Geopolitica
Attacco con drone vicino ad un ufficio dell’ambasciata USA a Tel Aviv: un morto
Una persona è stata uccisa in un’esplosione in seguito a un attacco di droni su Tel Aviv ieri mattina, vicino a una filiale dell’ambasciata statunitense nella città israeliana. Almeno dieci persone sono in cura per ferite, hanno detto i funzionari di emergenza locali.
La città è in «stato di massima allerta» dopo l’attacco dei droni e i residenti sono tenuti a seguire le istruzioni di emergenza, ha scritto il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, in un messaggio su X. «La guerra è ancora qui, ed è dura e dolorosa», ha aggiunto il primo cittadino telavivvo.
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno affermato che un’indagine preliminare ha dimostrato che l’esplosione è stata causata dalla caduta di un «bersaglio aereo», termine solitamente utilizzato per riferirsi ai droni.
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L’IDF ha aggiunto di aver aumentato le pattuglie aeree «per proteggere lo spazio aereo israeliano». Stanno indagando su come il velivolo abbia penetrato i sistemi di difesa e perché non sia stata attivata alcuna sirena.
I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità dell’esplosione. Il portavoce del gruppo, Yahya Saree, ha affermato che la «significativa operazione militare» è stata condotta con un nuovo drone in grado di «aggirare i sistemi di intercettazione del nemico».
מטורף: תיעוד פיצוץ הכטב”מ בעיר תל אביב, שומעים זמזום ואז פיצוץ אדיר!
Crazy: Documentation of the UAV explosion in the city of Tel Aviv, you hear a hum and then a huge explosion! https://t.co/DOYFImMPZF pic.twitter.com/wMtqBZHjRg
— יענקי כהן | Yanki Coen (@yankicoen) July 19, 2024
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L’esplosione è stata preceduta da un forte rumore sibilante, secondo testimoni oculari e filmati di telecamere di sorveglianza e dashcam che circolano online.
Un uomo di 50 anni è stato trovato morto con gravi ferite da schegge in un appartamento adiacente all’esplosione, ha riferito il servizio di emergenza nazionale israeliano. Diverse persone sono rimaste ferite dalle schegge e sono state portate in ospedale, mentre altre hanno riportato ferite più lievi, secondo i primi soccorritori.
L’incidente è avvenuto in via Shalom Aleichem, nel quartiere centrale della città, che ospita numerose missioni diplomatiche, tra cui una filiale dell’ambasciata statunitense.
WATCH | The moment a suicide drone hits a building near the US consulate in Tel Aviv. pic.twitter.com/FPOLcYqAli
— The Cradle (@TheCradleMedia) July 19, 2024
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????????#Israel: Parts of the drone that was found near the site of explosion in Tel Aviv. https://t.co/or60t5SEPm pic.twitter.com/Vtd8gkWvOS
— ConflictLive ???? (@conflict_live) July 19, 2024
Diverse foto che circolano su X mostrano presunti frammenti di un drone sulla scena. Una mostra un pezzo di scafo, fatto di una sostanza che sembrava fibra di vetro, con parti metalliche attaccate. Un’altra mostra un’ala appoggiata sul marciapiede, più lunga dell’altezza di una persona, accanto a un gruppo di persone.
«Continueremo a colpire questi obiettivi in risposta ai massacri del nemico e ai crimini quotidiani contro i nostri fratelli nella Striscia di Gaza», ha aggiunto il portavoce degli Houthi dello Yemen, Yahya Saree, in un discorso televisivo. «Le nostre operazioni cesseranno solo quando l’aggressione cesserà e l’assedio al popolo palestinese nella Striscia di Gaza sarà revocato».
Come riportato da Renovatio 21, nei mesi del conflitto gli Houthi hanno sequestrato navi credute che incrociavano ne Mar Rosso legate allo Stato Ebraico, difatto dirompendo le rotte del commercio globale.
Gli Houthi hanno altresì dichiarato di disporre di missili ipersonici.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
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Geopolitica
Il Pakistan amplia i poteri del capo militare
Il Pakistan ha esteso in modo significativo i poteri del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CDF) Asim Munir tramite due nuove leggi approvate lo scorso giovedì.
La legge sulle forze di difesa del 2026 e la legge sull’autorità di comando nazionale modificata del 2010 ampliano il ruolo statutario del Capo di Stato Maggiore della Difesa, una carica istituita solo lo scorso anno.
La legge sulle forze di difesa autorizza il Capo di Stato Maggiore della Difesa a esercitare i poteri e a svolgere le funzioni necessarie per «l’integrazione multidominio, la coesione operativa, il coordinamento e la supervisione di tutte le questioni che hanno implicazioni congiunte, interforze e strategiche per le forze armate e la sicurezza nazionale del Pakistan».
Tali poteri consentono inoltre a Munir di mandare in pensione, licenziare, accettare o rifiutare le dimissioni di chiunque, oppure di trattenerlo in servizio, fatta eccezione per le posizioni le cui nomine spettano al presidente su consiglio del primo ministro, come quelle di capo dell’esercito, della marina e dell’aeronautica.
Egli può inoltre attenuare i limiti di età o di servizio per il pensionamento di qualsiasi membro del personale militare.
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La costituzione pakistana stabilisce che il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CDF) sia anche il capo dell’esercito, carica considerata la più potente del Paese, attribuendo di fatto a Munir il controllo su esercito, marina e aeronautica. Il CDF è inoltre il principale consigliere militare del comando nucleare pakistano.
Le recenti modifiche assegnano a Munir un’ampia influenza sulla carriera degli ufficiali militari. Designando il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CDF) come consigliere militare senior del Primo Ministro, le leggi rafforzano anche il ruolo della leadership militare nel processo decisionale.
Il gabinetto federale guidato dal primo ministro Shehbaz Sharif ha approvato i disegni di legge giovedì, e questi sono stati presentati all’Assemblea Nazionale dal Ministro della Difesa Khawaja Asif, pur non figurando all’ordine del giorno.
I disegni di legge, elaborati come seguito al 27° emendamento costituzionale, sono stati poi approvati tra le proteste dell’opposizione, che ha abbandonato l’aula.
Lo scorso anno il 27° emendamento costituzionale ha riorganizzato il comando militare pakistano, istituendo le figure di Capo di Stato Maggiore della Difesa (CDF) e di Comandante del Comando Strategico Nazionale. L’emendamento ha assicurato a Munir l’immunità dall’arresto o da procedimenti giudiziari per azioni ufficiali o personali connesse al suo mandato e al suo grado.
Il Munir è stato promosso al grado di feldmaresciallo il 20 maggio 2025, diventando il secondo ufficiale nella storia militare del Pakistan, dopo Ayub Khan, a ricevere tale grado.
Diversi analisti e riviste accademiche descrivono l’attuale assetto sotto il comando del capo dell’esercito Asim Munir come una fase di forte consolidamento del potere militare, con l’esercito, tradizionale «kingmaker» della politica pakistana, che ha rafforzato il proprio predominio attraverso un governo civile debole e remissivo.
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Alcuni commentatori sono ancora più netti: un articolo recente della Columbia Political Review sostiene che, a quasi ottant’anni dall’indipendenza, il Paese abbia vissuto oltre tre decenni di vera e propria dittatura militare, che nessun primo ministro sia mai riuscito a completare un mandato di cinque anni, e che la contraddizione tra questa realtà e l’etichetta di «democrazia» non sia più sostenibile.
Altre analisi parlano di un’evoluzione verso una «governance ibrida», in cui il potere formale democratico convive con un’influenza sostanziale e non elettiva dei militari, un equilibrio precario piuttosto che una vera supremazia civile.
Alcuni studiosi usano per descrivere il Pakistan l’espressione Garrison State («stato di guarnigione») sottolineando che dietro le elezioni e le istituzioni formali resta un controllo militare pervasivo.
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Immagine di Inter Services Public Relations Pakistan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
La Russia effettua testa missili vicino alle isole Curili fra le proteste giapponesi
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