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Droni misteriosi sul territorio USA e oltre. Cosa sono? Cosa preparano?

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Si tratta di certo di una delle storie più inquietanti di un anno già di per sé allucinante in un decennio che promette di essere terrificante.

 

Degli avvistamenti di droni sul New Jersey si è iniziato a parlare a metà novembre 2024. Un funzionario dell’FBI ha dichiarato all’inizio di questa settimana al Congresso degli Stati Uniti che l’agenzia ha ricevuto più di 3.000 segnalazioni da parte dei cittadini su avvistamenti di droni non identificati nello spazio aereo statunitense da metà novembre.

 

Oggetti volanti luminosi, definiti «droni» dagli osservatori e dalla stampa, sono stati segnalati in più contee dello Stato statunitense, con il primo segnalato il 18 novembre 2024. Gli oggetti volanti non identificati (questo sono, ma pochi li chiamano UFO) hanno sconfinato: sono stati segnalati avvistamenti anche negli stati confinanti come Nuova York, Maryland e Pennsylvania. Tuttavia, il Nuovo Jersey è rimasto il punto focale di questo flap (termine del gergo ufologico che indica un’ondata di avvistamenti).

 

 

 

 

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I droni del mistero vengono solitamente avvistati di notte, con alcune notti che hanno registrato fino a 49 avvistamenti, anche se si ipotizza una duplicazione delle segnalazioni da parte dei testimoni del fenomeno. Alcuni dei velivoli sono descritti come grandi quanto piccole auto o addirittura grandi come SUV, il che è fa escludere che si tratti di droni consumer. Sono dotati spesso hanno luci, tra cui rosso e verde lampeggianti per la navigazione, e talvolta funzionano con le luci spente, il che li rende più difficili da individuare o tracciare.

 

Secondo vari resoconti, i droni possono volare per lunghi periodi, fino a 6-7 ore, e coprire distanze di circa 24 chilometri e sono stati osservati volare in schemi o formazioni coordinate.

 

Ci sono poi testimonianze al limite dell’incredibile: cittadini che hanno provato ad avvicinarsi con i loro droni ricreativi ne hanno perso il controllo, per poi vederli precipitare.

 

Nessuno ha idea di cosa si tratti, e le autorità non dicono nulla. Gli avvistamenti hanno portato a diffuse speculazioni e teorie cospirative, che vanno dalla sorveglianza estera ai test nazionali, senza prove concrete a supporto di alcuna teoria specifica. L’FBI, il Dipartimento della sicurezza interna (DHS) e le forze dell’ordine locali starebbero indagando attivamente. L’FBI ha chiesto al pubblico di fornire foto, video o qualsiasi informazione riguardante questi droni.

 

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L’FBI e il Dipartimento della Sicurezza Interna in seguito hanno dichiarato che stavano continuando a «indagare su questa situazione e confermare se i voli dei droni segnalati sono effettivamente droni o sono invece velivoli con equipaggio o comunque avvistamenti imprecisi».

 

Nessuno degli avvistamenti di UAV segnalati è stato finora corroborato dal rilevamento elettronico, hanno affermato le due agenzie. Le revisioni dei filmati e delle foto disponibili hanno permesso loro di stabilire che molti dei droni segnalati erano in effetti velivoli con equipaggio, utilizzati legalmente, hanno aggiunto.

 

Le autorità, tra cui il governatore del Nuovo Jersey Phil Murphy, hanno affermato che non vi è alcuna minaccia nota per la sicurezza pubblica: un’affermazione totalmente falsa visto che nemmeno lui sa di cosa si tratta.

 

Il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby – quello dei diritti gay come core della politica Estera USA – ha affermato la settimana scorsa che molti dei recenti avvistamenti riguarderebbero in realtà velivoli con equipaggio gestiti legalmente, non droni misteriosi. «Dopo aver esaminato le immagini disponibili, sembra che molti degli avvistamenti segnalati siano in realtà velivoli con equipaggio gestiti legalmente», ha detto Kirby ai giornalisti. «La Guardia costiera degli Stati Uniti sta fornendo supporto allo Stato del New Jersey e ha confermato che non ci sono prove di alcun coinvolgimento di navi costiere con base all’estero. E, cosa importante, non ci sono avvistamenti di droni segnalati o confermati in nessuno spazio aereo riservato».

 

Sono state avanzate richieste per normative più severe sui droni, con alcuni funzionari che hanno persino suggerito di abbatterli se rappresentano una minaccia, sebbene ciò non sia attualmente consentito dalla legge statunitense senza identificare un rischio specifico per la sicurezza pubblica.

 

Sono circolate varie teorie, tra cui la possibilità di spionaggio straniero, in particolare dall’Iran, sebbene ciò sia stato rapidamente respinto dal Pentagono. Altre speculazioni includono test di nuove tecnologie da parte dell’esercito statunitense o di entità commerciali, ma non sono state fornite prove concrete a sostegno di queste affermazioni.

 

I droni sono stati avvistati su infrastrutture critiche come installazioni militari, bacini idrici e linee elettriche, aumentando le preoccupazioni per la sicurezza. Le autorità del Nuovo Jersey hanno utilizzato i propri droni per cercare di osservare più da vicino questi oggetti misteriosi, catturando filmati che aiutano a comprenderne le dimensioni e il comportamento.

 

La situazione rimane sotto inchiesta attiva, con gran parte delle informazioni pubbliche provenienti da resoconti dei media, dichiarazioni ufficiali e post sulle piattaforme social.

 

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Il deputato Jeff Van Drew la settimana scorsa aveva affermato che fonti «molto qualificate» e «affidabili» ritengono che i droni delle dimensioni di un SUV avvistati nel Nuovo Jersey provengano da una «nave madre» iraniana parcheggiata al largo della costa orientale degli Stati Uniti. «Sono nel comitato per i trasporti, nel sottocomitato per l’aviazione e ho avuto modo di conoscere delle persone», ha detto Van Drew per aggiungere credibilità alla sua affermazione. «E da fonti molto importanti, fonti molto qualificate, fonti molto responsabili, vi dirò… l’Iran ha lanciato una nave madre probabilmente circa un mese fa che contiene questi droni. Quella nave madre si trova al largo della costa orientale degli Stati Uniti d’America».

 

Il rappresentante ha anche chiesto che i droni, che hanno attirato l’attenzione nazionale nelle ultime settimane, vengano abbattuti nonostante il governatore dello stato abbia recentemente minimizzato la loro minaccia.

 

La portavoce del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, Sabrina Singh, ha dichiarato mercoledì che non c’era «nessuna verità» nelle affermazioni di Van Drew. La valutazione iniziale del Pentagono è che «questi non sono droni provenienti da un’entità straniera o da un avversario», ha sottolineato. Insomma, non c’è nessuna cosiddetta «nave madre» che lancia droni verso gli Stati Uniti.

 

Tuttavia, Van Drew ha mantenuto la sua posizione, dicendo a Fox News il giorno dopo che «non ci è stata detta la verità». Il repubblicano ha accusato il Pentagono di «trattare con il pubblico americano come se fossimo stupidi».

 

Come riportato da Renovatio 21, una nave madre porta droni è stata messa a punto dalla Cina. Tuttavia, qui vi sarebbero delle voci secondo cui i droni deriverebbero direttamente dal mare.

 

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Sulla questione, che a distanza di settimane, sta facendo impazzire gli americani, è intervenuto di peso il presidente eletto degli Stati Uniti d’America Donaldo Trump.

 

I droni «misteriosi» avvistati mentre sorvolavano il Nuovo Jersey, Nuova York, la Pennsylvania e altri stati della costa orientale devono essere abbattuti, ha affermato Trump in un post sulla sua piattaforma Truth Social.

 

«Avvistamenti di droni misteriosi in tutto il Paese. Può davvero accadere senza che il nostro governo ne sia a conoscenza? Non credo proprio!»

 

«Il governo sa cosa sta succedendo. Il nostro esercito sa da dove sono decollati, se è un garage possono andare dritti in quel garage… sanno da dove vengono e dove sono andati. Per qualche ragione non vogliono commentare. Credo che sarebbe meglio dire cosa sono. I nostri militari lo sanno e il nostro presidente lo sa. Per qualche ragione vogliono mantenere la gente in stato di suspense».

 

«Qualcosa di strano sta succedendo, e per qualche ragione non vogliono dirlo alla gente. E dovrebbero». Alla domanda se il presidente eletto avesse visto un briefing dell’Intelligence sui droni Trump ha declinato di commentare.

 

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda solo gli USA. Droni non identificati hanno sorvolato ripetutamente la base aerea di Ramstein nella Germania occidentale, ha riferito Der Spiegel, citando fonti di sicurezza a Berlino. I droni sono stati avvistati anche su strutture di proprietà del gigante chimico BASF e del produttore di armi Rheinmetall.

 

La base aerea di Ramstein fu costruita poco dopo la Seconda Guerra Mondiale ed è da tempo il principale hub dell’aeronautica militare statunitense nel continente. Diversi droni sono stati rilevati sulla struttura la sera del 3 dicembre e il giorno seguente, secondo un rapporto di sicurezza tedesco classificato citato da Der Spiegel la settimana scorsa.

 

«All’inizio di dicembre, ci sono stati diversi avvistamenti di piccoli velivoli senza pilota nella zona e sopra la base aerea di Ramstein», ha detto alla rivista un portavoce della base.

 

«Non hanno avuto alcun impatto sui residenti della base o sulle strutture e sulle attrezzature militari presenti», ha aggiunto, osservando che l’USAF è in «stretto coordinamento» con le autorità tedesche per quanto riguarda l’incidente.

 

Nonostante le autorità locali abbiano avviato «intensive misure di ricerca», il pilota del drone non è mai stato trovato. La procura della vicina Flensburg ha avviato un’indagine sui voli, citando la sospetta «attività di agenti a fini di sabotaggio». Anche l’esercito tedesco è stato allertato. La questione sarebbe stata sollevata la settimana scorsa in una conferenza sulla sicurezza tenutasi a Brandeburgo, ma non si è raggiunto un consenso su come gestire i presunti voli spia. Berlino sarebbe preoccupata per il sabotaggio dovuto al suo sostegno all’Ucraina nel conflitto con la Russia. Le autorità tedesche sono state tese da quando sono stati individuati diversi voli spia sospetti su un parco chimico e un terminale di gas naturale liquefatto nello Schleswig-Holstein questa estate. Sebbene il Ministero della Difesa tedesco abbia rifiutato di rilasciare dichiarazioni, una fonte della sicurezza ha confermato la notizia alla Reuters.

 

Come riportato ancora ad inizio mese da Renovatio 21, droni del mistero erano stati avvistati sopra basi USA pure in Gran Bretagna.

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Mentre le spiegazioni ufficiali del fenomeno mancano e i tentativi di rassicurazione da parte dei vertici paiono risibili, avanzano teorie inquietanti, come quella degli «sniffer» atomici.

 

La teoria sostiene che l’attuale uso massivo di droni servirebbe rilevare materiale radioattivo o pericoloso. I droni potrebbero essere equipaggiati con sensori avanzati capaci di rilevare radiazioni, gas o altri materiali pericolosi, che per qualche ragione ora si troverebbero su suolo americano ponendo un certo pericolo.

 

Alcuni esperti del settore, come John Ferguson, CEO di Saxon Aerospace, hanno proposto che questi droni potrebbero essere alla ricerca di materiale radioattivo o di un ordigno nucleare smarrito. Ferguson ha suggerito che i droni volano di notte perché devono «fiutare» qualcosa sul terreno, indicando che potrebbero essere alla ricerca di perdite di gas o materiali radioattivi.

 

La speculazione dunque porta all’idea di possibile testata nucleare di cui si sarebbero perse le tracce e che quindi ora potrebbe trovarsi negli Stati Uniti. Questa ipotesi, sebbene speculativa, ha trovato eco nei social media e tra alcuni esperti di sicurezza. Nessuna conferma ufficiale, ovviamente, vi sarebbe, ed alcuni esperti ritengono che l’altezza a cui volerebbero i droni non sarebbe compatibile con l’utilizzo di dosimetri, cioè di rilevatori di radiazioni.

 

Tuttavia, l’idea è una spiegazione già più sensata del nulla proveniente dalle autorità. E apre a prospettive davvero inquietanti.

 

Quello che è possibile immaginare, mette i brividi: dopo la vittoria elettorale schiacciante di Trump, e la quantità di tentativi di assassinio andati a vuoto, alcune forze – le stesse che vogliono la guerra termonucleare globale – potrebbero aver ipotizzato un unico colpo per distruggere Trump e tutta la sua gerarchia: un attentato atomico, magari con una bomba sporca piazzata a Washington durante la cerimonia di insediamento del 20 gennaio.

 

Con un’esplosione atomica non si eliminerebbero solo Trump e il suo vicepresidente, ma tutta la schiera di personaggi a lui vicini che sono in larga parte nemici dell’establishment della Morte come Robert F. Kennedy jr., Tulsi Gabbard, Elon Musk. In pratica, un decapitation strike, un attacco che distruggerebbe per sempre il movimento MAGA – cioè, la rigenerazione degli Stati Uniti – gettando per ramificazione il mondo nel caos. Ma il caos è proprio ciò che vuole il Nuovo Ordine, fedele al motto ordo ab chao.

 

La pantomima dei droni, con mistero irrisolto allegato, servirebbe a preparare la tragedia più immane del XXI secolo, con esiti di violenza inimmaginabile, e ripercussione sulla storia che potrebbero riverberare per secoli.

 

Preghiamo che tutto questo sia solo una speculazione di Renovatio 21.

 

Ad ogni modo, da qui al 20 gennaio 2025, in questa manciata di giorni di festa e di stupore, possiamo davvero vederne di oggi – anzi, le stiamo già vedendo da mo’.

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Droni

Il Pentagono recluta gli operatori di droni

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Il Dipartimento della Guerra ha rivolto un appello ai militari con «esperienza FPV» perché partecipino a prove sul campo chiamate «Gauntlets» («sfide») e pilotino droni di Categoria 1, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di questi mezzi e preparare gli Stati Uniti al prossimo conflitto, in cui droni, robotica e catene di eliminazione automatizzate domineranno il campo di battaglia moderno.   «Sei un pilota FPV? Vogliamo sentire la tua opinione!» ha chiesto il DoW su X venerdì mattina.   «Il programma Drone Dominance sta reclutando membri delle forze armate con esperienza FPV che desiderano essere presi in considerazione come piloti per future Gauntlet e iniziative simili», si legge nella richiesta.  

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  Il «Programma di Dominio dei Droni» è la risposta del Dipartimento della Guerra alla necessità di acquistare grandi quantità di droni di ogni categoria, da 1 a 5, e di costruire una filiera nazionale di componenti, svincolata dalla dipendenza da zone di conflitto e da Paesi come la Cina, che possono facilmente usare le catene di approvvigionamento come arma per ostacolare gli acquisti.   Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di questa settimana il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha rivelato che l’Autonomous Warfare Command, soprannominato «AutoWarCom», è pensato per accelerare gli acquisti del Dipartimento della Guerra in tutte le categorie di droni, robotica e intelligenza artificiale.   Il punto centrale è che l’acquisizione di droni sarà un tassello fondamentale del ciclo di riarmo e darà impulso alle aziende del settore, come Ondas, fortemente penalizzata dallo short selling: il suo drone Ultra potrebbe vedere un aumento degli ordini da parte delle forze armate, in quanto considerato un’alternativa all’MQ-9 Reaper per le missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance).   «Una volta che avremo stanziato un budget adeguato per la dottrina rinnovata, supereremo il resto del mondo», ha affermato Owen West, ex marine, assistente del segretario alla Difesa e trader di Goldman Sachs, a cui è stato affidato il compito di guidare l’Unità per l’Innovazione della Difesa del Dipartimento della Guerra. «E integrando l’intelligenza artificiale, saremo all’avanguardia a livello mondiale, perché siamo leader nel campo dell’IA».

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Droni

I figli di Trump vogliono produrre droni di tecnologia ucraina

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Un’azienda statunitense di droni legata ai figli del presidente Donald Trump punta a portare negli Stati Uniti tecnologia militare ucraina, mentre Kiev insegue miliardi di dollari di export di armamenti nonostante i numerosi scandali di corruzione che hanno investito i suoi programmi di approvvigionamento. Lo riporta l’agenzia Reuters.

 

Powerus è in trattativa con alcune aziende ucraine della difesa e intende produrne la tecnologia sul suolo americano, compresi, potenzialmente, droni d’attacco a lungo raggio. Stando al presidente della società, Brett Velicovich, anche gli intercettori Guardian, presentati a marzo, sono stati sviluppati insieme a partner ucraini.

 

Giovedì l’azienda ha completato la fusione con Aureus Greenway Holdings, che gestisce campi da golf. Donald Trump Jr. ed Eric Trump detengono una quota indiretta di Aureus tramite American Ventures, che, secondo le proiezioni depositate presso le autorità di vigilanza, controllerà il 9,9% della nuova entità nata dalla fusione.

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Velicovich, ex analista di Intelligence delle Forze Speciali dell’esercito americano, ha detto a Reuters di voler fare di Powerus una «soluzione completa» per il Pentagono, proponendo tecnologia straniera con un «volto americano».

 

I dirigenti dell’azienda e i rappresentanti dei fratelli Trump sostengono che questi ultimi siano investitori passivi, privi di qualsiasi ruolo operativo. Tuttavia Keith Kellogg, consulente di Powerus ed ex inviato di Trump in Ucraina, ha dichiarato che «non guasta mai avere il loro nome associato a qualcosa».

 

Powerus si è aggiudicata un contratto con l’aeronautica militare statunitense dal valore massimo di 90 milioni di dollari, anche se gli acquisti non sono garantiti, e ha ricevuto dal Pakistan un primo ordine di droni e servizi di supporto.

 

Nel frattempo Kiev cerca di ricavare miliardi dalle esportazioni di armi, pur restando fortemente dipendente dagli aiuti militari e finanziari occidentali. Volodymyr Zelens’kyj ha annunciato la creazione di centri di esportazione all’estero e, in precedenza, aveva pubblicizzato una proposta di accordo con gli Stati Uniti per l’acquisto di droni per un valore compreso tra i 10 e i 30 miliardi di dollari.

 

Queste ambizioni emergono mentre il sistema ucraino degli acquisti militari è scosso da una serie di scandali di corruzione, che toccano anche i programmi per la fornitura di droni alle forze armate nazionali.

 

Il 23 settembre l’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU) ha annunciato nuove accuse in un caso che coinvolge funzionari della guardia di frontiera e un fornitore privato. Secondo gli inquirenti, un produttore si era aggiudicato un appalto per i droni offrendo il prezzo più basso, ma sarebbe poi stato spinto a chiedere un milione di dollari a un concorrente, d’intesa con i funzionari, per sbloccare il contratto e la consegna delle attrezzature.

 

In un’indagine distinta, ad agosto il NABU aveva stimato in circa 5,7 milioni di dollari le perdite sospette legate all’acquisto di droni. Gli investigatori hanno riferito che i prezzi erano stati gonfiati del 60-90%, che erano state truccate gare d’appalto concorrenti e che i proventi illeciti erano stati trasferiti su conti societari, anche all’estero.

 

Anche i funzionari europei hanno manifestato timori per la possibile scomparsa di armi fornite a Kiev e per il loro eventuale passaggio nelle mani di reti criminali.

 

Le accuse ai Trump di arricchirsi approffittando del secondo mandato presidenziale non sono nuove: oltre ai droni, si era parlato anche di investimenti in società di robot umanoidi, uno degli obiettivi strategici della Casa Bianca nei prossimi anni.

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Come riportato da Renovatio 21, a maggio una società di comodo sostenuta da Donald Trump Jr. ed Eric Trump aveva raggiunto un accordo per la fusione con un gruppo minerario che si è assicurato fino a 1,6 miliardi di dollari dal governo statunitense nel 2025 per agevolare l’estrazione di tungsteno in Kazakistan.

 

I rampolli Trump, come lo stesso presidente e la sua società, sono altresì attivi nel mondo delle criptovalute, con il figlio Eric a teorizzare la sparizione, grazie al blockchain, delle bande tra dieci anni.

 

I figli Trump guidano World Liberty Financial (WLF), la società crypto di famiglia con il token WLFI e la stablecoin USD1. Tra i due progetti ci sono stati attriti: WLF ha mandato una diffida alla società dietro il memecoin, guidata dall’amico di Trump Bill Zanker. Eric e Don Jr. hanno anche preso le distanze da un «wallet ufficiale $TRUMP», dichiarando di non avere alcun coinvolgimento. Ivanka ha smentito ogni legame con un finto «$IVANKA»

 

Un principe emiratino avrebbe acquistato una quota da 500 milioni di dollari in WLF. A febbraio decine di deputati Democratici hanno chiesto al Tesoro di indagare. A luglio cinque senatori Democratici hanno chiesto audizioni, citando 1,4 miliardi di dollari di entrate crypto della famiglia. I Repubblicani, che hanno la maggioranza, non le hanno convocate.

 

Ad agosto un’entità collegata a WLF ha ottenuto l’approvazione condizionata di una licenza bancaria dall’autorità federale (OCC). Elizabeth Warren ha detto che Trump è il primo presidente a approvare, gestire e supervisionare la propria banca.

 

Il token $TRUMP è stato lanciato dal team di Donald Trump sulla blockchain Solana, poco prima dell’insediamento, e subito dopo Melania ha lanciato il suo. Donald Jr. ha dichiarato di non essere stato coinvolto nel memecoin e di occuparsi piuttosto di stablecoin e mining di bitcoin. L’80% dei token è comunque controllato dalla Trump Organization e da entità collegate.

 

Come riportato da Renovatio 21, intervenuto ad una convention di bitcoiner, in campagna elettorale due anni fa Trump ha aveva che quando verrà rieletto renderà gli USA una «superpotenze delle criptovalute». The Donald ha inoltre promesso di graziare subito Ross Ulbricht, fondatore del marketplace criminale del dark web Silk Road, ritenuto da molti incastrato dalle autorità per alcuni reati e condannato alla pena, ritenuta da alcuni sproporzionata, dell’ergastolo.

 

A settembre 2024 gli account dei social media appartenenti ai Trump erano stati compromessi e hanno pubblicato post falsi che pubblicizzavano un’iniziativa di famiglia in materia di criptovaluta che doveva ancora essere svelata.

 

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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

 

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Droni

Il dipartimento della Guerra USA annuncia un nuovo comando per droni e IA

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Il Pentagono istituirà un nuovo Comando per la Guerra Autonoma, incaricato di progettare, produrre e impiegare sistemi robotici in tutte le forze armate. Lo ha annunciato il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth nel discorso sullo «Stato delle Forze Armate».   L’annuncio arriva mentre gli esperti mettono in guardia dalla minaccia dell’intelligenza artificiale in ambito militare: un affidamento eccessivo potrebbe erodere il pensiero critico umano, accrescere il rischio di un’escalation accidentale per l’imprevedibilità delle decisioni algoritmiche e rendere la guerra ancora più pericolosa per i civili.   Mercoledì, alla base dei Marine di Quantico, in Virginia, Hegseth ha detto che all’AutoWarCom sarebbero state attribuite «autorità simili a quelle delle forze armate, create per estendere le capacità autonome e robotiche a tutte le forze congiunte, nel più rapido cambiamento in tempo di pace della storia militare moderna». Ha aggiunto: «La guerra con i droni, potenziata dal puntamento abilitato dall’intelligenza artificiale, rappresenta la più grande rivoluzione sul campo di battaglia degli ultimi decenni».

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Il giorno prima il presidente Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo che, nel vocabolario del governo statunitense, sostituisce «Intelligenza Artificiale» («IA») con «Super Intelligenza» («SI»).   Secondo il segretario alla Guerra, una delle ragioni principali del nuovo comando sono le lezioni del conflitto in Ucraina, dove entrambe le parti usano i droni su larga scala. In una nota dello stesso giorno Hegseth ha osservato che la strategia di lungo periodo del Pentagono, «di acquistare un numero minore di armi sempre più sofisticate», non è più efficace.   «La guerra… è cambiata in modo drastico e improvviso. L’informatica avanzata consente ora di produrre armi precise e a basso costo su vasta scala. Questi sistemi minacciano sempre più le nostre costose piattaforme obsolete e compromettono la nostra capacità di proiezione di forza. È necessario un cambiamento urgente», ha scritto.   Il Comando di Guerra Autonomo, guidato da un generale a quattro stelle, dovrebbe essere operativo entro il 1° ottobre 2027.   Bloomberg ha riferito il mese scorso che l’eccessivo affidamento sull’Intelligenza Artificiale, i tagli al personale e procedure di individuazione degli obiettivi affrettate hanno contribuito all’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile iraniana a Minab, il 28 febbraio, in cui sono morte almeno 157 persone, tra cui 123 bambini. Funzionari coinvolti nell’indagine del Pentagono hanno detto all’agenzia che alcuni membri del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) si aspettavano che il sistema  Maven di Palantir segnalasse informazioni obsolete o incoerenti nella selezione degli obiettivi, ma ciò non è avvenuto. Gli Stati Uniti non hanno ancora riconosciuto pubblicamente la responsabilità dell’attacco.   Secondo alcune fonti, l’AI di Anthropic Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi  Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence. Secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.   Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.

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La scorsa settimana la CNN ha riportato che in primavera l’IA ha quasi provocato un grave incidente tra Stati Uniti e Cina. Le forze americane stavano per intercettare una nave cinese che, secondo un rapporto di intelligence, trasportava componenti di un’arma nucleare destinata all’Iran. La missione è stata annullata all’ultimo momento quando è emerso che un chatbot usato dall’analista aveva identificato in modo errato il carico. Secondo alcuni analisti, l’incidente poteva agire da innesco per una Terza Guerra Mondiale.   A metà settembre, a una conferenza sulla difesa a Pechino, il ministro della Difesa thailandese Adul Boonthumjaroen ha avvertito che il mondo si trova a «un punto di svolta critico» per l’emergere dell’IA in ambito militare. «La questione più urgente non è chi sarà il più potente, ma piuttosto come possiamo costruire un ordine internazionale», ha affermato.   La scorsa estate il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.   Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr  
   
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