Spazio
Ricercatori cinesi dicono che possono intercettare aerei stealth usando i satelliti Starlink
Alcuni ricercatori cinesi sostengono che utilizzando la radiazione emessa dalla costellazione Starlink di SpaceX, possono rilevare i caccia stealth nemici. Lo ha riportato il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il team ha utilizzato un drone DJI Phantom 4 Pro come esperimento. Utilizzando un sistema radar a terra, hanno individuato il piccolo drone grazie alle radiazioni emesse da un satellite Starlink, che in quel momento stava sorvolando le Filippine.
Tale rilevamento è avvenuto nonostante gli aerei stealth siano stati progettati per essere meno visibili ai radar e riflettere meglio le radiazioni elettromagnetiche grazie alle loro forme insolite.
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La squadra di scienziati afferma che il loro nuovo metodo di rilevamento è «non influenzato dalla forma tridimensionale e dal materiale superficiale del bersaglio», secondo il documento dei ricercatori pubblicato recentemente sul Journal of Signal Processing, come citato dal giornale cinese.
Ciò significa che il sistema potrebbe «fornire vantaggi significativi nel rilevare obiettivi piccoli e stealth», con un potenziale vantaggio per l’esercito cinese sul campo di battaglia.
Grazie alle migliaia di satelliti Starlink lanciati da SpaceX, gli scienziati sperano ora di utilizzare i disturbi nei segnali radio ad alta frequenza per tracciare gli aerei stealth.
Si tratta di una nuova sorprendente strada di ricerca, soprattutto data l’animosità cinese nei confronti della costellazione a banda larga dell’azienda guidata da Elon Musk. Nel 2022, il South China Morning Post aveva riferito che i ricercatori cinesi stavano sviluppando modi per abbattere i satelliti Starlink se fossero diventati una minaccia per la sicurezza nazionale.
Per ora, il team ha testato il loro metodo solo su un drone che ha volato ad altitudini relativamente basse, e resta da vedere se le radiazioni Starlink potrebbero rivelare obiettivi più grandi e più difficili come appunto gli aerei stealth. Inoltre, come sottolinea il quotidiano, la Cina sta già utilizzando radar anti-stealth lungo la sua costa per identificare e tracciare i caccia statunitensi.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa scienziati cinesi hanno minacciato di distruggere i satelliti Starlink. Stazioni di comunicazione Starlink vicine a Bakhmut sono state distrutte quest’estate dalle forze russe. La Russia sta inoltre approntando armi laser ASAT (anti satellite).
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Il valore militare di Starlink si era visto poco dopo l’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, quando il magnate della tecnologia aveva fornito a Kiev i terminali statellitari.
Tuttavia, successivamente Musk ha impedito all’esercito ucraino di utilizzare la rete per guidare gli attacchi dei droni sulle navi russe nel Mar Nero, sostenendo che l’attacco avrebbe potuto agire da innesco della Terza Guerra Mondiale. In risposta, il regime Zelens’kyj lo ha definito «malvagio».
Come riportato da Renovatio 21, a ottobre il ministro israeliano delle comunicazioni Shlomo Kahri aveva promesso che «Israele utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per combattere» la prevista fornitura dell’accesso internet Starlink a Gaza che aveva suggerito il Musko.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Economia
Musk, maxi-pagamento da SpaceX con la prima colonia su Marte
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Spazio
La NASA pubblica le prime foto del lato oscuro della Luna
La NASA ha diffuso le prime immagini scattate dall’equipaggio di Artemis II durante il loro storico viaggio intorno al lato nascosto della Luna.
I quattro astronauti — il comandante della NASA Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e lo specialista di missione dell’Agenzia Spaziale Canadese Jeremy Hansen — hanno trascorso le sette ore del sorvolo lunare di lunedì scattando foto e facendo osservazioni dalla navicella spaziale Orion, che hanno chiamato Integrity.
Tra le straordinarie nuove immagini caricate dalla NASA martedì, c’era una foto del «tramonto della Terra», scattata attraverso il finestrino della capsula Orion alle 18:41 ET, secondo quanto riportato dalla NASA.



«Una Terra di un blu tenue, con nuvole bianche e luminose, fa da sfondo alla superficie lunare craterizzata», recita la didascalia della foto. «La parte oscura della Terra sta vivendo la notte. Sul lato diurno, si possono osservare nuvole vorticose sopra l’Australia e l’Oceania.»
L’equipaggio ha anche immortalato «L’alba terrestre», ricreando l’iconica foto scattata durante la missione Apollo 8 nel 1968.
Nella nuova serie di immagini è inclusa anche una ripresa dell’eclissi solare che l’equipaggio ha potuto osservare verso la fine del sorvolo.
Gli astronauti hanno indossato visori per l’eclissi per proteggere gli occhi durante l’evento celeste, durato quasi un’ora. Ciononostante, hanno faticato a descrivere a parole ciò a cui stavano assistendo.

«Probabilmente gli esseri umani non si sono evoluti per vedere ciò che stiamo vedendo», ha detto Glover al centro di controllo missione. «È davvero difficile da descrivere.»
Altre foto hanno immortalato primi piani della superficie lunare, inclusi crateri e bacini raramente visti, dal punto di vista dell’equipaggio, che a un certo punto si è avvicinato alla Luna fino a circa 6.400 chilometri.
Durante il sorvolo di lunedì, la capsula Artemis II ha stabilito un nuovo record per la massima distanza dalla Terra mai percorsa da un essere umano: 252.756 miglia, superando il precedente primato stabilito dall’Apollo 13 nel 1970.
Il lato oscuro della Luna è in realtà il lato nascosto o «faccia lontana». Grazie alla rotazione sincrona, la Luna impiega lo stesso tempo a ruotare su se stessa e a orbitare intorno alla Terra (circa 27,3 giorni), mostrando sempre la stessa faccia al nostro pianeta.
Non è mai buio in modo permanente: come il lato visibile, riceve luce solare per metà del tempo lunare. Anzi, è mediamente più chiaro perché manca dei grandi «mari» basaltici scuri tipici della faccia vicina. La sua superficie è molto diversa: estremamente craterizzata, montuosa e priva di vaste pianure laviche. Il bacino Polo Sud-Aitken, il più grande cratere del Sistema Solare, si trova proprio lì.
Fu fotografato per la prima volta nel 1959 dalla sonda sovietica Luna 3. Missioni recenti come la cinese Chang’e-6 hanno riportato campioni che rivelano differenze geologiche profonde: crosta più spessa, attività vulcanica diversa e possibili tracce di un antico oceano di magma comune a tutta la Luna.
Il termine «oscuro» deriva non da una materiale assenza di luce bensì dal mistero che lo ha avvolto per secoli, complice anche suggestioni come quelle dello gruppo psichedelico britannico Pink Floyd, il cui albo più noto, uscito oramai 52 anni or sono, chiamasi effettivamente The Dark Side of The Moon. Oggi, con Artemis e altre missioni, sta diventando sempre meno sconosciuto.
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Immagini NASA
Spazio
La Casa Bianca ordina la censura delle immagini satellitari della guerra con l’Iran
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