Geopolitica
Cittadini israeliani chiedono sanzioni contro Israele
Un gruppo di cittadini israeliani chiede al mondo di muovere sanzioni contro lo Stato di Israele. Lo riporta EIRN.
«Noi, cittadini israeliani residenti in Israele e all’estero, chiediamo alla comunità internazionale, all’ONU e alle sue istituzioni, agli Stati Uniti, all’Unione Europea, alla Lega degli Stati Arabi e a tutti gli stati del mondo, di intervenire immediatamente e di attuare ogni possibile sanzione per raggiungere un cessate il fuoco immediato tra Israele e i suoi vicini, per il futuro di entrambi i popoli in Israele e Palestina e dei popoli della regione, e per i loro diritti alla sicurezza e alla vita».
Così inizia un appello, pubblicato in 11 lingue sul sito web «Cittadini israeliani per la pressione internazionale», che è stato firmato da 3.400 cittadini israeliani fino ad oggi. Molti dei firmatari sono «attivisti veterani contro l’occupazione, per la pace e l’esistenza reciproca in questa terra», spiegano.
«Siamo motivati dal nostro amore per la terra e i suoi residenti, e siamo preoccupati per il loro futuro (…) Lo Stato di Israele è su un percorso suicida e semina distruzione e devastazione che aumentano di giorno in giorno (…) Siamo dell’opinione che la repressione, l’intimidazione e la persecuzione politica impediscano a molti che condividono le nostre opinioni di unirsi a questo appello».
Molti leader mondiali hanno denunciato i massacri e la distruzione, tuttavia «la continua fornitura di armi a Israele, le partnership economiche e di sicurezza e le collaborazioni scientifiche e culturali, portano la maggior parte degli israeliani a credere che le politiche di Israele godano del sostegno internazionale».
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«Le condanne non sono supportate da azioni pratiche. Siamo pieni di parole e dichiarazioni vuote. Per favore, per il nostro futuro e per il futuro di tutti i residenti di Israele e della regione, salvateci da noi stessi e fate una vera pressione su Israele per un cessate il fuoco immediato», esortano.
Come scrive EIRN, quanto coraggio ci voglia perché i cittadini israeliani parlino apertamente è esemplificato dalla rabbia del governo israeliano contro l’editore del quotidiano israeliano Haaretz.
Intervenendo il 28 ottobre a una conferenza co-sponsorizzata da Haaretz a Londra, Amos Schocken ha anche esortato la comunità internazionale a implementare sanzioni contro il governo Netanyahu per «aver imposto un crudele regime di apartheid alla popolazione palestinese» e «sostenere la pulizia etnica dei palestinesi da parti dei territori occupati. In un certo senso, ciò che sta accadendo ora nei territori occupati e in parte di Gaza è una seconda Nakba di invio e creazione di rifugiati», ha accusato.
Citando il ruolo delle sanzioni internazionali nel porre fine all’apartheid sudafricano, ha proposto: «se vogliamo garantire la sopravvivenza e la sicurezza di Israele, e anche aiutare la normalizzazione delle vite dei palestinesi, i nostri vicini, deve essere istituito uno stato palestinese, e l’unico modo per raggiungere questo obiettivo, penso, è applicare sanzioni contro il leader di Israele, contro i leader che si oppongono a esso e contro i coloni che si trovano nei territori occupati in violazione del diritto internazionale».
«Il regime di Netanyahu è ora intenzionato a mandare in bancarotta Haaretz e criminalizzare la sua pubblicazione, alimentando una tempesta mediatica contro Schocken» commenta EIRN.
Finora, quattro ministeri hanno ordinato la cessazione di tutti i rapporti commerciali con il giornale, mentre il ministro della Giustizia Yariv Levin ha inviato una richiesta ufficiale al procuratore generale Gali Baharav-Miara per elaborare una legge che criminalizzi gli israeliani che «promuovono o incoraggiano l’applicazione di sanzioni internazionali su Israele, i suoi leader, le sue forze di sicurezza e i cittadini di Israele», con una pena detentiva di dieci anni, che saranno raddoppiati in tempo di guerra.
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Immagine di Ted Eytan via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Geopolitica
Israele effettua il più pesante bombardamento del Libano dalla tregua di giugno
VIDEO | Footage documents the moment Israeli artillery shelling targeted Al-Hanniye in south Lebanon’s Tyre District amid ongoing attacks. pic.twitter.com/xXn0k7w9UY
— The Cradle (@TheCradleMedia) August 5, 2026
Following Hezbollah breaking the ceasefire and attempting to target Israeli forces, the IDF launched multiple airstrikes in Bourj El Shemali, a suburb of the city of Tyre in Lebanon. pic.twitter.com/RIkE1wCBfx
— Israel Military Channel (@IsraelMilitaryC) August 5, 2026
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Geopolitica
Marjorie Taylor Greene e Massie accusano i repubblicani di essere responsabili dell’«invasione» di migranti in Spagna
L’ex deputata Marjorie Taylor Greene ha accusato i repubblicani della Camera di finanziare un’«invasione» della Spagna dopo aver citato il collega repubblicano Thomas Massie in merito a una recente legge di bilancio.
«I repubblicani hanno pagato 40 milioni di dollari delle vostre tasse al Marocco per invadere la Spagna», ha scritto Greene su X. «E poi hanno fatto finta che i confini contino e si sono scandalizzati come se le invasioni fossero offensive. Repubblicani e Democratici sono uguali e il partito unico ci ha fatto indebitare per 40 trilioni di dollari, e gli americani sono gli ultimi».
La Greene ha ritwittato un precedente post di Massie in cui osservava che, «due settimane prima che i migranti dal Marocco invadessero Ceuta, il Partito Repubblicano ha approvato una legge con 40 milioni di dollari per il Marocco e una relazione di una commissione che affermava: le città di Ceuta e Melilla, amministrate dalla Spagna, si trovano in territorio marocchino e rimangono oggetto della rivendicazione di lunga data del Marocco».
Republicans paid $40 MILLION of your tax dollars to Morocco to invade Spain.
And then they all pretended like borders matter and clutched their pearls like invasions are offensive.
R’s and D’s are the same and the Uniparty has put us in $40 T in debt and Americans LAST. https://t.co/MZyOF2OOcc
— Former Congresswoman Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@FmrRepMTG) August 2, 2026
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In un altro post, il Massie ha aggiunto: «Non fatevi ingannare dalla finta indignazione di Fox/GOP [il canale TV conservatore Fox News e il Partito Repubblicano USA, ndr]. Due settimane fa, la Camera ha approvato una legge che ha dato il via libera al trasferimento di territorio spagnolo al Marocco. Tutti i repubblicani tranne me hanno votato a favore, ma ora LORO si mostrano scioccati dall’invasione». La legge in questione è la HR 8595, approvata dalla Camera il 15 luglio.
Il leader di Ceuta, Juan Jesus Vivas, in seguito descrisse l’afflusso come un’«atrocità» e affermò che la popolazione riteneva che fosse stato «se non orchestrato, quantomeno incoraggiato o permesso dal Marocco». Notò la presenza di 88 cadaveri nell’obitorio locale, mentre le autorità spagnole riferirono che circa 69.500 persone erano rientrate in Marocco, con circa 2.500 ancora presenti sul posto.
Dopo l’invasione, alcuni anno ipotizzato che, con la Spagna che ha denunciato Israele come «Stato genocida» a causa delle continue atrocità commesse a Gaza, annullando al contempo gli accordi sulle armi e riconoscendo lo Stato di Palestina nel 2024, quest’invasione di rifugiati sia forse una punizione organizzata per questi e altri atti di sfida contro la politica israelo-americana.
In un articolo pubblicato sabato da Al Jazeera, la scrittrice Belan Fernandez ha osservato come, avendo firmato gli Accordi di Abramo, il Marocco intrattenga buoni rapporti con Israele, e come almeno due funzionari e commentatori filo-israeliani abbiano recentemente espresso pubblicamente l’opinione che questa nazione a maggioranza musulmana (99%) dovrebbe invadere e conquistare territori della Spagna, a maggioranza cattolica.
La Spagna è stata criticata per la sua «posizione di principio» nei confronti della Palestina e per l’opposizione alla guerra con l’Iran.
Come riportato da Renovatio 21, ad aprile Netanyahu aveva attaccato duramente la Spagna per quella che ha definito una ripetuta opposizione a Israele e la «diffamazione» delle forze armate, dopo che Madrid ha condannato le Forze di Difesa Israeliane (IDF) per gli attacchi in Libano.
Nel settembre scorso era emerso che la Spagna aveva cancellato quasi 1 miliardo di euro di contratti di difesa con aziende israeliane, la sua mossa più forte finora nell’ambito delle misure annunciate dal Sanchez contro lo Stato degli ebrei.
A maggio 2025 il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, durante una riunione di Paesi arabi ed europei svoltasi a Madrid, aveva affermato che la comunità internazionale dovrebbe valutare l’imposizione di sanzioni contro Israele per fermare la guerra a Gaza.
Il mese prima il Regno di Spagna ha denunciato i bombardamenti israeliani sul Libano e ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza, dopo le notizie secondo cui sarebbero state uccise più di 350 persone.
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Madrid, assieme ad Irlanda, Norvegia, si era coordinata ancora mesi fa per il riconoscimento dello Stato palestinese, provocando il richiamo degli ambasciatori da parte di Israele.
Durante la primavera 2024 la Spagna si era rifiutata di far attraccare nel porto di Cartagena una nave che trasportava armi verso Israele.
Come riportato da Renovatio 21, nell’ottobre 2024 il ministro spagnuolo per i diritti sociali Ione Belarra ha esortato i leader europei a intraprendere azioni immediate contro Israele, paventando la possibilità che altrimenti la UE diventi «complice del genocidio».
Come riportato da Renovatio 21, il Regno di Spagna, assieme all’Irlanda, ha chiesto che la UE sospenda l’accordo di libero scambio con Israele e accusa Netanyahu per gli attacchi all’UNIFIL dello scorso ottobre.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
L’Iran sospende gli attacchi di rappresaglia contro l’Ucraina dopo le scuse di Kiev
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