Politica
La lettera con cui Joe Biden lascia le elezioni presidenziali
Joe Biden si è ritirato dalla corsa presidenziale, cedendo a pressioni sempre più forti da parte del partito e della classe dei donatori, senza cui la politica USA sembra non poter vivere.
Fino a poche ore prima i capi della campagna Biden negavano in TV che il presidente si sarebbe fatto da parte, bollando come «complottismo» ogni speculazione a riguardo.
Lo ha fatto ieri con un comunicato apparso sui social. Alcuni assistenti della Casa Bianca hanno ammesso di aver saputo della fine della carriera politica di Biden da X.
— Joe Biden (@JoeBiden) July 21, 2024
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Questo è il testo della lettera.
Cari concittadini americani,
Negli ultimi tre anni e mezzo abbiamo fatto grandi progressi come Nazione.
Oggi, l’America ha l’economia più forte del mondo. Abbiamo fatto investimenti storici nella ricostruzione della nostra nazione, nell’abbassamento dei costi dei farmaci da prescrizione per gli anziani e nell’estensione dell’assistenza sanitaria accessibile a un numero record di americani. Abbiamo fornito cure di fondamentale importanza a un milione di veterani esposti a sostanze tossiche. Abbiamo approvato la prima legge sulla sicurezza delle armi in 30 anni. Abbiamo nominato la prima donna afroamericana alla Corte Suprema. E approvato la legislazione sul clima più significativa nella storia del mondo. L’America non è mai stata meglio posizionata per guidare di quanto lo sia oggi.
So che niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza di voi, il popolo americano. Insieme, abbiamo superato una pandemia che capita una volta ogni secolo e la peggiore crisi economica dalla depressione del Circa! Abbiamo protetto e preservato la nostra democrazia. E abbiamo rivitalizzato e rafforzato le nostre alleanze in tutto il mondo.
È stato il più grande onore della mia vita servire come vostro Presidente. E sebbene sia mia intenzione cercare la rielezione, credo che sia nel migliore interesse del mio partito e del Paese che io mi faccia da parte e mi concentri esclusivamente sull’adempimento dei miei doveri di Presidente per il resto del mio mandato.
Più avanti questa settimana parlerò alla Nazione più dettagliatamente della mia decisione.
Per ora, lasciatemi esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato così duramente per garantirmi la rielezione. Voglio ringraziare la vicepresidente Kamala Harris per essere stata una partner straordinaria in tutto questo lavoro. E lasciatemi esprimere il mio sentito apprezzamento al popolo americano per la fede e la fiducia che avete riposto in me.
Credo oggi in quello che ho sempre creduto: che non c’è niente che l’America non possa fare, quando lo facciamo insieme. Dobbiamo solo ricordare che siamo gli Stati Uniti d’America.
Segue la firma del presidente installatosi con le controverse elezioni 2020.
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Ora è partita la competizioni per la candidatura democratica.
«I quasi 4.000 delegati impegnati a sostenere la proposta Biden-Harris hanno solo cinque settimane circa per radunarsi attorno a un nuovo candidato, poiché si prevede che un appello virtuale per nominare formalmente Biden prima che inizi il procedimento di persona alla Convenzione Nazionale Democratica di Chicago essere finalizzato entro il 7 agosto», ha riferito il New York Post.
Tuttavia Kamala Harris appare la favorita in questa situazione.
Un sondaggio condotto la settimana scorsa da una società di ricerca ha rilevato che se Harris dovesse sostituire Biden come candidato democratico, il vantaggio di Trump nei sondaggi aumenterebbe.
In settimana era emerso che i principali donatori democratici avevano partecipato a una teleconferenza con Harris venerdì per discutere la possibilità che lei diventasse la loro candidata, e, secondo quanto riferito, hanno affermato che l’organizzazione sciatta dell’evento e il tono di rimprovero li hanno offesi.
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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