Connettiti con Renovato 21

Politica

Tirano giù la statua di un massone satanista. E non sanno nemmeno perché

Pubblicato

il

 

 

 

19 giugno, Washington D.C. In apparente totale ignoranza sul cosa stessero facendo, una torma di rivoltosi americani ha demolito e bruciato la statua del generale confederato Albert Pike.

 

Un personaggio certamente interessante, anche e soprattutto per gli italiani, ai quali senza distinzione ai tempi della scuola è stato fatto un lavaggio del cervello chiamato «Risorgimento», del cui terrorista massone numero uno – tale Giuseppe Mazzini – Pike era generoso pen-friend.

 

In apparente totale ignoranza sul cosa stessero facendo, una torma di rivoltosi americani ha demolito e bruciato la statua del generale confederato Albert Pike, il «papa della massoneria»

Albert Pike (1809-1891) fu stato un generale, avvocato, scrittore, massone statunitense, una figura che molte voci hanno chiamato il «papa della massoneria».

 

Pubblicò numerosi opuscoli in cui chiedeva una guerra contro il cattolicesimo romano ed il papato, in nome dello spirito della rivoluzione francese, che doveva continuare a riversarsi in Europa e sul pianeta intero.

 

La famosa enciclopedia online mette subito le mani avanti: Pike «è considerato da alcuni teorici del complotto, specialmente coloro influenzati dagli evangelici americani, uno dei principali ideatori del Nuovo Ordine Mondiale». Caro lettore, sei avvisato: se crederai anche ad una sola parola di questo articolo, puoi essere bollato come puro complottista.

 

Pike era l’unico militare confederato ad essere commemorato con una statua

Ma intanto noi ti scriviamo lo stesso chi era il personaggio dietro questa sfortunata statua abbattuta in settimana. Bisogna considerare che il Pike era l’unico militare confederato ad essere commemorato con una statua, che era appunto quella distrutta a Washington dai manifestanti di Black Lives Matter

 

Pike era un magistrato e soprattuto – cosa che non siamo sicuri i rivoltosi sapessero – è sospettato di essere tra i fondatori del Ku Klux Klan.

Pike è sospettato di essere tra i fondatori del Ku Klux Klan

 

Il povero monumento a Pike fu finanziato dalla Giurisdizione Meridionale del Rito scozzese della massoneria, e fu mantenuto su Territorio federale dal U.S. Park Service, l’agenzia federale statunitense incaricata della gestione dei parchi nazionali, dei Monumenti nazionali e di altri luoghi protetti. Niente male per un fondatore del KKK, la setta in apparenza più disprezzata dalla storia americana.

«Era un satanista consapevole alleato di Giuseppe Mazzini  e dei suoi movimenti giovanili della “Giovane Europa”, il cui obiettivo era la distruzione degli Stati Uniti».

 

Lo storico Anthony Chaitkin ha asserito che la descrizione di  Pike sulla statua, come autore, poeta e filantropo, «è stata una delle più grandi menzogne ​​della storia» scrive EIR.

 

«Era un satanista consapevole alleato di Giuseppe Mazzini  e dei suoi movimenti giovanili della “Giovane Europa”, il cui obiettivo era la distruzione degli Stati Uniti».

 

«Pike, come Mazzini, era un satanista; e come Mazzini, era uno strumento di una cerchia a Londra diretta o associata in modo prominente con Lord Palmerston, l’autore delle guerre dell’oppio contro la Cina»

 

Nel 1993, il politico americano recentemente scomparso Lyndon Larouche chiese a gran voce la rimozione del monumento:

 

«Come le lettere di Albert Pike a Giuseppe Mazzini illustrano, Pike, come Mazzini, era un satanista; e come Mazzini, era uno strumento di una cerchia a Londra diretta o associata in modo prominente con Lord Palmerston, l’autore delle guerre dell’oppio contro la Cina».

 

Larouche sostiene che Palmerston e Mazzini con Pike mirassero ad una balcanizzazione degli USA scatenando una vera guerra massonica.

 

Palmerston e Mazzini con Pike miravano ad una balcanizzazione degli USA scatenando una vera guerra massonica

«L’oggetto dello sforzo di Pike e quello di Palmerston e anche di Mazzini, era quello di distruggere gli Stati Uniti – un impegno continuo, dopo la guerra di indipendenza; questa volta fomentando una divisione della nazione tra una parte della nazione controllata dalla giurisdizione meridionale del rito scozzese e altre parti della nazione».

 

«Questa era una cospirazione di traditori ed erano tutti traditori consapevoli della leadership degli Stati Uniti; essi, cioè, agivano come agenti della Gran Bretagna che li usò in uno sforzo chiamato Guerra Civile o Guerra di Secessione, il cui fine era distruggere gli Stati Uniti smembrandoli e rendendo così l’intero emisfero occidentale praticamente una colonia dell’Impero britannico».

 

Sul ruolo degli inglesi nel Risorgimento italiano (la nostra «guerra civile») è stato scritto molto, e noi in particolare raccomandiamo la lettura del libro Strana unità. Risorgimento: buono, inutile o dannoso? del compianto Gilberto Oneto.

 

Mazzini, che ancora spopola nella nostra toponomastica, morì da latitante, come un Bin Laden qualsiasi.

Mazzini, ricordiamo, fu con Garibaldi lungamente a Londra (1837-1868), e godeva di un comodo passaporto inglese che gli consentiva di sparire quando la situazione dei moti rivoluzionari italiani divenne calda, come nel 1848. Mazzini, che ancora spopola nella nostra toponomastica, morì da latitante, come un Bin Laden qualsiasi.

 

Molti tendono a smentire l’affiliazione massonica di Mazzini, ma di essa era certo Indro Montanelli (un altro che ha avuto la statua deturpata), e gli storici della massoneria ricordano che fu ««iniziato nel 1834 a Genova , (…) Ricevette dal Fr. Passano il 32° grado del R.S.A.A., necessario per corrispondere in Carboneria al livello di Vendita Suprema, nelle carceri di Savona (…) il 18 giugno 1866 ricevette l’aumento di luce al 33° grado  (…) Fu membro onorario delle LL. Lincoln di Lodi e Stella d’Italia di Genova (…) usò sempre i segni massonici (…) Nessun contemporaneo mise mai in dubbio l’appartenenza di Mazzini alla Massoneria».

«Nessun contemporaneo mise mai in dubbio l’appartenenza di Mazzini alla Massoneria»

 

Riguardo all’accusa di satanismo, vi sono alcune testimonianze che sosterrebbero che Pike portò la massoneria americana verso un «cammino luciferiano». Al di là di queste, è degno di nota ciò che Pike scrive nel libro Morale e Dogma: «Lucifero, il figlio del mattino! È lui che porta la Luce e con i suoi splendori ciechi intollerabili deboli, sensuali o anime egoiste? Non ne dubito!» (Albert Pike, Morals and Dogma, p. 321).

 

«Lucifero, il figlio del mattino! È lui che porta la Luce e con i suoi splendori ciechi intollerabili deboli, sensuali o anime egoiste? Non ne dubito!» (Albert Pike, Morals and Dogma, p. 321)

Tuttavia indizi più consistenti del satanismo di Pike e Mazzini si troverebbero nel loro carteggio, che sarebbe secretato nella Temple House (sede del Rito Scozzese di Washington) ma che nel 1945 sarebbe stato fortuitamente visto a Londra dal commodoro della marina canadese William Guy Carr che lo riassunse nel libro Pawns in the Game.

 

«La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo».

«Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto – scrive Mazzini a Pike il 22 gennaio 1870 – al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo»

«Le divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni» scrive Carr.

 

«Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto – scrive Mazzini a Pike il 22 gennaio 1870 – al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo. Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi alla segretezza più severa».

 

«Attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria, ed esso diverrà l’unico centro internazionale, il più potente perché la sua direzione sarà sconosciuta».

«Allora ovunque i cittadini (…) e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!»

 

Il 15 agosto 1871 Pike risponde a Mazzini: «Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria».

 

«Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, questi distruttori della civiltà, e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!»

 

In pratica, Mazzini e Pike sognano di creare un Ordine Mondiale in cui la religione cristiana è rimpiazzata dal satanismo.

 

Questo «Rito supremo» attraverso cui irradiare la «pura dottrina di Lucifero» e provvedere alla «distruzione della Cristianità e dell’ateismo» (!) secondo alcuni prende il nome di «Palladismo», considerabile come culto esoterico anticristiano interno alla massoneria ottocentesca, un circolo satanico che raccoglieva i gradi più alti delle logge mondiali

 

Il Palladio sarebbe stato una sorta di oggetto magico, un’icona del Bafometto, il demone caprino alato adorato dai Templari. Esso sarebbe stato il vertice del satanismo mondiale, il vero centro dell’adorazione di Lucifero.

 

In pratica, Mazzini e Pike sognano di creare un Ordine Mondiale in cui la religione cristiana è rimpiazzata dal satanismo.

Gli storici ritengono che il Lucifero dei risorgimentali (cioè dei massoni che fecero l’Italia) fosse una specie di concetto che doveva rappresentare il laicismo. In molte antologie di letteratura della scuola italiana – quella del lavaggio del cervello di cui parlavamo sopra – è ancora presene l’Inno a Satana di Carducci, letterato massone premiato col Nobel.

 

Altri storici ritengono tutte le rivelazioni sul carteggio «un falso» (uno storico della massoneria USA ha però detto allo scrivente che si tratterebbe di uno di quei falsi che non dicono niente che non sia vero), altri ancora ritengono che la militanza di Pike nel primo KKK sia solo una chiacchiera e nulla più.

 

Per aver buttato giù la statua di Pike, noi ringraziamo Black Lives Matter dal profondo del cuore

Difficile che la folla di Black Lives Matter avesse anche solo lontanamente idea di questa storia che vi abbiamo raccontato.

 

Tuttavia, per aver buttato giù la statua di Pike, noi li ringraziamo dal profondo del cuore.

 

Ribattezzate pure viale Mazzini viale George Floyd. Meglio un drogato pluripregiudicato famoso per essere morto che un massone che ha trascinato l’Italia – e il mondo – nel suo piano infernale

Ciò detto, avremmo anche una modesta proposta per gli epigoni wannabe -vandali goscisti italoidi: ragazzi, che ne dite a questo punto di questo Mazzini, colpevole di razzismo in concorso esterno?

 

A noi andrebbe benissimo togliere dalla toponomastica delle nostre città i viale Mazzini, piazza Mazzini etc. Ribattezzate pure viale George Floyd, piazza George Flood.

 

Meglio un drogato pluripregiudicato famoso per essere morto che un massone che ha trascinato l’Italia – e il mondo – nel suo piano infernale.

 

 

 

 

Immagine di David via Wikimedia pubblicata su licenza  Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0). Modifica effettuata con filtro colore.

 

PER APPROFONDIRE

Consigliamo in affiliazione Amazon questi libri di cui abbiamo parlato

Continua a leggere

Politica

Parlamentare israeliano distrugge un monumento palestinese sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane

Pubblicato

il

Da

Martedì, un parlamentare israeliano di estrema destra ha distrutto un monumento commemorativo dedicato ai palestinesi uccisi nel conflitto con Israele nella Cisgiordania occupata. L’azione è stata compiuta sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e ha suscitato la condanna dell’esercito e di esponenti politici israeliani.

 

Zvi Sukkot, membro di HaTzionut HaDatit, il partito ultrasionista religioso del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, ha dichiarato di essersi recato nel villaggio di Madama, in Cisgiordania, per rimuovere un monumento che «glorificava gli assassini di ebrei».

 

Un video dell’incidente, diffuso online, mostra Sukkot e un altro uomo che distruggono il monumento a colpi di mazza, mentre un soldato israeliano con un fucile d’assalto osserva la scena da vicino.

Sostieni Renovatio 21

Le immagini riprese da un corrispondente di RT mostrano il monumento deturpato, con le piastrelle attorno alla base in pietra parzialmente frantumate.

 

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato che il Sukkot aveva ricevuto il permesso di condurre un «tour dei monumenti» in Cisgiordania con scorta militare, ma ha «agito in modo ingannevole» e senza autorizzazione danneggiando il monumento.

 

L’ufficio del primo ministro dello Stato Giudaico Benjamin Netanyahu ha sottolineato che «farsi giustizia da soli, soprattutto da parte di personaggi pubblici, è inaccettabile». La dichiarazione non menzionava esplicitamente il Sukkot.

 

Gadi Eisenkot, principale rivale politico di Netanyahu, ha definito la bravata del parlamentare «una vergogna». «Ha mentito e ingannato le Forze di Difesa Israeliane e i loro comandanti, ha compromesso la sicurezza e ha infangato lo Stato di Israele nel suo complesso», ha dichiarato l’ex capo militare su X.

 

Il partito sionista religioso ultranazionalista di Sukkot è stato in prima linea nella recente spinta di Israele per un maggior numero di insediamenti nella Cisgiordania occupata, considerati illegali dal diritto internazionale dalle Nazioni Unite e dalla maggior parte della comunità internazionale.

 

La scorsa settimana, lo Stato degli ebrei ha aperto le gare d’appalto per la costruzione di oltre 1.200 nuove abitazioni nell’area, nell’ambito del progetto di espansione degli insediamenti presentato a luglio. I critici sottolineano che, se realizzato, il progetto rischia di dividere di fatto la Cisgiordania in due.

 

Anche la violenza da parte dei coloni è aumentata sensibilmente. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite il mese scorso, nei primi quattro mesi di quest’anno si sono verificati circa 190 attacchi contro i palestinesi.

 

La spinta verso gli insediamenti è stata condannata a livello internazionale, con i leader di oltre una dozzina di Paesi europei che l’hanno definita «inaccettabile» in una dichiarazione congiunta di giovedì.

Iscriviti al canale Telegram

In settimana coloni israeliani hanno sparato e ucciso un adolescente palestinese vicino a Hebron, nella Cisgiordania occupata.

 

A fine luglio due moschee erano state attaccate, con una data alle fiamme. Negli stessi giorni, un gruppo di coloni armati ha fatto irruzione in case e terreni agricoli alla periferia di Tel, a sud-ovest di Nablus, nelle prime ore del mattino. Gli abitanti si sono radunati per respingere l’aggressione, ma lo scontro è degenerato in una colluttazione tra palestinesi disarmati da una parte e coloni armati di fucili e soldati israeliani dall’altra. Le truppe israeliane e le guardie degli insediamenti hanno quindi aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi, uccidendo quattro persone.

 

Come riportato da Renovatio 21, coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata.

 

Poche settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.

 

Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa l’esercito israeliano ha designato Taybeh, l’unico villaggio rimasto in Cisgiordania interamente abitato da cristiani, come «zona militare chiusa». La decisione è stata adottata nel contesto di un’escalation e di continui attacchi terroristici ebraici perpetrati dai «coloni» israeliani contro queste comunità.

 

Due mesi fa avevano hanno incendiato Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano la Cisgiordania anche queste ultime comunità cristiane, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.

Aiuta Renovatio 21

A giugno era emerso che il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri.

 

L’annessione della Cisgiordaniaconsiderata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.

 

A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.

 

In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra, almeno al momento, voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Politica

AfD vuole uscire da Schengen

Pubblicato

il

Da

Il forte afflusso di migranti nell’enclave spagnola di Ceuta dimostra, secondo Alice Weidel, co-presidente di Alternativa per la Germania (AfD), che la Germania starebbe meglio fuori dallo spazio Schengen.   Il sistema di libera circolazione «senza frontiere» dell’UE costituisce una minaccia per la Germania finché le frontiere esterne del blocco resteranno in gran parte sguarnite, ha dichiarato domenica alla ZDF la leader del partito più popolare in Germania.   Alla fine di luglio circa 72.000 persone sono entrate illegalmente a Ceuta, enclave spagnola sulla costa nordafricana, in poche ore. L’ondata ha provocato un grave sovraffollamento e condizioni igienico-sanitarie insufficienti; le autorità locali hanno poi segnalato un’epidemia.   Nell’enclave sovraffollata sono stati denunciati almeno 15 stupri. Anche se la maggior parte degli arrivati è stata rimpatriata in tempi rapidi, le autorità cittadine stimavano che la scorsa settimana a Ceuta restassero ancora circa 10.000 persone.   «Quando vedo qualcosa come quello che sta succedendo a Ceuta, allora [dico] che usciremo da Schengen», ha detto Weidel. «Dobbiamo iniziare ad agire in modo preventivo, non possiamo semplicemente lasciare entrare tutti senza controlli».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La Germania deve «chiudere» i propri confini perché l’UE non sta onorando gli impegni presi sulla sicurezza delle frontiere esterne, ha sostenuto.   «Schengen funziona solo con frontiere esterne sicure e frontiere interne aperte. Nessuna delle due funziona», ha affermato Weidel, sostenendo che né Frontex, né gli «accordi di riammissione», né le norme europee sulle frontiere funzionano in modo adeguato.   «Usciremo dall’area Schengen in modo che persone come quelle di Ceuta non possano più venire da noi», ha aggiunto.   L’AfD detiene poco più del 23% dei seggi nel Bundestag ed è la principale forza di opposizione. Resta però in gran parte esclusa dall’influenza legislativa per la cosiddetta politica del «muro di fuoco», in base alla quale gli altri grandi partiti tedeschi rifiutano di collaborare con essa.   Weidel ha sostenuto che la situazione potrebbe cambiare dopo le prossime elezioni parlamentari, previste per il 2029, che a suo avviso l’AfD potrebbe vincere.   La crisi di Ceuta ha già scosso l’UE. Diversi leader europei hanno chiesto l’esclusione della Spagna da Schengen, con l’Italia che per prima ha introdotto controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna dal 1° agosto. Madrid ha controrisposto con misure analoghe.   Come riportato da Renovatio 21, il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha collegato l’afflusso alla decisione di Madrid di concedere l’amnistia ai migranti senza documenti arrivati in Spagna prima del 1° gennaio 2026. Il provvedimento, che potrebbe riguardare oltre un milione di persone, avrebbe creato un forte incentivo a raggiungere la Spagna e poi proseguire verso altri Paesi dell’UE, ha detto all’inizio del mese.   La Germania è da tempo la principale destinazione nell’UE per i richiedenti asilo. Nel 2025 ha ricevuto oltre 163.000 domande, circa un quinto di tutte le richieste presentate nei 27 Stati membri, secondo l’Agenzia europea per l’asilo.   Il Paese ha inoltre la più grande popolazione nata all’estero in termini assoluti nell’UE, con quasi 17 milioni di persone nate fuori dai confini, pari a circa il 20% della popolazione.   Berlino ha già intensificato i controlli alle frontiere con gli altri Paesi dell’UE e aumentato i respingimenti nel tentativo di contenere l’immigrazione clandestina.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
 
 
Continua a leggere

Politica

Ben Gvir raggiante inaugura un centro di impiccagione per palestinesi

Pubblicato

il

Da

Israele sta costruendo un centro di esecuzione per i prigionieri palestinesi condannati a morte per terrorismo, come annunciato dal ministro della Sicurezza Nazionale ultranazionalista Itamar Ben-Gvir. Oltre alla camera di esecuzione, la struttura ospiterà delle cabine di osservazione dove le «vittime del crimine» e le loro famiglie potranno assistere alle impiccagioni, un’opzione «consueta in molti paesi», ha affermato Ben-Gvir durante la presentazione del progetto martedì.

 

Il complesso verrà utilizzato per impiccare i «terroristi» condannati in base alla legge sulla pena di morte per i terroristi, recentemente approvata. La Knesset ha approvato la legge, promossa dal partito Otzma Yehudit di Ben-Gvir, a marzo. Essa prevede la pena di morte per coloro che vengono condannati per attacchi terroristici mortali volti a «porre fine all’esistenza di Israele», una disposizione che, secondo i critici, di fatto esenta gli israeliani di origine ebraica, rendendo la legge applicabile quasi esclusivamente ai palestinesi. Le esecuzioni devono essere effettuate entro 90 giorni dalla sentenza, senza possibilità di appello.

 

L’ubicazione esatta del centro di esecuzioni non è stata rivelata, se non che si trova in un’ala di recente costruzione del braccio della morte in un carcere del centro di Israele. In un video parzialmente sfocato girato sul posto, un raggiante Ben-Gvir mostra con orgoglio il cantiere, presentandolo come il compimento delle promesse fatte ai suoi sostenitori.

 

Aiuta Renovatio 21

«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato il ministro. «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di emanare una legge sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».

 

Ben-Gvir è noto per la sua retorica nei confronti dei palestinesi ed è stato sanzionato da diversi Paesi per aver ripetutamente incitato alla violenza.

 

Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».

 

A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.

 

La legge sulla pena di morte ha suscitato ampie critiche da parte di gruppi per i diritti umani e attivisti legali, anche in Israele, per discriminazione, violazione del giusto processo e potenziali violazioni del diritto internazionale e israeliano. Gli esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno avvertito che l’impiccagione in particolare è incompatibile con il divieto assoluto di tortura, mentre l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha sostenuto che il metodo, altamente visivo, contribuisce alla «disumanizzazione» dei palestinesi.

 

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, l’ha definita «profondamente discriminatoria» e una grave violazione del diritto internazionale. I parlamentari israeliani e le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Adalah – il Centro legale per i diritti della minoranza araba in Israele – hanno recentemente presentato ricorso alla Corte Suprema per chiedere l’annullamento della legge in quanto incostituzionale.

 

In precedenza, Israele consentiva la pena capitale solo in casi eccezionali, tra cui il tradimento e i crimini di guerra commessi durante il periodo nazista. Solo due persone sono state giustiziate dalla creazione dello Stato: un ufficiale dell’esercito israeliano per tradimento nel 1948 e Adolf Eichmann, uno degli artefici dell’Olocausto nazista, nel 1962. Nessun prigioniero palestinese è stato condannato a morte da quando la nuova legge è stata approvata.

Iscriviti al canale Telegram

Secondo dati della Palestinian Prisoner Society, Israele detiene attualmente circa 9.400 prigionieri palestinesi, tra cui quasi 100 donne e oltre 370 minori. Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente denunciato maltrattamenti nei confronti dei palestinesi nelle carceri israeliane, con ex detenuti e organizzazioni di difesa che hanno segnalato abusi, torture, fame, danni fisici e psicologici, violenze sessuali e negazione di cure mediche. Lo Stato degli ebrei detiene inoltre i corpi di oltre 100 palestinesi deceduti sotto la sua custodia.

 

In una trasmissione della scorsa settimana Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.

 

A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.

 

Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.

 

L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine screenshot da Twitter

 

Continua a leggere

Più popolari