Necrocultura
Denudarsi in chiesa e pisciare sull’altare non è reato ma libertà di espressione: Corte Europea sul caso Femen
Non è possibile punire chi va in chiesa per denudarsi ed orinare sull’altare: lo stabilisce la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
In una scioccante sentenza che ci ricorda in che epoca di abisso dobbiamo sopravvivere, la CEDU ha stabilito che il gesto sacrilego di una attivista delle famigerate FEMEN non è incitamento all’odio, bensì una forma della libertà di espressione.
Chi magari ha dovuto portare in tribunale un social media californiano sta prendendo nota: si può essere bannati per un proprio commento sulla pandemia, ma non per un rude spogliarello in un luogo sacro con minzione dissacratoria inclusa.
Il caso riguardava una precedente sentenza emanata da un tribunale nazionale francese, che aveva condannato l’attivista femminista facente parte del gruppo FEMEN che, entrata in una chiesa, aveva mimato l’aborto di Nostra Signora, procedendo poi a pisciare sull’altare nel mentre si spogliava, mostrando sulla schiena l’originalissima scritta «il papa non è un politico».
✌????✊???? ????Après 9 ans de procédure, la CEDH vient de condamner la France pour m’avoir jugée coupable d’exhibition sexuelle (pour une action féministe pro-IVG à l’Église de la Madeleine en 2013) et avoir violé ma liberté d’expression (1/3) pic.twitter.com/iGjVeloa5B
— Éloïse Bouton (@EloiseBouton) October 13, 2022
I fatti risalirebbero al 2013. Si trattava della chiesa della Madeleine a Parigi, il cui parroco aveva sporto denuncia. Il giudice francese condannò la femena Eloise Bouton a un mese di carcere con la sospensione della pena, che sarebbe poi stata confermata in altri due gradi di giudizio.
La CEDU ha ricordato che «una pena detentiva inflitta nell’ambito di un dibattito politico o di interesse generale è compatibile con la libertà di espressione garantita dall’articolo 10 della Convenzione solo in circostanze eccezionali, ad esempio, la diffusione di un discorso di odio o di incitamento alla violenza».
«In questo caso, l’azione della ricorrente a cui non è stato rimproverato alcun comportamento offensivo o odioso, aveva l’unico scopo di contribuire al dibattito pubblico sui diritti delle donne».
La Corte Europea ha quindi tirato le orecchie alle toghe francesi, osservando che si sono «limitate a esaminare la questione della nudità del suo petto in un luogo di culto, senza prendere in considerazione il significato dato alla sua performance o le spiegazioni fornite sul significato dato alla loro nudità dalle attiviste dei Femen». La CEDU ha quindi disposto il risarcimento alla femen da parte dello Stato per aver violato la sua libertà di espressione.
Spogliarsi in chiesa, offendendo la Santa Vergine e urinando su un oggetto sacro, è insomma un diritto umano – se lo si fa con significato – cioè se lo si fa per il femminismo e per il feticidio.
La Corte pare aver stabilito che la profanazione di luoghi sacri e l’offesa del sentimento religioso, oltre che agli atti osceni in luogo pubblico, si possano fare a condizione non incitino all’odio e alla violenza: peccato che per i cristiani l’aborto stesso è la massima violenza possibile (quella sull’Immagine di Dio che si riflette nel bambino, innocente, indifeso, affidato alla pace del grembo materno), e quindi qualche credente potrebbe dire che la sceneggiata blasfema ed escrementizia della femena gli appare proprio come un incitamento alla violenza.
Tuttavia, è noto che, per il pensiero hitleriano che fa da sistema operativo al mondo moderno, i non-nati non sono persone, quindi possono essere terminati a piacimento. Il lettore di Renovatio 21 sa che questo è ciò che si chiama Cultura della Morte, e che combatterla è il compito che devono darsi gli uomini del XXI secolo al fine di salvare l’umanità dalla catastrofe.
Abbiamo così la Necrocultura come diritto umano, sancito dall’Eurocorte più alta che c’è.
Una parola sulle FEMEN, le attiviste urlanti con le zizze al vento che dopo le fiammate dei primi anni 2010 sembrano sparite. Dopo varie scaramucce nudiste, il colpo grosso arrivò quando, munite di motosega, tagliarono un crocefisso di legno di quattro metri che simboleggiava la memoria delle vittime di Stalin a Kiev.
Le autorità ucraine avviarono procedimenti penali per vilipendio e vandalismo. Una delle leader, Inna Shevchenko, fuggì dall’Ucraina per trovare rifugio, un po’ come i nostri terroristi rossi, a Parigi. Nella capitale francese sembra aver goduto di un enorme successo con tutti i crismi delle istituzioni: dopo l’apertura del centro FEMEN parigino, la Shevcenko finì sui francobolli stampati dalla Repubblica con il ruolo di Marianna, simbolo par excellence della Rivoluzione francese, e quindi della Francia moderna e massonica. Le fu quindi concesso ben preso l’asilo politico.
Et ceci, après le timbre à la Marianne d’inspiration Inna Schevchenko ! Le timbre ” lick my ass “, selon la femen à la grande classe ! pic.twitter.com/pvomDyTjtT
— Danton (@TribunDANTON) November 17, 2017
I motivi della copertura della bionda nudista di Kherson da parte delle massime istituzioni parigine sono misteriose e hanno dato adito a pettegolezzi, tuttavia sono materialmente consistenti: il presidente Macron la invitò come «consulente» al G7 di Biarritz.
Non che arrivata nella ville lumière la femminista si fosse messa tranquilla: il giorno successivo alle dimissione di papa Benedetto XVI era entrata nella cattedrale di Notre Dame esibendo la scritta «basta papi» scritto fra i suoi seni. Nell’occasione, aveva danneggiato anche una campana d’oro. Denunziata, fu assolta.
Nel 2013, un gruppo di FEMEN attaccò durante un’incontro all’Università Libera di Bruxelles l’arcivescovo belga monsignor André Leonard, ritenuto «omofobo» dalle pettonudiste in protesta. Salite sul palco, quattro signore con le tette fuori lo insultarono a dovere, e gli fu tirata addosso acqua da bottigliette a forma di Vergine Maria. L’arcivescovo è rimasto in preghiera silenziosa durante l’incidente.
André Léonard chahuté par des Femen seins nus à l’ULB – Ragap France http://t.co/bHyyQSNI5H pic.twitter.com/nSlNBZFjP1
— Javier Checa (@javiercheca60) April 25, 2013
Non è la prima volta che la CEDU prende una decisione simile.
Quattro anni fa la Corte di Strasburgo aveva deciso che le profanazioni delle Pussy Riots – gruppo russo non dissimile dalle FEMEN, le quali hanno solidarizzato con le colleghe moscovite – nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca costituiva una forma di libera espressione protetta dai diritti umani.
La canzone che il gruppo tentò di cantare includevano offese volgari a Putin, al Patriarca di tutte le Russie Cirillo I nonché direttamente a Nostro Signore. Performance precedenti delle ragazze del gruppo includevano oscenità stomacanti.
La Possy Riot Nadja Tolokonnikova, che faceva parte del collettivo di «artisti» chiamato Voina («guerra», in russo), prese parte a quella che i media locali definirono «un’orgia pubblica» al Museo di Biologia Timirjazev, una «performance» pensate per fare satira sul proposito dell’allora presidente Medvedev di fare più figli. La Tolokonnikova, in quel momento, era visibilmente incinta.
Il terzo membro della delegazione che ieri era dal papa è questo impegnato sulla destra in un “flashmob” pornografico all’interno di un museo. Quella a pecora sulla destra, in azione nonostante in gravidanza, è la “cantante” delle celeberrime Pussy Riot, Nadia Tolokonnikova pic.twitter.com/1dRBCQncRc
— Fabio Pellicci (@PellicciFabio) May 12, 2022
Un’altra «performance» del collettivo Voina, rimasta ben impressa nella mente dei russi, fu realizzata in un supermercato di San Pietroburgo, dove un’«artista» si infilò su per la vagina un pollo congelato. I critici delle Pussy Riot ricordano spesso questo episodio, talvolta offrendo prodotti di polleria alle ragazze Pussy.
Le Pussy Riot furono arrestate anche durante le Olimpiadi di Sochi, dove tentarono una grottesca performance, ma furono subito fermate da cosacchi che usarono la frusta.
Tanto dolore, tuttavia, alla fine qualcosa ha pagato. Alcune di loro, come la Tolokonnikova, ora godono di una vita tra le star americane, partecipando a serie TV (come House of Cards su Netflix) e facendosi paparazzare in luoghi ultra-esclusivi come gli Hamptons circondate da vedettes hollywoodiane.
Tornano a Strasburgo, da notare come l’avvocato delle Pussy Riots abbia poi saltato la staccionata: ora è divenuto giudice della CEDU.
Sempre nel 2018, la Corte aveva condannato anche la Lituania, che si era permessa di sanzionare comunicazioni che raffiguravano Cristo e la Vergine Maria in maniera blasfema.
Ribadiamo il significato ultimo di quanto accaduto alla Corte di Strasburgo: la Necrocultura è divenuta un diritto umano.
Ora, come si sia arrivati a questo ci è chiaro. Così come speriamo vi siano più chiari, dopo quanto abbiamo raccontato, i poteri che sono stati dietro a questo filone del progetto, ramo tette-fuori-blasfeme.
Immagine da Twitter, modificata
Eutanasia
Eutanatizzata dopo essere stata vittima di stupro di gruppo: ecco l’Europa moderna
La 25 spagnola Noelia Castillo è morta giovedì dopo aver ricevuto farmaci letali in una struttura medica a Sant Pere de Ribes, vicino a Barcellona. Aveva chiesto di essere sola al momento del decesso, sebbene alcuni familiari fossero stati presenti poco prima. Un’amica intima, che sperava di convincerla a cambiare idea, sarebbe stata impedita dall’ospedale di vederla prima.
Noelia soffriva di disturbi psichiatrici, tra cui disturbo borderline di personalità, e aveva già tentato il suicidio. Nell’ottobre del 2022, a quanto pare in seguito ad anni di violenze sessuali e a una recente aggressione di gruppo, si gettò da una finestra del quinto piano nel tentativo di togliersi la vita, riportando una paraplegia irreversibile e un dolore cronico. In seguito, le fu riconosciuta una grave disabilità.
In un’intervista trasmessa il giorno prima della sua morte, Noelia disse di «non poterne più andare avanti», aggiungendo: «Finalmente ci sono riuscita, quindi vediamo se ora potrò finalmente riposare». Disse anche: «Nessuno della mia famiglia è d’accordo… ma che dire del dolore che ho sofferto in tutti questi anni?».
Nell’aprile del 2024, Noelia presentò domanda di eutanasia assistita a un organismo di controllo catalano, che approvò la sua richiesta, ritenendo che soddisfacesse i requisiti di legge. La decisione fu contestata dal padre, rappresentato dallo studio legale cattolico conservatore Abogados Cristianos, il quale sostenne che le condizioni di salute della madre compromettevano la sua capacità di decidere. Il caso passò attraverso diversi tribunali, con la Corte Suprema spagnola che confermò il suo diritto e il rigetto, all’inizio di questo mese, di un ultimo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Come riportato da Renovatio 21, non solo il Regno di Spagna ha spalancato le porte alla «dolce morte» (con anni di ampie discussioni anche sull’uccisione dei disabili), ma la regione autonoma della Catalonia – creatasi in opposizione separatista a Madrid e quindi al supposto re cattolico – è divenuto in questi anni patria del fondamentalismo eutanasico, con casi davvero grotteschi, come quello dell’assassino stragista che chiede, lamentando il dolore, di essere ucciso prima ancora di venir giudicato definitivamente.
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La stampa spagnuola descritto Noelia come una delle persone più giovani ad essersi sottoposta all’eutanasia nel Paese, che ha legalizzato la pratica nel 2021. La Spagna è uno dei diversi Stati europei che consentono il suicidio assistito per gli adulti affetti da malattie gravi e incurabili o da gravi sofferenze, a determinate condizioni. Secondo i dati del Ministero della Salute, alla fine del 2024 un totale di 1.123 persone si erano sottoposte alla procedura.
Il caso di Noelia , il primo in Spagna ad essere portato davanti a un giudice per pronunciarsi sull’eutanasia, ha attirato l’attenzione di tutto il Paese, alimentando il dibattito, anche tra esperti medici ed etici. Alcuni specialisti hanno dichiarato ad ABC che il caso soddisfaceva i criteri legali per la morte assistita, mentre altri lo hanno descritto come «un fallimento della società e della medicina», sollevando dubbi sulla sua capacità mentale e sul fatto che le opzioni terapeutiche alternative fossero state pienamente esplorate.
In un post su X, confermando la morte di Castillo, lo studio legale Abogados Cristianos ha chiesto modifiche alla legge, affermando che non tutela le persone vulnerabili. La sua presidente, Polonia Castellanos, ha scritto che «Noelia non è morta, è stata GIUSTIZIATA», criticando quella che ha definito una mancanza di cure adeguate e sostenendo che la morte non dovrebbe essere una soluzione per i giovani.
La vicenda offre un quadretto chiarissimo di cosa sta diventando l’Europa: una terra di degradazione e morte. La Necrocultura permette a chiunque di farsi uccidere dallo Stato moderno, mentre quest’ultimo importa milioni di immigrati che aumenteranno stupri e violenza. Un meccanismo perfetto di disintegrazione dell’essere umano: più attacchi alla dignità umana, più morte.
Mettiamocelo in testa: è questo quello che esattamente vuole lo Stato moderno, che altro non è che una macchina di morte programmata contro l’essere umano.
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Immagine screenshot da YouTube
Necrocultura
Volontà politica e Stato moderno: Renovatio 21 saluta Bossi il disintegratore
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Contraccezione
Morto l’attivista antinatalista Paul Ehrlich, autore della bufala sulla «bomba demografica»
Paul Ehrlich, il padre indiscusso del controllo demografico, il cui libro del 1968, bestseller ma profondamente infondato, La bomba demografica, fu utilizzato per giustificare programmi governativi e di ONG volti a promuovere la contraccezione, normalizzare l’aborto, incoraggiare la sterilizzazione di massa e diffondere una retorica anti-famiglia – causando danni incalcolabili in tutto il mondo – è morto a 93 anni per complicazioni dovute a un tumore. Lo riporta LifeSite.
L’Ehrlich va considerato come uno dei massimo campioni della Necrocultura del XX secolo. La sua opera era volta solamente a creare uno spirito di morte, tinto da falsi crismi scientifici, per rendere digeribile alle masse e agli Stati l’eliminazione degli esseri umani in grandi quantità.
L’allarmista demografico – che di professione era, significativamente, un entomologo – ha paragonato i neonati alla spazzatura, ha affermato che ogni donna sessualmente attiva deve avere «libero accesso» all’aborto e alla contraccezione, e ha dichiarato che gli insegnamenti morali della Chiesa cattolica sono «altrettanto immorali» di un «atto terroristico».
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La sua retorica esagerata e le sue previsioni catastrofiche si sono rivelate ripetutamente incredibilmente, clamorosamente errate – ad esempio Ehrlich aveva erroneamente suggerito nel 1971 che la Gran Bretagna sarebbe stato un «piccolo gruppo di isole impoverite abitate da 70 milioni di persone affamate» entro il 2000 – eppure è rimasto celebrato dalle élite globali che condividevano il suo disprezzo per gran parte della popolazione mondiale.
Tuttavia l’aspetto più preoccupante è che, negli ultimi anni della sua vita, Ehrlich fu accolto calorosamente in Vaticano durante il pontificato di Papa Francesco, nonostante decenni di messaggi in contrasto con l’insegnamento e le pratiche della Chiesa, che egli considerava «regressivi», e nonostante le sue dichiarazioni incendiarie sulla gerarchia della Chiesa cattolica, definita una forza del «male».
Nel febbraio 2017, LifeSiteNews ha consegnato al Vaticano una petizione con migliaia di firme chiedendo a papa Francesco di bloccare l’intervento di Ehrlich, sostenitore dell’aborto e anticattolico, a un simposio intitolato «Estinzione biologica» nell’ambito della rinnovata Accademia Pontificia delle Scienze voluta da Bergoglio.
La persistenza dell’Ehrlich nel dibattito pubblico, nonostante le sue tesi catastrofiste antiumane siano state smentite dai fatti, è perdurata nei decenni.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 Ehrlich è comparso in TV a parlare del riscaldamento globale su 60 Minutes, prestigiosa e antica trasmissione di giornalismo d’inchiesta della CBS, dove ha proclamato che «l’umanità non è sostenibile» e che «i prossimi decenni saranno la fine del tipo di civiltà a cui siamo abituati».
In anni recenti uno dei più grandi avversari delle teorie antiumane di Ehrlich è stato il miliardario tecnologico Elone Musk, noto per le sue posizioni supernataliste, che ha affermato che il libro di Ehrlich The Population Bomb (1968) «potrebbe essere la cosa antiumana più dannosa mai scritta». «Niente di ciò che dice dovrebbe ricevere la minima credibilità», perché «Ehrlich disprezza l’umanità», ha tuonato il Musko in un tweet del 2023. E ancora: «Ehrlich ha fatto un danno immenso all’umanità. Immenso. Lo disprezzo».
Ehrlich scrisse con uno scienziato legato al partito democratico USA (poi nominato da Obama Science Czar, cioè principale consigliere scientifico del presidente) un volume chiamato Ecoscience (1977) dove il programma eugenetico si mostra in tutto il suo orrore.
«L’aggiunta di uno sterilizzante all’acqua potabile o agli alimenti di base è un suggerimento che sembra inorridire le persone più della maggior parte delle proposte per il controllo involontario della fertilità. In effetti, ciò porrebbe alcune questioni politiche, legali e sociali molto difficili, per non parlare dei problemi tecnici. Nessuno di questi sterilizzanti esiste oggi, né sembra essere in fase di sviluppo».
«Per essere accettabile, una tale sostanza dovrebbe soddisfare alcuni requisiti piuttosto rigidi: deve essere uniformemente efficace, nonostante le dosi ampiamente variabili ricevute dagli individui, e nonostante i diversi gradi di fertilità e sensibilità tra gli individui; deve essere privo di effetti collaterali pericolosi o spiacevoli; e non deve avere alcun effetto su membri del sesso opposto, bambini, anziani, animali domestici o bestiame».
In pratica, Ehrlich e il collega democratico propongono una silenziosa, ma efficace, sterilizzazione di massa.
Nel libro trovava spazio anche l’idea di un governo mondiale: «forse quelle agenzie, combinate con l’UNEP e le agenzie per la popolazione delle Nazioni Unite, potrebbero alla fine svilupparsi in un regime planetario, una sorta di superagenzia internazionale per la popolazione, le risorse e l’ambiente. Un regime planetario così completo potrebbe controllare lo sviluppo, l’amministrazione, la conservazione e la distribuzione di tutte le risorse naturali, rinnovabili o non rinnovabili, almeno nella misura in cui esistono implicazioni internazionali».
Ehrlich inizialmente, più che di clima, parlava di un’implosione dell’umanità dovuta alla carenza di risorse, con guerre, carestie ed epidemie dovute alla mancanza di cibo ed energia – come da calcoli errati del reverendo Malthus nel Settecento.
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Poi è passato il treno del cambiamento climatico, e l’entomologo antiumanista, già smentito dalla realtà in modo plateale, ci è saltato subito sopra.
In un articolo del 1995, Ehrlich ha scritto che «un piccolo aumento netto dei decessi» è «un prezzo ragionevole da pagare» per salvare presumibilmente il pianeta dal riscaldamento globale.
Questa piccola strage passa ovviamente per una riformulazione della medicina, della sua etica e della sua pratica.
«I medici per istinto e formazione si concentrano sulla salute delle persone; devono imparare a prestare maggiore attenzione alla salute di intere società e ad affrontare i difficili conflitti di interesse che spesso sorgono tra i due. Un medico, Jeffrey Fisher (1994), raccomanda che ai medici sia richiesto di sostenere esami periodici di ricertificazione in cui vengono testate le conoscenze sugli antibiotici. Se gli antibiotici fossero stati usati in modo più giudizioso negli ultimi decenni, senza dubbio ci sarebbero stati più decessi per infezioni batteriche erroneamente diagnosticate come virali e meno decessi per reazioni allergiche agli antibiotici. Ma un piccolo aumento netto dei decessi sarebbe stato probabilmente un prezzo ragionevole da pagare per evitare la situazione attuale, che fa presagire un ritorno all’era pre-antibiotica e tassi di mortalità molto più elevati».
Nel 2012, Ehrlich ha detto al Guardian che l’élite dovrebbe ridurre la popolazione globale ad almeno 2 miliardi. Attualmente ci sono circa 8 miliardi di esseri umani che vivono sul pianeta. Ciò significa quindi che lo scienziato sostiene l’eliminazione di circa il 75% dell’umanità.
«Siamo passati da 1,5 a 2 miliardi perché puoi avere grandi città attive e zone selvagge. Se vuoi un mondo di polli in batteria in cui tutti abbiano spazio e cibo minimi e tutti siano tenuti quasi in vita, potresti essere in grado di sostenere a lungo termine circa 4 o 5 miliardi di persone. Ma hai già 7 miliardi. Quindi dobbiamo muoverci umanamente e il più rapidamente possibile verso la contrazione della popolazione».
Uno dei modi principali in cui l’eugenista spera di impedire l’aumento della popolazione è rendere gli aborti più accessibili e comuni.
«Il modo migliore, a nostro avviso, per ottenere (…) una riduzione della popolazione è dare pieni diritti e opportunità alle donne e rendere la contraccezione moderna e l’aborto di supporto accessibili a tutte le persone sessualmente attive. Mentre il grado in cui questi passaggi ridurrebbero i tassi di fertilità totale è una questione controversa, porterebbero significativi benefici sociali ed economici rendendo disponibili enormi serbatoi di nuova energia cerebrale per risolvere i nostri problemi, salvando centinaia di migliaia di vite riducendo il numero di aborti non sicuri».
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LifeSiteNews ha offerto in un articolo alcune delle posizioni più scioccanti sostenute da Ehrlich nei suoi libri e nelle interviste nel corso di molti decenni:
Sul controllo demografico e l’aborto obbligatorio come accettabili secondo la Costituzione degli Stati Uniti (1968 e 1977): «In effetti, si è concluso che le leggi obbligatorie sul controllo demografico, comprese quelle che impongono l’aborto obbligatorio, potrebbero essere sostenute dalla Costituzione vigente se la crisi demografica diventasse sufficientemente grave da mettere in pericolo la società». (La bomba demografica; Ecoscience: Population, Resources, Environment, p. 837).
Sul fatto che l’aumento della popolazione p la causa dell’inflazione (3 agosto 1981): «Quando si considerano le soluzioni all’inflazione che non tengono conto della causa fondamentale del problema, ovvero il fatto che sempre più persone cercano di accaparrarsi una risorsa limitata, l’idea che l’economia dell’offerta o l’economia keynesiana standard possano risolverlo è semplicemente folle». ( The Spokesman Review)
Sul fatto che ci sono troppe persone sulla Terra (6 febbraio 1989): «Il mondo ha “forse” cinque volte più persone di quante ne possa tollerare». («La nostra Terra ha superato il punto di non ritorno», Newsday)
Sull’aborto selettivo in base al sesso come un destino migliore per le bambine rispetto alla loro nascita (2011) : «sarebbe una buona idea lasciare che le persone abbiano la possibilità di scegliere, in modo da poter avere meno figli e poter scegliere il sesso desiderato». Potrebbe essere meglio per le bambine essere abortite perché «si può essere abortite allo stadio di embrione, si può essere uccise alla nascita, oppure si può essere vendute come schiave e morire in qualche baraccopoli. Sarebbe interessante sapere quante femmine si evitano di finire in situazioni orribili [quando non vengono] uccise o infanticidi». (Commento sull’aborto selettivo in base al sesso in un’intervista con Mara Hvistendahl)
Sulla necessità di ridurre il tasso di natalità, piuttosto che concentrarci sul nutrire le persone (9 gennaio 2013): «Troppi studi che si chiedono “come possiamo sfamare 9,6 miliardi di persone entro il 2050?” dovrebbero anche chiedersi “come possiamo ridurre umanamente i tassi di natalità a sufficienza da portare quel numero a 8,6?”» («Si può evitare il collasso della civiltà globale?», pubblicato su Proceedings of the Royal Society)
Sull’opposizione alla contraccezione come parte di una «tendenza pericolosa» di «oscurantismo» religioso (9 gennaio 2013): «A nostro avviso, la cura fondamentale, ovvero ridurre la portata dell’attività umana (compresa la dimensione della popolazione) per mantenere il consumo complessivo entro la capacità di carico della Terra, è ovvia ma troppo spesso trascurata o negata. Nelle culture ossessionate dalla crescita esponenziale esistono enormi barriere sociali e psicologiche che impediscono persino di prenderla in considerazione. Ciò è particolarmente vero a causa dell'”oscurantismo” – un movimento in rapida crescita verso ortodossie religiose che rifiutano i valori dell’Illuminismo come la libertà di pensiero, la democrazia, la separazione tra Chiesa e Stato e il basare credenze e azioni su prove empiriche. Queste si manifestano in tendenze pericolose come il negazionismo climatico, l’incapacità di agire contro la perdita di biodiversità e l’opposizione ai preservativi (per il controllo dell’AIDS) e ad altre forme di contraccezione. Se mai c’è stato un momento per strategie di riduzione del rischio basate sull’evidenza (anziché sulla fede), è adesso». («Si può evitare il collasso della civiltà globale?», pubblicato su Proceedings of the Royal Society)
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Sulla riduzione dei i tassi di fertilità attraverso la contraccezione e l’aborto come vantaggio reciproco per la società (9 gennaio 2013): «Se si affermasse l’intelligenza predittiva, molti più scienziati e pianificatori politici (e la società in generale) potrebbero, ad esempio, comprendere il contributo demografico alla situazione critica, smettere di considerare la crescita della popolazione come un dato di fatto e valutare i benefici nutrizionali, sanitari e sociali derivanti da una riduzione della crescita ben al di sotto dei nove miliardi e dall’inizio di un lento declino. Si tratterebbe di un’impresa monumentale, considerando l’impeto della crescita demografica. Monumentale, ma non impossibile se si potesse generare a livello globale la volontà politica di garantire pieni diritti, istruzione e opportunità alle donne e di fornire a tutti gli esseri umani sessualmente attivi metodi contraccettivi moderni e la possibilità di ricorrere all’aborto. La misura in cui tali misure ridurrebbero i tassi di fertilità è controversa, ma rappresentano probabilmente una soluzione vantaggiosa per tutte le società.»(«Si può evitare il collasso della civiltà globale?», pubblicato su Proceedings of the Royal Society)
Sulla necessità che le donne debbano avere accesso gratuito alla contraccezione e all’aborto (11 gennaio 2013): «gli studi hanno dimostrato che quando alle donne vengono riconosciuti pieni diritti, hanno meno figli, il che contribuirà a rallentare il tasso di natalità. Dobbiamo inoltre garantire a ogni persona sessualmente attiva il libero accesso alla contraccezione moderna e all’aborto d’urgenza». (Citato da The Stanford Review)
Sul fatto che «nessuno (…) ha il diritto di avere 12 figli o anche solo tre» (22 gennaio 2013): «Dare alle persone il diritto di avere tutti i figli che desiderano è, a mio avviso, una cattiva idea. Non si tratta di dare alle persone il diritto di avere tutti i figli che vogliono, ma di dare loro il diritto di controllare la propria riproduzione in modo da non avere così tanti figli da mettere in pericolo la vita dei propri figli e nipoti… Nessuno, a mio parere, ha il diritto di avere 12 figli, o anche solo tre, a meno che la seconda gravidanza non sia gemellare. Può sembrare un’opinione intransigente, ma se si guarda alla situazione nel suo complesso, è chiarissimo che se continuiamo a far crescere la popolazione dei ricchi, i poveri non avranno alcuna possibilità, e alla fine nemmeno i discendenti dei ricchi ne avranno». (Intervista a Raw Story)
Sul dovere di ridurre la popolazione mondiale (2014): «La società ha bisogno di essere ridimensionata: dobbiamo ridurre le dimensioni dell’intera impresa umana». («Speranza sulla Terra: una conversazione», evidenziato da ChurchAndState.org )
Sul fatto che «il papa e molti vescovi sono tra le forze veramente malvagie e regressive del pianeta» (2014): «pensate all’influenza sul sesso dei grandi monoteismi immorali che governano gran parte del nostro mondo occidentale e si credono al di sopra di ogni critica. Prima del loro dominio, i pagani nell’Impero Romano si lasciavano vivere a vicenda, a patto che ognuno contribuisse a proteggere i propri concittadini offrendo i sacrifici appropriati alle divinità locali. I pagani non erano interessati a convertire gli altri. Naturalmente, la cosa più immorale che sta accadendo ora con uno dei monoteismi, il Cattolicesimo, è l’opposizione all’uso della contraccezione. La fonte principale di ciò è il Vaticano e i suoi vescovi. Eppure i cattolici usano la contraccezione tanto quanto i non cattolici, e ricorrono all’aborto con una frequenza ancora maggiore. Ma il motivo per cui la gerarchia combatte contro entrambi è che i vertici della Chiesa non vogliono ammettere che i protestanti e gli ebrei avevano ragione. Il quadro con l’Islam è più complesso e non così dannoso come la posizione cattolica. L’Islam, come il protestantesimo e l’ebraismo originariamente enoteistico, generalmente permette La contraccezione, e dai tempi dei farisei, l’ebraismo ha mostrato scarso interesse per il proselitismo. Tutte queste religioni sono immorali poiché i loro leader spesso tentano di dettare il comportamento altrui, soprattutto quello sessuale, con minacce come minimo e torture e omicidi come peggio. Tutte, con rare eccezioni, tendono a opprimere le donne. Gran parte di ciò è una continuazione evolutiva del dominio maschile, basato oggi spesso su dettami provenienti da entità immaginarie. E, naturalmente, nella maggior parte delle società criticare le idee ridicole della religione non può far parte di un ragionevole dibattito sociale».
«Abbiamo dunque persone “timorate di Dio” che cercano di mantenere le loro posizioni rigide, soprattutto cercando di controllare la vita delle donne. Ritengo che la loro rigida opposizione a qualcosa di così fondamentale, così cruciale per il futuro della vita sulla Terra, come il controllo della riproduzione, sia altrettanto immorale di qualsiasi grave affronto all’ambiente o atto terroristico. Stanno lavorando per uccidere persone: donne che ora hanno bisogno di aborti sicuri e i nostri discendenti che probabilmente avranno tassi di mortalità molto più elevati a causa del deterioramento dei sistemi di supporto vitale umano, conseguenza della sovrappopolazione. Il papa e molti vescovi sono, a mio parere, una delle forze veramente malvagie e regressive del pianeta, interessati principalmente a mantenere il loro potere. Quali altre conclusioni collettive si possono ragionevolmente trarre dalle oltraggiose cause legali intentate a nome di così tante vittime di pedofilia e altri crimini contro l’umanità, tutti insabbiati dalla Chiesa?»
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«Pensiamo ai vescovi che aggrediscono le suore perché cercano di essere buone cristiane e di aiutare il prossimo, mentre voltano le spalle agli abusi sui minori, che sono diventati uno degli attributi distintivi della Chiesa. E non si tratta solo della Chiesa cattolica. Pensiamo alla condizione delle donne in generale». («Speranza sulla Terra: una conversazione», evidenziato da ChurchAndState.org)
Sul fatto che la sovrappopolazione potrebbe portare al cannibalismo (22 maggio 2014): «Presto ci chiederemo: “È perfettamente accettabile mangiare i corpi dei propri morti perché siamo tutti così affamati?”… Ci stiamo muovendo in quella direzione con una velocità ridicola». (Intervista a HuffPost Live, in cui si ipotizza che la sovrappopolazione potrebbe portare al cannibalismo, citata dal Daily Mail)
Avere figli è come gettare la spazzatura nel giardino del vicino (31 maggio 2015): «l’idea che ogni donna debba avere tutti i figli che desidera è per me esattamente come l’idea che a tutti debba essere permesso di gettare tutta la spazzatura che vogliono nel giardino del vicino». ( Gli orrori inconfessati dell’esplosione demografica , New York Times)
Papa Francesco sbaglia di grosso a non promuovere il controllo demografico come soluzione ai problemi ambientali (14 settembre 2015): La Laudato Si’ è «una sciocchezza» perché non promuove il controllo demografico. «Lui [Papa Francesco] ha ragione su alcune cose, ma su questa ha proprio torto marcio. Non c’è uno scienziato competente che possa affermare che non ci sia un problema con la crescita demografica. In altre parole, il Papa ha torto marcio. Qui sta seguendo una dottrina antica che è impossibile da cambiare. Sono sicuro che ne sappia di più, non è uno sciocco». (Per Nature Climate Change, citato dal Guardian)
Papa Francesco dovrebbe discostarsi dalla dottrina cattolica sostenendo «i diritti delle donne e la pianificazione familiare» (25 ottobre 2015): «papa Francesco deve dare ascolto alle sue stesse affermazioni sull’«ossessione» della Chiesa per la contraccezione e l’aborto, e assumere una posizione di leadership a sostegno dei diritti delle donne e della pianificazione familiare. È improbabile che la sfida esistenziale che l’umanità si trova ad affrontare venga superata se l’appello a un cambiamento radicale nella società non viene esteso fino a comprendere il dilemma demografico globale». (Nature Climate Change)
Tutto questo amore per la morte, tutto questa boria contro la legge naturale, la morale, la vita. Domandiamocelo: allora perché il Paolo non se ne è andato prima?
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