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Klaus Schwab lascerà il posto di vertice, ma il WEF cerca di diventare leader globale nella «cooperazione» pubblico-privata

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Secondo Semafor, Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del WEF, lascerà il suo ruolo di leader. Nel frattempo, un portavoce del WEF ha affermato che l’organizzazione si sta “trasformando da piattaforma di convocazione a principale istituzione globale per la cooperazione pubblico-privata”.

 

Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), si dimetterà dal suo ruolo di leadership, secondo Semafor.

 

Schwab, 86 anni, è a capo del WEF dal 1971. Secondo quanto riferito, avrebbe annunciato la sua decisione in un’e-mail inviata oggi allo staff. Semafor ha ottenuto l’e-mail.

 

Al momento della stesura di questo articolo, sul sito web del WEF o sui social media non si parlava della decisione di Schwab di dimettersi.

 

Secondo Semafor, Schwab passerà al ruolo di presidente non esecutivo, in attesa dell’approvazione del cambiamento da parte del governo svizzero, che dovrebbe diventare ufficiale entro gennaio 2025.

 

Il WEF, con sede a Davos, in Svizzera, ospita lì il suo incontro annuale ogni gennaio.

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Il WEF diventa leader globale nella «cooperazione» pubblico-privata

Tim Hinchliffe, direttore di The Sociable, ha dichiarato a The Defender che il cambiamento potrebbe ancora consentire a Schwab di esercitare una notevole influenza sul WEF.

 

«Se l’articolo di Semafor è corretto, Schwab sarà ancora il presidente non esecutivo del WEF, quindi probabilmente rimarrà influente dietro le quinte all’interno dell’organizzazione, facendo occasionalmente apparizioni pubbliche», ha detto Hinchliffe.

 

Nel suo rapporto, Semafor ha citato una dichiarazione di un portavoce del WEF secondo cui l’organizzazione si sta «trasformando da piattaforma di convocazione a principale istituzione globale per la cooperazione pubblico-privata».

 

Gli esperti che hanno studiato il WEF hanno messo in guardia dai rischi di tali partenariati «pubblico-privato», in osservazioni condivise con The Defender.

 

Michael Rectenwald, Ph.D., autore di The Great Reset and the Struggle for Liberty: Unraveling the Global Agenda ha affermato che, nonostante la decisione di Schwab, «l’organizzazione globalista continuerà nel suo ruolo di primo motore nella creazione del “capitalismo degli stakeholder”, pieno dei suoi “parteneriati pubblico-privati” che equivalgono a un ordine mondiale fascista globale».

 

Rectenwald ha aggiunto:

«Schwab è responsabile dell’inaugurazione del regime degli “stakeholder” con l’indice “ambientale, sociale e di governance” delle Nazioni Unite che distorce i mercati e istituisce un cartello sul cambiamento climatico per controllare tutte le risorse mondiali riducendo allo stesso tempo il tenore di vita per la vasta popolazione maggioranza e limitando, se non eliminando, la loro libertà».

 

Sulla stessa linea, Seamus Bruner, autore di Controligarchs : Exposed the Billionaire Class, their Secret Deals, and the Globalist Plot to Dominate Your Life, e direttore della ricerca presso il Government Accountability Institute, ha affermato che Schwab è «una figura di spicco per la maggior parte potenti interessi globalisti: i “controligarchi”».

 

Questi «controligarchi», ha detto Bruner, «continueranno a complottare modi per dominare ogni aspetto della nostra vita man mano che la loro nuova figura di punta sorgerà». La svolta di Schwab «non è la transizione che dovrebbe preoccuparci di più». Invece, si tratta della transizione del WEF da una «piattaforma di convocazione» a «istituzione leader a livello mondiale per la cooperazione pubblico-privato».

 

«Ciò significa che il WEF intende espandere la propria influenza sulle politiche dei nostri governi pur rimanendo non eletto, opaco e quindi totalmente irresponsabile».

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Il WEF continuerà a spingere per una «conquista tecnocratica» della società

Secondo Semafor, Schwab «è sinonimo dell’organizzazione che dirige da più di 50 anni».

 

L’incontro annuale del WEF, originariamente chiamato European Management Forum, oggi «attira ogni anno dozzine di leader mondiali e amministratori delegati di alto rango», inclusi oltre 50 capi di Stato che hanno partecipato all’incontro di quest’anno.

 

Figure aziendali come Bill Gates e il CEO di Pfizer Albert Bourla hanno partecipato regolarmente alle riunioni.

 

«Il WEF, sebbene sia un’organizzazione no-profit, è un business notevole», ha riferito Semafor, citando i 500 milioni di dollari di entrate dell’organizzazione per l’anno fiscale terminato a marzo 2023 e le riserve di liquidità per un totale di 200 milioni di franchi svizzeri (219,5 milioni di dollari).

 

L’avvocato Greg Glaser, che si concentra su questioni relative alla privacy e alla tecnologia, ha dichiarato a The Defender che coloro che partecipano all’incontro annuale del WEF pagano un prezzo elevato – superiore a sei cifre – per partecipare. Ha detto che Schwab «ha costruito il WEF utilizzando un modello internazionale pay-to-play» simile a «una corporazione commerciale o un’organizzazione fraterna».

 

«I membri del WEF contribuiscono con fondi sostanziali al WEF e in cambio i membri del WEF godono di un posto al tavolo finanziario, il che significa che ottengono influenza e informazioni privilegiate da altre mega-corporazioni e funzionari governativi che controllano i fondi pubblici», ha affermato Glaser.

 

«L’eredità di Schwab di penetrare nei gabinetti dei governi, la sua ricerca maniacale di politiche globaliste non elette – incluso il Grande Reset, il transumanesimo, il corporativismo e il fascismo sotto la maschera di partenariati pubblico-privato – continuerà attraverso il suo successore, chiunque esso sia», ha detto Hinchliffe.

 

Secondo Semafor Schwab non ha nominato un successore. Tuttavia, nell’ultimo anno, il consiglio esecutivo del gruppo, guidato dal presidente del WEF Børge Brende, ex leader conservatore norvegese, si è assunto la piena responsabilità esecutiva.

 

L’anno scorso Politico aveva ipotizzato che Brende fosse un possibile successore di Schwab. Altri nomi citati da Politico includono l’ex primo ministro britannico Tony Blair e Christine Lagarde, capo della Banca Centrale Europea ed ex capo del Fondo monetario internazionale, che Schwab in precedenza aveva detto «potrebbe intervenire» per lui.

 

Semafor ha riferito che il WEF «funziona in modo molto simile a un’azienda di famiglia», con i suoi figli e la moglie che ricoprono posizioni di alto livello all’interno dell’organizzazione.

 

Hinchliffe ha affermato che, indipendentemente da chi succederà a Schwab, è improbabile che il WEF modifichi significativamente la sua agenda politica. Egli ha detto:

 

«Se l’attuale presidente del WEF, Børge Brende, dovesse diventare il successore di Schwab, continueremmo ad avere le stesse politiche tiranniche che sono sempre state perseguite».

 

«Il WEF continuerà a spingere per la totale acquisizione tecnocratica della società attraverso la fusione tra corporazione e stato, la fusione di esseri umani e macchine e l’uso orwelliano delle tecnologie emergenti dalla cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale che offusca la nostra percezione fisica, biologica. e identità digitali».

 

Il mese scorso, i fact-checker dei principali media, tra cui Reuters ed Euronews, hanno smentito le voci secondo cui Schwab era gravemente malato, ricoverato in ospedale o deceduto.

 

«Posso confermare che il professor Schwab gode di ottima salute e che non è stato ricoverato in ospedale di recente», ha detto a Reuters il 23 aprile un portavoce del WEF.

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Il WEF ha promosso il Grande Reset, l’identità digitale, il metaverso, il consumo di insetti

Il WEF ha suscitato polemiche con i suoi proclami pubblici, e con quelli fatti da diversi partecipanti alle sue riunioni annuali, riguardo al futuro dell’umanità.

 

Un video del WEF del 2016 prevedeva che entro il 2030 «non possederai nulla e sarai felice».

 

Quell’anno, il WEF ha anche presentato la sua visione per la Quarta Rivoluzione Industriale, che secondo lui è «caratterizzata da una fusione di tecnologie che sta offuscando i confini tra la sfera fisica, digitale e biologica».

 

Nel 2017, Gates e Jeremy Farrar, ex direttore del Wellcome Trust e ora capo scienziato dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), hanno lanciato la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) in occasione della riunione del WEF di quell’anno. Il CEPI sta tentando di sviluppare una piattaforma che consenta lo sviluppo di vaccini entro 100 giorni.

 

Nel giugno 2020, nel mezzo della pandemia di COVID-19 , il WEF ha introdotto il «Grande Reset», sostenendo che la pandemia era un’opportunità per tutti i Paesi di «agire congiuntamente e rapidamente per rinnovare tutti gli aspetti delle nostre società ed economie» ed era il nostro «miglior possibilità di istigare il capitalismo degli stakeholder».

 

All’incontro annuale del WEF dello scorso anno, Schwab ha sottolineato l’importanza di «padroneggiare il futuro». All’incontro di quest’anno ha definito i partecipanti «amministratori del futuro».

 

L’incontro di quest’anno ha anche citato la «disinformazione» – non la guerra o la povertà – come la principale minaccia che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi due anni.

 

I partecipanti all’incontro di quest’anno hanno anche messo in guardia contro il pericolo che «i leader sbagliati» vengano eletti nelle principali competizioni elettorali nazionali quest’anno. Hanno suggerito che l’identificazione digitale potrebbe essere utilizzata per tracciare i non vaccinati. Il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha messo in guardia dal rischio pandemico rappresentato da una «malattia X» ancora sconosciuta.

 

Il WEF ha inoltre contribuito a promuovere o sostenere una serie di iniziative, tra cui il metaversoi programmi nazionali di identificazione digitalela tecnologia di modifica genetica, la censura dei contenuti online che utilizzano l’intelligenza artificiale (AI), i «partecipanti» a studi clinici generati dall’Intelligenza Artificiale e ha affermato che ci sono «ragioni solide e razionali» per impiantare microchip nei bambini.

 

Glaser ha affermato che queste iniziative, che ha definito «bizzarre», hanno provocato «un danno irreversibile alle pubbliche relazioni» per il WEF, ma le iniziative continueranno a influenzare la politica globale.

 

«Schwab sarà conosciuto per sempre come il ragazzo “mangia-gli-insetti“. Le pessime pubbliche relazioni sono una probabile ragione per cui sta “facendo un passo indietro”. Ma Schwab ha effettivamente realizzato ciò che si proponeva decenni fa», ha affermato Glaser, citando gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che secondo lui «stanno accelerando» verso la data target del 2030.

 

«Non credo che ci sarà un successore che si avvicinerà mai tanto a un personaggio simile al cattivo di Bond quanto Schwab», ha detto Hinchliffe.

 

«I suoi piani per il dominio del mondo espressi con un forte accento tedesco lo renderebbero una caricatura quasi ridicola se non fosse per quanto potente e influente sia diventato da quando Henry Kissinger lo prese sotto la sua ala protettrice ad Harvard negli anni ’60».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 21 maggio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Modellaro legato ad Epstein è stato trovato morto nei pressi di Parigi

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Un talent scout del settore della moda francese, legato al defunto pedofilo Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nei pressi di Parigi, hanno comunicato i pubblici ministeri all’AFP mercoledì.   Daniel Siad, di 69 anni, sarebbe stato rinvenuto privo di sensi nella sua cucina lunedì da una donna di 28 anni che conviveva con lui. «A seguito del ritrovamento, lunedì sera è stata aperta un’indagine per accertare le cause del decesso», hanno dichiarato i procuratori francesi in un comunicato stampa ripreso dai media locali. Nell’ambito dell’inchiesta verrà eseguita un’autopsia.   Al momento della sua morte, Siad era sottoposto a un’indagine della procura francese a seguito di diverse denunce, tra cui accuse di stupro. L’inchiesta era stata affidata a un ufficio specializzato nella lotta contro la tratta di esseri umani.

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Diverse ex modelle hanno accusato Siad di aver sfruttato la sua posizione di talent scout per adescare giovani donne promettendo loro carriere nel mondo della moda, per poi abusarne sessualmente o presentarle a uomini potenti.   Il nome di Siad compare più di 2.000 volte nei documenti relativi al caso Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Questi documenti contengono corrispondenza tra Siad ed Epstein, in cui il talent scout francese suggerisce diverse modelle al defunto pedofilo, gli chiede denaro e si scambia battute a sfondo sessuale.   L’ex talent scout non è stato il primo degli ex collaboratori di Epstein a morire prima di poter testimoniare in tribunale. Jean-Luc Brunel, fondatore di un’agenzia di modelle creata con il sostegno finanziario di Epstein, fu arrestato nel 2020 con l’accusa di stupro e traffico sessuale di minori.   Morì in carcere nel 2022, in attesa di processo. Le autorità francesi classificarono la sua morte come suicidio. Il Brunel, accusato di aver preso parte al presunto giro di traffico sessuale gestito dal magnate caduto in disgrazia, era stato arrestato il 16 dicembre 2020 e accusato dai pubblici ministeri francesi di stupro di minore.   Il fondatore dell’agenzia di modelle MC2, che ha lavorato con Christy Turlington, Angie Everheart, Sharon Stone e Milla Jovovich, era stato incriminato a dicembre per stupro di minore e molestie sessuali nell’ambito dell’indagine riguardante Jeffrey Epstein.   Il Brunel sosteneva di aver lanciato la carriera anche della modella texana Jerry Hall ex miss Mick Jagger, ora moglie del media moghul Rupert Murdoch.   Nel 2019 era stata riportata di una sua fuga in Brasile. Pare che l’uomo, per un periodo, abbia vissuto anche in un appartamento della Trump Tower a New York.   Brunel aveva incontrato la «dama» di Epstein Ghislaine Maxwell, che ha cittadinanza francese, negli anni ’80. Fu la Maxwell, ora in carcere dopo la condanna di poche settimane fa, che lo presentò all’uomo d’affari e sono stati i finanziamenti di Epstein «fino a un milione di dollari» nel 2004 che hanno aiutato lo scout francese a lanciare la sua agenzia di modelle.

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Il francese aveva citato in giudizio Epstein nel 2015, sostenendo che lui e la sua agenzia «hanno perso numerosi contatti e affari nel settore delle modelle a causa delle azioni illegali di Epstein».   Nel settembre 2019, la casa e gli uffici di Brunel a Parigi sono stati perquisiti da investigatori francesi nell’ambito dell’indagine Epstein. Il 16 dicembre 2020 Brunel è stato intercettato dalla polizia all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. È stato rinviato in custodia cautelare per accuse relative a stupro, aggressione sessuale, associazione a delinquere e traffico di esseri umani.   Brunel era stato formalmente incriminato nel settembre 2021 con un’unica di stupro, derivante dall’accusa di aver drogato una modella di 17 anni in una discoteca e di averla violentata negli anni ’90.  

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Cina

Peter Thiel ad Aspen: il papa «lavora per i comunisti cinesi»

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Il miliardario e investitore tecnologico Peter Thiel ha lanciato una serie di avvertimenti e previsioni provocatorie sul futuro dell’intelligenza artificiale e dell’Occidente, accusando papa Leone XIV di agire involontariamente come «agente comunista cinese» per aver chiesto una regolamentazione dell’IA. Lo riporta la CNN.

 

Nel suo intervento all’Aspen Ideas Festival in Colorado, ha anche messo in guardia contro una «presa di potere democratico-socialista» del Partito Democratico degli Stati Uniti.

 

Thiel, cofondatore di Palantir e PayPal, è stato uno dei primi sostenitori del presidente Donald Trump nella Silicon Valley, contribuendo al lancio della carriera del vicepresidente JD Vance: Vance lavorava presso Mithril Capital, una società di investimenti cofondata da Thiel, prima che quest’ultimo appoggiasse il suo ingresso in politica. Il Thiel tenuto il suo intervento durante un dibattito non registrato, insieme al politologo, noto per la sua teoria sulla «fine della storia», Francis Fukuyama. Ai giornalisti è stato permesso di prendere appunti.

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Durante l’evento, il Thiel ha attaccato direttamente il Vaticano, accusando Papa Leone XIV – il primo papa statunitense – di aver involontariamente favorito gli interessi cinesi promuovendo una maggiore supervisione internazionale sull’intelligenza artificiale.

 

A maggio, Leone XIV, con la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, ha dichiarato che l’intelligenza artificiale «deve essere disarmata» e ha chiesto una maggiore regolamentazione internazionale di questa tecnologia. Poiché il messaggio del papa potrebbe influenzare alcuni americani, ma difficilmente verrebbe recepito dai cinesi, ha sostenuto Thiel, l’enciclica rischiava di rallentare solo una delle due parti della «corsa tra Stati Uniti e Cina» per lo sviluppo dell’IA.

 

Ciò significa che Leone «lavora per i comunisti cinesi», ha detto il Thiel. Il pubblico di Aspen ha accolto con risate la sua descrizione del papa come agente cinese.

 

Le tensioni tra il miliardario del settore tecnologico e il Vaticano non sono una novità. A marzo, il Thiel ha tenuto una serie di conferenze sull’Anticristo a Roma, a pochi isolati dalla Santa Sede, su invito. Le conferenze avrebbero innervosito il Vaticano e spinto due università cattoliche a dichiarare pubblicamente di non essere coinvolte nell’organizzazione degli eventi.

 

Thiel ha sostenuto che l’Anticristo potrebbe manifestarsi non come un individuo, bensì come un governo mondiale che prende il potere promettendo di proteggere l’umanità da minacce esistenziali come l’IA o il riscaldamento globale.

 

La discussione tra Thiel e Fukuyama, intitolata «L’umanità alla fine della storia», ha rappresentato una netta svolta rispetto all’ultimo dibattito tra i due, avvenuto 14 anni prima.

 

Nel 2012, i due si sono concentrati principalmente sulle cause di quella che Thiel definisce «stagnazione tecnologica», discutendo di disuguaglianza di reddito, dei fallimenti delle tecnologie per le energie pulite e dello stallo dei progetti infrastrutturali statunitensi, come la ferrovia ad alta velocità.

 

Mentre il loro precedente confronto si era concentrato su questioni economiche, questa volta i due hanno inquadrato il destino della democrazia occidentale in termini più drastici. Fukuyama è noto per la sua tesi sulla «fine della storia», in cui ipotizzava che, dopo la Guerra Fredda, la democrazia liberale potesse rappresentare la forma di governo definitiva. Durante il dibattito ad Aspen, Fukuyama ha sostenuto che il pericolo maggiore risiede nell’abbandono delle istituzioni che hanno sostenuto la democrazia.

 

Thiel ha replicato affermando che quelle stesse istituzioni sono diventate motori di paralisi e che decenni di stagnazione tecnologica hanno spinto la politica occidentale verso una maggiore instabilità: «le strane modalità con cui la politica è andata fuori controllo mi stanno dicendo qualcosa di molto profondo».

 

Le posizioni politiche di Thiel hanno suscitato critiche da parte di alcuni scrittori e intellettuali, i quali sostengono che la sua sfiducia nelle istituzioni democratiche e il suo entusiasmo per un governo guidato dalle élite costituiscano una forma di «tecno-autoritarismo».

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In risposta all’argomentazione di Fukuyama secondo cui, nonostante il crescente estremismo, la democrazia liberale rimane il miglior sistema politico dell’umanità, Thiel ha avvertito che le forze di estrema sinistra stanno dominando sempre più la politica americana.

 

«Credo che ci sarà una presa di potere democratico-socialista all’interno del Partito Democratico», ha affermato Thiel.

 

Le sue dichiarazioni giungono in un momento in cui i socialisti democratici autoproclamati hanno guadagnato influenza all’interno del Partito Democratico, in particolare con l’elezione dello scorso anno del sindaco di New York Zohran Mamdani, seguita quest’anno da una serie di vittorie di candidati socialisti democratici alle primarie per la carica di sindaco e per il Congresso.

 

«Il Partito Repubblicano non conta poi molto. È quello meno importante», ha detto Thiel. «Quando il Partito Democratico andrà al potere, questo Paese sarà finito».

 

Alla vigilia del 250° anniversario dell’adozione della Dichiarazione d’Indipendenza da parte degli Stati Uniti, Thiel ha anche sostenuto che la Rivoluzione americana è stata fondamentalmente fraintesa. «Ci sono tutte queste proteste anti-Trump: non vogliamo re, vogliamo lo stato di diritto», ha detto Thiel. Il finanziere ha inquadrato la Rivoluzione americana non come una campagna contro Re Giorgio III, ma come una rivolta contro un Parlamento britannico onnipotente, i cui legislatori esercitavano un controllo «totalitario».

 

Secondo la versione di Thiel, la Costituzione degli Stati Uniti fu concepita come correttivo al «governo tirannico degli avvocati» in Gran Bretagna, con una presidenza, a suo dire, pensata per essere «più potente di quella di Re Giorgio III». Il multimiliardario ha quindi contrapposto il sistema costituzionale degli Stati Uniti a quello dell’attuale Unione Europea, che ha descritto come una burocrazia stagnante e rigidamente regolamentata, in cui le persone sono «NPC» (i personaggi non giocabili dei videogiochi, espressione gergale odierna con cui si descrivono persone comuni senza particolare coscienza di ciò che accade) senza alcun potere decisionale.

 

«L’UE è l’imperio del diritto [Rule of Law]», ha affermato Thiel. «È come un’Intelligenza Artificiale difettosa.»

 

Thiel ha parlato di Palantir, la società di software da lui co-fondata, e della sua stretta collaborazione con agenzie federali statunitensi, tra cui il Pentagono e l’agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane (ICE).

 

Nonostante intrattenga rapporti commerciali per miliardi di dollari con le istituzioni preposte alla sicurezza nazionale, l’azienda «non è indissolubilmente legata» al «deep state statunitense», ha affermato Thiel, definendo i dirigenti dell’azienda «persone leali ma dissidenti» e ha dichiarato che né lui né l’attuale CEO di Palantir, Alex Karp.

 

Come riportato da Renovatio 21, recentemente Palantir, per mezzo di Karp, ha lanciato un vero e proprio manifesto riguardo allo Stato americano e alla situazione storica mondiale.

 

L’enorme influenza esercitata dalle aziende tecnologiche, ha affermato Thiel, è «uno degli aspetti davvero positivi degli Stati Uniti», perché significa che «i centri di potere sono distribuiti sul territorio nazionale».

 

Come esempio dei molteplici centri di potere, ha avanzato un’affermazione complottista infondata secondo cui l’azienda di Intelligenza Artificiale Anthropic, una «società progressista woke» a cui ha attribuito il merito di aver «vinto la corsa all’IA», e «truccato le elezioni del 2028» a sostegno dei Democratici. Anthropic, ha affermato Thiel, potrebbe utilizzare i suoi modelli di IA leader del settore per «sbaragliare completamente» qualsiasi tentativo ideologico che Elon Musk possa intraprendere nella direzione opposta attraverso X.

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Nonostante le sue posizioni politiche libertario-destroidi, Thiel ha affermato di preferire l’idea che gli Stati Uniti abbiano centri di potere concorrenti a una situazione come «Roma o Russia», poiché «non si vuole che tutto si concentri a Washington».

 

Thiel ha anche parlato del nome di Palantir, ispirato alle pietre magiche veggenti de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. I critici hanno notato che i personaggi che cercano di usare i poteri del palantír finiscono per essere manipolati dall’arcinemico della storia, Sauron.

 

Thiel sostenne che quelle persone fraintendono la storia di Tolkien. «Verso la fine, viene usata dai buoni», disse Thiel. L’eroe e futuro re, Aragorn, usa un palantír per affrontare Sauron, mostrandogli di essere ora in possesso della spada riforgiata dei suoi antenati. Sauron poi interpreta male questa informazione, commettendo un fatale errore strategico. «Chiunque vi racconti una versione diversa di Tolkien», ha affermato Thiel, «non sa nemmeno di cosa sta parlando, dal punto di vista letterario».

 

Dichiarazioni di Thiel contro la Cina si sono susseguite negli anni, comprendendo anche l’allarme secondo cui il Bitcoin sarebbe un’arma finanziaria della Repubblica Popolare creata per distruggere l’economia americana. È noto che il Thiel a sua volta ha fatto immani investimenti nella criptovalute, per poi uscirne poco prima di un crash, e dicendo anche di essere sicuro di aver incontrato il misterioro creatore del bitconio, Satoshi Nakamoto, «sulla spiaggia di Anguilla nel febbraio del 2000» ad un evento prodromico dell’era delle criptovalute.

 

L’interesse di Thiel e del CEO di Palantir Alex Karp per il Vaticano e il pensiero cattolico sono note. Thiel è discepolo diretto a Stanford del filosofo cattolico del sacrificio Réné Girard sulla cui teoria mimetica ha impostato la sua fortunatissima filosofia di investimento. Thiel è figlio di genitori tedeschi protestanti emigrati in America, e nonostante le sue posizioni para-transumaniste ha dichiarato in passato che il cristianesimo è la verità. Ora si sarebbe trasferito in Argentina temendo l’apocalisse.

 

Il Karp ha studiato in Germania con il filosofo dell’ermeneutica Jürgen Habermas, che con papa Ratzinger aveva vergato i libri Etica, religione e Stato liberale e Ragione e fede in Dialogo.

 

L’Aspen Institute è un elitario think tank internazionale nato negli Stati Uniti nel 1949, ufficialmente focalizzato sulla promozione della leadership e del dialogo su tematiche globali. Attraverso dibattiti e seminari geopolitici, unisce leader politici, accademici ed esponenti del mondo economico.

 

Tra le figure legate a questo network di potere spicca Giorgia Meloni, entrata a far parte dei soci della divisione italiana nel 2021. La premier italiana ha consolidato forti legami con l’establishment internazionale e, in particolare, con il magnate Elon Musk, che l’ha pubblicamente elogiata a New York nel 2024 definendola «onesta e premurosa». L’autore dell’ultima biografia estensiva su Musk, Walter Isaacson, è stato prima presidente della CNN e poi presidente dell’Aspen Institute, ruolo che ha ricoperto dal 2003 al 2018.

 

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Re Carlo perde il titolo di «Difensore della Fede»

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Secondo il rapporto annuale sulle finanze reali del Regno Unito, Buckingham Palace ha eliminato il titolo di «Difensore della Fede» dalla descrizione ufficiale dell’incarico di Re Carlo, sostituendo la denominazione vecchia di 500 anni con un impegno più vago a salvaguardare la religione nella «nazione multireligiosa» britannica.   Il rapporto del Sovereign Grant per il biennio 2025-2026, pubblicato venerdì, stabilisce che «Sua Maestà è il Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra e protegge lo spazio per la fede all’interno della nazione multireligiosa». La formulazione, tuttavia, differisce significativamente dalla versione dell’anno scorso che descriveva Carlo come «Capo della Chiesa d’Inghilterra e Difensore della Fede». Il titolo, tuttavia, rimane sul sito web della famiglia reale.   L’espressione «Difensore della Fede» risale al 1521, quando papa Leone X la concesse a Enrico VIII dopo che il re si era schierato apertamente contro la Riforma di Martin Lutero. Poi, come noto, purtroppo cambiò idea, forse per una malattia od un trauma che ne alterava la psiche, divenendo motore dello scisma anglicano per divorziare e sposare una donna, Anna Bolena, che poi farà decapitare.

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Curioso che il titolo di supposto «Difensore della Fede» sparisca proprio mentre un altro papa Leone, il XIV, lo invita in Cappella Sistina per pregare con lui, per poi ricevere a San Pietro la grottesca «vescovessa» di Canterbury messa in testa alla oramai svuotata (di fedeli, di significato) chiesa scismatica d’Inghilterra. Va ricordato inoltre che papa Prevost ha cnominato Carlo III «confratello reale» di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali. A tal proposito, a Carlo sarà concesso l’uso di una cattedra speciale e permanente.   Questo cambiamento riaccende un dibattito che accompagna Carlo da tre decenni. Nel 1994, quando era ancora principe di Galles, suggerì di preferire essere «difensore della fede» piuttosto che «difensore della Fede», indicando di voler rappresentare tutte le religioni, non solo il cristianesimo.   Durante la sua incoronazione nel 2023, non ha modificato il giuramento a questo proposito, ma il preambolo del voto affermava che la Chiesa d’Inghilterra «cercherà di promuovere un ambiente in cui le persone di tutte le fedi e credenze possano vivere liberamente».   In passato, i messaggi a sfondo religioso avevano già messo Carlo nei guai dopo che, a febbraio, aveva registrato un messaggio di auguri per il Ramadan rivolto ai musulmani britannici, ma si era rifiutato di inviare un messaggio personale per Pasqua, attirando le accuse di commentatori cristiani che lo ritenevano intenzionato a emarginare la chiesa di cui è formalmente a capo.   In seguito alle polemiche, l’account social della famiglia reale ha pubblicato un breve messaggio di «Buona Pasqua», sebbene Carlo non abbia mai pronunciato un discorso personale.   Per fare un confronto, la regina Elisabetta II non ha mai registrato un messaggio per il Ramadan e ha diffuso un solo messaggio dedicato alla Pasqua durante il suo regno, in occasione del lockdown per il COVID del 2020. Tradizionalmente, inoltre, registrava messaggi natalizi che menzionavano anche altre fedi oltre al cristianesimo.   L’ultimo emendamento giunge dopo che un sondaggio IPSOS della scorsa settimana ha rilevato un sostegno alla monarchia pari al 55%, la cifra più bassa degli ultimi decenni, in calo rispetto al picco dell’80% raggiunto nel 2012.

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Più che le premure religiose, per il sovrano contano altri progetti.   Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa re Carlo ha annunciato che il Regno Unito procederà con l’introduzione di un sistema di identificazione digitale per «modernizzare» i servizi pubblici, nonostante le forti controversie sulle implicazioni per la libertà e la privacy.   La storia del Carlo, come universalmente noto, ma per qualche ragione non considerato, non è stata limpidissima, dalla morte Diana ai milioni presi dalla famiglia Bin Laden in buste di plastica. Un anno fa emerse che nel 1983 l’allora principe di Galles aveva ricevuto un premio da un veterano nazista, una laurea ad honorem presso l’università dell’Alberta, in Canada.   Andrebbero anche ricordati l’amicizia, e le donazioni milionarie, che a Carlo fece il misterioso petroliere americano (per qualcuno spia KGB) Armand Hammer: quando nel 1988 la piattaforma petrolifera marina Piper Alpha della Occidental Petroleum collassò nelle fiamme a 200 miglia da Aberdeen uccidendo 160 persone, il futuro re si precipitò a difendere Hammer, che se la cavò alla grande. Sulla questione della dinastia degli Hammer, miliardari ebrei americani di origini russe a cui fu permesso per qualche motivo di restare vicini al Cremlino, andrebbe scritto un articolo a parte, specie dopo le accuse, sulle quali oltre ai presunti stupri i giornali hanno pure fatto aleggiare lo spettro di perversioni cannibalistiche, del nipote divo di Hollywood Armie Hammer.   Per non parlare dell’amicizia personale con Jimmy Savile, il popolare DJ e conduttore TV della BBC che, secondo accuse emerse appena dopo la sua morte nel 2011 ma che circolavano come voci da decenni, avrebbe abusato in istituti scolastici e manicomiali di cui era donatore, di qualcosa come 400 ragazzine.

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Immagine di Prime Minister’s Office of the United Kingdom via Wikimedia pubblicate su licenza Open Government Licence v3.0
 
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