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Militaria

Gli eserciti di Germania e USA hanno problemi con il reclutamento

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L’esercito tedesco non ce la farà a crescere fino alle dimensioni pianificate dal governo tedesco. Lo riporta Der Spiegel.

 

L’attuale sistema di volontariato non lo consente, ha detto al settimanale tedesco un portavoce della Bundeswehr. Inoltre, l’esercito sta perdendo reclute. Quest’anno il numero delle assunzioni è sceso del 7%, confermando il trend dello scorso anno.

 

Un rapporto citato da Der Spiegel afferma che le difficoltà nel reclutamento stanno compromettendo la qualità richiesta per il personale dell’Esercito.

 

Quindi, l’obiettivo di 203.000 dipendenti fissato entro il 2031 non sarà raggiunto. Secondo Der Spiegel, le ragioni del calo delle assunzioni sono demografiche oltre che legate alla situazione del mercato del lavoro. La testata non pare considerare una correlazione con la guerra in Ucraina.

 

L’incapacità delle forze armate statunitensi di soddisfare i numeri di reclutamento, e anche la sua esperienza nell’avere problemi con i soldati in servizio attivo, riflettono il peggioramento del crollo sociale nella Nazione, inclusa la demoralizzazione dalla politica globale della NATO di guerre perpetue.

 

Secondo i resoconti dei media, l’esercito ha mancato di 15.000 il suo obiettivo di reclutamento nel 2022, e quest’anno è sulla buona strada per essere 20.000 in meno rispetto al suo obiettivo di reclutamento. La Marina, l’Aeronautica e il Corpo dei Marines stanno avendo problemi simili, sebbene i loro numeri di servizio siano inferiori.

 

Solo la nuova Space Force sta raggiungendo i suoi obiettivi di reclutamento, perché richiede solo poche centinaia di reclute all’anno e porta con sé la promessa di un’eccitazione spaziale.

 

L’esercito ha mancato il suo obiettivo di reclutamento del 25% lo scorso anno, ha già portato a una riduzione delle dimensioni in servizio attivo dell’esercito americano da 476.000 nel 2022 a 466.000 quest’anno. Ciò fa parte del contesto in cui il presidente Biden ha autorizzato l’uso di un massimo di 3.000 riserve statunitensi in più, per l’invio in Europa.

 

L’eufemismo per i piani del Pentagono per ridurre ancora di più i numeri in servizio attivo è «dimensionare correttamente» i militari, in modo da non evitare l’espressione «ridimensionamento».

 

Le restrizioni vengono allentate per accettare nuove reclute, che in precedenza non si sarebbero qualificate a causa dell’uso di droghe, tatuaggi e determinate condizioni di salute mentale.

 

Gli standard di reclutamento sono stati allentati per l’uso passato di marijuana e ora ci sono proposte per porre fine alla squalifica per l’uso attuale di marijuana, dato che l’uso di marijuana è legale in 21 stati, oltre a Washington, D.C. I tatuaggi su volti e braccia, che in precedenza squalificavano le reclute, sono ora consentiti.

 

L’esercito USA nel 2022 ha avviato un programma per formare potenziali reclute che probabilmente non si sarebbero qualificate, chiamato «Corso preparatorio per futuri soldati». Si concentra sulla forma fisica e sui requisiti accademici.

 

Come riportato da Renovatio 21, anche la Gran Bretagna sta sperimentando problemi di reclutamento, al punto che è stato suggerito di far entrare nelle forze armate di sua maestà anche le persone che soffrono di autismo.

 

L’anno scorso Germania ha cambiato la Grundgesetz, la Costituzione tedesca, per potere allocare più danaro alle forze armate. La Germania, la cui volontà di rimilitarizzazione è evidente e pure tollerata dalle potenze che tramite la NATO volevano controllarla, investirà in munizione 22 miliardi entro il 2031. La presenza militare tedesca in Lituania è già aumentata.

 

Sul tema dell’attrazione di nuove reclute, anche la Marina USA ha avuto idee eccezionali: abbiamo visto realizzarsi pochi mesi fa un programma che utilizza influencer transessuali per il reclutamento.

 

 

 

 

 

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

 

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Militaria

Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football

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L’Aeronautica Militare ha reso noto il nome del militare morto durante un’esibizione con corda andata male in occasione di una partita di football americano.

 

Un operatore delle forze speciali dell’Aeronautica ha perso la vita precipitando da circa 52 metri sabato scorso, durante una dimostrazione di discesa con corda in una partita di football universitario: dopo aver perso il controllo è caduto in caduta libera dalle travi dello stadio e si è schiantato sul terreno di gioco.

 

Il video del tragico incidente sta circolando in rete.

 

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L’Aeronautica ha identificato la vittima nel sergente tecnico Ian Patterson. Veterano con quindici anni di servizio, Patterson aveva ricevuto la Air and Space Commendation Medal con tre foglie di quercia, oltre alla Army Commendation Medal, alla Air and Space Achievement Medal e alla Army Achievement Medal. Nel 2022 era stato inoltre designato Istruttore dell’anno delle Forze Speciali dell’Aeronautica.

 

«Gli americani, giustamente sconvolti da questa notizia, farebbero bene a ricordare che le guerre globaliste in Medio Oriente hanno provocato la morte di migliaia di altri uomini valorosi come Patterson» ha commentato l’editorialista Tucker Carlson, in polemica totale con l’amministrazione Trump e la guerra iraniana. «Quelle perdite raramente diventano fenomeni virali sui social, ma restano altrettanto concrete. E senza alcuna ragione che vada a vantaggio del nostro Paese».

 

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Cina

I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore

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La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.   Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.   Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.   Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.

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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.   I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.   Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.   Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.  

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Militaria

Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.

 

Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.

 

Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».

 

Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.

 

«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.

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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».

 

«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.

 

L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.

 

Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.

 

Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.

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