zhou Xing, che ha concluso: «Questa è una notizia meravigliosa».

 

Un attimo, fermi tutti: che il cocktail vaccinale fosse una figata lo abbiamo sempre saputo. Un immunologo con cui la prestigiosa Nature ha parlato – il mescolamento e l’abbinamento dei vaccini è «del tutto prevedibile dall’immunologia di base», e abbiamo quindi la consapevolezza che possiamo farlo in sicurezza, con risultati eccellenti

 

Succede che la politica ha un’altra favoletta per far correre il popolo a criceto nella ruota della pandemia

«Questa è, ovviamente, un’ottima notizia – scrive festante il sito transumanista Futurism – ma come ogni grande rivelazione, arriva anche con la sua giusta quota di nuove domande. Cosa succede ai tassi di efficacia se abbiamo bisogno di un terzo colpo “booster“?».

 

La risposta cerchiamo di darla noi nel nostro piccolo: succede che ci guadagnano sempre di più le farmaceutiche, che non devono più nemmeno farsi concorrenza – cosa che di fatto non si fanno spesso. Anzi, puntualizziamo: a guadagnarci non è solo una Big Pharma, ma tutto il cartello.

 

Risposta 2: succede che la politica ha un’altra favoletta per far correre il popolo a criceto nella ruota della pandemia. Ancora uno sforzo per tornare liberi, su, ancora una dose.

 

Succede che medici e dittatori tecnico-scientifici fanno un passo avanti nell’idea, oramai in realtà assimilata da tutti, che ci si farà il vaccino anti-COVID una o due volte l’anno, come il cambio gomme

Risposta 3: succede che medici e dittatori tecnico-scientifici fanno un passo avanti nell’idea, oramai in realtà assimilata da tutti, che ci si farà il vaccino anti-COVID una o due volte l’anno, come il cambio gomme.

 

Ma chiaramente non siamo medici, siamo solo vili complottisti della domenica, a cui, tuttavia, queste cose non divertono più.

 

Ad un certo punto, cari scienziati, viene da pensare non solo siate scemi, ma manchiate anche di rispetto.