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Spirito

Esenzione religiosa dal vaccino, una lettera di profezie dalla Chiesa Ortodossa

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Renovatio 21 traduce e pubblica questa lettera di padre John Grigaitis del Partriarcato della Chiesa ortodossa russa in Canada.

 

 

 

26 ottobre (8 novembre) 2021
Il santo e pio Re Alfredo il Grande

 

Storicamente, la Chiesa Ortodossa non ha mai obiettato ai vaccini che sono stati sviluppati e prodotti in modo etico. Un vaccino per il vaiolo pure ha giocato un ruolo importate per padre Giovanni Popov, il futuro Sant’Innocenzo dell’Alaska, per guadagnarsi la fiducia della popolazione Tlingit della costa nordorientale del Pacifico.

 

Nondimeno, alcuni santi recenti e santi padri, seppur non ancora ufficialmente canonizzati, hanno avvertito i fedeli Ortodossi di non ricevere un futuro vaccino che sarebbe stato obbligatorio, né alcunché correlato con esso. Una citazione di padre Giustino Pârvu della Romania (1919-2013), pubblicata nel 2009, riassume ciò: «Pertanto, non ricevete questo vaccino né alcunché i nuovi poteri politici vi propongano oggi».

 

La persecuzione attuale «sarà ancor più clandestina. I persecutori, per non essere visti come crudeli e malvagi all’opinione del mondo, e per non produrre così simpatia verso le loro vittime, uccideranno “coi guanti bianchi”, come si suol dire» Metropolita Agostino Kantiotis di Florina (1907-2010)

Come l’Apostolo Giovanni ricevette una rivelazione riguardo gli eventi futuri che sono accaduti, stanno accadendo e accadranno, i santi padri della Chiesa Ortodossa continuano a ricevere simili rivelazioni. I dettagli di queste rivelazioni diventano più precisi man mano che ci avviciniamo al loro compimento.

 

A differenza delle persecuzioni precedenti, il metropolita Agostino Kantiotis di Florina (1907-2010) ci ha detto che la persecuzione attuale «sarà ancor più clandestina. I persecutori, per non essere visti come crudeli e malvagi all’opinione del mondo, e per non produrre così simpatia verso le loro vittime, uccideranno “coi guanti bianchi”, come si suol dire».

 

Il linguaggio ambiguo del governo e le false informazioni dei mezzi d’informazione, che contraddicono ciò che è pubblicamente verificabile sui siti stessi del governo, chiaramente compiono le parole del Metropolita.

 

Sotto le spoglie di un’emergenza sanitaria, il governo sta distruggendo la società, incoraggiando i suicidi, impedendo i trattamenti medici necessari, somministrando cure errate e dannose, e costringendo la popolazione a ricevere i vaccini più pericolosi mai resi disponibile al pubblico, tutti per un virus che è stato statisticamente meno fatale dell’influenza comune

Sotto le spoglie di un’emergenza sanitaria, il governo sta distruggendo la società, incoraggiando i suicidi, impedendo i trattamenti medici necessari, somministrando cure errate e dannose, e costringendo la popolazione a ricevere i vaccini più pericolosi mai resi disponibile al pubblico, tutti per un virus che è stato statisticamente meno fatale dell’influenza comune.

 

Padre Sabba Achilleos di Atene (1930-2016) ha parlato ripetutamente circa la situazione presente, con molti dettagli, nel 2007. Egli disse che questo virus sarebbe stato creato in  laboratorio, cosa che è stata confermata dai risultati di ricerche genetiche.

 

Quattordici anni fa, padre Sabba inoltre ha accuratamente descritto i presenti obblighi vaccinali: «Il mondo sentirà la necessità di ricevere l’iniezione anti-influenzale, ma questo vaccino conterrà una terribile malattia, e non conterrà nulla di ciò che protegge la popolazione dal contrarre il virus. È altamente raccomandato di non procedere ad alcuna vaccinazione».

 

Le parole di san Paisio del Monte Athos (1924-1994) riguardanti la corrente situazione si trovano nel secondo volume (Risveglio Spirituale) dell’opera in cinque volumi dei Consigli Spirituali di San Paisio del Monte Athos.

 

«Il mondo sentirà la necessità di ricevere l’iniezione anti-influenzale, ma questo vaccino conterrà una terribile malattia, e non conterrà nulla di ciò che protegge la popolazione dal contrarre il virus. È altamente raccomandato di non procedere ad alcuna vaccinazione» Padre Sabba Achilleos di Atene (1930-2016)

Profetizzando i tempi presenti, queste sue parole sono state pubblicate per la prima volta nel 1999:

 

«E ora un vaccino è stato sviluppato per combattere una nuova malattia, che sarà obbligatorio, e quelli che lo accetteranno saranno marchiati… Il mio pensiero mi suggerisce che questo è il sistema con cui l’Anticristo ha scelto di impossessarsi del mondo intero, e le persone che non sono parte di questo sistema non potranno trovare lavoro eccetera, siano essi bianchi, neri o rossi; in altre parole, governerà tutti con un sistema economico che controlla l’economia globale, e solo coloro che hanno accettato il sigillo, il marchio del numero 666, potranno partecipare agli affari».

 

Pare che una contro-argomentazione sia stata preparata contro l’esenzione religiosa sulla base dell’uso di linee cellulari fetali ottenute da aborto procurato. Sta ora venendo ammesso che molti altri prodotti sono stati contaminati dall’aborto procurato in questo modo. Se questi altri prodotti sono stati usati da persone con obiezioni morali all’aborto procurato, l’argomentazione suggerisce che nessuna obiezione possa ora essere fatta a questi vaccini perché queste persone hanno già usato questi prodotti.

 

Questa è una tattica molto antica. Si trova nella Bibbia e nelle vite dei santi. I Cristiani che avevano mangiato senza averne coscienza la carne che era stata sacrificata agli idoli non erano colpevoli di aver mangiato questa carne contaminata, perché non sapevano che questa era stata contaminata. Similmente, il previo utilizzo di prodotti contaminati dall’aborto procurato non comporta alcuna colpa, se la contaminazione di questi prodotti era stata precedentemente celata a quanti li consumavano.

«E ora un vaccino è stato sviluppato per combattere una nuova malattia, che sarà obbligatorio, e quelli che lo accetteranno saranno marchiati… Il mio pensiero mi suggerisce che questo è il sistema con cui l’Anticristo ha scelto di impossessarsi del mondo intero» San Paisio del Monte Athos (1924-1994)

Ora che queste informazioni sono state rivelate, gli Ortodossi saranno obbligati a cessare l’utilizzo di questi prodotti contaminati dall’aborto procurato.

 

Nondimeno, alcuni dei prodotti elencati sollevano delle domande. Prodotti come l’Aspirina e il Tums sono stati sviluppati assai prima che queste linee cellulari fossero disponibili, o anche solo legali. Se sono state veramente contaminati dall’aborto procurato, come e perché questo è stato fatto?

 

Al di là del fatto che sia avvenuta una successiva contaminazione di vecchi prodotti, l’ammissione inaspettata che tutti questi prodotti sono stati presumibilmente contaminati rivela le malvagie intenzioni dietro questi obblighi vaccinali.

 

Oltre ad attribuire questi vaccini all’Anticristo, padre Sabba Achilleos diceva: «l’Anticristo verrà sulla cattedra della medicina. Egli prenderà la medicina sotto il suo potere, e la trasformerà in avvelenamento. Quanti prenderanno queste medicine saranno avvelenati, e probabilmente moriranno».

 

«Le persone che non sono parte di questo sistema non potranno trovare lavoro eccetera, siano essi bianchi, neri o rossi; in altre parole, governerà tutti con un sistema economico che controlla l’economia globale, e solo coloro che hanno accettato il sigillo, il marchio del numero 666, potranno partecipare agli affari» San Paisio del Monte Athos (1924-1994)

Durante recenti incontri tra santi uomini e demoni, questi ultimi hanno rivelato che l’uso di linee cellulari fetali da aborto procurato è funzionale all’ingresso dei demoni in coloro che hanno ricevuto questi vaccini.

 

Dato che la moderna scienza non ha mai spiegato perché molti prodotti farmaceutici funzionino, semplicemente affermando che funzionano, forse funzionano perché contaminati dall’aborto procurato?

 

Questo è il modo in cui l’Anticristo trasformerà in veleni le medicine?

 

È questo il motivo per cui vecchi prodotti che non avevano connessioni con l’aborto procurato sono stati contaminati, come presunto nelle risposte alle richieste per esenzioni religiose basate su obiezioni morali all’aborto procurato?

«L’Anticristo verrà sulla cattedra della medicina. Egli prenderà la medicina sotto il suo potere, e la trasformerà in avvelenamento. Quanti prenderanno queste medicine saranno avvelenati, e probabilmente moriranno» Padre Sabba Achilleos

 

Chiunque voglia pentirsi di aver cooperato a questo male con tutto ciò, o anche di aver ricevuto questi cattivi vaccini, può ancora farlo. Tale pentimento, tuttavia, potrebbe non eliminare le conseguenze temporali dei vaccini. La carità cristiana, naturalmente, sarà disposta a consolare e confortare i sofferenti.

 

Se le esenzioni religiose sono accettate, come richiesto dalla legge [canadese, ndt], queste dovrebbero essere non solo per questi vaccini, ma per tutto ciò che è associato con essi, incluse le mascherine e le varie restrizioni.

 

Coloro che fanno richiesta di questa esenzione sono membri della Chiesa Ortodossa, catecumeni e postulanti. Chiunque abbia letto questa lettera è da considerarsi almeno un postulante informale e, pertanto, ne farebbe richiesta.

 

Questa è la fede degli Apostoli, questa è la fede dei Padri, questa è la fede degli Ortodossi, questa è la fede che ha retto il mondo intero.

 

Con affetto in Cristo,

 

 

Reverendo diacono Giovanni Grigaitis
chierico delle  Parrocchie patriarcali della Chiesa Ortodossa Russa in Canada

 

 

Traduzione di Nicolò Ghigi

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Immagine screenshot da Newtube

Spirito

Monaca benedettina si consacra a Dio

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«Ecco! Ciò che desideravo, ora ce l’ho! Ciò che speravo, ora lo vedo!»

 

Indovinate, cari lettori, chi mi è apparso per dirmi questo? Un nuovo milionario che ha vinto alla lotteria? Un escursionista affamato davanti a una buona raclette in un rifugio di montagna? Un’anima beata in paradiso? Un’anima appena liberata dal purgatorio?

 

No. Si tratta piuttosto di una suora benedettina svizzera che si è appena consacrata definitivamente a Dio pronunciando la professione perpetua l’11 luglio.

 

Questa giovane donna, che dall’età di vent’anni viveva in un monastero di clausura molto rigida, coperta dalla testa ai piedi da un ampio abito nero in ogni stagione, trascorrendo gran parte delle sue giornate in preghiera. Questa giovane donna, dico, aveva appena promesso davanti a Dio e a una quindicina di persone riunite per l’occasione di rimanere per sempre nel suo chiostro, di sottomettersi a una stretta obbedienza e di lavorare risolutamente per Cristo.

 

Ebbene, dopo tutto ciò, ho sentito con le mie orecchie suor Annuntiata Wuilloud cantare con la sua collega americana, suor Joan Hughes: «Ecco! Ciò che ho desiderato, già lo possiedo! Ciò che ho sperato, già lo vedo!» (Pontificale Romano).

 

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È possibile trovare sulla Terra qualcosa di più sublime?

 

Una giovane donna rinuncia a quasi ogni libertà, al matrimonio e alla famiglia, al guadagno, alle vacanze, ecc. E con la sua voce limpida, con un volto sereno e leggermente sorridente, celebra in un canto la felicità suprema che vi trova.

 

Questa è follia per il nostro mondo, e per una parte di noi stessi, ammettiamolo: è un monito efficace, un esempio vivente e un invito pressante a rileggere e rivivere le parole di Nostro Signore: «Chi lascerà case, fratelli, sorelle, padre, madre, figli o campi per amor mio, riceverà cento volte tanto e erediterà la vita eterna» (Mt 19,29).

 

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Queste suore ci ricordano che il paradiso esiste; sembrano già vederlo. Ci ricordano che questa terra e i suoi beni sono effimeri. Se ne distaccano con un sorriso. E senza dire una parola, ci invitano a imitarle, ciascuno secondo le circostanze della propria vita e nella ricerca della vera felicità che solo Cristo può donarci.

 

Cari lettori, viviamo in un mondo che ci predica che la libertà è la capacità di fare tutto ciò che vogliamo in qualsiasi momento, di poter seguire ogni attrazione e desiderio senza divieti né restrizioni.

 

Le nostre suore benedettine hanno osato il contrario: si sono liberate dalla tirannia delle tentazioni e dei desideri, e hanno sacrificato a Cristo ciò che il mondo aveva da offrire loro. E poi, davanti ai nostri occhi stupiti e commossi, al culmine della loro volontaria dedizione, queste donne hanno rivelato chi sono veramente e cosa le rende così affascinanti: «Io sono la sposa di Colui che gli angeli servono e la cui bellezza è ammirata dal sole e dalla luna». Queste donne sono spose!

 

Sia benedetto il Signore per questa scena di rara magnificenza, e ci conceda di seguire, al nostro lento passo, la processione di queste vergini che portano le loro lampade ardenti, affinché anche noi un giorno possiamo entrare nella sala dell’eterno banchetto dello Sposo.

 

Don Marc-Antoine Moulin

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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 Immagine da FSSPX.News

 

 

 

 

 

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Arte

Patti Smith avrebbe dato in adozione sua figlia con la promessa che non fosse cresciuta cattolica. Ora è accolta dal papa

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Ecco servite le immagini che tutti giornali, giornaloni, giornaletti si aspettano: Patti Smith in Vaticano, va a trovare il papa, che sarebbe puro suo concittadino chicagoano. Sono quelle notizie per le quali dovremmo provare stupore, curiosità, forse – pensano i padroni del discorso – perfino gioia.   È, crediamo, quello che spera il gesuita Antonio Spadaro, già sostenitore di pellicole che esaltano l’apostasia invece del martirio (il terrificente Silenzio di Martino Scorsese) ed autore di pensieri come «Gesù appare come fosse accecato dal nazionalismo e dal rigorismo teologico», che a dir il vero credevamo per qualche ragione messo da parte dallo stesso Bergoglio che lo aveva dapprima innalzato (lo ha fatto con tanti).  

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«Quando quella porta si è aperta è successo qualcosa… una scintilla non priva di “siparietti”, ma anche un senso di profonda commozione e di una missione in questo mondo difficile. Due americani, due di Chicago, due figure altissime che sono voci di speranza per un mondo diviso: la “sacerdotessa” del rock Patti Smith come viene chiamata, e il Santo Padre papa Leone. Una lunga udienza che è stata come una conversazione tra due persone che si scoprono vecchi amici e condividono ricordi fatti di parole e musica, di sogni, visioni e speranze di ieri e di oggi».   Il post del gesuita, tra il melenso e il pretenzioso (con qualche immancabile segno inquietante, come l’uso della parola «sacerdotessa») rappresenta, con probabilità, il più grande spreco neuronale della settimana. Ma va così.   Lo Spadaro, un tempo definito lo «spin doctor» del papa precedente, continua spindoctorare con immagini e didascalie zuccherose sino all’insulino-resistenza.   Per chi, come il lettore di Renovatio 21, intuisce che vi sono – sempre – dinamiche profonde in gioco, potrebbe scattare un senso di fastidio. Ancora di più se poi ci si ricorda di alcune cose – ma sappiamo che i giornali sono fatti, appunto, non per rammentare, ma per dimenticare.   Ad esempio, dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta della prima volta che la «madrina del punk» (la chiamano così: ma a noi sembra che la sua musica sopravvalutata e scadente nulla abbia a che fare col genere) si reca in Vaticano. Con evidenza i suoi sponsores vaticani continuano a riscaldare la ministra. Forse perché le sue canzonette ebeti sono legate alla loro vita di religiosi mezzi ribelli, preti un po’ pentiti e sicuramente rovinati dalle chitarre del Concilio Vaticano II.   Noi in effetti la ricordiamo in piazza San Pietro a stringere la mano di papa Francesco fresco di elezione. L’americana, ci era rimasto impresso, aveva questa espressione caprina… Eccola invitata a suonare al concerto di Natale in Vaticano nel 2014. Un altro invito a suonare nella città-Stato nel 2021.   Nel frattempo, l’incompatibilità dell’anziana rocker con la morale cattolica era stata reiterata: nel 2018 aveva dichiarato alla stampa che «salvare la vita delle giovani donne è più importante di qualsiasi ideologia». Sapete cosa significa: la trita convinzione, profusa a piene mani da radicali e dai loro omologhi dagli anni Settanta (e che mai hanno sentito il bisogno di aggiornare), secondo cui l’aborto legale, che uccide i bambini non ancora nati, «salvi la vita» delle madri impedendo loro di morire praticando figlicidi autonomamente.

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Non solo, nel 2022, l’ugola vegliarda definì «terribile» l’annullamento della sentenza Roe v. Wade (cioè la fine dell’aborto concepito come diritto federale americano) da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, affermando che le aveva spezzato il cuore.   Ma che importa. Oggi i monsignori pattismittisti impenitenti ci ricicciano la vecchia perfino al padiglione della Biennale di Venezia, quella attaccata dall’Europa per la presenza del Padiglione russo, che sta lì dal 1914. Capiamoci: il Vaticano, il Paese che può rivendicare il più grande ruolo nella Storia dell’Arte, con capolavori seminati nei secoli ovunque, alla Biennale Internazionale dell’Arte mostra… Patti Smith. È, sì, davvero disperante.   Vanno spese due parole sulle interazioni tra la Smith e il cattolicesimo, perché ce ne sono state, e sono spesso problematiche, quando non spaventose.   Innanzitutto, la Smith non è, come forse pensano i più, una lapsa. Non è una delle usuali ragazze cresciute nell’America cattolica che ad una certa perdono la strada, divenendo attrici, pornostar, cantanti o altre pizie della società della dissoluzione. La famiglia della Smith è… testimone di Geova.   L’attrazione per concetti cattolici apparrebbe, quindi, in qualche modo indotta da preferenze estetiche. Scrivono che si sarebbe interessata della storia dei Santi, in particolare a San Francesco, concepito come santo ambientalista – eccerto. La vedete, anche nella foto sopra, con un bel Tau francescano al collo.   Tuttavia in queste ore è un altro il riferimento, a dire il vero inquietante, che qualche giornale ha riconosciuto. La Smith avrebbe salutato Leone dicendo «hi, hi», «ciao, ciao». Si tratta di un’espressionr che aveva usato nell’oscura canzone che dava il titolo ad uno dei suoi album più noti, Wave. «Hi, hi» era l’apertura di un dialogo immaginato tra la cantante e Giovanni Paolo I, Albino Luciani, il cui papato era durato pochissimo, quanto la registrazione del disco, e che era morto quando il pezzo, angosciante, fu inciso.   Insomma, la Smith parla al papa vivo come quando parlava al papa morto.  

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Riferimenti li possiamo trovare anche altrove, come nella canzone Dancing Barefoot, qualcuno definita come un «incantesimo». La canzone dice di essere dedicata alle donne, in particolare all’amante di Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne (1898-1922), che si suicidò all’ottavo mese di gravidanza appena due giorni dopo la scomparsa di Modigliani.   Ebbene la canzone termina con un pezzo recitativo, le cui ultime parole sono «blessed among women», «benedetta fra le donne». Lasciamo al lettore interrogarsi su tale riferimento mariano calato in questo contesto raccapricciante.     In realtà, l’ambiente da cui proviene la Smith è molto più raccapricciante di così. In molti dimenticano che la sua carriera era partita assieme a quella del suo compagno, il fotografo Robert Mapplethorpe (1946-1989), con cui, dice, ha condiviso anni di amore e povertà a Nuova York alla fine dei Sessanta.   Mapplethorpe era cresciuto in una famiglia cattolica all’interno di una parrocchia neoeboracena. Divenuto artista dapprima vendendo bigiotteria a tema religioso, era inserito, con la sua girlfriend, in quel milieu culturale dove spopolava la «Factory» di Andy Warhol. Si racconta che lui e la Smith si considerassero «muse» l’uno dell’altra.

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Più avanti, come fotografo, vi fu la svolta. I suoi scatti lo rendono, ancora oggi, famosissimo, ma a guardarli ci si chiede cosa c’entri Patti con lui, visto che si tratta di foto che non è nemmeno possibile definire «omoerotiche»: sono foto di pornografia omosessuale anche violentissima (al punto, in un episodio famoso, che la polizia britannica chiese lo strappo di alcune pagine di un suo libro in una biblioteca), immagini invero rivoltanti che, scrivono antisetticamente le storie dell’arte e pure l’enciclopedia online, «documentano ed esaminano la sottocultura BDSM gay maschile di New York City tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta».   Per chi non lo sapesse, il BDSM sta per «bondage, discipline, dominance and submission, sadomasochism», ossia la sottocultura organizzata attorno alla perversione del sadomasochismo. In pratica, il moroso della Smith – che non disdegnava di autofotografarsi con i cornetti, talvolta pure con corna di capro o simili – contribuì più di chiunque altro allo sdoganamento, con la scusa dell’arte, della parafilia più indegna e violenta, oggi bellamente accettata dalla società e interamente visibile nei gay pride: prima che per le strade della vostra città, omosessuali al guinzaglio erano finiti nelle mostre e nei cataloghi di Mapplethorpe.   Il quale non è che si limitasse a fare foto. Nel suo libro di memorie Taking Woodstock (poi divenuto pellicola per la regia di Ang Lee), lo scrittore gay Elliot Tiber racconta di un incontro in cui Robert Mapplethorpe lo prelevò in una sauna di Nuova York e lo portò in un loft per un rapporto sessuale sadomasochista sotto una bandiera nazista con la svastica. L’estetica hitlerista, lo sappiamo, eccita non poco alcuni omosessuali, specie quelli con certe pulsioni di degrado e dissoluzione.   La vulgata vuole che, una volta che Mapplethorpe capì il suo orientamento, il rapporto amoroso con la Smith cessò, tramutandosi in una amicizia durata sino alla sua morte nel 1989, causata, non un dettaglio scioccante, dall’AIDS. Nella sua autobiografia Just Kids, la Smith sostiene che inizialmente nutriva l’idea romantica di poterlo salvare dalla sua attrazione per gli uomini, e di essere stato emotivamente sopraffatta quando lui le rivelò la sua omosessualità e si unì alla comunità gay. Non si capisce allora, ma questi siamo noi, come possa aver continuato l’amicizia, anche quando, vista la sua arte, era chiaro quale strada terrificante il ragazzo stesse imboccando.   Tuttavia, è un altro il dettaglio che può colpire, e non siamo in grado di giudicarne la veridicità, perché comparso in una biografia non autorizzata apparsa a fine anni Novanta. In Patti Smith: An Unauthorized Biography l’autore Victor Bockris scrive della prima figlia avuta a vent’anni in Pennsylvania dalla cantante, poco prima di trasferirsi a Nuova York e conoscere Mapplethorpe.   Secondo il libro, «nonostante le dichiarazioni successive di Patti secondo cui avrebbe avuto un parto cesareo (e una grande cicatrice a provarlo), ha detto ad almeno un’amica intima che ha avuto una nascita vaginale regolare. Indipendemente dal metodo di parto, Patti ha aderito al suo piano di dare in adozione la bambina, con il solo caveat che non dovesse essere cresciuta cattolica».   Fermo restando che siamo, sinceramente, grati a Patti di non aver ucciso la sua primogenita, non possiamo non restare sconvolti da questa informazione, che ripetiamo non sappiamo verificare, la vediamo solo riportata in questa biografia non autorizzata. Perché l’esclusione del cattolicesimo? È molto controintuitivo: la Smit, ripetiamo, non era una ragazza fuggita dall’ambiente cattolico, era una Testimone di Geova… E in un altro caso famoso, quello dell’adozione di Steve Jobs, i giovani genitori biologici, si ricorda, avevano chiesto il contrario – che i genitori adottivi del futuro inventore di Apple fossero cattolici, desiderio che fu poi disatteso.   Non sappiamo dire di più di questa strana storia, se non rimanere affranti davanti a questa ennesima iniezione di Patti Smith nel cuore della cristianità.   Non c’è chiarezza. Non appare nessun pentimento rispetto a nulla, eppure il romano pontefice è lì a stringerle la mano, sorriderle, concederle tempo: cioè a rilanciare, presso i fedeli cattolici, il messaggio artistico ed esistenziale di Patti Smith.   Non siamo distanti, notiamo, da altri casi, alcuni dei quali allignano persino nel governo, di signore che hanno fatto cose indicibili negli anni Settanta e poi sono state cooptate dalle strutture ecclesiastiche e cattopolitiche senza che vi sia stata una minima storia di conversione.   E quindi, il quadretto è chiaro: dentro le Patti Smith, fuori i cattolici, fuori la FSSPX, con terrorismo nelle diocesi e nelle parrocchie, dove la scorsa settimana sono state fatte, in varie parti d’Italia, omelie che annunziavano la scomunica per cui i fedeli che frequentano la Fraternità – cioè, per coloro che, più che ascoltare Patti Smith, desiderano di restare cattolici.   Siamo all’inversione assoluta, con punte di parodia e di satanismo piuttosto evidenti.   Questa è Roma oggi. Questo è ciò contro cui combatteremo fino a che non sarà riportato l’ordine di Nostro Signore.   Roberto Dal Bosco  

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Epidemie

Mons. Viganò: Vaticano complice di Fauci

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha rilasciato su X un suo commento sul caso del dottor Anthony Fauci, plenipotenziario statunitense delle restrizioni COVID durante l’anno pandemico. Il Fauci ha avuto influenza non solo nel contesto americano ma in quello mondiale.

 

Il prelato lombardo ricorda, in particolare, quanto concretamente il Vaticano abbia agito all’unisono con i dittatori della psicopandemia, onorando e fiancheggiando il Fauci.

 

«Il 6 maggio 2021, mentre il mondo intero era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede ospitava – sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura – una Conferenza intitolata “Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure”» ricorda Viganò. «Ad aprire i lavori non era un teologo, non un pastore, non un difensore della legge naturale. Era Anthony Fauci. Accanto a lui Deepak Chopra, Chelsea Clinton… e, nel programma, i vertici di Pfizer e Moderna».


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«La stessa Santa Sede che avrebbe dovuto alzare la voce contro la menzogna, contro la sperimentazione di massa, contro la sospensione dei diritti fondamentali, collaborò attivamente con gli architetti di quella che è stata – e resta – una delle più grandi operazioni di controllo sociale e di frode sanitaria della storia contemporanea: un vero e proprio crimine contro l’umanità» continua Sua Eccellenza.

 

«Non possono dire che non sapevano. Non possono dire che non erano stati avvertiti. io stesso denunciai sin dal maggio del 2020 la frode pandemica e per ben due volte scrissi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, per mettere in guardia contro l’adesione acritica a una narrativa pseudo-scientifica che contraddiceva non solo la prudenza, ma i principi non negoziabili della morale cattolica. Fui ignorato e ostracizzato. Come lo furono tanti altri».

 

«L’evento del maggio 2021 non è stata una “semplice conferenza”. È stata una manifestazione pubblica di complicità. La Santa Sede non si è limitata a tacere: ha offerto la propria autorità morale e la propria immagine a coloro che, in nome della “salute”, hanno imposto limitazioni delle libertà fondamentali, discriminazioni, ricatti e soprattutto sieri sperimentali che hanno procurato la morte a milioni di persone: una vera e propria ecatombe ancora in atto per i danni causati da quei sieri» tuona l’arcivescovo.

 

«Bergoglio – che passerà alla storia come responsabile dello sterminio pianificato di milioni di persone – se n’è andato al suo destino, ma molti dei suoi più stretti collaboratori sono ancora al loro posto. Prevost ha assecondato la narrazione della farsa-pandemica promuovendo mascherine, distanziamento sociale e vaccinazioni di massa. Se oggi Leone continuasse a sostenere la narrazione mainstream, proprio quando la frode sanitaria è ormai ufficialmente riconosciuta, non farebbe che confermare la continuità con Bergoglio anche in questo».

 

«Chi tace di fronte al crimine, o peggio lo legittima con il proprio consenso, se ne rende corresponsabile. Che questo non sia dimenticato. Che resti scritto» conclude il già nunzio apostolico negli USA.

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Va detto come sin da subito monsignor Viganò ha veduto in Fauci il chiaro esecutore del folle piano di sottomissione mondialista chiamato «pandemia COVID».

 

Lo scorso settembre, difendendo l’avvocato tedesco imprigionato, il monsignore scriveva che «non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in prigione, ma coloro che hanno commesso il più grande crimine contro l’umanità: Anthony Fauci, Bill Gates, Klaus Schwab, George Soros, Ursula von der Leyen, Albert Bourla, e tutti i loro complici ed emissari, soprattutto quelli che ricoprono cariche istituzionali»

 

Nell’aprile 2021, denunziando la conferenza, Viganò scrisse «del famigerato Anthony Fauci, i cui scandalosi conflitti di interesse non hanno impedito che si impadronisse della gestione della pandemia negli Stati Uniti», concludendo che «la Santa Sede si è fatta serva del Nuovo Ordine Mondiale, del globalismo massonico, della religione del vaccino».

 

Come riportato da Renovatio 21, vi è stato un rapporto diretto tra il Vaticano e la Big Pharma del siero mRNA, realizzato in incontri multipli, fino ad un certo punto segreti, tra il papa e il CEO del colosso. Il papato bergogliano impose draconianamente a tutti i residenti in Vaticano la dose di vaccino genico sperimentale, minacciando (e ottenendo) l’espulsione di coloro che vi si opponevano.

 

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