Militaria
Costa d’Avorio, la Francia lascia un’altra base militare in Africa
La Francia ha ceduto la sua unica base militare in Costa d’Avorio alle autorità della nazione dell’Africa occidentale, poche settimane dopo che il presidente ivoriano Alassane Ouattara ha annunciato il ritiro delle truppe francesi, in linea con la tendenza regionale delle ex colonie a interrompere i legami di difesa con Parigi.
Il campo militare di Port-Bouet, vicino alla capitale Abidjan, aveva precedentemente ospitato il 43° Battaglione di fanteria di marina francese (43e BIMa). Giovedì, è stato restituito all’esercito ivoriano in una cerimonia a cui hanno partecipato il ministro delle Forze armate francesi Sebastien Lecornu e il suo omologo ivoriano, Tene Birahima Ouattara.
La missione francese nel paese africano ha annunciato la mossa in un post su X, definendola un «momento storico per la cooperazione franco-ivoriana».
«È una sequenza simbolica molto forte con la retrocessione di questo campo agli eserciti ivoriani. Ciò avviene in condizioni esemplari, in piena coerenza e nella piena maturità della nostra relazione», ha affermato l’AFP citando il colonnello Damien Mireval, addetto alla difesa francese ad Abidjan.
Si dice che il campo sarà intitolato a Thomas Aquinas Ouattara, primo capo di stato maggiore dell’esercito ivoriano.
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Il presidente Ouattara ha annunciato per la prima volta il ritiro di circa 600 soldati francesi dal suo Paese nel suo discorso di fine anno a dicembre, sostenendo che la decisione mira a modernizzare le forze armate nazionali.
Il ministro della Difesa ivoriano Birahima Ouattara ha dichiarato all’emittente francese RFI in un’intervista pubblicata martedì che «la cooperazione militare continua con la Francia», concentrandosi sul supporto di intelligence e addestramento da parte del governo francese.
Il trasferimento dell’installazione militare in Costa d’Avorio avviene solo pochi giorni dopo che Parigi ha accettato la completa cessione delle sue basi in Senegal all’esercito nazionale entro la fine del 2025. Il leader senegalese ha dichiarato a novembre che intende rimuovere completamente la presenza militare dell’ex potenza coloniale.
Verso la fine del mese scorso, l’esercito francese ha consegnato la sua base rimanente in Ciad, che era stata l’ultimo punto d’appoggio della Francia nella travagliata regione del Sahel dopo che Burkina Faso, Mali e Niger avevano tagliato i legami con Parigi per presunta incapacità di combattere gli insorti jihadisti – o addirittura, è stato sostenuto da alcuni, di sostenerli e fomentarli.
A novembre, il governo ciadiano ha posto fine alla cooperazione militare con il suo ex sovrano coloniale, dichiarando il patto ridondante. Il mese scorso sarebbe stato sventato in Ciad un attacco al palazzo presidenziale.
Come riportato da Renovatio 21, cinque mesi fa il Ciad ha negato di aver accettato un ritorno delle truppe statunitensi.
Parigi aveva circa 1.000 soldati in Ciad, che era l’ultimo alleato militare dell’ex potenza coloniale nel Sahel dopo che Burkina Faso, Mali e Niger avevano espulso le truppe francesi per aver presumibilmente fallito nel combattere una mortale insurrezione jihadista nella regione. I tre stati dell’Africa occidentale hanno cercato alleanze alternative, e stretto legami di sicurezza più stretti con la Russia.
La fine definitiva del dominio francese in Africa sembra oramai una realtà storica.
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Immagine di Zenman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported, 2.5 Generic, 2.0 Generic e 1.0 Generic
Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
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— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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