Terrorismo
Attentato in Belucistan, almeno 24 morti
Una potente esplosione ha scosso la stazione ferroviaria di Quetta nella provincia del Belucistan, nel Pakistan sud-occidentale, sabato mattina, uccidendo almeno 24 persone, ha riferito Samaa TV.
Circa altre 60 persone sono rimaste ferite nell’esplosione, alcune in modo grave, riporta l’emittente pakistana, citando fonti nello Stato.
L’esplosione è avvenuta vicino a una biglietteria sulla banchina proprio mentre erano in programma due treni, tra cui il Jaffer Express diretto a Peshawar, hanno detto i funzionari delle ferrovie. Un gran numero di passeggeri era presente sulla banchina in quel momento e le autorità di Quetta hanno detto che si aspettano che il bilancio delle vittime aumenti.
⚠️Suicide Bomber 21 killed 30 injured in a blast at Quetta Railway Station, #Balochistan. Baloch Liberation Army (BLA) claims responsibility, attacked Pak Army’s unit while they were in Jaffer Express Train.
⚠️ Muhammad Rafiq Bizanjo alias Washen was the suicide bomber #Pakistan… pic.twitter.com/dMXKQV4wMz
— Culture War (@CultureWar2020) November 9, 2024
Horrific scene at Quetta, Balochistan. As many as 24 persons have been killed in a blast at Quetta Railway Station in Pakistan. Balochs have been fighting for their freedom from Pakistan for past several years. pic.twitter.com/GGsOCJZLeh
— The Pamphlet (@Pamphlet_in) November 9, 2024
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È stata dichiarata un’emergenza e le squadre di soccorso hanno già iniziato a lavorare sul posto. Un certo numero di feriti è stato trasportato al Civil Hospital di Quetta e al centro traumatologico locale.
Il gruppo di insorti dell’Armata di Liberazione del Belucistan (BLA) ha rivendicato la responsabilità dell’esplosione. L’organizzazione è stata bandita in Pakistan nel 2009 in base alle leggi antiterrorismo del Paese.
In una dichiarazione pubblicata sui social media, il gruppo ha affermato che un attentatore suicida ha preso di mira un’unità dell’esercito pakistano che, secondo loro, si trovava sul treno Jaffer Express diretto a Peshawar dopo aver completato un corso presso una scuola di fanteria.
Le forze di sicurezza di Islamabad hanno isolato l’area. Il sovrintendente senior delle operazioni di polizia di Quetta, Mohammad Baloch, ha dichiarato in una nota che le autorità stanno indagando sulla richiesta della BLA, commentando che l’incidente «sembrava un’esplosione suicida», ma era ancora troppo presto per dirlo con certezza e affermando che una squadra di artificieri è arrivata sul posto e sta attualmente lavorando per determinare la natura dell’esplosione.
Le immagini pubblicate online mostrano la piattaforma disseminata di detriti e bagagli, tra cui quelli che sembrano essere zaini dell’esercito.
Il Belucistan è la provincia più grande ma meno popolata del Pakistan, sede di importanti progetti minerari e della minoranza etnica beluci. Il BLA ha a lungo cercato l’indipendenza della provincia dal governo centrale di Islamabad.
Gli insorti prendono spesso di mira le forze di polizia e militari nella regione, così come gli stranieri, in particolare i cittadini cinesi che stanno costruendo progetti infrastrutturali in Pakistan come parte della Belt and Road Initiative di Pechino.
Oltre ai separatisti, è noto che nella zona operano anche militanti islamici.
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Terrorismo
La Germania sospetta che dietro le esplosioni del Nord Stream ci siano «intelligence straniere»
La Corte federale di giustizia tedesca (BGH) ha stabilito che il sabotaggio del gasdotto Nord Stream avvenuto nel 2022 è stato con ogni probabilità un’operazione condotta dai «servizi segreti» su ordine di un governo straniero, secondo quanto emerge da una sentenza che ha disposto la permanenza in custodia cautelare del principale sospettato.
Il documento giudiziario, datato 10 dicembre e reso pubblico giovedì, respinge il ricorso presentato contro la detenzione preventiva del sospettato di 49 anni, identificato dai media come l’ex membro delle forze speciali ucraine Sergej Kuznetsov (o Serhiy Kuznetsov).
«Allo stato attuale delle indagini, è altamente probabile che l’imputato sia coinvolto negli attentati all’oleodotto», ha scritto la corte, precisando inoltre che «l’immunità non si applica agli atti di violenza controllati da un servizio di intelligence».
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Secondo le accuse, il sospettato avrebbe guidato un piccolo gruppo di sabotatori ucraini che ha noleggiato uno yacht e impiegato attrezzature subacquee di tipo commerciale per collocare esplosivi sui gasdotti nel Mar Baltico. L’uomo è stato arrestato in Italia nell’agosto 2025 ed estradato in Germania a novembre. I procuratori federali lo imputano di «sabotaggio anticostituzionale» per aver interrotto una rotta energetica di fondamentale importanza.
La difesa aveva invocato la cosiddetta «immunità funzionale», sostenendo che, nel contesto del conflitto tra Ucraina e Russia, i gasdotti in acque internazionali rappresentassero un obiettivo militare legittimo.
Il BGH ha respinto con decisione tale tesi, sottolineando che il Nord Stream aveva principalmente finalità civili. La corte ha inoltre rilevato che l’operazione appariva come una missione segreta di intelligence, in cui i responsabili non erano riconoscibili come combattenti, e che erano state violate la sovranità tedesca e la «giurisdizione territoriale» della Germania.
«L’immunità funzionale generale dei funzionari pubblici derivante dall’immunità sovrana ai sensi del diritto internazionale non costituisce alcun ostacolo al perseguimento dell’imputato ucraino… nel caso in cui abbia partecipato all’atto di sabotaggio per conto dei servizi segreti di uno Stato straniero», ha affermato la corte.
Un altro sospettato, identificato come l’istruttore subacqueo Vladimir Zhuravljov, era stato arrestato in Polonia a fine settembre in base a un mandato di arresto europeo. Tuttavia, a ottobre un tribunale distrettuale di Varsavia ha respinto la richiesta di estradizione tedesca e ne ha disposto il rilascio.
La Russia ha manifestato profondo scetticismo riguardo alla possibilità che un piccolo gruppo indipendente potesse eseguire un’operazione tanto complessa in acque sotto controllo NATO senza un diretto coinvolgimento statale. Mosca ha inoltre criticato la scarsa trasparenza dell’inchiesta, accusando le autorità europee di servirsi di «capri espiatori» privati per occultare le reali circostanze degli attacchi del 2022.
Nel 2023, il veterano giornalista investigativo Seymour Hersh pubblicò un reportaggio in cui affermava che l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva dato l’ordine di distruggere il Nord Stream. Secondo una fonte informata che parlò con il giornalista premio Pulitzer, gli esplosivi erano stati piazzati dai sommozzatori della Marina statunitense qualche mese prima, sotto la copertura di un’esercitazione NATO. La Casa Bianca all’epoca negò il rapporto, definendolo «completa finzione».
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Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.
La stampa italiana ieri ha diffuso maggiori informazioni sul caso. Le testate Open.Online (che ha collaborato con Facebook, il social che aveva etichettato la versione di Hersh come «falsa informazione».
Mosca ha respinto nettamente la teoria dei subacquei ucraini dapprima diffusa dalla stampa tedesca. Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».
Ora, con la glasnost trumpiana in corso, non escludiamo che il Cremlino – che aveva chiesto un’indagine ONU – possa attenuare il suo scetticismo nei confronti della versione dei fatti che appariva creata apposta per scagionare Washington. La pace… val ben una narrativa alternativa?
Ricordiamo un significativo commento analitico di Hersh successivo allo scoop: il disastro del Nord Stream potrebbe costituire la fine della NATO.
Il Nord Stream, come l’avevamo definito su Renovatio 21, è l’incredibile concrezione del Mulino di Amleto, gorgo cosmico-marittimo che, nella mitologia nordica, ingoia tutto quanto. Lo stesso Patto Atlantico, quindi, potrebbe finirci dentro.
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Terrorismo
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