Connettiti con Renovato 21

Militaria

Ucraina, «le truppe russe stanno attaccando su tutti i fronti»

Pubblicato

il

Le truppe russe stanno attaccando le posizioni ucraine in tutte le aree lungo la linea del fronte del conflitto, ha detto il comandante delle forze di terra ucraine, il colonnello generale Aleksandr Syrsky.

 

In un post di domenica su Telegram, Syrsky ha riconosciuto che «la situazione operativa nell’est rimane difficile» e che l’esercito russo «non smette di condurre operazioni offensive lungo tutto il fronte». Il colonnello ha aggiunto di aver avuto un incontro con gli altri comandanti ucraini, che sono stati «sulla difensiva in direzione Est», per analizzare la situazione e pianificare ulteriori passi.

 

Durante l’incontro sono state prese le decisioni per «garantire la sostenibilità delle nostre difese, preservare la vita dei nostri soldati e utilizzare razionalmente le munizioni», ha sottolineato Syrsky.

 

Il presidente Volodymyr Zelens’kyj ha annunciato a fine novembre che le forze ucraine sarebbero passate dall’attacco alla costruzione di fortificazioni, riconoscendo che la tanto pubblicizzata controffensiva di Kiev, iniziata all’inizio di giugno e mirata a tagliare il ponte terrestre della Russia verso la Crimea, si era conclusa senza successo.

 

Secondo le stime russe, negli ultimi sei mesi l’Ucraina ha perso oltre 125.000 soldati e 16.000 mezzi pesanti nel tentativo fallito di avanzare.

 

Zelens’kyj si è anche lamentato il mese scorso del fatto che le consegne di artiglieria occidentale alle forze di Kiev erano «realmente rallentate» da quando Israele ha iniziato la sua operazione militare a Gaza in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Sostieni Renovatio 21

L’amministrazione del presidente americano Joe Biden ha recentemente avvertito che i fondi per Kiev erano quasi finiti, con i tentativi della Casa Bianca di far approvare un «pacchetto sicurezza nazionale» da 106 miliardi di dollari per Ucraina e Israele, bloccati dall’intransigenza di parte del Partito Repubblicano.

 

Un artigliere ucraino ha dichiarato al Times la scorsa settimana di aver smesso di prendere di mira le unità russe più piccole per conservare i proiettili, che ora vengono utilizzati solo in «situazioni critiche».

 

Al contrario, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato domenica che l’industria della difesa del Paese ha «guadagnato slancio» ed è stata in grado di aumentare la produzione in modo multiplo nel conflitto con Kiev.

 

L’Ucraina «sta finendo» tutto, ha affermato Putin. «Non hanno una propria base. Quando non hai la tua base, non hai la tua ideologia, non hai la tua industria, non hai i tuoi soldi, non hai niente di tuo, allora non c’è futuro», ha dichiarato Putin.

 

Nel frattempo, negli USA monta la protesta per gli aiuti militari a Kiev, con l’affermazione del deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie secondo cui gli aiuti non sono altro che una sorta di riciclaggio per il complesso militare industriale USA, una filiera che finisce per «arricchire» persone all’interno di specifici distretti statunitensi e «azionisti, alcuni dei quali sono membri del Congresso».

 

«Nessuno dice che abbiamo contribuito all’uccisione di un’intera generazione di uomini ucraini che non sarà sostituita. Per combattere una guerra che non possono vincere» ha dichiarato il Massie.

 

Secondo l’ex consigliere di Zelens’kyj Oleksyj Arestovich l’Ucraina avrebbe perso sinora 300.000 soldati.

 

I vertici di Kiev intanto sono nel caos, tra «pronunciamenti» del capo dell’esercito sullo stallo, militari che vengono uccisi da granate-regalo, mogli di capi dell’Intelligence avvelenate, etc.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’ex analista della CIA Larry Johnson ha dichiarato che l’Occidente si starebbe preparando ad un golpe militare contro Zelens’kyj.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



 

 

Continua a leggere

Cina

I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore

Pubblicato

il

Da

La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.   Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.   Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.   Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.

Sostieni Renovatio 21

Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.   I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.   Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.   Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine generata artificialmente
 
Continua a leggere

Militaria

Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»

Pubblicato

il

Da

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.

 

Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.

 

Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».

 

Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.

 

«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.

Sostieni Renovatio 21

Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».

 

«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.

 

L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.

 

Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.

 

Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

Continua a leggere

Militaria

Kiev non ha più intercettori Patriot

Pubblicato

il

Da

L’Ucraina avrebbe esaurito le rimanenti scorte di missili intercettori Patriot di produzione statunitense impiegati per respingere gli attacchi russi. Lo riporta la CNN, che cita una fonte a conoscenza dei fatti.   La carenza segnalata si inserisce in un contrasto pubblico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Volodymyr Zelens’kyj sull’accordo di Trump con Mosca relativo al diesel e sugli attacchi ucraini alle raffinerie petrolifere russe.   Secondo la CNN, l’aeronautica militare ucraina avrebbe intercettato quattro missili balistici russi, apparentemente utilizzando gli ultimi intercettori Patriot a disposizione. «Quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati per mancanza di missili (intercettori)», ha dichiarato una fonte all’emittente.

Sostieni Renovatio 21

Lo Zelens’kyj ha detto di sentirsi tradito dopo che Trump ha revocato all’inizio di questo mese le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, nell’intento di ridurre i prezzi dell’energia in vista delle elezioni di medio termine statunitensi di novembre. Trump ha difeso la scelta, sostenendo che fosse vantaggiosa per i consumatori e coerente con la sua agenda «America First».   Interrogato sulle critiche di Zelens’kyj all’accordo sul diesel, Trump ha suggerito che fosse «tempo che l’Ucraina avesse un nuovo presidente». Zelens’kyj, il cui mandato presidenziale quinquennale sarebbe scaduto nel 2024, ha rifiutato di indire nuove elezioni, adducendo la legge marziale e la necessità di un cessate il fuoco di diversi mesi con la Russia. Il Cremlino ha sostenuto che l’Ucraina avrebbe sfruttato una tregua prolungata per ricostituire le proprie forze armate e ha affermato di essere disposto a sospendere gli attacchi solo il giorno delle elezioni.   All’inizio di questa settimana Zelens’kyj ha dichiarato che avrebbe ignorato le richieste di Trump di interrompere gli attacchi contro gli impianti energetici russi, che il presidente statunitense riteneva responsabili degli alti prezzi dell’energia. Zelens’kyj ha affermato che l’Ucraina avrebbe accettato una tregua energetica solo se la Russia avesse fatto altrettanto. Mosca, tuttavia, ha dichiarato di voler raggiungere un accordo di pace globale alle proprie condizioni, piuttosto che un cessate il fuoco incondizionato, che a suo dire l’Ucraina avrebbe sfruttato a proprio vantaggio.   La frattura tra Trump e Zelens’kyj si è ulteriormente accentuata questa settimana dopo che l’Ucraina ha segnalato improvvise interruzioni di Starlink e Starshield, i servizi satellitari forniti da SpaceX che Kiev utilizza per gli attacchi con i droni.   Le autorità ucraine hanno inoltre affermato di non aver ricevuto alcun preavviso dai partner occidentali riguardo agli attacchi missilistici russi su Kiev nelle due notti consecutive di lunedì e martedì.

Iscriviti al canale Telegram

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa statunitensi, i funzionari americani avrebbero attribuito la mancata rilevazione dei lanci missilistici al maltempo, una spiegazione che le controparti ucraine avrebbero trovato difficile da credere.   Mercoledì lo Zelens’kyj ha rinnovato l’appello per ulteriori intercettori Patriot, esortando gli Stati Uniti e gli altri partner a «non ignorare la realtà» e a «rispondere con fermezza».   Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno esaurito gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante la guerra con l’Iran, come ampiamente riferito dai giornali americani e confermato in un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono del mese scorso.   Come riportato da Renovatio 21, Trump ha minimizzato le carenze, affermando che le scorte statunitensi erano praticamente illimitate. Il presidente in estate aveva dichiarato di poter riconvertire le case automobilistiche americane in produzioni di missili.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
Continua a leggere

Più popolari