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Giovane convertita esorta papa Leone a non andare all’inferno

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Una giovane donna di nome Laura, convertitasi dal buddismo al cattolicesimo nel 2018, ha pubblicato un video in cui implora Papa Leone XVI di essere fedele al suo ruolo di rappresentante di Cristo sulla Terra e lo esorta a smettere di essere «confuso e astratto».

 

«Quando ho saputo che il mondo avrebbe ricevuto un nuovo Papa, ero molto curiosa e speravo molto di vedere cosa sarebbe successo», ha esordito.

 

«Sarò onesta per amore», ha affermato nella prefazione alle sue critiche al romano pontefice

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«Non è nella legge di Dio che ordiniamo le donne diaconesse o prete», ha affermato, e ha incoraggiato il Santo Padre a giudicare i prelati e i sacerdoti che sostengono tali pratiche come «falsi pastori, lupi travestiti da pecore, che conducono le anime all’inferno».

 

«Non puoi ignorarlo», ha detto. «Non puoi essere passivo quando si tratta di peccato».

 

A settembre, Papa Leone XIV ha nominato una curatrice che avrebbe organizzato mostre con fotografie omoerotiche e sadomaso nuova presidente della Pontificia Accademia di Belle Arti.

 

«Hai visto le sue opere d’arte?» chiede Laura a Pop Leo. L’arte che lei sostiene raffigura «cose ​​molto perverse e inappropriate… un uomo che urina su un altro uomo. È un abominio». Laura ha affermato che non avrebbe dovuto essere incaricata di esporre opere d’arte sacra perché non rappresenta ciò in cui crede la Chiesa.

 

Ad agosto, papa Leone ha incontrato suor Lucia Caram, una suora domenicana argentina che vive in Spagna e che è nota per le sue posizioni apertamente eretiche, pro-LGBT e pro-aborto.

 

«Crede nelle relazioni omosessuali, nell’aborto e nella contraccezione», ha osservato Laura. «Ha messo in dubbio la verginità della nostra Santa Madre» e la «nascita verginale». «E dice di non credere all’inferno», spiega Laura. «Che tipo di cattolico non crede all’inferno?»

 

«Santo Padre, non possiamo permettere a queste persone di diffondere ciò che non è vero», ha aggiunto. «Non so di cosa abbiate parlato con lei, ma spero che le abbiate detto di pentirsi dei suoi peccati, altrimenti sareste stati complici di tutto questo».

 

«L’agenda LGBTQ è un abominio per la nostra santa Chiesa e deve essere sradicata», ha dichiarato. «Dobbiamo rimuovere ciò che è peccaminoso nella nostra Chiesa».

 

A luglio, il vescovo ausiliare di San Diego, Ramón Bejarano, ha celebrato la messa annuale «All are Welcome» LGBT Pride della chiesa di San Giovanni Evangelista e ha permesso a «Nicole» Murray-Ramirez, un’attivista «drag queen» LGBT e da tempo commissaria della città di San Diego, di parlare durante la messa.

 

«Questi vescovi, questi sacerdoti sono ordinati per trasformare il pane ordinario in nostro Signore Gesù Cristo», eppure questi chierici distribuiscono l’Eucaristia a coloro che sono coinvolti in peccati mortali impenitenti.

 

All’inizio di questo mese, il corrispondente dichiaratamente omosessuale della ABC News, Gio Benitez, ha attribuito al gesuita attivista LGBT padre James Martin il merito di averlo riportato nella Chiesa cattolica «esattamente come sono». Il suo compagno, Tommy DiDario, che lui chiamava suo «marito», gli ha fatto da padrino durante una messa di cresima.

 

«Sono “sposati”. Non si può ricevere l’Eucaristia in stato di peccato mortale. Calpestano il Signore. Lo profanano» dice, avvertendo avvertito il Santo Padre che «se non scomunichi padre James Martin», egli non sarà riuscito a salvare le anime e avrà permesso al peccato di rovinare delle vite.

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Laura ha poi parlato del sostegno del papa all’agenda globale sui cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico non sarà «a detrimento dell’umanità», ha affermato. «Sarà il peccato».

 

Laura ha anche fatto presente al papa che le sue preoccupazioni sull’immigrazione sono mal indirizzate. Ha raccontato di come i suoi genitori abbiano lasciato il Vietnam comunista e siano arrivati ​​negli Stati Uniti, assimilandosi pienamente alla cultura americana.

 

«Ignorerete le famiglie in cui i loro cari sono stati assassinati, violentati, torturati, rapiti, drogati, tutto perché sono persone che non sono disposte ad assimilarsi, che non sono disposte a integrarsi nel Paese, che sono selvagge, che non hanno Dio nei loro cuori?» chiedo.

 

La giovane convertita ha sfidato il Papa a riflettere sulle famiglie distrutte dai migranti ostili. «Non sono forse povere? Non soffrono? Non sono sole?»

 

«Se dobbiamo usare l’empatia come arma, preferirei indirizzarla verso una vera tragedia», ha affermato.

 

«Parlate di sinodalità , ma non fate nulla per unirci davvero», dichiara Laura. «Smettetela di confondervi. Smettetela di essere astratti», disse. «Questa è falsa compassione».

 

«Non insistete per nessun programma politico», implora. «Eliminate coloro che cercano di portare le anime all’inferno».

 

Riguardo all’inferno, Laura arriva a chiedersi cosa potrebbe succedere a Leone qualora continuasse così. Una volta di fronte al creatore, non avendo salvato tutte quelle anime che doveva salvare, pur avendo dovuto farlo, non potrebbe andare all’inferno? Laura, che dice di pregare per Leone, non se lo augura, come non lo fa per «nessuno del clero».

 

Laura conclude il suo discorso a papa Leone prendendo posizione sulla dichiarazione mal riuscita del Vaticano di questo mese, che ha definito il titolo mariano di «Corredentrice» sia inappropriato che teologicamente «inutile».

 

«La Beata Vergine Maria ci esorta sempre a salvarci, perché meritiamo l’ira di Dio, ma è lei che ci protegge da essa», ha affermato. «Anche ora, lei protegge te, Santo Padre, dall’ira di Dio».

 

«Non sminuite la nostra fede per chi non ne è interessato. Questo non li avvicinerà a Cristo», ha spiegato. Al contrario, simili discorsi serviranno solo a far sì che i fedeli cattolici «dubitino ancora di più della Madre di Dio».

 

«Forse non era tua intenzione, ma chiunque stia sostenendo questo, fai attenzione», ammonì. «Non fidarti degli uomini, fidati di Dio».

 

La ragazza sottolinea che papa Giovanni Paolo II è un santo. «Anche tu sei chiamato a essere santo». «Se confidi in Dio, puoi fare grandi cose», ha detto. «Fai cose più grandi. Fai cose sante, nel nome di Dio».

 

«Non pensate come gli uomini. Non pensate come questo mondo», scongiura la giovane cattolica. «Prego che comprendiate la volontà del Figlio (di Dio). Spero che “il vostro cuore sia infiammato per infiammare il mondo con l’amore di Dio”».

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Mons. Viganò: ecco la perversione della chiesa sinodale

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Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò scritto su X. Sua Eccellenza torna sulla questione della gerarchia corrotta e sul caso di Don Milani, che monsignore aveva già trattato in precedenza. Sulla figura di Don Milani, che scriveva di avere pulsioni indicibili, Renovatio 21 ha scritto molto in tutti questi anni in cui, invece che essere svelata ed accusata dalla chiesa e dalla società, è stata, forse neanche tanto misteriosamente, sempre più celebrata ed osannata. Le opinioni degli scritti pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   La chiesa sinodale si riconosce dai «santi» che si sceglie.   Nel fine settimana appena trascorso, tra Tonadico, Primiero, Rovereto e Trento, la gerarchia post-bergogliana ha celebrato con solennità il trentesimo anniversario della morte del cardinale Joseph Bernardin, esaltandolo – per voce del suo successore a Chicago, Blase Cupich, e attraverso gli organi ufficiali della Santa Sede – come «esempio attuale per la Chiesa e il mondo».   Non è un episodio isolato: è la prosecuzione, in mille maniere, dell’esaltazione sistematica di quei figuri del postconcilio i quali, pervertiti nell’intelletto e corrotti nella volontà e nei costumi, hanno contribuito a demolire la Fede e la morale cattolica. Bernardin fu l’architetto della cosiddetta «etica coerente della vita», quella tunica inconsutile che equipara l’aborto ad altre questioni sociali, fornendo per decenni copertura ai politici sedicenti cattolici che votavano la morte dei nascituri.   Bernardin fu intimo di Theodore McCarrick, che alla sua morte lo definì «sacerdote buono e santo» e «caro amico», fu tra i primi a essere avvertito delle lettere che preannunciavano lo scandalo di McCarrick e ne condivise l’ambiente. A queste amicizie si aggiungono le accuse di aggressione sessuale mosse da James Grein, vittima dello stesso McCarrick, relative a un episodio del 1977 sul lago di Ginevra, nonché le testimonianze e i documenti interni che lo indicano coinvolto in pratiche sataniste, con rito di profanazione dell’Eucarestia e abusi rituali.   Tutto questo viene omesso o taciuto mentre si propone Bernardin come modello.   La stessa logica presiede alla canonizzazione informale di altri personaggi non meno turpi. Si pensi a don Lorenzo Milani, elevato a icona della pedagogia progressista e della disobbedienza selettiva. Le sue lettere – quelle che un certo linguaggio «franco e crudo» non riesce a riscattare – contengono espressioni di una indecente volgarità e di una ambiguità che rivelano la corruzione della volontà e dei costumi: frasi in cui l’«amore» per i ragazzi viene declinato con riferimenti espliciti, mascherate da paradosso o da iperbole.   Questo è il sintomo di un intelletto pervertito che la chiesa conciliare e sinodale ha preferito elevare a maestro piuttosto che condannare.   La chiesa conciliare e sinodale si riconosce precisamente da questi «santi» che si sceglie: non i martiri e i confessori della Fede, ma i promotori dell’errore, i complici delle reti di abuso, i maestri di una pedagogia che dissolve l’autorità e la purezza. Invece di condannare l’iniquità, la celebra e la istituzionalizza.   Quando l’autorità visibile eleva a modello chi ha operato contro il Depositum fidei e contro la legge naturale, essa cessa di trattenere il mistero dell’iniquità e ne diventa il principale veicolo.   Non ratifichiamo questa operazione dell’errore. Rimaniamo saldi nella Tradizione che i veri Santi hanno custodito, e che i falsi santi hanno tradito.   + Carlo Maria Viganò Arcivescovo   Renovatio 21 offre questa lettera di monsignor Viganò per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Immagine: don Lorenzo Milani ritratto da Olivero Toscani, L’Espresso, 1963. Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
 
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La suora nominata da Leone XIV ribadisce che le donne «potrebbero sentire la chiamata al sacerdozio»

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Suor Mary Teresa Barron, NSA, che papa Leone XIV ha recentemente nominato segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha nuovamente suggerito che le donne potrebbero essere chiamate ad essere «ordinate» come sacerdoti, contraddicendo l’insegnamento cattolico. Lo riporta LifeSite.

 

La suora, attualmente superiora generale delle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, durante un’intervista rilasciata a EWTN News il 20 ottobre, ha ribadito le precedenti affermazioni errate fatte durante un’assemblea del Sinodo sulla Sinodalità del 2024, secondo cui le donne «possono sentire la chiamata al sacerdozio». Suor Barron ha anche falsamente affermato che alcune sante avrebbero sentito questa «chiamata» al sacerdozio.

 

«Chi sono io per dire se la porta è aperta o chiusa (alle “donne sacerdotesse”)?» ha detto la suora a EWTN News. «Oggi le donne possono sentire la chiamata al sacerdozio. Anche alcune delle grandi sante hanno sentito quella chiamata. Quindi, per me, la domanda è: come possiamo noi, all’interno della Chiesa, facilitare questo discernimento?»

 

«Cosa facciamo come Chiesa per accompagnare questo discernimento e capire se, sì, è questa la chiamata dello Spirito a tutta la Chiesa in questo momento?», ha aggiunto. Poi, «nel discernimento, alla fine c’è sempre una scelta. O sì o no».

Nella sua lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis del 1994, papa Giovanni Paolo II ha ribadito il perenne insegnamento della Chiesa secondo cui è impossibile per le donne ricevere validamente il sacramento dell’Ordine sacro: «Pertanto, affinché ogni dubbio sia dissipato riguardo a una questione di grande importanza, che riguarda la costituzione divina stessa della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermazione dei fratelli (cfr. Lc 22,32) dichiaro che la Chiesa non ha alcuna autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne e che questo giudizio deve essere definitivamente accettato da tutti i fedeli della Chiesa».

 

Durante un’assemblea del Sinodo sulla Sinodalità del 2024 nella Città del Vaticano, suor Barron ha affermato che non dovremmo considerare la questione dell’ordinazione delle donne in termini di possibilità di ordinazione «da un punto di vista teologico o canonico».

 

«Credo che dobbiamo affrontare la questione soprattutto dal punto di vista dello Spirito. “Lo Spirito sta chiamando le donne?” Perché alcune donne sentono una chiamata al sacerdozio o al diaconato», ha affermato, secondo quanto riportato da EWTN News.

 

«Credo che uno degli appelli di questo sinodo sia quello di condividere le possibilità che si aprono alle donne per quanto riguarda la governance e i ruoli di leadership all’interno della Chiesa, e ci sono molte buone pratiche in tutto il mondo», ha dichiarato a un giornalista all’epoca. «Ma noi cattolici siamo molto ignari delle possibilità che esistono».

 

La suora assumerà il suo nuovo incarico di segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione il 4 gennaio 2027. In questo ruolo, la Barron sarà presidente delle Pontificie Opere Missionarie.

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Hong Kong, confermata in appello la condanna del cardinale Zen

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Il 3 settembre 2026, la Corte d’appello di Hong Kong ha respinto il ricorso presentato dal cardinale Joseph Zen, 94 anni, dall’avvocato ed ex deputata Margaret Ng, dall’ex parlamentare Cyd Ho, dal professor Hui Po-keung e dalla cantante e attivista Denise Ho, in qualità di amministratori del Fondo 612 per il soccorso umanitario. Margaret Ng ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte suprema di Hong Kong.   Creato nel giugno 2019, il Fondo di soccorso umanitario 612 offriva un sostegno finanziario ai manifestanti arrestati o feriti durante un movimento di protesta contro il progetto di legge sulla possibilità di estradare detenuti da Hong Kong verso la Cina. Iniziate nel giugno 2019, le manifestazioni si sono trasformate in un più ampio movimento pro-democrazia.   Nel maggio 2022, il cardinale Zen e gli altri quattro imputati erano stati arrestati per alcune ore per «collusione con forze straniere», reato previsto dalla Legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a Hong Kong nel 2020. L’eco immediata e internazionale della notizia aveva spinto le autorità di Hong Kong a rilasciarli rapidamente e ad abbandonare questa accusa. Ma i cinque imputati erano stati processati nel novembre 2022 davanti al tribunale di West Kowloon per non aver registrato il fondo come associazione ai sensi dell’Ordinanza sulle società, la legge che disciplina le organizzazioni e le associazioni della città. Ciascuno era stato condannato a una multa di circa 4.000 dollari di Hong Kong (meno di 500 euro). L’Ordinanza sulle società stabilisce che una società deve essere registrata, o deve chiedere un’esenzione, entro un mese dalla sua creazione. Il procedimento contro i fiduciari del Fondo 612 rappresenta la prima incriminazione per questo tipo di infrazione a Hong Kong. Dopo la condanna in primo grado, il cardinale Zen e gli altri quattro imputati avevano presentato appello, contestando l’errata connotazione della natura giuridica del Fondo.   In virtù della stessa Legge sulla sicurezza nazionale, anche il magnate dei media Jimmy Lai, tra le voci più critiche nei confronti della Cina a Hong Kong, è stato condannato il 9 febbraio 2026 a 20 anni di carcere. L’attivista cattolico di cittadinanza britannica, di 78 anni, si trova in prigione dal 18 dicembre 2020, tenuto in isolamento. Entrando nell’aula per la lettura della sentenza, ha rivolto un sorriso e un saluto alla moglie Teresa e, accanto a lei, al vescovo emerito di Hong Kong, il cardinale Joseph Zen.   Interrogato da AsiaNews, padre Franco Mella, delle Missioni estere italiane, ha sottolineato lo scarso sostegno pubblico offerto da Roma a Jimmy Lai e non ha nascosto la propria perplessità.   In effetti, il Vaticano non si è espresso su questo verdetto quanto mai ingiusto e severo, ma «la gente di Hong Kong è con lui», ha sottolineato padre Mella. – Oltre al magnate cattolico e cittadino britannico, altri otto imputati sono stati condannati, tra cui sei ex dirigenti di Apple Daily.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

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Immagine di Jindřich Nosek (NoJin) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine modificata
 
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