Militaria
Bombardiere stealth B-2 arriva nella base aerea USA dell’Oceano Indiano, a distanza di attacco dall’Iran
Un bombardiere stealth Northrop B-2 Spirit e aviatori dell’aeronautica militare statunitense sono stati assegnati al 110th Expeditionary Bomb Squadron presso la Naval Support Facility Diego Garcia nell’Oceano Indiano, secondo l’USAF, l’aviazione degli Stati Uniti d’America.
L’esercito statunitense usa l’isola di Diego Garcia come punto strategico per lanciare operazioni nell’Indo-Pacifico. Si sarebbe trattato di un «evento hot pit», ossia di un’occasione in cui l’aereoplano atterra e fa rifornimento senza spegnere i motori.
«Se perdiamo un aereo cisterna o non ne abbiamo uno per il rifornimento in volo, una fossa calda ci consente di spostare il nostro jet da una posizione all’altra, rifornirci e completare la missione», ha affermato il vice comandante del 110° EBS e pilota del B-2.
L’USAF ha osservato che «l’organizzazione di eventi hot pit in diverse località del mondo consente agli equipaggi e ai piloti di supporto di mantenere un elevato livello di prontezza e competenza».
Diego Garcia si trova a circa 1.000 miglia dalla punta meridionale dell’India e a più di 3.000 miglia dall’Iran. I B2 hanno una gittata di circa 6.000 miglia nautiche.
Una mappa dell’United States Institute of Peace mostra che la portata dei missili balistici dell’Iran varia da 200 km a 3.000 km (da 123 miglia a 1.864 miglia). Ciò pone Diego Garcia fuori dal raggio di minaccia dell’Iran.
Nel frattempo, sul fronte dei mercati energetici, il greggio Brent si è attestato sotto gli 80 dollari al barile nel tardo pomeriggio di venerdì.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
Berlino lamenta: Kiev non ha usato gli aiuti per comperare armi germaniche
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Militaria
Aerei da guerra statunitensi danneggiati in un attacco iraniano a un’importante base aerea
Diversi aerei militari americani sono stati danneggiati in un attacco iraniano contro una grande base aerea statunitense in Giordania, secondo quanto riferito mercoledì dalla CBS, che cita fonti informate.
L’attacco sarebbe avvenuto nella notte tra martedì e domenica e avrebbe colpito la base aerea di Muwaffaq Salti, vicino ad Azraq, a circa 100 km a nord-est di Amman, snodo rilevante per le operazioni aeree americane nella zona.
Secondo il resoconto, un A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, ha riportato gravi danni alle ali, mentre circa otto F-15 hanno subito danni lievi ma sono tornati operativi. Nessun militare statunitense è morto.
Le forze americane avrebbero lanciato più di 30 missili intercettori Patriot durante l’attacco. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 18 missili iraniani, due dei quali sono caduti in aree disabitate senza vittime.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha confermato i danni segnalati. Ha però smentito le affermazioni iraniane secondo cui due cacciatorpediniere della Marina USA sarebbero stati colpiti negli ultimi attacchi e ha detto che le forze americane hanno distrutto dieci petroliere iraniane dal 5 settembre, di cui cinque martedì, dopo che Teheran avrebbe preso di mira una nave da guerra statunitense con missili balistici.
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L’escalation si colloca nel più ampio quadro di tensione tra Stati Uniti e Iran per lo Stretto di Ormuzzo. Washington ha limitato il traffico da e verso i porti iraniani, mentre Teheran ha imposto controlli sul transito attraverso il canale, che prima della guerra gestiva circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Insieme agli attacchi missilistici e con droni degli Houthi contro le infrastrutture energetiche saudite, la ripresa dei combattimenti ha riportato il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, alimentando i timori di interruzioni delle forniture.
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di attaccare «molte più» navi iraniane se Teheran continuerà a colpire obiettivi americani, affermando che l’Iran sta allungando il conflitto per influenzare le elezioni di medio termine statunitensi, sperando in un vantaggio per i Democratici, che si oppongono in larga maggioranza alla guerra.
L’Iran ha accusato Washington di destabilizzare il Medio Oriente con le sue operazioni militari. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato mercoledì che se gli Stati Uniti vogliono davvero la pace dovrebbero porre fine ai loro «interventi dannosi e destabilizzanti nella nostra regione».
Teheran ha ripetutamente avvertito gli Stati vicini di non consentire che il loro territorio o spazio aereo sia usato a sostegno delle operazioni americane contro l’Iran.
Da febbraio le forze iraniane hanno colpito diverse basi statunitensi nella regione, tra cui in Bahrein, negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Giordania. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha difeso gli attacchi, sostenendo che non si poteva pretendere che Teheran si astenesse dal reagire, visto che il territorio e lo spazio aereo arabo erano stati usati negli attacchi statunitensi contro l’Iran.
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Immagine di Noah Wulf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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