Eutanasia
Anche California potrebbe liberalizzare le condizioni per il suicidio assistito
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
L’End of Life Option Act della California, che regola il suicidio assistito, è stato approvato nel 2015 ed è diventato operativo il 9 giugno 2016.
Come la legislazione di altri stati, la legge della California specifica che i pazienti devono essere malati terminali. Definisce questo stato come «una malattia incurabile e irreversibile che è stata confermata dal punto di vista medico e che, entro un ragionevole giudizio medico, provocherà la morte entro sei mesi».
La legge è troppo restrittiva, dicono gli attivisti per il diritto alla morte. Una senatrice dello Stato, Catherine Blakespear, ha presentato un disegno di legge per rendere più facile per i californiani l’accesso al suicidio assistito. L’SB 1196 sostituirà la malattia terminale con «una condizione medica grave e irrimediabile».
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Inoltre, il disegno di legge prevede di:
- Estendere la legge ai soggetti affetti da demenza allo stadio iniziale e intermedio
- Consentire la ricezione di farmaci di aiuto alla morte attraverso un’infusione endovenosa (IV) autosomministrata dal paziente
- Eliminare l’obbligo di attendere 48 ore tra una richiesta orale e l’altra
- Eliminare il requisito della residenza in California
- Rimuovere la data di scadenza del 2031
Lo scrittore di bioetica Wesley J. Smith è stato severo nella sua critica ai cambiamenti proposti, le cui definizioni, ha scritto sulla National Review, sono «abbastanza ampie da far passare un carro funebre«.
«L’SB 1196 dimostra la menzogna abitualmente adottata dal movimento per l’eutanasia. Promettono un accesso limitato, solo come ultima risorsa. Ma non lo pensano davvero. Queste leggi vengono continuamente ampliate nel tempo verso la destinazione finale della morte su richiesta come diritto umano e l’eutanasia viene normalizzata come il modo preferito – cioè “dignitoso” – di morire».
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Eutanasia
Eutanasia su un bambino di età inferiore ai 12 anni: il traguardo della sanità olandese
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Autismo ed eutanasia infantile. Intervento di Roberto Dal Bosco dal convegno di Renovatio 21 «Vaccini fra obbligo e libertà di scelta», Reggio Emilia, 9 settembre 2017 pic.twitter.com/5aYBo27Gb8
— Renovatio 21 (@21_renovatio) April 17, 2024
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Eutanasia
La Francia si avvia verso l’eutanasia diffusa entro l’estate del 2026
Il disegno di legge sull’«eutanasia assistita» ha compiuto un ulteriore passo nella sua spirale discendente il 10 giugno 2026.
Per la terza volta, la Commissione Affari Sociali dell’Assemblea Nazionale lo ha approvato in una versione profondamente rivista e notevolmente peggiorata. Quella che inizialmente era stata presentata come una misura eccezionale ora rivela la sua vera natura: l’organizzazione sistematica dell’eutanasia assistita in Francia.
L’emendamento più significativo è quello della deputata del Partito dei Verdi Danielle Simonnet, che sancisce la «libera scelta» del paziente tra suicidio assistito ed eutanasia. Fino ad ora, la somministrazione della sostanza letale da parte di terzi – ovvero l’eutanasia stessa – era riservata esclusivamente ai pazienti fisicamente incapaci di compiere l’atto fatale da soli. Questo fragile confine, già gravemente contrario alla legge naturale, consentiva comunque una distinzione di principio. Ora è stato abolito.
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La Società francese di cure palliative (SFAP) ha immediatamente lanciato l’allarme: «l’eutanasia sta diventando la regola , non l’eccezione». L’esperienza dei Paesi che hanno intrapreso questa strada lo conferma: la stragrande maggioranza delle persone, quando ne ha la possibilità, opta per l’eutanasia. Questo cambiamento contraddice direttamente il parere del Comitato consultivo nazionale di etica – tutt’altro che noto per essere conservatore in materia etica – che si era pronunciato a favore del suicidio assistito come principio generale, con l’eutanasia considerata solo un’eccezione estremamente rara.
Tra le altre disposizioni adottate, un emendamento orwelliano proposto da La France Insoumise (LFI) mira a classificare legalmente le morti per eutanasia o suicidio assistito come «morte naturale». L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere gli eredi dalle clausole di esclusione nei contratti di assicurazione sulla vita. Gli operatori sanitari contrari al testo hanno immediatamente denunciato questa formulazione come una «finzione ingannevole»: definire «morte naturale» quella che, per definizione, è una morte deliberatamente indotta costituisce una falsificazione del linguaggio al servizio di una falsificazione della realtà.
Ancor più allarmante è il fatto che tutti i tentativi di introdurre garanzie per le persone vulnerabili – adulti protetti, persone con disabilità intellettiva – siano stati respinti in nome di un presunto «pari accesso» al suicidio assistito. La contraddizione è lampante: la legge priva queste stesse persone della capacità giuridica di compiere molti atti ordinari della vita civile, concedendo loro improvvisamente il «consenso informato» per richiedere la morte. Come ha sottolineato il deputato Patrick Hetzel , «c’è una chiara contraddizione».
Il testo sarà esaminato in seduta plenaria a partire dal 22 giugno. Il governo intende sottoporre il parere definitivo ai membri del Parlamento il 15 luglio.
Di fronte a questa fretta legislativa, i cattolici sono chiamati a ricordare che ogni vita umana, dal primo all’ultimo respiro, porta in sé l’ immagine del Creatore. Nessuna legge statale può cancellare questa verità inscritta nella natura stessa dell’umanità .
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Eutanasia
Grida «aiuto!» durante il tentativo di eutanasia: ecco la realtà dietro l’«assistenza medica al suicidio»
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