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Targa automobilistica accusata di essere antisemita

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Il dipartimento dei veicoli a motore (DMV) della California si è scusato per la comparsa di una controversa targa che sembrava prendere in giro l’attacco del 7 ottobre contro Israele da parte di Hamas.

 

Secondo quanto riportato dai media, la targa personalizzata, esposta su un Tesla Cybertruck, riportava la scritta «LOLOCT7» e ha scatenato l’indignazione online. LOL è l’abbreviazione del gergo dell’internet per «laugh out loud», cioè «ridere a crepapelle».

 

Secondo quanto riferito, la targa incriminata è stata avvistata a Culver City, vicino a Los Angeles, e ha attirato l’attenzione dopo che il gruppo di attivisti StopAntisemitism ha pubblicato una foto della targa la scorsa settimana su X.

 

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L’organizzazione ha condannato la targa, che riteneva fosse un riferimento al 7 ottobre 2023, quando i militanti di Hamas hanno effettuato un raid a sorpresa in Israele, uccidendo circa 1.200 persone e prendendo 250 ostaggi. L’incursione ha scatenato una feroce rappresaglia da parte di Israele contro i palestinesi a Gaza e ha portato a un conflitto militare intenso e devastante che ha ucciso oltre 45.000 palestinesi, la stragrande maggioranza dei quali erano civili.

 

StopAntisemitism ha affermato che la targa celebrava quello che il gruppo ha descritto come «terrorismo contro il popolo ebraico» e ha esortato il DMV a ritirare la targa, che rappresentava una «vile presa in giro delle 1.200 vite innocenti perse».

 

Il DMV ha rilasciato una dichiarazione poche ore dopo, impegnandosi a prendere «rapide misure per richiamare queste scioccanti targhe» e ha affermato che avrebbe rafforzato il suo processo di revisione interna «per garantire che una svista così grave non accada mai più».

 

Nel frattempo, il figlio del proprietario dell’auto ha detto sabato all’affiliata locale della ABC che la targa è stata male interpretata e non ha nulla a che fare con l’attacco mortale. La sua famiglia è filippina e «lolo» in tagalog significa nonno, CT sta per Cybertruck e 7 rappresenta i sette nipoti del proprietario, ha spiegato l’uomo.

 

«Proviamo grande empatia per chiunque abbia sperimentato un po’ di odio», ha detto l’uomo all’emittente. «E apprezzeremmo molto, a nostra volta, che chiunque veda o senta questo provi un po’ di empatia nei confronti della nostra famiglia, perché non abbiamo cattive intenzioni per nulla».

 

L’uomo aggiunto che la famiglia ne ha spiegato chiaramente il significato durante la procedura di richiesta al DMV. La controversa targa è tuttavia stata revocata.

 

Non si scherza, neanche per isbaglio, con l’antisemitismo. Che tuttavia non possiamo dire sia un fenomeno ben definito.

 

Il termine «semitico» fu coniato dall’orientalista tedesco August Ludwig von Schlözer nel 1781 per designare il gruppo di lingue semitiche (aramaico, arabo, ebraico e altre) presumibilmente parlate dai discendenti della figura biblica Sem, figlio di Noè. Di contro, l’origine del termine «antisemita» si trova nelle risposte dell’orientalista Moritz Steinschneider alle opinioni dell’orientalista Ernest Renan.

 

L’«antisemitismo» sarebbe poi stato condannato dalla dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate, la cui bozza stesa da papa Giovanni XXIII si chiamava Decretum de Judaeis («Decreto sugli Ebrei»). Nemmeno in questo testo tuttavia, riesce a definire cosa sia l’antisemitismo.

 

Sorge quindi che per il fenomeno sia adottato un metodo autoritario-nominalista: «antisemita» è tutto ciò che gli ebrei (e le loro chiassose organizzazioni create per la bisogna) ritengono antisemita.

 

Ecco perché anche una targa di automobile, contenente un’espressione filippina, può essere accusata di antisemitismo – e pure tolta d’imperio dalla circolazione: per qualche ragione, lo Stato anche in questo caso ha creduto alle organizzazioni ebraiche e non alle parole (e ai diritti?) di una famiglia americana.

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Bisognerebbe stare attenti: in Italia abbia esempi illustri, come quello del portiere Gianluigi Buffon, accusato per la sua maglia di gioco con il numero 88, che taluni hanno sostenuto significasse «Heil Hitler». Il Buffon rispose che in realtà essa era un richiamo agli attributi testicolari necessari per lo sport. Furono criticati, per lo stesso numero, anche il calciatore Mateusz Paszelik, che giuocava nell’Hellas Verona, squadra che ha una rinomata tifoseria di estrema destra. Parimenti, per la scelta della maglia 88 nel 2013 Marco Borriello vide insorgere la comunità ebraica di Roma.

 

Il 27 giugno del 2023, il governo italiano, retto dal partito post-fascista Fratelli d’Italia, è intervenuto con un provvedimento del ministero dell’Interno che proibisce ai calciatori l’utilizzo del numero di maglia 88 dall’anno calcistico successivo.

 

Insomma, avete capito: la Reduction ad Hitlerum è dietro l’angolo, anche per maglie sportive, e per ogni oggetto inanimato che si azzardi a sembrare antisemita. Sono avvertiti i fan del videogame degli anni Ottanta Galaga 88, così come coloro che celebrano i nemici della protagonista di Kill Bill vol. 1, i celeberrimi mafiosi nipponici chiamati «88 folli». Gli astrofili si preparino a dire addio alla cometa periodica 88P/Howell, e bisognerebbe far qualcosa anche per quell’asteroide malandrino chiamato 88 Thisbe, così per la galassia a spirale NGC 88, appartenente alla costellazione della Fenice – e diciamo pure che le costellazioni del firmamento, forse nazista pure lui, sono 88.

 

Nel frattempo, Israele è accusata ufficialmente di genocidio, i suoi soldati di sodomizzare i palestinesi, lanciare dai palazzi i cadaveri e pubblicare ridendo video di torture e violenze su canali Telegram definibili come vera e propria «pornografia bellica». Altro che targhe automobilistiche.

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Immagine di Dllu via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

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Esiste un albero che sfrutta l’elettricità per uccidere i suoi nemici

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Per gli alberi, i fulmini sono una grande livella. Se osi crescere più in alto degli altri, rischi di essere folgorato e distrutto. Centinaia di milioni di alberi subiscono questa sorte ogni anno.   Tuttavia sembra che valga il contrario per l’imponente albero della fava tonka (Dipteryx oleifera), originario delle foreste pluviali di Panama, che può raggiungere i 40 metri di altezza e vivere per centinaia di anni, scrive Futurism.   Il fulmine è un’arma che può utilizzare a suo piacimento. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista New Phytologist, quando un fulmine lo colpisce, l’albero di tonka sopravvive, mentre i parassiti che vi si aggrappano e le piante circostanti vengono eliminati.   «Abbiamo iniziato questo lavoro 10 anni fa, ed è diventato evidente che i fulmini uccidono molti alberi, soprattutto quelli di grandi dimensioni», ha spiegato a Live Science Evan Gora, ecologo forestale del Cary Institute of Ecosystem Studies e autore principale dello studio. «Ma la Dipteryx oleifera non ha mai mostrato danni».   Lo studio esplora come i fulmini modellano le foreste e la vita degli alberi che le abitano. Rispetto ad altre cause di mortalità degli alberi, come la siccità e gli incendi, noti per il loro ruolo cruciale nel mantenimento di un ecosistema sano, l’influenza positiva dei fulmini è ampiamente sottovalutata.

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Per approfondire la questione, i ricercatori hanno creato un sistema per localizzare con precisione i fulmini nel Monumento Naturale di Barro Colorado, a Panama, utilizzando una rete di antenne e un insieme di droni. Combinando questi dati con quelli raccolti in quarant’anni sulla vegetazione della foresta pluviale, oggetto di numerosi studi, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire con precisione l’impatto dei fulmini sulle specifiche aree colpite.   Complessivamente, tra il 2014 e il 2019, i ricercatori hanno documentato quasi 100 casi di alberi di varie specie colpiti direttamente da un fulmine. Più della metà di questi alberi è morta. Ma, sorprendentemente, tutti e dieci gli alberi di fava tonka colpiti dalle potenti scariche elettriche sono sopravvissuti, riportando danni trascurabili.   Lo stesso non si può dire per le piante parassite delle fave di tonka, una specie di rampicante legnoso nota come liana: il 78% di esse è stato spazzato via dai fulmini. E guai anche ai vicini, con oltre due tonnellate di biomassa di alberi concorrenti annientate a ogni fulmine.   «Esiste un rischio quantificabile e rilevabile nel vivere vicino a un Dipteryx oleifera», ha dichiarato il Gora a Live Science. «[Come albero], hai una probabilità sostanzialmente maggiore di morire rispetto a vivere vicino a qualsiasi altro grande albero secolare in quella foresta».   Poiché gli alberi di fava tonka possono vivere per secoli, i ricercatori stimano che, in media, vengano colpiti da un fulmine almeno cinque volte nel corso della loro vita, ottenendo vantaggi sostanziali che vanno ben oltre la semplice casualità. Infatti, con un’altezza superiore del 30% e una chioma più ampia del 50% rispetto agli altri alberi, sembrano quasi sfidare il cielo a scatenare la sua furia. Rispetto ad alberi con un tronco di diametro simile, l’albero di fava tonka vanta una probabilità del 68% maggiore di essere colpito da un fulmine.   «Sembra avere un’architettura che potenzialmente favorisce una maggiore frequenza degli attacchi», ha detto il Gora al New York Times.   E così, piegando virtualmente i fulmini al proprio volere per sbarazzarsi dei nemici, gli alberi di fava tonka vedono la loro fecondità aumentare di quattordici volte: un vantaggio riproduttivo elettrizzante.  

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Trump prende in giro Macron perché sua moglie lo mena

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deriso pubblicamente il rapporto tra il suo omologo francese Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte, scatenando indignazione in Francia.

 

Trump ha fatto queste osservazioni durante un pranzo privato alla Casa Bianca mercoledì, la cui registrazione potrebbe essere stata accidentalmente pubblicata online. Si sente Trump lamentarsi del rifiuto della Francia di unirsi alla guerra israelo-americana contro l’Iran, prima di affermare che Brigitte Macron tratta suo marito «estremamente male» e di sostenere che il presidente francese «si sta ancora riprendendo dal pugno ricevuto alla mascella».

 

La battuta si riferiva a un video ampiamente diffuso nel maggio 2025 che sembrava mostrare Brigitte Macron prendere a schiaffi il marito a bordo di un aereo dopo l’atterraggio ad Hanoi. Macron in seguito minimizzò l’incidente, definendolo un «battibecco e uno scherzo» tra i due.

 


 

Le dichiarazioni di Trump, che hanno suscitato risate tra il pubblico alla Casa Bianca, sono state duramente condannate in Francia. Macron ha dichiarato ai giornalisti che le osservazioni non erano «né eleganti, né appropriate» e non «meritavano una risposta».

 

Anche i politici francesi di ogni schieramento hanno denunciato Trump per aver ridicolizzato un altro capo di Stato.

 

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La presidente dell’Assemblea nazionale, Yael Braun-Pivet, ha definito le dichiarazioni «al di sotto di ogni disprezzo», aggiungendo che «la gente muore sul campo di battaglia, eppure il presidente degli Stati Uniti ride e si prende gioco degli altri». Anche Manuel Bompard, del partito di estrema sinistra France Insoumise, ha affermato che, nonostante le sue divergenze con Macron, «non posso tollerare che Donald Trump parli di Macron e di sua moglie in questo modo».

 

Le prese in giro pubbliche si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra Washington e gli stati europei della NATO a causa della guerra contro l’Iran. Diverse nazioni si sono rifiutate di partecipare alle operazioni offensive, mentre Francia, Spagna e Italia si sono spinte oltre, limitando l’accesso degli Stati Uniti al loro spazio aereo o alle loro basi militari per le operazioni anti-iraniane.

 

Trump ha reagito definendo la NATO una «tigre di carta» e minacciando di ritirare gli Stati Uniti dal blocco. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha lasciato intendere che Washington potrebbe «riesaminare» la propria adesione alla NATO dopo la guerra.

 

Le prese in giro di Trump nei confronti di Macron si inseriscono in un contesto di scandali che coinvolgono sua moglie Brigitte. A gennaio, un tribunale di Parigi ha condannato dieci persone per molestie online a causa di teorie complottiste che sostenevano che la first lady francese fosse transgender. Separatamente, a dicembre ha scatenato uno scandalo definendo le manifestanti femministe «stupide stronze» in un video trapelato dal backstage, provocando un’ondata di critiche da parte di attivisti e politici.

 

La princincipale critica di Brigitta, la podcaster cattolica americana Candace Owens, lo scorso novembre ha affermato che il governo francese ha dato il «via libera» al suo assassinio, con tanto di sicari pagati.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Owens ha raccontato che Macron avrebbe chiesto personalmente in un incontro con Trump di smetterla con la sua indagine. Candace sostiene di essere stata raggiunta prima da una prima richiesta per conto di Trump, che dice di esserle arrivata dall’amico Charlie Kirk, e poi da una telefonata dello stesso Trump che le ha chiesto di fermarsi almeno fino a quando non fossero presi accordi per l’Ucraina, dove la Francia gioca un suo ruolo.

 

Durante la telefonata, ha detto la podcaster, il presidente Trump le avrebbe confidato che a lui Brigitta sembra proprio una donna; Candace avrebbe risposto parlando di un noto chirurgo estetico, di cui si era occupata nella sua serie sul caso.

 

La Owens, sotto gli auspici del marito George Farmer, figlio di un Lord ed ex ministro britannico, si è convertita al cattolicesimo e sembra attenersi ad una linea di pensiero vicina a quella del tradizionalismo francese, che vede la Francia derivata dalla rivoluzione come uno Stato retto dalla perversione, con la pedofilia che impazza tra le élite occulte e nemmeno occulte.

 

Con estrema pervicacia Candace aveva attaccato la storia di Brigitte Macron nata uomo, servendosi dei lavori di Xavier Poussard, giornalista e scrittore francese riparato a Milano, stranamente non oggetto di una denuncia diretta da parte della coppia presidenziale, come lo sono invece altri personaggi che hanno sostenuto l’incredibile tesi in questi anni. Una fra costoro ha scelto di chiedere l’asilo politico alla Russia.

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Macron hanno denunziato la Owens negli USA – dove sono fortissime le leggi a protezione della libertà di parola – asserendo che porteranno prove inconfutabili del sesso femminile della première dame di Francia.

 

Le voci erano state respinte da Macron, noto per le sue smentite, ancora due anni fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo schiaffo ricevuto pubblicamente dal presidente francese ha creato certune reazioni ironiche anche in Patria: ad esempio una palestra francese si è fatta pubblicità con l’immagine di Macron e l’esortazione rivolta ai mariti maltrattati di prendere lezioni di autodifesa.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

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Campione di Cornhole senza braccia né gambe accusato di omicidio con arma da fuoco

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La polizia del Maryland ha arrestato un giocatore professionista di Cornhole con quattro amputazioni per presunto omicidio di primo grado.   Il 27enne Dayton Webber ha sparato e ucciso la sua vittima all’interno della sua auto durante una lite, per poi abbandonare il corpo nel giardino di una casa. Secondo le forze dell’ordine, il crimine sarebbe avvenuto in presenza di altri due passeggeri, che sono scesi immediatamente dall’auto e hanno chiamato la polizia.   Lo Webber si sarebbe poi allontanato a tutta velocità con il cadavere ancora sul sedile del passeggero. Non è chiaro come faccia a guidare.   Qualora il lettore chiedendo come un uomo senza arti possa usare una pistola, ecco un video dal canale YouTube dello Webber che fornisce la risposta. Lo si vede impugnare una pistola calibro 9 mm tra le sue protesi e sparare rapidamente contro il bersaglio.   Impressionante.  

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Il lettore potrebbe essere pure all’oscuro di cosa sia il Cornhole, la disciplina di cui lo Webber è atleta.   Il Cornhole (conosciuto anche a livello regionale come sack toss, bean bag toss o più semplicemente bags) è un gioco da giardino popolare in Nord America in cui giocatori o squadre si alternano nel lanciare sacchetti di stoffa contro una tavola inclinata con un foro all’estremità opposta. L’obiettivo del gioco è fare punti atterrando un sacchetto sulla tavola (un punto) o facendolo passare attraverso il foro (tre punti).  

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Dal 2023, la World Cornhole Organization (WCO) organizza un torneo internazionale annuale, la WCO World Cup, per incoronare la squadra nazionale campione del mondo.   Nel 2025, la Coppa del Mondo di Cornhole a Parenzo vide la partecipazione di 26 paesi provenienti da quattro continenti, diventando così la più grande Coppa del Mondo di Cornhole della storia. Nella finale del 2025, la squadra statunitense si aggiudicò il titolo dopo una partita avvincente contro la Slovenia.  

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La creazione della WCO e della sua Coppa del Mondo segna un passaggio del Cornhole da passatempo regionale, soprattutto in Nord America, a competizione globale strutturata con regole standardizzate e una crescente partecipazione internazionale.   Ora il giuoco aggiunge una bizzarra pagina nera alla sua storia.   SOSTIENI RENOVATIO 21
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