Nucleare
Il capo dei servizi francesi: l’Iran è vicino all’atomica
Il capo dei servizi segreti esteri francesi ha dichiarato l’Iran potrebbe dotarsi di un’arma nucleare nel giro di pochi mesi.
Lerner ha fatto queste osservazioni venerdì mentre parlava ai giornalisti a Parigi insieme a Richard Moore, il capo del Secret Intelligence Service britannico, descrivendo il programma nucleare di Teheran come una delle maggiori preoccupazioni per Parigi e Londra.
«I nostri servizi stanno lavorando fianco a fianco per affrontare quella che è senza dubbio una delle minacce, se non la minaccia più critica, nei prossimi mesi: la possibile proliferazione atomica in Iran», ha affermato, come citato da Reuters.
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Facendo eco a queste preoccupazioni, Moore ha affermato che «le ambizioni nucleari dell’Iran continuano a minacciare tutti noi».
Il lavoro dell’Iran sull’arricchimento dell’uranio è stato a lungo visto dall’Occidente come uno sforzo segreto per sviluppare armi nucleari. Le preoccupazioni sono aumentate dopo che gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dall’accordo nucleare con l’Iran nel 2018. Come parte dell’accordo firmato tre anni prima, Teheran ha accettato di limitare il suo programma nucleare in cambio di una parziale riduzione delle sanzioni.
Tuttavia, l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostenne che l’accordo non era riuscito a ostacolare il programma nucleare iraniano e che tutti gli sforzi diplomatici per rilanciare l’accordo negli anni successivi non avevano prodotto risultati.
L’Iran sostiene che il suo programma nucleare è per scopi pacifici e che non cerca di sviluppare un’arma. Tuttavia, dopo il crollo dell’accordo, Teheran ha aumentato l’arricchimento dell’uranio al 60%, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) delle Nazioni Unite. Per essere utilizzato in una bomba nucleare, deve essere arricchito a più del 90%.
L’organismo di controllo ha inoltre affermato questa settimana che l’Iran inizierà ad arricchire l’uranio utilizzando migliaia di centrifughe avanzate.
All’inizio di questo mese, Kamal Kharrazi, un alto collaboratore della Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha confermato che Teheran ha «le capacità tecniche necessarie per produrre armi nucleari».
Ha sottolineato che, sebbene il Paese non abbia intenzione di farlo, «se la sopravvivenza dell’Iran dovesse essere seriamente minacciata, ci riserviamo il diritto di riconsiderare».
Anche gli Stati Uniti hanno espresso forti preoccupazioni in merito al programma nucleare iraniano: a luglio, il segretario di Stato Antony Blinken ha ipotizzato che l’Iran avrebbe avuto bisogno di «probabilmente una o due settimane» per produrre materiale sufficiente per una bomba nucleare.
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Come riportato da Renovatio 21, la settimana passata l’Iran ha annunciato l’espansione del suo programma nucleare in risposta all’approvazione di una risoluzione critica nei confronti del Paese da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA).
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva avvertito Grossi durante la sua visita a Teheran il mese scorso che ci sarebbe stata una risposta se il consiglio dell’AIEA avesse approvato una risoluzione anti-Iran. Secondo Araghchi, Teheran è pronta a rinegoziare l’accordo del 2015, ma solo se l’Occidente è disposto a concordare un nuovo accordo a condizioni reciprocamente vantaggiose.
Il programma nucleare iraniano fu fermato anni fa da un’operazione congiunta israelo-statunitense di guerra informatica detta Olympic Games, che finì per liberare per il mondo un virus informatico chiamato Stuxnet, che devastò sistemi elettronici in tutto il pianeta.
Il programma atomico iraniano è stato in seguito sabotato da omicidi di scienziati di cui sono ritenuti responsabili gli israeliani. In uno dei casi più noti, per uccidere un fisico atomico di Teheran sarebbe stato utilizzato un robot killer mitragliatore a guida satellitare.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa è emerso sulla stampa americana che un sito nucleare segreto iraniano sarebbe stato distrutto in attacchi israeliani del mese scorso, secondo alcuni funzionari dello Stato Ebraico.
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Immagine di IAEA Imagebank via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Nucleare
Il Pentagono sta elaborando una strategia nucleare in vista di una potenziale guerra con Russia e Cina
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Nucleare
La Cina supera la Francia nel settore dell’energia nucleare e approva la costruzione di altri otto reattori.
Due reattori cinesi hanno raggiunto importanti traguardi di avvio a quattro giorni di distanza l’uno dall’altro, portando la capacità nucleare installata della Cina a 63,98 GWe e superando per la prima volta i 63 GW della Francia. Lo riporta EIRN.
La Cina è ora seconda al mondo, dopo gli Stati Uniti con 96,9 GWe, ed è l’unico dei tre paesi ad aver ampliato la propria capacità.
Il reattore Changjiang 3, sull’isola di Hainan, è stato collegato alla rete il 1° agosto. Si tratta di un Hualong One, il reattore ad acqua pressurizzata di progettazione nazionale, la cui costruzione, iniziata con la posa della prima pietra nel marzo 2021 e conclusa con il collegamento alla rete, è durata cinque anni e cinque mesi. Sono già state approvate per la costruzione altre 37 unità Hualong One.
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Il reattore Taipingling 2, nella provincia del Guangdong, è entrato in funzione il 3 agosto, dopo aver completato la fase dimostrativa. Il 31 luglio, il Consiglio di Stato ha approvato la costruzione di altre otto unità per un valore di circa 170 miliardi di CNY, pari a circa 25 miliardi di dollari: due a Jinqimen, nello Zhejiang, due a Taipingling, due a Zhuanghe, nel Liaoning, e due a Laiyang, nello Shandong.
Le due unità di Laiyang rappresenteranno il primo progetto standardizzato, costruito in serie, utilizzando il reattore Guohe One, la versione cinese ingrandita del Westinghouse AP1000.
Hainan, una provincia insulare di dieci milioni di abitanti, ha designato l’energia nucleare come principale fonte di elettricità. Nello stesso sito di Changjiang 3 sorge l’unità dimostrativa Linglong One, un piccolo reattore modulare da 125 MWe progettato per la produzione di elettricità, teleriscaldamento, vapore industriale o desalinizzazione dell’acqua di mare, risultando quindi una macchina ideale per quei luoghi privi di elettricità e acqua potabile.
La Repubblica Popolare si sta ponendo come protagonista dell’industria atomica, al punto che ci si chiede se sia in corso il sorpasso nucleare sugli USA.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
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Sempre l’anno passato la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
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Immagine di Petr Pavlicek/IAEA via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Nucleare
L’ondata di calore che sta devastando l’Europa provoca un blocco delle centrali nucleari
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