Economia
Blackrock e la crisi delle obbligazioni britanniche
Chi ha scatenato la tempesta finanziaria che ha colpito Londra, al punto da far dimettere dopo poco più di un mese il premier Liz Truss?
Il sito Wall Street On Parade si concentra sul ruolo di BlackRock, la più grande società di gestione patrimoniale del mondo (10 trilioni di dollari), nella derivatizzazione degli investimenti dei fondi pensione, i famosi fondi LDI (Liability Driven Investment) che hanno innescato la crisi obbligazionaria britannica.
«Secondo il sito web di BlackRock, essa gestisce “oltre $ 400 miliardi di asset LDI a livello globale”. Secondo i media, altri manager LDI includono Schroders e Legal & General Group».
Scrive EIRN che un investimento promosso da BlackRock sarebbe il «Treasury stripping» («smantellamento del Tesoro»).
Wall Street on Parade spiega di cosa si tratta : «un preesistente Treasury strip a lungo termine è uno degli strumenti di debito più volatili che ci siano in un periodo di tassi di interesse in rapido aumento. A differenza di una nota del Tesoro o di un’obbligazione del Tesoro che paga gli interessi semestralmente (che possono essere reinvestiti a tassi più elevati man mano che i tassi salgono), un Treasury strip non paga interessi in corso. Un Treasury Strip ha una data di scadenza fissa e viene venduta con uno sconto sull’intero importo nominale. Se la leva venisse aggiunta a questi strumenti già volatili, ciò spiegherebbe molto il disagio nei fondi pensione del Regno Unito».
«Ad oggi, nessun media ha un chiaro controllo su quale specifica strategia LDI fosse maggiormente utilizzata nel mercato pensionistico del Regno Unito; i tipi specifici di derivati utilizzati; e quali banche globali o altre istituzioni finanziarie erano le controparti di questi derivati. Fino a quando tali informazioni non saranno rese pubbliche, abbiamo pochissime informazioni significative su ciò che è accaduto e su ciò che potrebbe essere influenzato in seguito».
«Pensions & Investments, tuttavia, ha già gli occhi puntati sui mercati statunitensi. Elenca 25 grandi società, per lo più con sede negli Stati Uniti, i cui piani pensionistici utilizzano anche strategie LDI».
Scrive EIRN che BlackRock ha chiesto per la prima volta alle banche centrali di «andare direttamente» all’evento annuale dei banchieri centrali di Jackson Hole nell’agosto 2019, e un mese dopo la FED e altre banche centrali hanno assunto BlackRock per eseguire il programma sotto forma di un salvataggio del mercato interbancario congelato.
Nel 2014 era stata assunta dalla BCE per gestire il loro programma di acquisto di attività.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno il CEO di BlackRock aveva dichiarato che la crisi ucraina avrebbe potuto accelerare il processo di abolizione del contante.
BlackRock pare in convergenza non solo ideale con l’attuale Casa Bianca. Di recente un economista ex BlackRock ora in forze all’amministrazione Biden aveva parlato di sacrifici che i popoli devono fare per «l’Ordine Mondiale liberale». Sempre l’amministrazione Biden avrebbe chiesto al presidente di Blackrock di consigliare il Dipartimento di Stato USA riguardo alle politiche con la Cina. In Cina peraltro il grande gruppo avrebbe in corso una faida contro il notorio speculatore mondialista George Soros.
Un mese fa un ex manager di BlackRock ha parlato di «certezza matematica» di un crollo finanziario globale tra 2 anni.
Per capire meglio il megagruppo finanziario consigliamo la lettura dell’articolo di William F. Engdhal tradotto e pubblicato da Renovatio 21, «Quello che non sapete di BlackRock».
Economia
Parlamentare tedesca spinge per il rimpatrio dell’oro dagli Stati Uniti
Berlino dovrebbe far rientrare le proprie riserve auree conservate negli Stati Uniti, ha sostenuto venerdì un deputato tedesco in un’intervista rilasciata al Der Spiegel, indicando come motivazione principale le preoccupazioni per le politiche «imprevedibili» del presidente statunitense Donald Trump.
Marie-Agnes Strack-Zimmermann, esponente del Partito Liberale Democratico (FDP), ha spiegato che il rimpatrio delle riserve contribuirebbe a diminuire il rischio strategico in un periodo di crescente instabilità globale.
Negli ultimi quattro anni il valore dell’oro è schizzato alle stelle, registrando un incremento di quasi il 70% solo nel 2025, spinto dalla massiccia acquisizione da parte delle banche centrali, dalle ansie inflazionistiche e dalle tensioni geopolitiche in corso. Questa settimana i contratti future sull’oro hanno segnato un nuovo record storico, superando i 4.860 dollari l’oncia, a seguito delle recenti minacce di dazi pronunciate da Trump contro i Paesi europei contrari al suo progetto di acquisizione della Groenlandia, minacce in seguito parzialmente ritrattate.
«In un contesto di crescenti incertezze a livello mondiale e di politiche statunitensi imprevedibili sotto la presidenza Trump, non è più sostenibile che circa il 37% delle riserve auree tedesche, pari a oltre 1.230 tonnellate, rimanga custodito a New York», ha dichiarato Strack-Zimmermann.
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La Bundesbank mantiene attualmente 1.236 tonnellate d’oro, per un controvalore di 178 miliardi di dollari, presso la Federal Reserve di New York. Per decenni una parte considerevole delle riserve tedesche è stata depositata all’estero per ragioni storiche e legate alle condizioni di mercato.
Strack-Zimmermann ha precisato che tale intesa poteva risultare logica durante la Guerra Fredda, ma appare ormai inadeguata allo scenario geopolitico attuale. La «semplice fiducia» nei «partner transatlantici» non può più essere considerata un sostituto adeguato della piena sovranità in ambito economico e di sicurezza, ha argomentato.
Fin dal periodo del miracolo economico post-bellico la Germania ha custodito parte delle sue riserve all’estero; tra il 2013 e il 2017 ha proceduto a un parziale rimpatrio dell’oro da Nuova York e Parigi. Oggi circa la metà delle riserve è conservata in territorio nazionale, mentre la quota restante si trova a New York e Londra.
La forte domanda di oro da parte delle banche centrali di tutto il mondo ha rappresentato uno dei principali motori della corsa al rialzo dei prezzi, con i Paesi che cercano di proteggersi dalla svalutazione monetaria e da altre incertezze.
Secondo un recente articolo di Bloomberg, l’incremento delle riserve auree russe ha compensato in misura rilevante il valore degli asset congelati dall’Occidente, Stati Uniti inclusi, generando un plusvalore stimato di circa 216 miliardi di dollari da febbraio 2022.
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Economia
Orban avverte: il debito ucraino da 1,5 trilioni di dollari è una «bomba atomica»
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Economia
L’UE congela l’accordo commerciale con gli Stati Uniti a causa delle minacce di Trump
Il Parlamento Europeo ha bloccato l’iter di approvazione dello storico accordo commerciale e tariffario tra Unione Europea e Stati Uniti, motivando la decisione con le «continue e crescenti minacce» lanciate dal presidente statunitense Donald Trump contro l’UE, tra cui il suo progetto di annettere la Groenlandia.
«Di fronte alle minacce persistenti e sempre più gravi – comprese quelle tariffarie – dirette contro la Groenlandia, la Danimarca e i loro alleati europei, non ci è rimasta altra scelta se non sospendere i lavori» sull’accordo, ha dichiarato mercoledì Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo.
«La nostra sovranità e la nostra integrità territoriale sono in gioco», ha scritto in un successivo post su X. «È impossibile proseguire come se nulla fosse».
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L’intesa era stata siglata a luglio da Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: l’accordo fissa un tetto del 15% sui dazi applicati dalla maggior parte delle merci europee in ingresso negli Stati Uniti – aliquota inferiore a quella riservata alla gran parte dei partner commerciali americani. In cambio, l’UE ha eliminato i dazi su alcune importazioni agricole e industriali statunitensi e si è impegnata a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti e ad acquistare energia americana per un valore di 750 miliardi di dollari.
L’accordo era generalmente ritenuto vantaggioso per Washington e i deputati europei si preparavano a votare gli emendamenti nei giorni successivi. Tuttavia, l’acuirsi della disputa tra Washington e Bruxelles sulla Groenlandia ha reso incerta la ratifica. La scorsa settimana Trump ha annunciato l’applicazione di un dazio aggiuntivo del 10% su otto Paesi europei della NATO contrari al suo piano di acquisizione della Groenlandia, avvertendo che la misura salirà al 25% qualora non si raggiunga un’intesa sul territorio entro giugno.
La Danimarca ha ribadito più volte che non cederà il controllo della Groenlandia, mentre Trump ha promesso di ottenerla «nel modo più facile» o «nel modo più difficile».
Come riportato da Renovatio 21, nel discorso pronunciato mercoledì al World Economic Forum di Davos, il presidente statunitense ha definito la Groenlandia «nostro territorio» e ha invitato Copenaghen ad avviare «negoziati immediati» per trasferirne la sovranità a Washington.
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