Connettiti con Renovato 21

Geopolitica

L’Iran lancia centinaia missili balistici contro Israele, mentre una sparatoria stragista colpisce Tel Aviv

Pubblicato

il

L’Iran ha lanciato almeno 200 missili balistici contro Israele, con sirene antiaeree in funzione in tutto lo Stato Ebraico. L’attacco segna il principio dell’escalation nel conflitto latente tra Israele e Iran e potrebbe far precipitare ulteriormente la regione nel caos e in una guerra vera e propria, che potrebbe tradursi, ad un certo punto, in una vera guerra mondiale. Lo riporta il New York Times.

 

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran (i Pasdaran) ha diramato una dichiarazione in cui spiega che l’attacco missilistico costituisce una rappresaglia per gli assassinii del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e di un comandante iraniano. La dichiarazione afferma che l’Iran avrebbe lanciato ulteriori missili qualora l’Iran fosse stato attaccato.

 

Un portavoce dell’esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari, ha detto che una manciata di missili è atterrata nel centro e nel sud di Israele, ma la maggior parte di essi sarebbe stata intercettata. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ha detto l’Hagari, specificando che l’attacco sembrava essere terminato alle 20:30.

Sostieni Renovatio 21

In rete, tuttavia, molti guardando i video con decine di missile che sembrano impattare al suolo si chiedono se il sistema antiaereo Iron Dome abbia davvero funzionato.

 

Durante l’attacco, le sirene antiaeree hanno suonato in tutto Israele, comprese Gerusalemme e Tel Aviv. Forti esplosioni rimbombanti furono udite sopra Tel Aviv e Gerusalemme, e sono divenuti visibili lampi di luce arcuati provocati dai razzi intercettatori del sistema di difesa aerea israeliano.

 

 

 

 

 

 

 


Iscriviti al canale Telegram

La salva di missili dall’Iran è arrivata un giorno dopo che le forze israeliane hanno iniziato l’invasione di terra nel Libano meridionale, mirata a paralizzare la milizia Hezbollah sostenuta dall’Iran. L’Iran sostiene Hezbollah e Hamas, le due milizie che attualmente combattono Israele, così come gli Houthi nello Yemen.

 

Un alto funzionario della Casa Bianca ha affermato che gli Stati Uniti contribuiranno a difendere Israele e ha avvertito che un attacco diretto contro Israele «comporterebbe gravi conseguenze per l’Iran», scrive il NYT.

 

L’ambasciata statunitense in Israele ha rimandato a casa i propri dipendenti, intimando loro di prepararsi a entrare nei rifugi antiaerei: è il primo ordine del genere da mesi.

 

L’Iran ha attaccato Israele l’ultima volta ad aprile, ma Israele, con l’aiuto degli Stati Uniti, della Giordania e di altri, ha intercettato quasi tutte le centinaia di missili e droni lanciati sul suo territorio.

 

Con gli Stati Uniti che hanno esortato alla moderazione, la risposta di Israele pare essere stata smorzata: ha sparato contro una base aerea vicino ad alcune delle strutture nucleari iraniane, ma non ha colpito le strutture stesse.

 

Il segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III ha parlato al telefono con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, ha affermato il Pentagono in una dichiarazione, aggiungendo che Austin «ha chiarito che gli Stati Uniti sono ben posizionati per difendere il personale statunitense, gli alleati e i partner di fronte alle minacce dell’Iran e delle organizzazioni terroristiche sostenute dall’Iran».

 

Alcuni testimoni hanno riferito di aver udito forti esplosioni ad Amman, la capitale della Giordania, un paese stretto tra Israele e l’Iran che aveva contribuito a intercettare un lancio di missili dall’Iran verso Israele ad aprile.

 

Oltre che dai missili, Tel Aviv nelle stesse ore è stata funestata anche da un sparatoria con strage: il servizio di risposta alle emergenze israeliano ha dichiarato che almeno otto persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite quando due uomini armati hanno aperto il fuoco su un treno della metropolitana leggera a Tel Aviv poco dopo che i residenti erano stati invitati a cercare riparo da un attacco missilistico iraniano.

 

Aiuta Renovatio 21

Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità immediata della sparatoria. Le autorità hanno descritto la sparatoria come un attacco terroristico.

 

Alcuni residenti di Dahiya, la zona appena a sud di Beirut colpita negli ultimi giorni dagli attacchi aerei israeliani, hanno gioito alla notizia dell’attacco iraniano, che ha illuminato il cielo notturno con colpi di mitragliatrice e fuochi d’artificio.

 

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato l’escalation continua in Medio Oriente dopo che l’Iran ha lanciato missili contro Israele, affermando: «ciò deve finire. Abbiamo assolutamente bisogno di un cessate il fuoco».

 

Daniel Hagari, portavoce militare israeliano, ha affermato che l’attacco avrà delle «conseguenze», aggiungendo: «abbiamo dei piani e agiremo nel momento e nel luogo che decideremo».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

 

 

Geopolitica

L’Arabia Saudita minaccia un’azione militare contro l’Iran

Pubblicato

il

Da

L’Iran potrebbe subire ritorsioni dai suoi vicini del Golfo per gli attacchi alle loro infrastrutture energetiche, ha ammonito il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal Al Saud, aggiungendo che la «pazienza» dei paesi della regione non è «illimitata».   L’Iran deve «ricalcolare» la sua strategia, ha affermato il massimo diplomatico saudita durante una conferenza stampa giovedì, poche ore dopo che il regno aveva dichiarato di aver intercettato quattro missili balistici diretti verso Riyadh, con alcuni detriti caduti nei pressi di una raffineria a sud della città.   Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi di rappresaglia in tutta la regione dopo che le infrastrutture del giacimento di gas di South Pars sono state colpite in un attacco attribuito a Israele. La rappresaglia si è concentrata principalmente sugli impianti energetici del Qatar, che, secondo Doha, hanno subito «ingenti danni», facendo impennare i prezzi globali del gas.   «Il livello di precisione di alcuni di questi attacchi mirati – che si riscontra sia nei nostri vicini che nel regno – indica che si tratta di qualcosa di premeditato, pianificato, organizzato e ben ponderato», ha dichiarato il principe Faisal.    

Aiuta Renovatio 21

Le azioni di Teheran potrebbero in ultima analisi legittimare una risposta militare da parte di Riyadh e di altri Stati del Golfo, ha avvertito il capo della diplomazia saudita. Il principe Faisal ha evitato di specificare esplicitamente cosa «scatenerebbe o non provocherebbe un’azione difensiva», precisando che non sarebbe un «approccio saggio da segnalare agli iraniani».   «La pazienza che stanno dimostrando non è illimitata. Hanno un giorno, due, una settimana? Non voglio anticiparlo», ha detto.   Nel quadro delle ostilità, l’Arabia Saudita è stata ripetutamente colpita da attacchi iraniani con droni e missili a lungo raggio. Gli attacchi si sono concentrati soprattutto sulle installazioni statunitensi presenti nel Paese, tra cui la base aerea Prince Sultan, un’importante struttura militare situata nell’Arabia Saudita centrale.   Giovedì, il ministero della Difesa saudita ha riferito che un drone si è schiantato presso la raffineria SAMREF nella città portuale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, aggiungendo che i danni sono ancora in fase di valutazione. Con lo Stretto di Hormuz praticamente chiuso, l’Arabia Saudita ha deviato le sue esportazioni di petrolio attraverso un oleodotto di 1.200 chilometri che collega i giacimenti petroliferi a est con la città portuale di Yanbu a ovest.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Geopolitica

Macron contro gli attacchi israeliani in Libano: «inaccetabili»

Pubblicato

il

Da

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’operazione militare israeliana attualmente in corso in Libano viola il diritto internazionale.

 

Parlando giovedì durante una conferenza stampa del Consiglio europeo a Bruxelles, Macron ha inoltre condannato gli attacchi sferrati contro Israele dal movimento militante libanese Hezbollah, che ha promesso di vendicare l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele.

 

Macron ha escluso che una terza parte possa risolvere il conflitto con il gruppo legato all’Iran ricorrendo alla forza, ribadendo che solo le autorità libanesi possiedono la legittimità per affrontare la questione.

 

«Non riteniamo che la lotta contro Hezbollah e la rimozione delle sue armi possano essere condotte da una terza potenza», ha affermato Macron rivolgendosi ai giornalisti. «Crediamo che l’operazione militare di terra e i bombardamenti israeliani siano inappropriati e persino inaccettabili in termini di diritto internazionale e per gli interessi di sicurezza a lungo termine sia del Libano che di Israele».

Sostieni Renovatio 21

Macron ha inoltre evidenziato che Israele porta avanti operazioni analoghe in Libano da anni senza mai conseguire i «risultati sperati».

 

Le parole del presidente francese arrivano nel momento in cui Israele ha intensificato la sua campagna militare contro Hezbollah, a seguito degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avviati alla fine del mese scorso. Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato all’inizio di questa settimana «operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah», aggravando le ostilità lungo il confine che hanno già provocato centinaia di vittime.

 

Secondo le autorità libanesi, i raid israeliani hanno causato, nelle ultime due settimane, la morte di oltre 880 persone, il ferimento di più di 2.000 e lo sfollamento di oltre un milione di individui. Gli attacchi hanno colpito quartieri residenziali, una postazione di pace delle Nazioni Unite e un centro culturale russo nella città meridionale di Nabatieh.

 

La Francia ha segnato profondamente la storia moderna del Libano. Dopo la Prima Guerra Mondiale e la caduta dell’Impero ottomano, nel 1920 il generale Henri Gouraud proclamò lo Stato del Grande Libano, ampliando il Monte Libano storico con aree costiere, la Bekaa e altre regioni per creare un’entità a maggioranza cristiana (soprattutto maronita), sotto mandato della Società delle Nazioni (1923-1946).

 

Parigi favorì la costruzione di infrastrutture, come le scuole, e Beirut divenne la «Parigi del Levante», matuttavia generò tensioni con musulmani che preferivano l’unità con la Siria. Nel 1926 nacque la Repubblica libanese con un sistema confessionale.

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1941 le truppe Alleate occuparono il territorio; nel 1943, dopo proteste e l’arresto di leader nazionalisti, la Francia riconobbe l’indipendenza (22 novembre), completata dal ritiro delle truppe nel 1946.

 

L’eredità francese in Libano resta viva: lingua, istruzione, architettura e stretti legami culturali-politici con Parigi persistono ancora oggi.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni

Continua a leggere

Geopolitica

Reporter bombardato da Israele in Libano

Pubblicato

il

Da

Il giornalista Steve Sweeney e il suo cameraman libanese, Ali Rida, sono rimasti feriti da schegge durante una diretta dal sud del Libano giovedì.   Sweeney è un cittadino britannico che lavora per la celeberrima testata governativa russa Russia Today (RT). Entrambi hanno ricevuto cure in un ospedale libanese dopo aver scampato il pericolo. Il reporter è riapparso in video in strada mostrando delle ferite alle braccia, penetrate da schegge.   Entrambi portavano il corpetto con su scritto, in modo decisamente evidente, «PRESS».   Il filmato, ripreso in diretta, è straziante è divenuto subito virale.

Sostieni Renovatio 21

In seguito al tentato assassinio il giornalista ha pubblicato un video in cui si vedono i medici che rimuovono le schegge dal suo braccio. A quanto pare, sono riusciti a uscire illesi da quello che è stato un incidente davvero grave.   I media statali russi stanno dando ampio risalto al video su diverse piattaforme, chiedendo al contempo spiegazioni a Israele e denunciando un attacco mirato contro una squadra di giornalisti.   Hanno affermato che un aereo israeliano ha lanciato un missile contro la loro postazione di ripresa vicino al ponte di Al-Qasmiya, non lontano da una base militare locale.   Rida, il cameramanno, ha affermato che le forze israeliane hanno «attaccato deliberatamente» l’equipaggio nonostante indossassero uniformi che mostravano i loro tesserini stampa.  

Aiuta Renovatio 21

La telecamera del Rida ha immortalato il momento dell’impatto mentre filmava il reportage di Sweeney. Il filmato mostra il missile colpire a meno di dieci metri dallo Sweeney, che si è riparato.   Il Libano è stato teatro di un «secondo fronte» aperto da Israele nel contesto della guerra in corso con l’Iran, al fine di sradicare Hezbollah e la sua capacità missilistica. Hezbollah ha ripreso a lanciare razzi contro il nord di Israele, dopo il fallimento della tregua relativa a Gaza. Si sta ora delineando una guerra di terra, mentre Beirut viene bombardata dall’aria.   RT ha scritto che i suoi «giornalisti sono stati spesso feriti mentre coprivano i principali conflitti, in particolare in Ucraina, tra cui, più recentemente, i corrispondenti Igor Zhdanov e Roman Kosarev, rimasti feriti in attacchi di droni e artiglieria mentre erano al seguito delle unità in prima linea».   Come riportato da Renovatio 21, la Russia ha subito in Libano anche l’attacco ad un suo centro culturale.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Più popolari