Militaria
Come Putin ha passato il suo 73° compleanno: simboli e significati
Il presidente russo Vladimir Putin ha raccontato il significato della scelta di celebrare il suo 73° compleanno, lo scorso 7 ottobre, insieme ai militari nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di San Pietroburgo. Le sue parole sono arrivate durante la conferenza stampa del 10 ottobre a Dushanbe, capitale del Tagikistan, in risposta a una domanda del conduttore televisivo Pavel Zarubin.
Lo Zarubin ha ricordato che il capo del Cremlino aveva trascorso il suo compleanno «con i militari nella Cattedrale di Pietro e Paolo a San Pietroburgo, nel sepolcro con le tombe degli imperatori russi, a partire da Pietro il Grande». Poi ha chiesto: «Perché lì? E perché con i militari?»
Putin ha risposto offrendo quella che ha definito una lezione di storia e cultura russa, sottolineando il ruolo delle forze armate nel destino del Paese:
«penso che sia chiaro il motivo per cui ero con i militari. Perché il destino della Russia è in gran parte, è sempre esclusivamente nelle mani del popolo russo. E in questo momento, i nostri militari sono in primo piano, in prima linea, nel senso letterale e figurato del termine».
«Come avrete notato, ho incontrato i comandanti di tutti i nostri gruppi di forze attivi sulla linea di ingaggio. Li ho invitati alla cerimonia di Pietro e Paolo» ha spiegato il presidente della Federazione Russa. «Perché? Credo sia chiaro. Perché fu Pietro I a gettare le fondamenta essenziali dello Stato russo contemporaneo, comunque lo si voglia chiamare: Impero Russo o Unione Sovietica… Nel frattempo, i nostri militari in generale – comandanti, soldati e ufficiali sul campo – stanno, di fatto, difendendo ciò che Pietro I creò e ciò che i suoi successori continuarono a rafforzare… Cioè, quel giorno abbiamo reso omaggio a coloro che hanno dato un contributo unico e fondamentale alla fondazione del nostro Stato».
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Putin ha spiegato di aver poi proseguito la giornata con un aggiornamento operativo insieme ai comandanti. «Abbiamo avuto un incontro con i colleghi militari. Mi hanno riferito sulla situazione in ogni sezione del fronte, le sezioni di cui erano personalmente responsabili. Dopo l’incontro, abbiamo pranzato insieme, continuando, di fatto, la stessa conversazione in modo informale».
Alla domanda di Zarubin se i presenti gli avessero portato dei regali, Putin ha sorriso: «certo che sì. C’erano diversi regali a tema militare: statuette e libri. Eppure due di questi hanno un valore speciale. Uno dei comandanti mi ha dato due icone che i nostri soldati indossavano, e quelle icone hanno salvato loro la vita. Le icone erano segnate dai proiettili e i soldati me le hanno inviate in dono. Sono loro molto grato. Farò in modo di trovarle e parlare con loro. Anche ora, cogliendo l’occasione, vorrei trasmettere loro, tramite i media, le mie più sincere parole di gratitudine. E che il Signore li protegga come ha fatto prima».
Il Cremlino ha successivamente diffuso una galleria fotografica che mostra Putin, il ministro della Difesa Andrei Belousov, il capo dell’FSB Aleksandr Bortnikov e diversi comandanti militari durante la cerimonia religiosa nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, dove è sepolto Pietro il Grande.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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Geopolitica
Gli Stati Uniti stanno trasformando l’Australia in una base militare
Gli Stati Uniti stanno trasformando l’Australia in una base avanzata per potenziali operazioni militari nel Pacifico, con le forze armate americane e le aziende del settore della difesa che controllano o hanno accesso a circa due terzi delle strutture militari del Paese. Lo scrive il quotidiano britannico Guardian.
Citando i dati raccolti dal Nautilus Institute for Security and Sustainability, il giornale ha individuato 110 strutture in tutta l’Australia con una qualche forma di presenza militare o aziendale statunitense, su un totale di 168 strutture esaminate.
L’esercito statunitense controlla direttamente 17 strutture, tra cui il complesso di intelligence di Pine Gap nell’Australia centrale, che svolge un ruolo fondamentale nelle operazioni di sorveglianza e militari degli Stati Uniti. La struttura monitora i lanci missilistici, intercetta le comunicazioni e fornisce informazioni per il puntamento alle forze americane in tutto il mondo.
Tra le altre installazioni figurano una stazione di comunicazioni navali nell’Australia occidentale, utilizzata per comunicare con i sottomarini statunitensi immersi, e la base RAAF di Tindal, nel nord del Paese, che è in fase di ampliamento per ospitare i bombardieri B-52 Stratofortress, in grado di trasportare armi nucleari.
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«Questi velivoli sono in grado di atterrare sul suolo australiano trasportando armi nucleari. Il governo statunitense non dirà all’Australia se e quando lo faranno. Il governo australiano non chiederà spiegazioni», ha scritto il Guardian.
Oltre alle strutture che controlla direttamente, l’esercito statunitense ha accesso a decine di installazioni australiane, mentre altre sono gestite da aziende americane del settore della difesa, tra cui Lockheed Martin e Northrop Grumman. Secondo i dati di Nautilus, 41 delle 168 strutture esaminate non presentano una presenza statunitense significativa, mentre lo status di altre 17 rimane incerto.
Anche la presenza americana si sta espandendo. A giugno l’AFP ha riferito che gli Stati Uniti si stavano preparando a creare in Australia un deposito permanente di armi, munizioni e attrezzature pronte al combattimento per il Corpo dei Marines, con la previsione che la struttura raggiunga la piena capacità entro il 2028.
«Per oltre un decennio, gli Stati Uniti si sono preparati ad affrontare operazioni belliche ad alta intensità con la Cina, prendendo spunto dall’Australia», ha dichiarato al Guardian Richard Tanter, autore del database Nautilus.
«Dal punto di vista cinese, l’Australia non ospita semplicemente basi statunitensi sul proprio territorio, ma è di per sé una base statunitense… L’Australia rappresenta un importante tassello della macchina bellica americana», ha aggiunto Tanter, professore onorario presso l’Università di Melbourne.
Canberra sostiene che la crescente presenza americana rafforzi la sicurezza dell’Australia. Il ministro della Difesa Richard Marles ha dichiarato a giugno che l’espansione della presenza statunitense è importante sia per lo sviluppo delle capacità militari del Paese sia per la sua sicurezza nazionale. Marles ha inoltre sostenuto che la presenza statunitense ha contribuito a contrastare quello che ha definito il «significativo rafforzamento militare» della Cina nella regione.
Anche l’ex ministro della Difesa australiano Christopher Pyne ha affermato che l’accordo AUKUS del 2021 tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito va oltre l’acquisizione da parte di Canberra di sottomarini a propulsione nucleare, descrivendo l’accordo come la creazione di «una nuova base sottomarina statunitense nell’Oceano Indiano» che fornirebbe a Washington un «enorme vantaggio strategico».
Tanter ha criticato l’approccio di Canberra, definendolo «un enorme fallimento istituzionale in Australia, una sorta di incapacità appresa a livello politico, parlamentare e burocratico».
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Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa è emerso ceh gli Stati Uniti istituiranno in Australia un deposito permanente di armi pronte al combattimento per il loro Corpo dei Marines.
La Cina ha ripetutamente denunciato la cooperazione militare tra Stati Uniti e Australia, accusando i due Paesi di minare la sicurezza nella regione Asia-Pacifico e di avere una «mentalità da Guerra Fredda».
La preparazione degli australiani in vista di una guerra totale con la Repubblica Popolare Cinese è risalente, e si è concretata, oltre che nelle manovre militari, anche in una vera e propria guerra economica.
Come riportato da Renovatio 21, i venti di guerra tra l’Australia e la Cina (un cui giornali di governo ha definito la prima come una «gomma da masticare attaccata allo stivale cinese») hanno creato in questi anni tensioni globali, che interessano anche lo snodo fondamentale di Taiwan.
Ciclicamente figure politiche australiane prevedono una guerra con la Cina che coinvolta anche gli USA da lì a pochi anni.
Come riportato da Renovatio 21, la preparazione dell’Australia ad un’invasione cinese prevede anche la produzione di sciami di micro-droni esplosivi che colpiscono il bersaglio in autonomia – cioè veri e propri Slaughterbots.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
L’Iran reagisce agli attacchi statunitensi contro le petroliere
Additional footage of a PATRIOT battery conducting a massive ballistic missile engagement over Jordan tonight.
Well over a dozen interceptors can be seen engaging incoming Iranian ballistic missiles. pic.twitter.com/u69lJKtFJ7 — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 8, 2026
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In pratica, le basi americane in Medio Oriente servirebbero da esca per attacchi – che costano le vite di soldati americani trattati come vera carne da cannone, o peggio – che giustifichino l’intervento e la spesa militare. La moglie di Joe Kent, Shannon, crittografa e linguista per la Marina USA e la CIA, è morta proprio in un attacco suicida ISIS in una base in Siria di Manbij nel 2019. Aveva con Kent due figli. Come riportato da Renovatio 21, il Kent quest’anno ha dichiarato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto di Israele.The purpose of any system is what it does, not what it claims to do.
Currently our bases & troops in the region primary function is to provide Iran targets to shoot at. Pulling our troops out removes leverage from Iran, if they stay, Iran retains the leverage. https://t.co/rhzUhVXVa5 — Joe Kent (@joekent16jan19) September 8, 2026
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