Spirito
Akita, Nostra Signora della pioggia di fuoco
Non è sbagliato, in questo momento storico, ricordarsi dell’ultima apparizione mariana riconosciuta dal Vaticano: Nostra Signora di Akita.
Akita è in Giappone. La Madonna vi apparve oramai mezzo secolo fa. Il messaggio che diede a suor Agnese Sasagawa fu sconvolgente. Parlava di una distruzione massiva, di pene orrende: parlava del Castigo divino.
Di più: parlava di una «pioggia di fuoco» che sarebbe arrivata dal cielo e avrebbe devastato l’umanità. In queste ore non possiamo non pensarci: chiunque può riconoscere che viviamo il momento più pericoloso della storia umana, con la devastazione dei missili termonucleari più vicina che mai.
Ma parliamo di Suor Agnese e dell’apparizione di Nostra Signora.
Katsuko Sasagawa nacque nel 1931 presso Niigata, città dell’Honshu, l’isola principale dell’arcipelago giapponese. Rispetto a Niigata, dall’altra parte del mare c’è Vladivostok.
Sin da giovane Katsuko fu malata. Neanche ventenne, subì un’appendicectomia che la lasciò paralizzata: i medici avevano sbagliato qualcosa con l’anestetico. La cura di questa paralisi procurò alla ragazza e alla famiglia infinite altri operazioni e dolori negli anni a seguire.
Fu in quel tempo che Katsuko venne a contatto con una infermiera cattolica (anche in Giappone, a quel tempo, negli ospedali c’erano le suore…) che la introdusse alla parola di Cristo. Katsuko conferì un monaco buddista, poi si convertì e ricevette il nome di Agnese.
Tuttavia la ragazza continuava a soffrire. Nel 1956, entra in coma. Delle suore arrivate da Nagasaki – la città più cattolica del Giappone… – le bagnano le labbra con dell’acqua di Lourdes. Agnese riprende subito conoscenza.
Il suo impegno per la comunità cattolica è tanto: inizia a fare la catechista nella chiesa di di Myoko, un paese lì vicino.
Nel 1973 Agnese perde l’udito. La famiglia la rivuole a casa, ma lei prende la decisione di entrare le Serve dell’Eucarestia a Yuzawada, un ordine di suore contemplative istituito vicino alla città di Akita da Mons. Jean Shojiro Itō, il vescovo di Niigata che in futuro diverrà parte integrante della rivelazione mariana
Alle 8:30 del 12 giugno 1973, Suor Agnese apre il tabernacolo della cappella dove doveva tenersi l’adorazione eucaristica. Suor Agnese viene investita da una luce potente. Si prostra a terra: sa che può trattarsi di un evento soprannaturale, ma si chiede anche se non sia invece una semplice allucinazione.
Il 5 luglio, mentre dice le preghiere della sera, sente sulla mano destra aprirsi una ferita a forma di croce, lunga 3 centimetri e larga 2. Suor Agnese pensa ad un graffio, anche se sente che la carne è tagliata molto in profondità, come fosse stata punta.
Quella notte alle 3:00 Suor Agnese sente una voce:
«Non temere! Non pregare solamente a causa dei tuoi peccati, ma anche a riparazione di quelli di tutti gli esseri umani (…) Il mondo di oggi ferisce il Santissimo Cuore di Nostro Signore con la sua ingratitudine e le sue ingiurie. La ferita di Maria è molto più profonda della tua».
Agnese è quindi guidata alla cappella, dove la voce, a domanda, risponde: «Sono colui che è accanto a te e veglia su di te». È l’angelo custode di Suor Agnese.
Ma ecco che un’altra voce che irrompe nella cappella:
Figlia mia, mia novizia, mi hai obbedito bene abbandonando tutto per seguirmi. È dolorosa l’infermità alle tue orecchie? La tua sordità sarà guarita, stanne certa. La ferita alla tua mano ti fa soffrire? Prega in riparazione ai peccati degli uomini. Ogni persona in questa comunità è la mia insostituibile figlia. Recitate bene la preghiera delle Serve dell’Eucarestia? Allora recitiamola insieme:
Sacratissimo Cuore di Gesù, realmente presente nella Santa Eucarestia, io consacro il mio corpo e la mia anima per essere interamente uniti con il Tuo Cuore che viene sacrificato in ogni istante in tutti gli altari del mondo, dando lode al Padre e invocando la venuta del Suo Regno.
Ti prego, ricevi l’umile offerta di me stessa. Usami come desideri per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime.
Santissima Madre di Dio, non farmi essere separata dal tuo Divino Figlio.
Ti prego, difendimi e proteggimi come tua figlia particolare.
Amen.
Infine la Madonna aggiunge:
Prega molto per il Papa, i vescovi e i preti. Dal momento del tuo Battesimo hai sempre pregato per loro con fede.
Continua a pregare molto, moltissimo.
Racconta al tuo superiore tutto quello che è successo oggi e obbedisci a tutto ciò che ti dirà.
Egli ha chiesto che tu preghi con fervore.
Suor Agnese, quindi, prega. Ha dinanzi la statua della Vergine della cappella, una copia della Vergine di Amsterdam – Nostra Signora di tutti i popoli – scolpita dall’artista buddista Saburo Wakasa, membro dell’Istituto Giapponese di scultura.
Verso le 5 del mattino la voce è scomparsa, e altre suore entrano nella cappella. Suor Agnese chiede a Suor K. di guardare la mano della statua: lei non ha osato per tutto quel tempo, non ne ha il coraggio. Quando Suor K. si avvicina ad esaminare la statua, si prostra a terra. Sulle mani della statua vi è la stessa ferita comparsa sul palmo di Suor Agnese.
Il 12 luglio, durante le preghiere delle suore, il sangue riprende a scorrere dalla mano dell’effigie: la storia è oramai incontenibile, si diffonde ben oltre il convento. Due settimane più tardi farà arriverà il vescovo di Niigata, Jean Shojiro Itō, che constaterà gli eventi.
Il 28 luglio, la ferita di Suor Agnese prende a far male in modo insostenibile. La religiosa corre verso la cappella e si prostra al suolo.
Nel momento di maggior dolore, ecco la voce:
«Le tue sofferenze avranno fine oggi. Conserva preziosamente il ricordo del sangue di Maria e incidilo bene nel tuo cuore, questo sangue versato ha un significato profondo (…) per la conversione di tutti i peccatori».
Immediatamente, la ferita scompare, è sanata.
Il 3 agosto, Suor Agnese riceve un altro messaggio:
Figlia mia, mia novizia, ami il Signore? Se ami il signore ascolta quello che ho da dirti. È molto importante. Lo riferirai al tuo superiore.
Molti uomini in questo mondo fanno soffrire il Signore. Io desidero anime che lo consolino per placare la collera del Padre Celeste. Desidero, con Mio Figlio, anime che dovranno riparare, per mezzo della loro sofferenza e della loro povertà, per i peccatori e gli ingrati.
Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità.
Con Mio Figlio sono intervenuta tante volte per placare l’ira del Padre. Ho impedito l’arrivo di calamità offrendogli le sofferenze del Figlio sulla Croce, il Suo prezioso sangue e le anime dilette che Lo consolano formando una schiera di anime vittime. Preghiera, penitenza e sacrifici coraggiosi possono attenuare la collera del Padre. Io desidero anche questo dalla vostra comunità…che ami la povertà, che si santifichi e preghi in riparazione per l’ingratitudine e le offese di tanti uomini.
Recitate la preghiera delle Serve dell’Eucarestia consapevoli del suo significato. Mettetela in pratica; offrite in riparazione per i peccati tutto ciò che Dio può mandare. Fai in modo che tutte si sforzino, secondo le capacità e la posizione, di offrirsi interamente al Signore.
Anche in un istituto secolare la preghiera è necessaria. Già le anime che vogliono pregare stanno per essere radunate. Senza dare troppa importanza alla forma, siate fedeli e ferventi nella preghiera per consolare il Maestro.
Quello che pensi in cuor tuo è vero? Sei sinceramente decisa a diventare la pietra scartata? Mia novizia, tu che desideri appartenere senza riserve al Signore per diventare la degna sposa dello Sposo, fai i tuoi voti sapendo che devi essere appesa alla croce con tre chiodi. Questi tre chiodi sono: povertà, castità e obbedienza. Dei tre l’obbedienza è fondamentale. Nel totale abbandono, fatti guidare dal tuo superiore. Egli saprà come capirti e indirizzarti
Marya-sama, come i giapponesi chiamano la Madonna, in questo messaggio annuncia l’arrivo del castigo. Allo stesso tempo, dichiara l’importanza dell’obbedienza alla gerarchia ecclesiastica.
Il 13 ottobre, Suor Agnese, ricevette il terzo messaggio, il più tremendo.
Mentre prega, di colpo percepisce ancora quella luce, e un profumo soave che proviene dalla statua.
Mia cara figlia, ascolta bene ciò che ho da dirti. Ne informerai il tuo superiore.
Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima.
Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli.
I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti.
Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.
L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi.
I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli…chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore.
Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro.
Con coraggio, parla al tuo superiore. Egli saprà come incoraggiare ognuna di voi a pregare e a realizzare il vostro compito di riparazione. È il vescovo Itō, che dirige la vostra comunità”.
Hai ancora qualcosa da chiedere? Oggi sarà l’ultima volta che io ti parlerò in viva voce. Da questo momento in poi obbedirai a colui che ti è stato inviato e al tuo superiore.
Prega molto le preghiere del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano.
Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati.
Queste furono le ultime parole che Nostra Signora affidò a Suor Agnese.
Gli eventi straordinari ad Akita però non finirono.
Il 4 gennaio 1975, la suora sacrestana si accorge che il basamento della statua della Vergine è bagnato: perché delle lacrime stanno colando dagli occhi della stata. Un fenomeno a cui lo stesso Vescovo Itō assiste.
La stessa scultura, poi, pare abbia cambiato fattezze: d’un tratto sembra assumere un’espressione di tristezza, non notata da nessuno prima di allora.
Viene chiamato il Saburo Wakasa, lo scultore buddista: conferma, non l’ha scolpita a quel modo. Soprattutto «le guance che avevo scolpito erano incavate, il viso sembra aver ceduto, il suo colore era diventato marrone scuro, la sua espressione più penetrante».
Le lacrime sono invece analizzate dal professor Kaoru Sagisaka: sono di origine umana, del gruppo 0. Dal 4 gennaio al 15 settembre 1981 le lacrimazioni sembrano cessare. Don Tasuya, il cappellano, avrebbe contato qualcosa come 101 ripetizioni del fenomeno. I testimoni sono circa 2000. Si dice che una TV giapponese abbia filmato uno di questi eventi.
.
Monsignor Ito viaggia quindi a Roma ben due volte a perorare la causa di Nostra Signora di Akita. Il cardinale Ratzinger gli permette di annunciare l’autenticità dell’apparizione: «questi fatti, stabiliti dopo 11 anni di studi, sono incontestabili (…) di conseguenza autorizzo la venerazione di Nostra Signora di Akita». Ottenuto ciò che era giusto, il vescovo Itō va in pensione.
Ratzinger nel 1988 tornerà a parlare di Akita, dichiarando che i fenomeni attorno a Suor Sasagawa e a quella cappella sono degni di essere creduti dai credenti.
Suor Agnese fu guarita dalla sordità in due momenti 1974 e 1982, ma dal 1981 tornò paralizzata. Continuò a svolgere piccoli lavori per la comunità con le punta delle dita ed i denti.
Il mariologo padre Réné Laurentin, che l’ha conosciuta ed ha studiato il suo caso, scrive che Suor Agnese «continua a vivere la sua vita sacrificata, costretta a letto, in una pace profonda».
Il messaggio di Nostra Signora di Akita è sconvolgente. Il vescovo Ito dirà di credere che la terza parte, con il suo carico di castigo e distruzione, sia connessa al messaggio di Fatima.
Hi ga Ten kara kudari. Verrà il fuoco dal cielo, la maggior parte dell’umanità verrà distrutta, e né i preti né i fedeli saranno risparmiati. I sopravvissuti invidieranno i morti.
Akuma ha, Kyōkai no naka made hairikomi. Il demonio entrerà si dentro la chiesa.
Cardinaru ha Cardinaru ni, Shikyō wa Shikyō ni tairetsu suru deshō. Cardinali serreranno le proprie fila contro altri cardinali, vescovi contro vescovi.
Akuma guiderà molti preti e religiosi lontano da Dio. Quei preti che mi riveriscono saranno disprezzati ed attaccati. Chiese ed altari saranno dissacrati.
Kyōkai ha, dakyō suru mono de ippai ni nari. La Chiesa sarà riempita di compromessi.
Guardate: la precisione della descrizione delle cose ecclesiastiche è totale.
Ma anche la descrizione delle cose del mondo: la pioggia di fuoco è pronta nel cielo, lo sappiamo – non vi è stato momento della storia in cui questo è stato più vero, non a Cuba, non in tutta la Guerra Fredda, non nei millenni precedenti.
La pioggia di fuoco termonucleare è sopra di noi: è sopra l’Italia, che ospita almeno 40 testate americane, e quindi ne ha chissà quante puntate contro dalla Russia.
L’abbiamo chiamata noi, l’abbiamo invocata, l’abbiamo cercata: forse il grosso del lavoro lo hanno fatto i nostri governanti, è vero – ma se per un momento spegniamo lo zelo, e guardiamo dentro di noi, sappiamo che arriverà anche per i nostri peccati. Per quelli che abbiamo commesso. Per quelli che abbiamo permesso si commettessero
Che cosa possiamo fare, in concreto? Possiamo solo prostrarci anche noi dinanzi a Marya-sama, e implorare la misericordia.
E obbedire a quanto detto a Suor Agnese:
Mainichi, Rosaryo no inori wo tonaete kudasai.
Ogni giorno, pregate il Rosario.
Roberto Dal Bosco
Immagine di SICDAMNOME via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0); immagine modificata
Spirito
La Casa Generale della FSSPX annuncia future consacrazioni di vescovi
Renovatio 21 pubblica il comunicato della Fraternità San Pio X del 2 febbraio 2026
In questo 2 febbraio 2026, festa della Purificazione della Santa Vergine, il Reverendo Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel corso della cerimonia della vestizione da lui presieduta presso il Seminario Internazionale San Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia, ha annunciato pubblicamente la sua decisione di affidare ai vescovi della Fraternità il compito di procedere a nuove consacrazioni episcopali, il prossimo 1º luglio.
Lo scorso agosto ha chiesto la grazia di un’udienza con il Santo Padre, manifestando il desiderio di esporre filialmente la situazione attuale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. In una seconda lettera, ha espresso esplicitamente la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi, che da quasi quarant’anni percorrono il mondo per rispondere ai numerosi fedeli legati alla Tradizione della Chiesa, i quali richiedono che siano conferiti, per il bene delle loro anime, i sacramenti dell’Ordine e della Confermazione.
Dopo aver a lungo maturato la sua riflessione nella preghiera, e dopo aver ricevuto da parte della Santa Sede, in questi ultimi giorni, una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste, don Davide Pagliarani, tenuto conto del parere unanime del suo Consiglio, ritiene che lo stato oggettivo di grave necessità in cui si trovano le anime richieda una tale decisione.
Le parole che scrisse il 21 novembre 2024, in occasione del cinquantesimo anniversario della dichiarazione storica di mons. Marcel Lefebvre, sono oggi più che mai il riflesso del suo pensiero e delle sue intenzioni:
«È solo nella Chiesa di sempre e nella sua costante Tradizione che troviamo la garanzia di essere nella Verità, di continuare a predicarla e a servirla».
«La Fraternità San Pio X non cerca in primo luogo la propria sopravvivenza: cerca in primo luogo il bene della Chiesa universale e, per questo motivo, è per eccellenza un’opera di Chiesa che, con una libertà e una forza uniche, risponde adeguatamente alle esigenze specifiche di un’epoca tragica che non ha precedenti».
«Questo unico obiettivo è ancora nostro oggi, come lo era cinquant’anni fa: “Per questo, senza alcuna ribellione, amarezza o risentimento, continuiamo la nostra opera di formazione sacerdotale sotto la stella del magistero di sempre, convinti di non poter rendere un servizio più grande alla Santa Chiesa Cattolica, al Sommo Pontefice e alle generazioni future”» (mons. Lefebvre, Dichiarazione del 21 novembre 1974)
Nei prossimi giorni, il Superiore Generale fornirà spiegazioni complementari sulla situazione attuale e sulla sua decisione.
«Nos cum Prole pia benedicat Virgo Maria».
«Che la Vergine Maria ci benedica insieme al suo divino Figlio.»
Menzingen, 2 febbraio 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da FSSPX.News
Intelligenza Artificiale
Il papa denuncia l’occulta persuasione dell’IA
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Mons. Eleganti: «La clericalizzazione dei laici» è «molto dannosa per la Chiesa»
Renovatio 21 pubblica questo testo del vescovo Marian Eleganti apparso su LifeSiteNews.
La relativizzazione del ruolo di mediazione di Gesù Cristo è un fenomeno diffuso e preoccupante anche all’interno della Chiesa cattolica.
Il principio di «extra ecclesia nulla salus» (nessuna salvezza al di fuori della Chiesa) è stato notevolmente relativizzato ai nostri tempi. È vero che Dio può condurre alla salvezza persone innocenti che hanno deviato (la coscienza) in modi noti solo a Lui. Dio offre la salvezza a ogni essere umano e desidera che tutti siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Le persone che non hanno mai sentito parlare di Cristo o che non Lo conoscono veramente per qualsiasi motivo non formano semplicemente una «massa damnata» (una massa di persone che non raggiungerà mai la salvezza eterna).
Dobbiamo anche pensare agli innumerevoli bambini innocenti che vengono uccisi nel grembo materno. Tuttavia, tutte le distinzioni necessarie a questo riguardo non relativizzano l’assoluta necessità della mediazione di Gesù Cristo e del Suo strumento di salvezza per eccellenza: la Chiesa o il battesimo!
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Perché non c’è altro nome dato agli uomini per cui possano ereditare la salvezza se non il nome di Gesù, davanti al quale ogni ginocchio si piegherà (in cielo, in terra e sotto terra). E la Chiesa è il Suo fondamento e il Suo mezzo nel tempo per venire alle persone e camminare nella storia.
Il desiderio universale e inclusivo di Dio di salvare ogni essere umano e di condurlo alla conoscenza della verità è quindi connesso anche con l’indispensabile missione della Chiesa. La Chiesa non ha bisogno di imparare dalle altre religioni, ma deve insegnare ciò che ha ricevuto da Cristo.
In altre parole, deve andare secondo il mandato missionario del Risorto e fare di tutte le nazioni suoi discepoli e battezzarli. Questa è la parola di Dio! La Chiesa è «Mater et Magistra» («Madre e Maestra») delle nazioni. Essa custodisce la rivelazione data da Dio nel tempo e la porta inalterata a tutti gli uomini. I suoi sacramenti sono la fonte soprannaturale di vita da cui ogni essere umano sarà guarito.
Nella Santa Eucaristia, l’amore di Cristo ci tocca direttamente e riceviamo la vita divina. Cosa c’è di più grande dell’unione eucaristica con Lui? Forme alternative di culto (liturgia della Parola) non possono in alcun modo sostituire la Santa Messa («fonte e culmine della vita della Chiesa»). Guai a chi cerca di farlo per sottolineare l’importanza dei laici nella Chiesa.
La clericalizzazione dei laici e la desacralizzazione del sacerdote sono molto dannose per la Chiesa. Questo sta accadendo in molti luoghi.
Il processo di sostituzione dei sacerdoti con laici è osservabile in molti luoghi. Coloro che originariamente avrebbero dovuto assistere il sacerdote (l’assistente pastorale è stata la realizzazione postconciliare per eccellenza degli anni Settanta) non vogliono essergli subordinati o assegnati, ma sostituirlo.
Tuttavia, rimane vero: senza il sacerdote, non ci sarà Chiesa. Dove scompare o viene emarginato, la Chiesa è alla sua fase finale. Ciò è legato alla centralità della Santa Eucaristia, che non esiste senza il sacerdote.
In linea con la tradizione, la Chiesa ha conservato e trasmesso la fede nella sua forma incontaminata. E continua a farlo ancora oggi. Il punto di riferimento rimane il Catechismo della Chiesa Cattolica , redatto dai vescovi della Chiesa universale con un sorprendente processo redazionale e autorizzato dal Papa (Giovanni Paolo II).
La Chiesa non ha bisogno di interpreti che vogliano riscrivere la Sacra Scrittura in riferimento a «nuove» scoperte delle scienze umane, cosiddette scoperte scientifiche che saranno nuovamente riviste domani. La Rivelazione non può essere falsificata come le scoperte scientifiche. Se anche le affermazioni di Gesù sono ora considerate vincolate al tempo e bisognose di correzione, la soglia del dolore è stata sicuramente raggiunta.
Il battesimo e la fede nella Chiesa sono necessari per la salvezza. Attraverso di essi, siamo resi capaci di essere figli di Dio. Questo significa anche che non siamo automaticamente e naturalmente figli di Dio. Come possono coloro che espressamente rifiutano e combattono contro la divinità di Gesù avere il Padre? Come possono essere «figli di Dio» nel pieno senso della parola mentre combattono contro la Sua auto-rivelazione nel Suo Figlio?
Secondo le parole di Gesù, solo chi ha il Figlio ha il Padre, e viceversa. Quindi non c’è via verso Dio se non attraverso Gesù. In Lui, con Lui e per mezzo di Lui siamo figli di Dio. Per mezzo di Lui, con Lui e in Lui ci rivolgiamo al Padre. Egli ci ha dato il potere di essere figli di Dio, come scrive Giovanni nel prologo del suo Vangelo. Le relativizzazioni non sono appropriate qui e paralizzano lo zelo missionario della Chiesa. Sono un’eresia.
Missionari come San Francesco Saverio fecero incredibili sacrifici personali per salvare le persone alla vita eterna attraverso la fede e il battesimo. Non erano sulla strada sbagliata, ma lo siamo noi se pensiamo di poter fare concessioni e rinunciare a questo, poiché presumibilmente ognuno può essere salvato attraverso la propria religione.
Perché Dio si è fatto uomo? Perché si è rivelato in Suo Figlio e ci ha rivelato in Lui la piena verità su di Sé? Perché ha fondato una Chiesa? Affinché i Gentili potessero rimanere nella loro tradizionale socializzazione religiosa? Gesù non è forse una singolarità assoluta perché è il Figlio di Dio incarnato, che esiste una sola volta e riguarda tutti gli uomini? Non porta forse alcun progresso nella conoscenza di Dio rispetto alle altre religioni, qualunque sia il loro nome? «Filippo, chi vede me vede il Padre!»
Sì, Dio è misericordioso, ma anche veritiero e giusto. Gesù ne parla in molte parabole sul giudizio. Non c’è paradiso senza passare per la porta stretta. Chi non supera la prova (come in aeroporto con i metal detector) viene respinto. Deve rimuovere o sbarazzarsi degli ostacoli che impediscono loro di passare. Un termine per questa realtà nell’insegnamento della Chiesa è il cosiddetto «purgatorio», un «luogo» della misericordia divina. E poi, secondo la testimonianza della Sacra Scrittura, ci sono anche coloro che perdono la loro salvezza.
In ogni caso, il Signore parla di una divisione nell’esito del giudizio ed esorta i Suoi discepoli: «aforzatevi con tutte le vostre forze di entrare!». Questo sforzo include l’impegno della Chiesa nel portare il Vangelo e i sacramenti della salvezza a tutti gli uomini! Nient’altro è la sua missione prioritaria, non l’assistenza sociale, per quanto abbia sempre fatto quest’ultima.
Il peccato è reale e le sue conseguenze per la nostra vita in Dio sono ostacolanti e spiritualmente mortali. Se non ci si pente, portano alla perdita della grazia e della salvezza eterna. Dovremmo imparare di nuovo ad aborrire il peccato.
In nessuna circostanza dovremmo prendere il peccato alla leggera, anche se la misericordia di Dio è più grande del peccato in ogni caso. Il peccatore deve riconoscerlo e pentirsi per ricevere la misericordia di Dio con tutti i suoi effetti curativi. Questo è anche ciò che Gesù intende con «rinascita» dall’alto, dall’acqua e dallo Spirito.
Sostieni Renovatio 21
C’è una verità. A volte viene chiamata la «dura verità» perché non tiene conto dei nostri sentimenti. Si applica a prescindere. Rimane anche immutabile come verità, indipendentemente dal succedersi delle generazioni e dalle loro false opinioni. Il nostro tempo ha perso il suo senso di oggettività.
Ognuno crea il proprio mondo, la propria «verità», che è «vera» solo per lui, ma non è riconosciuta da Dio. Se qualcosa è vero, rimane vero per tutti per definizione, altrimenti non è verità. Parte di questa verità rivelata è che Dio ha creato gli esseri umani come maschio e femmina, e il corpo ci definisce come tali.
Oggi domina una sorta di «religione emozionale»: ciò che sento è vero. Tutt’altro! L’unità è emotivamente simulata, ma non esiste in una verità comunemente riconosciuta.
Quanto più il Vangelo e la fede della Chiesa ci sfidano a trascendere la nostra mentalità, tanto meglio. La fede della Chiesa non si riferisce a opinioni personali che esprimiamo in una determinata occasione, ma piuttosto a ciò che la Chiesa ha insegnato fin dall’inizio e preservato per tutte le generazioni.
La verità, o le parole di Gesù, sono inconfutabili e, secondo la Sua stessa testimonianza, rimarranno per sempre. La durezza della verità non proviene da coloro che sostengono e insegnano la verità della fede. La durezza deriva dalla chiusura del cuore che la verità incontra.
Lo stesso vale per la divisione degli spiriti in nome della verità. In questo contesto, Gesù parlò di una spada che avrebbe diviso le famiglie per causa Sua. Questo aspetto non deve essere omesso nell’annuncio. Non si può attenuare la verità senza distorcerla. Gesù rimane la verità esigente e, a seconda della situazione, scomoda, senza compromessi. Questo vale anche per la fede della Chiesa. È sbagliato pensare di poter impedire la polarizzazione. La verità polarizza. Rivela il modo in cui l’individuo si pone in relazione ad essa. In altre parole, divide gli spiriti.
Nemmeno il Papa può ricondurre tutti gli spiriti a un denominatore comune. È importante difendere la verità e proclamarla, a prescindere da cosa ci risulti conveniente o meno. La Chiesa possiede questa verità. Non ha bisogno di cercarla e ridefinirla costantemente in un processo sinodale quando si tratta di questioni esistenziali di salvezza. Come dimostrano le tavole rotonde del Sinodo sulla sinodalità, la Chiesa ruota attorno a se stessa in questo processo. Queste tavole ci impediscono di uscire e parlare di Cristo.
Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita. Egli è lo stesso ieri, oggi e domani. In questo senso, non può esserci alcun cambiamento di paradigma nella Chiesa che conosce lo Sposo, nessun nuovo insegnamento, nessuna illuminazione che superi o oscuri ogni conoscenza precedente. Non ci sono intuizioni rivoluzionarie a questo riguardo che siano ancora in sospeso o recenti. Né esiste una Chiesa nuova e diversa nel senso di: «Il vecchio è passato; il nuovo è arrivato: la sinodalità!»
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Finora si parlava di «discernimento dello Spirito» per riconoscere la volontà di Dio. Ciò che va oltre è una parola d’ordine (sinodalità) utilizzata per avviare processi revisionisti e raggiungere gli obiettivi desiderati: il cambiamento delle posizioni morali e dogmatiche in linea con lo spirito dei tempi e una democratizzazione della leadership della Chiesa attraverso comitati egualitari (comitato cattolicesimo).
Nel suo discorso di tre minuti al concistoro, il cardinale Joseph Zen ha definito ridicola, persino blasfema, l’invocazione costante dello Spirito Santo, in particolare quando il proprio spirito si identifica con lo Spirito Santo. Secondo lui, il metodo della tavola rotonda serve a orientare il processo nella direzione desiderata. Neutralizza voci che dovrebbero essere ascoltate da tutti, ma che con questo metodo non possono più essere ascoltate da tutti.
Oggi non conosciamo Gesù meglio dei credenti che ci hanno preceduto. Non abbiamo una comprensione più profonda della verità soprannaturale rispetto ai santi di un tempo o alla Chiesa degli apostoli. Il progresso tecnologico non ci ha elevato a un livello morale più elevato.
Filosoficamente e moralmente parlando, siamo persino degli ignoranti e dei diseredati rispetto alle generazioni precedenti. In ogni caso, non è la fede della Chiesa che ha bisogno di revisione. Siamo noi. (…)
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
-



Immigrazione2 settimane faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Armi biologiche1 settimana faI vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
-



Spirito2 settimane fa«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»
-



Geopolitica1 settimana fa«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?
-



Gender2 settimane faIl giornale dei vescovi italiani difende la transessualità nei bambini
-



Salute1 settimana faI malori della 3ª settimana 2026
-



5G2 settimane faKennedy: le radiazioni wireless sono un «grave problema di salute»
-



Pensiero2 settimane faIl discorso di Trump a Davos










