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Droga, mafia e rivoluzione: storia e geopolitica tra Stati Uniti e Cuba
La conquista del Messico nel 1848 e la definizione dei confini del nord lasciò campo aperto alla fantasia speculativa del sogno americano verso l’intero continente, ma anche e soprattutto verso l’America Latina. Esistevano ancora alcune realtà in mano a potenze europee come, per esempio, l’Honduras britannico o l’isola di Cuba, ma nel breve arco di alcuni decenni Washington avrebbe una volta per tutte ribadito che le terre del continente non intendevano accettare alcun padrone che non fosse americano.
La manifesta incapacità spagnola di continuare a gestire i propri possedimenti spianò la strada a Washington nella sua volontà di ergersi a potenza imperiale, al pari della ristretta cerchia europea. Quando, a inizio 1898, fu affondata la corazzata USS Maine, inviata in seguito alla rivolta cubana contro la Spagna, il presidente americano McKinley si convinse a intervenire militarmente.
La guerra fu rapida e si estese presto alle altre colonie spagnole. Nel dicembre dello stesso anno, Spagna e Stati Uniti siglavano il Trattato di Parigi, in cui venivano trasferite al controllo statunitense le Filippine, il Portorico e l’Isola di Guam. Successivamente, quando il senato americano approvò il trattato, denominò legalmente le nuove annessioni come territori incorporati, i cui abitanti non avevano diritto di diventare cittadini dell’unione. I nuovi territori acquisiti diventavano in questo modo ufficialmente parte degli Stati Uniti, a differenza dei suoi abitanti che, come accaduto con il Messico esattamente cinquant’anni prima, venivano mantenuti separati dagli statunitensi.
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Il Trattato di Parigi, invece, aveva garantito a Cuba l’indipendenza non consentendone l’annessione agli Stati Uniti. Cuba rappresentava un crocevia importante per la geopolitica statunitense. La sua posizione strategica permetteva di controllare gli stretti di mare all’ingresso del Golfo del Messico, affacciandosi sulle rotte marittime più importanti per gli Stati Uniti, a maggior ragione in seguito all’eventualità della costruzione del canale di Panama.
La volontà americana di mantenere un controllo sull’isola caraibica portò alla creazione di un emendamento militare che vincolava il ritiro dei soldati a precise condizioni: impossibilità per Cuba di allearsi con altre nazioni, contrarre un debito pubblico superiore alle entrate statali, concessione di una base navale agli Stati Uniti, diritto di intervento degli Stati Uniti per preservare l’indipendenza dell’isola e del suo governo allo scopo di garantire la protezione della vita, della proprietà e della libertà individuale.
Nonostante le grandi proteste dei leader cubani per questa palese limitazione politica, nel 1901 l’emendamento venne incorporato nella Costituzione dell’isola caraibica e due anni più tardi fu usato come base dell’accordo bilaterale ratificato dai due Paesi.
Successivamente alla proclamazione della Repubblica cubana vi fu un’ondata di nuovi coloni e affaristi statunitensi tanto che per il 1905 il 60% delle terre dell’isola passò in mano a proprietari non cubani. Con la fine della Seconda guerra mondiale, Lucky Luciano organizzò all’Havana nell’ottobre 1946 un incontro tra i più importanti malavitosi statunitensi dell’epoca.
Lo scopo della riunione era di ricostruire il controllo sul traffico di stupefacenti americano dopo la forzata assenza durante la guerra. L’isola divenne sempre più lo snodo fondamentale per il traffico di droga diretto verso gli Stati Uniti e parallelamente un rinomato centro turistico ricco di hotel di lusso e casinò di proprietà della malavita organizzata.
Nel 1960 Kennedy fu eletto alla presidenza e l’America Latina fu subito individuata come teatro principale in cui era necessario intervenire contro la diffusione del comunismo e per realizzare concretamente le idee dei teorici della modernizzazione. La rivoluzione capitanata da Fidel Castro fu il primo grande campanello d’allarme nel proprio «giardino di casa».
Il rischio, secondo il segretario di Stato nei due mandati di Eisenhower, John Foster Dulles, era che l’egemonia statunitense nell’America Latina venisse per la prima volta apertamente sfidata. Il lento e inevitabile scivolamento diplomatico di Castro verso l’Unione Sovietica, un movimento oscillatorio mosso dall’inasprimento progressivo dei rapporti con gli Stati Uniti, divenne l’inesorabile destino dell’isola. L’improvvisa apparizione sovietica all’interno del giardino di casa, cinquant’anni dopo la vittoria sulla Spagna e il Trattato di Hay-Pauncefote, fece sentire il dorato isolamento americano pericolosamente violato.
Fidel Castro, una volta raggiunto il potere sull’isola, reinstaurò la costituzione del 1940, considerata una delle più progressiste del tempo, che sarebbe andata a sostituire definitivamente quella voluta dagli americani nel 1901. Nonostante Castro si fosse rivolto inizialmente agli Stati Uniti, non incontrò un accordo con John Foster Dulles e finì per accettare giocoforza le offerte arrivate da Mosca.
Alla data del 24 ottobre del 1961 Castro aveva già nazionalizzato, in tre momenti diversi, le raffinerie della Texaco, Shell ed Esso, tutte le banche americane, le società di proprietà statunitense sull’isola, tra cui i vari casinò ed alberghi.
I rapporti diplomatici si interruppero e gli USA continuarono ad alzare la pressione contro i rivoluzionari attraverso un embargo parziale e con operazioni clandestine, la più importante delle quali fu la vicenda della Baia dei Porci, organizzata allo scopo di rovesciare la dittatura di Castro a Cuba. L’operazione militare, già pianificata dal governo Eisenhower e dal capo della CIA Allen Dulles, si trovò in rampa di lancio proprio a cavallo delle elezioni vinte dal democratico Kennedy. Il neoeletto presidente diede il suo assenso all’azione.
L’Intelligence americana si prodigò nel trovare una soluzione sostenendo una manovra militare messa in atto da esuli cubani anticastristi, finanziata e organizzata dagli Stati Uniti. Somoza, alleato principe per la causa anticomunista a stelle e strisce nel continente, si rese immediatamente disponibile e fornì immediato supporto, offrendo la base logistica da cui sarebbero partiti i gruppi paramilitari. Nessun luogo avrebbe potuto offrire miglior postazione strategica che la città di Puerto Cabezas nel Nord della costa atlantica nicaraguense. La sua posizione defilata, inserita in un territorio remoto e poco abitato, e la presenza di una pista d’atterraggio e di una banchina portuale, seppur malconce, creavano la perfetta skyline per farne la base di lancio dell’operazione denominata Happy Valley.
La vicenda della baia dei Porci terminò con un risultato disastroso per il governo Kennedy. La totale disfatta della spedizione, oltre a non sortire l’effetto desiderato, contribuì a incrinare l’immagine vincente degli Stati Uniti. L’inerzia dei rapporti si trascinò fino all’apice della crisi dei missili di Cuba dove venne sfiorata la catastrofe nucleare.
Kennedy e Chruščёv trovarono infine un compromesso nello smantellamento dei missili nell’isola caraibica (ma non per la base americana di Guantanamo) e segretamente per le basi americane in Turchia e in Italia.
La formazione dell’esercito irregolare di cubani anticastristi che da quel momento vennero utilizzati nella guerra segreta per l’uccisione del Líder Máximo Fidel Castro e di alti esponenti del governo rivoluzionario caraibico porto anche un’altra conseguenza. Come scrive Doug Valentine in The Strenght of the Pack, già con l’Office of Strategic Service, antenato della CIA, vennero utilizzati diversi drug smugglers come assassini, spie e corrieri.
La cosiddetta Cuban Brigade, forte di un numero di oltre 1400 esuli, venne utilizzata dagli anni Sessanta in avanti per portare avanti ogni forma di operazione coperta. In cambio soprattutto dell’attività di sicari, inviati ovunque ve ne fosse bisogno, i membri di questo gruppo paramilitare beneficiavano di un rapporto privilegiato con i servizi americani. Grazie alla loro fedeltà alla causa anticomunista godettero di uno speciale cono d’ombra sulle loro attività parallele di organizzazione del narcotraffico soprattutto verso l’immenso, e mai sazio, mercato statunitense.
Nel 1980, poi, Castro liberò le prigioni e un’ondata di nuovi esuli cubani anticastristi esondò verso la Florida a riempire le fila delle brigate. Parallelamente alle attività pro-rivoluzionarie dei cubani castristi in America Latina, alla rivoluzione sandinista, alla mobilitazione del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN) in El Salvador, alla formazione dei Contras, alla gestione di Panama di Torrijos prima e di Noriega poi, la ricerca di fondi, più o meno leciti, era costante.
Come conseguenza di questi anni febbrili, l’afflusso di cocaina verso gli Stati Uniti negli anni Ottanta del Novecento raggiunse picchi mai visti prima.
Marco Dolcetta Capuzzo
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droga
Laboratorio di droga messicano scoperto in Sudafrica
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Droga
Big Pharma punta al profitto con gli psichedelici, poiché i pazienti cercano alternative agli psicofarmaci antidepressivi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
L’acquisizione multimiliardaria da parte di Eli Lilly di un’azienda che produce terapie psichedeliche sperimentali rappresenta il più grande investimento finora effettuato da una casa farmaceutica nel campo della medicina psichedelica come trattamento per la depressione. Tuttavia, l’ingresso dell’industria farmaceutica in questo mercato solleva interrogativi su brevetti, profitti e futuro della terapia psichedelica.
L’acquisizione multimiliardaria di AtaiBeckley da parte di Eli Lilly rappresenta il più grande investimento farmaceutico finora realizzato nel campo della medicina psichedelica, segnando una nuova fase per un settore un tempo relegato ai margini della ricerca scientifica.
L’accordo, del valore di circa 2,8 miliardi di dollari iniziali con ulteriori pagamenti fino a 1 miliardo di dollari al raggiungimento di determinati obiettivi, conferisce a Lilly il controllo delle terapie psichedeliche sperimentali di AtaiBeckley , tra cui BPL-003 , uno spray nasale ad azione rapida contenente N,N-dimetiltriptamina (DMT) in fase di studio per il trattamento della depressione resistente alle terapie convenzionali.
Nell’ottobre del 2025, AtaiBeckley ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense aveva concesso al farmaco BPL-003 la designazione di «Breakthrough Therapy», uno status volto ad accelerare lo sviluppo di trattamenti per patologie gravi quando le prime evidenze suggeriscono un miglioramento sostanziale rispetto alle opzioni terapeutiche esistenti.
«Milioni di persone sono ancora alla ricerca di sollievo e hanno disperatamente bisogno di una terapia efficace», ha affermato la dottoressa Carole Ho, presidente di Lilly Neuroscience. Promuovere le terapie di AtaiBeckley, ha aggiunto, offre a Lilly «una reale opportunità di cambiare le cose».
L’acquisizione da parte dell’azienda avviene in un momento in cui le case farmaceutiche si stanno espandendo sempre più in un settore che ha suscitato un crescente interesse scientifico, ma che rimane controverso a causa di interrogativi riguardanti la commercializzazione, l’accesso, la proprietà intellettuale e la capacità dello sviluppo aziendale di preservare i modelli terapeutici che hanno plasmato la ricerca sulle sostanze psichedeliche.
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Un punto di svolta per la medicina psichedelica
L’acquisizione di Lilly-AtaiBeckley segue un altro importante investimento farmaceutico nel settore. Nel 2025, AbbVie ha infatti concordato l’acquisizione di Bretisilocin (GM-2505), un farmaco sperimentale per la depressione sviluppato da Gilgamesh Pharmaceuticals, in un’operazione del valore massimo di 1,2 miliardi di dollari.
La bretisilcina agisce sul recettore della serotonina 5-HT2A del cervello , lo stesso recettore coinvolto negli effetti delle sostanze psichedeliche classiche come la psilocibina e l’LSD.
Nel complesso, questi accordi suggeriscono che le principali case farmaceutiche considerano sempre più i composti psichedelici come una potenziale nuova categoria di trattamenti per la salute mentale.
Rayyan Zafar, Ph.D., neuropsicofarmacologo presso l’Imperial College di Londra e membro del Centre for Psychedelic Research and Neuropsychopharmacology group, ha affermato che l’acquisizione da parte di Lilly potrebbe contribuire ad avvicinare gli psichedelici all’uso medico di massa, rendendoli «a basso rischio» per l’impiego nella salute mentale.
Secondo Zafar, gli investimenti nel settore farmaceutico potrebbero andare oltre lo sviluppo dei farmaci, incoraggiando il dialogo sulla copertura assicurativa e sulle infrastrutture sanitarie necessarie per fornire nuove terapie.
«Oltre alle sperimentazioni cliniche con sostanze psichedeliche, potrebbe anche contribuire a stimolare un dibattito più ampio sui meccanismi di rimborso e a incoraggiare altri sistemi sanitari pubblici a prepararsi per l’implementazione», ha aggiunto.
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Una nuova opportunità di business e nuove preoccupazioni.
L’interesse dell’industria farmaceutica per le sostanze psichedeliche si manifesta in un momento in cui le aziende sono alla ricerca di nuovi trattamenti in un mercato della salute mentale ricco di pazienti che non hanno risposto adeguatamente – o hanno subito danni – dai farmaci esistenti.
Inoltre, permette ai colossi farmaceutici di trarre profitto da questa situazione.
Richard C. Deth, Ph.D., professore di farmacologia alla Nova Southeastern University di Fort Lauderdale, in Florida, ha affermato che l’acquisizione da parte di Lilly sembra mirata a consolidare la propria posizione in un settore finanziario emergente.
«È chiaro che Lilly sta effettuando acquisti per crearsi una posizione in previsione di un mercato in espansione per questo tipo di composti», ha affermato Deth.
Terry Turner, giornalista senior di Drugwatch, ha affermato che le aziende farmaceutiche stanno entrando in questo settore sia per opportunità commerciali che per esigenze mediche insoddisfatte.
«Per le grandi aziende farmaceutiche, il profitto è sempre una componente fondamentale, non c’è dubbio», ha affermato Turner. «E in questo momento è in corso una vera e propria corsa all’oro nel settore delle sostanze psichedeliche».
Ha aggiunto che la combinazione di una maggiore attenzione da parte del governo, dell’interesse scientifico e della ricerca di alternative da parte dei pazienti ha creato un impulso positivo per il settore.
«Sommando tutti questi fattori, si crea una situazione ideale che spinge le sostanze psichedeliche dai laboratori alla pratica clinica tradizionale in ambito di salute mentale», ha affermato Turner.
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«Enormi incentivi finanziari per la creazione di proprietà intellettuale relativa alle sostanze psichedeliche»
Una delle principali preoccupazioni relative all’ingresso dell’industria farmaceutica nel settore delle sostanze psichedeliche riguarda il modo in cui le aziende proteggeranno i propri investimenti e creeranno marchi esclusivi attorno a sostanze che spesso si trovano già in natura, e quali implicazioni ciò avrà per i pazienti.
Gli esperti affermano che, in genere, le aziende non possono brevettare le sostanze psichedeliche naturali nella loro forma originale. Tuttavia, cercano di ottenere la protezione della proprietà intellettuale per i composti modificati, i sistemi di somministrazione, i metodi di produzione e gli usi medici specifici.
Shannon Hughes, Ph.D., cofondatrice di Elemental Psychedelics, ha affermato che le strategie brevettuali sono fondamentali per il modello di business farmaceutico.
«Stanno chiaramente cercando di brevettare alcune sostanze psichedeliche», ha affermato Hughes. «Sono in fase di brevettazione analoghi farmacologici di MDMA, DMT, LSD e psilocibina. Le aziende farmaceutiche non entrerebbero nel mercato delle sostanze psichedeliche se non potessero brevettare la molecola».
Hughes ha affermato che i composti presenti in natura, come la psilocibina e la DMT, non possono in genere essere brevettati nel loro stato naturale, quindi le aziende devono creare nuova proprietà intellettuale attorno alle versioni farmaceutiche.
«La commercializzazione si basa sul monopolio», ha affermato Hughes. «Senza brevetti, le principali aziende farmaceutiche non investirebbero miliardi nelle fasi avanzate della sperimentazione clinica».
Ha indicato lo spray nasale BPL-003 come esempio di come le aziende stiano creando farmaci psichedelici brevettati.
«I principali candidati di AtaiBeckley, come BPL-003, una forma sintetica intranasale di 5-MeO-DMT, e VLS-01, una pellicola buccale di DMT, sono farmaci brevettati e specificamente progettati per creare monopoli di mercato difendibili», ha affermato Hughes.
Brag Burge, fondatore di Integration Communications, un’agenzia di pubbliche relazioni specializzata in organizzazioni che si occupano di sostanze psichedeliche, ha dichiarato a The Defender che le case farmaceutiche non mirano a controllare le sostanze stesse, ma ad assumere un approccio multiforme al loro utilizzo.
«La strategia commerciale in genere non consiste nel rivendicare la proprietà di una sostanza psichedelica naturale in sé, ma nel brevettare nuovi composti, processi di sintesi, formulazioni, sistemi di somministrazione, combinazioni e usi medici specifici», ha affermato.
«Esiste un enorme incentivo finanziario a sviluppare proprietà intellettuale nel campo delle sostanze psichedeliche, soprattutto se tale proprietà intellettuale può portare allo sviluppo di un trattamento più facile da produrre, somministrare, assicurare o scalare».
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In che modo l’industria farmaceutica modificherà l’esperienza psichedelica?
Lo sviluppo di sostanze psichedeliche farmaceutiche potrebbe anche modificare il modo in cui queste sostanze vengono percepite.
A differenza delle esperienze psichedeliche tradizionali, che possono durare diverse ore e spesso richiedono una lunga preparazione e integrazione, alcuni nuovi composti sono progettati per abbreviare la durata dello stato psichedelico, in modo da adattarsi ai sistemi sanitari esistenti.
La Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies (MAPS), un’organizzazione no-profit nata quarant’anni fa per promuovere gli usi benefici delle sostanze psichedeliche e della marijuana, ha dichiarato a The Defender di temere che il potenziale terapeutico complessivo degli psichedelici possa andare perduto a seguito di acquisizioni simili a quella della Lilly.
«È positivo perché un’azienda farmaceutica tradizionale riconosce il valore delle sostanze e della ricerca che si sta svolgendo nell’ecosistema psichedelico», ha dichiarato il gruppo in un comunicato a The Defender. «È preoccupante perché vediamo che la terapia viene trascurata e che il loro interesse principale è rivolto esclusivamente alle sostanze psichedeliche. Quindi possiamo aspettare e vedere come e cosa lanceranno, ma siamo pronti a fare pressione su di loro se alla fine si rivelerà qualcosa di molto diverso dall’approccio terapeutico che abbiamo studiato e sostenuto».
Hughes ha affermato che l’esperienza psichedelica stessa potrebbe essere alterata con il coinvolgimento delle grandi aziende farmaceutiche.
«Lo sviluppo farmaceutico di molecole psichedeliche comporta intrinsecamente la rimozione dell’ingrediente psichedelico dal suo contesto biologico naturale (la pianta, il fungo o l’animale) così come dal suo contesto culturale di utilizzo», ha affermato.
«Questa estrazione dal contesto modifica il modo in cui interagiamo con la sostanza e come ne percepiamo gli effetti. Potrebbe persino alterare gli effetti stessi, poiché ciò che consideriamo l’ingrediente psichedelico potrebbe dipendere anche dalla miriade di altri composti, noti e sconosciuti, che costituiscono il sistema vegetale.
Ha aggiunto:
«Questo è un esperimento che abbiamo ripetuto più e più volte, e in genere i risultati non ci sono stati favorevoli. Abbiamo estratto la nicotina dalla pianta del tabacco, sia la sostanza chimica che il suo uso tradizionale, culturale e contestuale, come medicinale, e l’abbiamo messa nelle mani dell’industria».
«Il risultato è dipendenza e malattie croniche. Abbiamo estratto l’oppio dal papavero e la cocaina dalla foglia di coca. Potremmo forse ripetere questo schema estraendo o sintetizzando la psilocibina dal fungo che la contiene, e così via con altre sostanze psichedeliche?»
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La modifica dei composti psichedelici potrebbe creare conseguenze indesiderate
Ricercatori e aziende che sviluppano farmaci psichedelici sottolineano che le formulazioni farmaceutiche controllate possono migliorare la coerenza e la sicurezza.
I critici sostengono che modificare i composti o abbreviare le esperienze psichedeliche potrebbe introdurre nuovi rischi.
Turner ha affermato che le prime sperimentazioni di BPL-003 hanno riportato per lo più effetti collaterali da lievi a moderati, tra cui nausea, aumenti temporanei della pressione sanguigna e irritazione nasale.
Tuttavia, ha affermato che alcuni rischi potrebbero manifestarsi solo dopo un utilizzo diffuso.
«Per quanto riguarda gli effetti collaterali gravi, spesso non si scopre quali possano essere finché un farmaco non è sul mercato da un po’ di tempo e un gran numero di persone non lo ha assunto», ha affermato Turner.
Hughes ha affermato che la modifica dei composti psichedelici potrebbe creare conseguenze indesiderate.
«Inoltre, non comprendiamo appieno gli effetti sinergici che si verificano nell’intera pianta o nel fungo», ha affermato. «Rimuovere un ingrediente che riteniamo essere ‘l’ingrediente importante e utilizzarlo isolatamente può assolutamente creare rischi ed effetti collaterali imprevisti».
Ha affermato che esperienze psichedeliche più brevi e intense potrebbero creare ulteriori difficoltà.
«Esperienze psichedeliche brevi e iper-intense possono portare a forte disagio, disorientamento o destabilizzazione se un paziente viene dimesso troppo rapidamente senza un’adeguata preparazione psicologica, un punto di riferimento e un supporto relazionale», ha affermato Hughes.
Burge ha affermato che i ricercatori dovrebbero continuare a valutare non solo se le sostanze psichedeliche funzionano, ma anche come funzionano e quali elementi dell’esperienza contribuiscono ai risultati.
«Ogni sostanza psichedelica ha effetti collaterali, ovvero effetti che vanno oltre il risultato principale che si intende ottenere», ha affermato Burge.
Ha osservato che l’esperienza psichedelica soggettiva in sé può essere parte del processo terapeutico.
«Alcuni ricercatori e aziende descrivono le allucinazioni come un effetto collaterale indesiderato, mentre altri ritengono che l’esperienza soggettiva, comprese visioni, emozioni, ricordi e cambiamenti di prospettiva, possa essere fondamentale per il funzionamento della terapia psichedelica», ha affermato Burge.
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Un mercato da 7 miliardi di dollari entro il 2032?
Nonostante il dibattito in corso, investitori e analisti prevedono un’espansione del settore della medicina psichedelica.
Secondo le stime di Bloomberg, il mercato dei trattamenti a base di sostanze psichedeliche potrebbe raggiungere un fatturato annuo di circa 7 miliardi di dollari entro il 2032.
Negli ultimi anni, lo spray nasale Spravato (esketamina) della Johnson & Johnson è diventato l’unico farmaco derivato da sostanze psichedeliche approvato dalla FDA per il trattamento della depressione resistente alle terapie convenzionali.
Approvato inizialmente nel 2019 per l’uso in combinazione con un antidepressivo orale, il farmaco ha ricevuto un’approvazione estesa dalla FDA nel gennaio 2025 come primo e unico trattamento autonomo (monoterapia) per gli adulti con depressione resistente al trattamento.
Spravato ha registrato un fatturato di 468 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026 , in crescita del 46% rispetto all’anno precedente.
Nel frattempo, altre sostanze psichedeliche si sono dimostrate promettenti per il trattamento dei problemi di salute mentale.
Compass Pathways ha riportato dati positivi relativi ai sei mesi di sperimentazione di Fase 3, che dimostrano come il suo trattamento sperimentale a base di psilocibina sintetica , COMP360, abbia apportato benefici rapidi e duraturi ai pazienti affetti da depressione resistente al trattamento, confermando i risultati di una precedente sperimentazione.
L’azienda ha dichiarato che il 39% dei pazienti che hanno ricevuto la dose da 25 milligrammi ha ottenuto una riduzione clinicamente significativa dei sintomi depressivi entro la sesta settimana dopo due dosi e ha mantenuto tale beneficio almeno fino alla ventiseiesima settimana.
COMP360 ha inoltre continuato a dimostrare un profilo di sicurezza generalmente ben tollerato, senza nuove problematiche di sicurezza, ha affermato l’azienda.
Compass ha dichiarato che i risultati rafforzano la sua domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo farmaco (New Drug Application) presso la FDA, con la presentazione finale prevista per il quarto trimestre del 2026. Se approvato e riprogrammato dalla Drug Enforcement Administration , l’azienda prevede di lanciare COMP360 nella prima metà del 2027.
Allo stesso tempo, i legislatori continuano a promuovere leggi relative alle sostanze psichedeliche, in quanto cresce l’interesse per il loro potenziale utilizzo nel trattamento di disturbi mentali , tra cui il disturbo da stress post-traumatico e la depressione.
Ad aprile, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di accelerare la revisione di alcune terapie psichedeliche, tra cui l’ibogaina.
Sebbene diversi stati abbiano approvato finanziamenti per la ricerca, programmi pilota o regolamentato l’accesso terapeutico, la legge federale continua a classificare la maggior parte delle sostanze psichedeliche come sostanze controllate di Tabella I.
La FDA non ha risposto alle richieste di commento.
Henrick Karoliszyn
© 24luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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