Nucleare
Lavrov: «nessun vincitore nella guerra nucleare, ma non mettete alla prova la nostra pazienza»
Mosca è convinta che un conflitto nucleare non possa essere vinto e non debba essere scatenato in nessuna circostanza, ha detto mercoledì il ministro degli Esteri Sergej Lavrov al programma televisivo 60 Minutes. Ciò non significa che nessuno possa mettere alla prova la pazienza della Russia, ha avvertito il ministro, aggiungendo che il suo paese non esiterebbe a difendere i propri interessi con tutti i mezzi disponibili.
La Russia «non ha mai avviato una discussione su… se le armi nucleari possano essere utilizzate», ha detto il ministro. Mosca vuole che le potenze nucleari riconoscano ancora una volta ufficialmente che «non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare e che non dovrebbe mai essere innescata», cosa che il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il leader sovietico Mikhail Gorbachev hanno fatto negli anni Ottanta, secondo Lavrov.
La Russia ha presentato per la prima volta un’iniziativa in tal senso durante i colloqui tra il presidente Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, per poi presentarla ai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2021.
Tutte le dichiarazioni che «consideravano possibili vari scenari di una guerra nucleare» provenivano esclusivamente da capitali occidentali, ha affermato il ministro. Ha fatto riferimento in particolare alle recenti dichiarazioni del portavoce dello US Strategic Command (STRATCOM), il contrammiraglio Thomas Buchanan, il quale il mese scorso aveva affermato che Washington era pronta a lanciare attacchi nucleari, ma lo avrebbe fatto solo «alle condizioni più accettabili per gli Stati Uniti».
Secondo Lavrov, la Russia ha chiesto agli USA di chiarire quelle affermazioni, ma non ha ricevuto alcuna risposta «ragionevole». Mosca non ha intenzione di «alzare la temperatura» sulla questione dell’uso delle armi nucleari o delle sue conseguenze e farebbe volentieri qualsiasi cosa per risparmiare alla gente in Occidente il fastidio di costruire bunker nucleari, ha detto.
L’uso da parte della Russia del suo sistema missilistico balistico ipersonico Oreshnik all’avanguardia con capacità nucleare contro un obiettivo in Ucraina ha portato a un aumento di quattro volte del numero di americani alla ricerca di bunker nucleari, ha affermato a metà dicembre il CEO di una società di rifugi di sopravvivenza con sede in Texas. Il missile utilizzato nell’attacco era dotato di testate convenzionali.
«Stiamo attenendoci fermamente alla posizione secondo cui non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare», ha affermato. Il ministro ha comunque messo in guardia gli avversari della Russia dal provocare Mosca a prendere misure drastiche per proteggere i propri interessi.
«Consiglierei a chiunque di non mettere alla prova la nostra pazienza, la nostra determinazione a difendere i nostri legittimi interessi nazionali con tutti i mezzi disponibili», ha detto Lavrov. «Chi ha orecchie per intendere, intenda; chi ha cervello per comprendere, comprenda».
Parlando a un incontro di alti funzionari del Ministero della Difesa russo la scorsa settimana, Putin ha dichiarato che il sostegno militare attivo dell’Occidente all’Ucraina stava spingendo la Russia al punto in cui non poteva fare a meno di reagire. Il presidente ha accusato Washington di cercare di «indebolire il nostro Paese e infliggere una sconfitta strategica» a Mosca, riempiendo l’Ucraina di denaro e armi.
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Immagine di The Official CTBTO Photostream via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Cina
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Militaria
Mosca adotterà tutte le misure necessarie contro le testate nucleari in Lituania. Truppe estoni muovono verso il confine
Interrogato sulle recenti mosse della Lituania per autorizzare il dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio, al confine con la Russia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha avvertito oggi che le azioni lituane «non possono essere percepite se non come un passo verso un’escalation delle tensioni, così come non può esserlo il dispiegamento di armi nucleari in un paese confinante. Lo riporta l’agenzia stampa governativa russa TASS.
«Nessuno di questi sviluppi contribuirà alla stabilità e alla prevedibilità nel continente europeo. Al contrario, con nostro rammarico, segneranno un’ulteriore e significativa escalation delle tensioni. Quanto alla Russia, naturalmente, Mosca sarà costretta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la propria sicurezza» ha detto il portavoce. Le parole di Peskov fanno eco a quelle già rilasciate dal presidente Putin e da altri alti funzionari russi in risposta a una serie di provocazioni contro il Paese, tra cui quella su Kaliningrad.
Nell’ambito della spinta occidentale a posizionare missili nucleari lungo tutto il confine occidentale della Russia, la Lituania sta modificando la propria Costituzione per assecondare questa provocazione. Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha superato a larga maggioranza la seconda delle tre votazioni necessarie per abolire la disposizione costituzionale (articolo 137) che vieta il dispiegamento di armi nucleari e di basi militari straniere sul territorio nazionale.
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Il voto è stato di 106 a 18, al primo turno il risultato era stato di 99 a 13. Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata definitivamente dal Seimas il 12 gennaio 2027 con almeno 94 voti favorevoli. Il presidente del parlamento, Juozas Olekas, ha dichiarato: «L’abolizione del divieto di dispiegamento di armi nucleari elimina le restrizioni legali in materia di sicurezza che differivano da quelle in vigore in altri paesi dell’UE e della NATO».
Il governo spinge inoltre per la creazione di una base militare statunitense. Oggi il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha aggiunto che pagherà Washington per la costruzione di una base militare nel Paese. Su Facebook ha pubblicato l’idea proposta a Washington: «Questa è una garanzia di deterrenza e sicurezza di fondamentale importanza. I nostri partner devono solo prendere la decisione politica di stazionare permanentemente le truppe, e la Lituania è pronta a coprire i costi».
Movimenti inquietanti si stanno registrando anche in un ulteriore Paese baltico. Come riportato da Renovatio 21, l’Estonia si sta aggiungendo al tentativo di accerchiamento strategico della Russia.
«L’Estonia sposta le truppe più vicino alla Russia in un’offensiva di “difesa attiva”», ha riportato il Financial Times il 5 ottobre, aggiungendo che «lo Stato baltico si prepara a condurre attacchi in profondità nel territorio del suo vicino in caso di attacco». «Difesa attiva» significa «spostare le unità di combattimento principali da Tapa, nel Nord dell’Estonia, a Johvi, a 50 chilometri dal confine con la regione di Leningrado», ha spiegato il quotidiano russo in lingua inglese Moscow Times, noto per le posizioni anti-Cremlino. «Il Paese sta anche acquisendo droni e missili balistici in grado di colpire fino a 300 chilometri all’interno del territorio russo».
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha minimizzato la questione nel briefing quotidiano con la stampa. «Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti possiedano le informazioni necessarie per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini».
Tutto ciò va ben oltre al Baltico e si inserisce però in un’offensiva su vasta scala dell’UE volta ad accerchiare la Russia a Ovest, dispiegando capacità di attacco, comprese armi nucleari della NATO, dalla Finlandia a Nord fino alla Polonia e alla Romania a Sud.
Questa strategia provocatoria include anche l’ipotesi di strangolare e persino di conquistare l’exclave russa di Kaliningrad, il che ha suscitato i più gravi avvertimenti da parte dei vertici della Federazione Russa, che pure di difendere la città hanno fatto capire di essere pronti alla guerra atomica.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Cina
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