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Militaria

Black Hornet, nano droni americani in Ucraina

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I funzionari americani hanno annunciato un altro pacchetto da 400 milioni di aiuti militari per l’Ucraina, questa volta includendo un lotto di minuscoli droni da ricognizione Black Hornet («calabrone nero»).

 

Nel nuovo pacchetto di armi, prelevate direttamente dalle scorte del Pentagono, vi sarebbero i NASAMS, missili di difesa aerea Stinger e Patriot, veicoli corazzati Stryker, missili anticarro TOW e Javelin, munizioni obice, razzi HIMARS e 28 milioni di munizioni per armi leggere.

 

Tuttavia, funzionari anonimi hanno rivelato ai media che il pacchetto di armi includerà anche Black Hornet Nanos, un costoso e sofisticato veicolo aereo senza pilota delle dimensioni di un uccellino.

 

Black Hornet Nanos è un microdrone dal peso di soli 17-18 grammi. Possono essere trasportati dalle truppe e schierati per fornire immagini e video ad alta risoluzione dell’ambiente circostante utilizzando tre telecamere di bordo separate. I droni assomigliano a un minuscolo elicottero, sono lunghi circa 100 mm e larghi 25 mm, con il diametro della pala del rotore principale che misura circa 120 mm.

 

I Black Hornet sono stati sviluppati dalla startup norvegese di elicotteri nano drone Prox Dynamics all’inizio degli anni 2010 e ora sono prodotti da FLIR Unmanned Aerial Systems, un’altra società norvegese, che ha acquistato Prox Dynamics nel 2016 per 134 milioni di dollari. FLIR è specializzata in sistemi di sorveglianza e automazione, attrezzature per veicoli blindati, sistemi di rilevamento del traffico e telecamere antincendio, riporta il sito russo Sputnik.

 

I Black Hornet hanno un tempo di volo fino a 25 minuti, sono dotati di un collegamento dati digitale efficace per distanze fino a 1,6 km e hanno una velocità massima di 21 km all’ora.

 

 

Si tratta di armi molto costose: i Black Hornet avevano un prezzo stimato di circa 195.000 dollari. Tale cifra si basa su un contratto del 2013 del Ministero della Difesa del Regno Unito per l’acquisto di 160 set Black Hornet (320 micro elicotteri in totale) per l’equivalente di 31 milioni di dollari.

 

Il kit è composto da un telecomando, un touch screen portatile, un pacco batteria ricaricabile e un pacchetto di due mini droni conservati in uno speciale contenitore portatile resistente agli urti.

 

Dal loro debutto nel 2011 sono stati prodotti oltre 14.000 Black Hornet, con i droni acquistati in massa dalle forze armate norvegesi e della NATO, nonché da Algeria, Australia, India, Indonesia, Malesia, Nuova Zelanda e Sud Africa per uso militare e di polizia.

 

Il primo dispiegamento di combattimento dei sistemi è stato segnalato nel 2013, con i sistemi utilizzati dalle truppe britanniche durante l’occupazione dell’Afghanistan da parte della NATO. Gli Stati Uniti hanno iniziato a utilizzare versioni modificate del drone di base dotato di visione notturna e navigazione migliorata nel 2015, segnalando il loro dispiegamento con le unità delle operazioni speciali del Corpo dei Marines; l’esercito degli Stati Uniti ha proseguito con un contratto da 140 milioni di dollari per il suo programma Soldier Borne Sensor (SBS).

 

Gli Stati Uniti non sono il primo Paese a dotare l’Ucraina di calabroni neri. Nell’agosto 2022, il Regno Unito e la Norvegia hanno acquistato congiuntamente 850 Black Hornet Nano, promettendo di schierarli entro novembre dello stesso anno. All’inizio di questo mese, il ministero della Difesa norvegese ha annunciato che FLIR avrebbe fornito altri 1.000 Black Hornet, oltre a pezzi di ricambio, e avrebbe addestrato operatori e istruttori ucraini a farli volare (un processo che, secondo quanto riferito, richiede solo 20 minuti).

 

I Black Hornet sono pubblicizzati come i più piccoli droni militari al mondo. I media della difesa del Regno Unito hanno accennato alla fine del 2015 che i militari stavano prendendo in considerazione esperimenti utilizzando UAV ancora più piccoli del peso di soli 5 grammi, ma ulteriori informazioni su questi piani devono ancora materializzarsi.

 

L’anno scorso, una società cinese nota come Huaqing Innovation ha presentato il drone Fengniao («Colibrì») in una fiera della difesa ad Abu Dhabi, con l’UAV che misura 170 mm di lunghezza e pesa 35 grammi, e in grado di trasmettere istantanee o filmati in tempo reale a distanze superiori a 2 km, con un tempo di volo segnalato di circa 25 minuti ed è alimentato da batterie sostituibili, piuttosto che da un pacco batterie come il Black Hornet.

 

Secondo quanto riferito, il Fengniao può essere utilizzato in combinazione con un massimo di altri 15 droni dello stesso tipo per formare uno sciame e controllato da un’app per smartphone. Huaqing Innovation non ha rivelato il probabile prezzo del drone.

 

Per gli acquirenti più attenti al budget, ci sono droni in stile elicottero disponibili in commercio dotati di telecamere (che sono già stati utilizzati in massa in Ucraina), come l’Eachine E110 RC, che dispone di una telecamera HD da 720 pm con obiettivo ruotabile di 90 gradi.

 

Questi droni possono essere tuoi per un minimo di 95 dollari, il che significa, in teoria, che si possono acquistare oltre 1.000 droni del mercato di massa al prezzo di un singolo Black Hornet. Ma ci sono molti compromessi, tra cui un tempo di volo di soli 15 minuti, una velocità di volo di 20 km all’ora e, soprattutto, una distanza di trasmissione di soli 50-120 metri. L’Eachines è dotato di modalità automatiche di passaggio del mouse e fissa, controlli dei waypoint selezionabili dall’utente e una funzione di ritorno automatico. I droni sono anche sostanzialmente più grandi dei Black Hornet, con una lunghezza dal muso alla coda di circa 30 cm e un’apertura del rotore simile.

 

Le dimensioni minuscole e il funzionamento silenzioso dei Black Hornets li rendono praticamente impossibili da distruggere utilizzando le difese missilistiche convenzionali, sebbene le armi leggere (o un sacchetto di generi alimentari lanciato in modo appropriato) potrebbero essere in grado di neutralizzarli a distanza ravvicinata.

 

In alternativa, scrive Sputnik, possono essere presi di mira da contromisure appositamente progettate, come gli RLK-MT Valdai, un radar speciale progettato dal produttore di missili russo Almaz-Antey per rilevare, sopprimere e neutralizzare piccoli droni con sezioni radar estremamente basse a distanze ravvicinate di 2 km o meno.

 

I sistemi di rilevamento degli RLK-MT includono un modulo radar in banda X, termocamere e telecamere e un modulo di ricerca della sorgente del segnale radio. Ma questi sistemi sono pesanti. Abbastanza pesanti da dover essere montati su un camion.

 

In alternativa, ci sono sistemi anti-UAV di livello militare come il PARS-S Stepashka, un cannone anti-drone russo da 9,6 kg con la capacità di dirottare i droni nemici e costringerli ad atterrare o tornare ai loro siti di lancio. Queste armi hanno una portata effettiva compresa tra 500 e 1.500 metri.

 

Vi è inoltre il fucile Stupor, che utilizza impulsi elettromagnetici per sopprimere i canali di controllo dei droni e allo stesso modo costringerli verso il basso.

 

 

Il tema dei nano e microdroni è sentito in tutto il mondo, con USA, Gran Bretagna e Australia che stanno provando la tecnologia di dromi d’attacco che volano in sciame.

 

Come riportato da Renovatio 21, gli USA stanno approntando sistemi che permettono ad un operatore di gestire «sciami» di 130 droni militari alla volta. A sua volta, l’Australia sta sviluppando da tempo sciami di droni suicidi da impiegare nel caso di un’invasione da parte della Repubblica Popolare Cinese, la quale ha svelato a inizio anno una nave catamarano porta-droni.

 

La Cina ha altresì dato dimostrazione della ricerca per sciami i droni autonomi cinesi assassini che riescono a cacciare gli esseri umani perfino nei boschi.

 

Da diversi anni associazioni ed enti internazionali hanno introdotto il tema di una moratoria che fermi lo sviluppo degli slaugterbots, microdroni killer suicidi in grado di colpire individui singoli (con il riconoscimento facciale o altri sistemi di tracking come telefono o posizionamento tramite telecamere) o anche masse di persone.

 

 

 

 

 

 

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Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football

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L’Aeronautica Militare ha reso noto il nome del militare morto durante un’esibizione con corda andata male in occasione di una partita di football americano.

 

Un operatore delle forze speciali dell’Aeronautica ha perso la vita precipitando da circa 52 metri sabato scorso, durante una dimostrazione di discesa con corda in una partita di football universitario: dopo aver perso il controllo è caduto in caduta libera dalle travi dello stadio e si è schiantato sul terreno di gioco.

 

Il video del tragico incidente sta circolando in rete.

 

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L’Aeronautica ha identificato la vittima nel sergente tecnico Ian Patterson. Veterano con quindici anni di servizio, Patterson aveva ricevuto la Air and Space Commendation Medal con tre foglie di quercia, oltre alla Army Commendation Medal, alla Air and Space Achievement Medal e alla Army Achievement Medal. Nel 2022 era stato inoltre designato Istruttore dell’anno delle Forze Speciali dell’Aeronautica.

 

«Gli americani, giustamente sconvolti da questa notizia, farebbero bene a ricordare che le guerre globaliste in Medio Oriente hanno provocato la morte di migliaia di altri uomini valorosi come Patterson» ha commentato l’editorialista Tucker Carlson, in polemica totale con l’amministrazione Trump e la guerra iraniana. «Quelle perdite raramente diventano fenomeni virali sui social, ma restano altrettanto concrete. E senza alcuna ragione che vada a vantaggio del nostro Paese».

 

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Cina

I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore

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La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.   Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.   Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.   Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.

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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.   I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.   Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.   Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.  

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Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.

 

Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.

 

Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».

 

Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.

 

«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.

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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».

 

«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.

 

L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.

 

Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.

 

Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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