Spirito
«Veni o Sapientia». Messaggio di Mons. Viganò per il Santo Natale
Renovatio 21 pubblica questo messaggio di Mons. Viganò.
MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO CARLO MARIA VIGANÒ NELL’IMMINENZA DEL SANTO NATALE
Veni, o Sapientia,
Quae hic disponis omnia;
Veni, viam prudentiæ
Ut doceas et gloriæ.
Vieni, o Sapienza, che ordini gli eventi terreni; vieni ad insegnare la via della prudenza e della gloria. Sono le parole tratte da un antichissimo inno per l’Avvento, risalente al secolo VIII.
In esse l’anima cristiana invoca la venuta di Nostro Signore Gesù Cristo, Sapienza del Padre, affinché mostri come attraversare incolume questa valle di lacrime – la via prudentiæ – e conseguire la beatitudine eterna in cielo – la via gloriæ.
Mi rivolgo a voi tutti, cari fratelli e sorelle, che durante questi due anni di follia sanitaria avete resistito coraggiosamente ai ricatti di un’autorità civile ovunque asservita al potere globalista, nel tradimento della Legge naturale e di Dio, e nella violazione delle leggi degli Stati.
Un colpo di stato planetario cerca di rendere possibile il Great Reset con cui instaurare l’odiosa tirannide del Nuovo Ordine Mondiale
Un colpo di stato planetario cerca di rendere possibile il Great Reset con cui instaurare l’odiosa tirannide del Nuovo Ordine Mondiale.
Mi rivolgo anzitutto a voi, madri e padri di famiglia, che in queste ore di recrudescenza delle assurde repressioni delle libertà fondamentali vi trovate a dover pagare con la segregazione e la discriminazione la vostra decisione di non sottoporre alla cosiddetta vaccinazione i vostri figli. Il loro fragile equilibrio psicofisico è già stato crudelmente compromesso da mesi di lezioni a distanza, di imposizione di mascherine, di martellamento da parte degli insegnanti.
L’autorizzazione del siero genico per i bambini, che oggi è presentato come indispensabile e sicuro per contenere un virus che per loro non rappresenta minimamente una minaccia e che invece mette a rischio irreversibile il loro sistema immunitario e la loro stessa salute, è l’ultima sciagurata decisione di persone corrotte nell’anima e traviate nella mente, per le quali la vita innocente di un bambino può essere sacrificata sull’altare del Moloch sanitario.
Siate fieri difensori dei vostri piccoli, dei quali siete responsabili dinanzi a Dio tanto per la loro salute fisica quanto per la salvezza della loro anima
Siate fieri difensori dei vostri piccoli, dei quali siete responsabili dinanzi a Dio tanto per la loro salute fisica quanto per la salvezza della loro anima. Poneteli sotto il manto protettore della Vergine Santissima, consacrandoli a Colei che con San Giuseppe riuscì a sottrarre alla furia di Erode «la minacciata vita del pargoletto Gesù», fuggendo in Egitto.
Non dimenticate, cari genitori, che il Signore guarda con un amore speciale i fanciulli, e non mancherà di assicurare a loro e a voi la Sua santa protezione.
Chi con l’estorsione vorrebbe costringervi a mettere a rischio la vostra salute teme la vostra determinazione e sa che essa può essere di conforto e di esempio per i vostri colleghi e amici
A voi impiegati e lavoratori, che siete sospesi dal lavoro e privati della retribuzione per non aver voluto cedere al ricatto vaccinale; a voi artigiani e negozianti, ristoratori e piccoli imprenditori a cui lo Stato ha imposto chiusure immotivate che a nulla sono servite se non ad impoverirvi; a voi militari e personale delle forze dell’ordine costretti a scegliere tra l’obbedienza gerarchica e il giuramento di fedeltà alla Costituzione; a voi medici e paramedici, cacciati dagli ospedali, dagli ambulatori e dalle case di riposo per non esservi lasciati inoculare il siero genico io dico: resistete!
Chi con l’estorsione vorrebbe costringervi a mettere a rischio la vostra salute teme la vostra determinazione e sa che essa può essere di conforto e di esempio per i vostri colleghi e amici.
Resistete perché avete il sacrosanto diritto di rifiutare un trattamento sanitario dimostratosi inefficace, dannoso ed anche letale, che costituisce una terapia genica e che non è finalizzata a garantirci salute e protezione, ma a schiavizzarci, a renderci malati cronici o a sterminarci. Resistete perché non è cedendo al ricatto che conquisterete le libertà sottrattevi.
Resistete perché come figli di Dio sapete di avere dalla vostra parte il Signore del tempo e della Storia, e non un’accolita di corrotti al servizio del Maligno
Resistete perché come figli di Dio sapete di avere dalla vostra parte il Signore del tempo e della Storia, e non un’accolita di corrotti al servizio del Maligno.
A voi, anziani e malati, costretti alla degenza in case di riposo o nei reparti ospedalieri; a voi segregati dalle vostre famiglie e dai vostri cari, trattati come reietti dai medici e dagli infermieri, io dico: non lasciatevi abbattere dalla vostra solitudine, non cedete allo sconforto e alla disperazione! Voi avete la possibilità di mettere a frutto queste vostre sofferenze, offrendole al Signore in unione con i Suoi patimenti sulla Croce, per la remissione dei vostri peccati, in riparazione delle offese a Dio, in suffragio delle anime del Purgatorio. Pregate!
Pregate la Vergine Santissima di assistervi e proteggervi. Recitate il Santo Rosario, chiedendo alla Madonna di salvare la nostra cara Italia e il mondo intero da questo flagello infernale.
Pregate i Santi di esservi amici e di starvi vicini nelle ore del silenzio e dell’abbandono.
Pregate gli Angeli di custodire gli altri malati, perché possano ricevere i Sacramenti e abbiano la grazia di confessarsi e avere una santa morte, con il conforto di un sacerdote. Offrite le vostre sofferenze, le vostre angosce, le vostre lacrime a Nostro Signore, ed Egli vi ricambierà con la Sua pace e il santo abbandono alla Sua volontà.
E non trascurate di conservarvi in grazia di Dio, perché non vi è dato di sapere né il giorno né l’ora.
A voi tutti, pronti a combattere la buona battaglia per la Verità e per la fine di questo incubo distopico; a voi che affrontate la derisione e gli insulti di chi vi considera socialmente pericolosi solo perché non vi consegnate alla sperimentazione di massa, io dico: coraggio, non cedete proprio ora!
Questa farsa criminale, fatta di menzogne e inganni, non durerà a lungo, perché è solo la Verità che rende liberi
Questa farsa criminale, fatta di menzogne e inganni, non durerà a lungo, perché è solo la Verità che rende liberi. La vostra battaglia per la Verità, se condotta per la gloria di Dio, sconfiggerà le tenebre della frode, svelerà i malvagi intenti dell’élite, sbugiarderà i corrotti e i traditori.
E non lasciatevi sedurre da chi, nell’imminenza del crollo di questo castello di falsità criminali, cercherà di convincervi che è inutile lottare, inutile combattere.
Vi dicono che siete poche migliaia, che rappresentate una minoranza, che verranno a «stanarvi» porta a porta, che siete dei disertori.
Eppure, basta guardare le persone in fila fuori dalle farmacie, o i posti vacanti nelle aziende, nelle scuole, negli uffici pubblici e negli ospedali per comprendere che siete, che siamo, molti di più di quanto non vorrebbero farci credere.
La vostra battaglia per la Verità, se condotta per la gloria di Dio, sconfiggerà le tenebre della frode, svelerà i malvagi intenti dell’élite, sbugiarderà i corrotti e i traditori
E se anche fossimo in pochi, la nostra forza non sta nel numero, ma nell’avere fatto la scelta giusta e nel volerla difendere coraggiosamente.
Quando questo crimine sarà denunciato e condannato, la Storia ringrazierà voi e voi soltanto per la vostra coerenza e la vostra fedeltà al Bene.
Non ringrazierà chi vi ha segregati e discriminati, chiamandovi untori.
Non ringrazierà chi vi ha ricattati e privati del lavoro e della legittima mercede.
Non ringrazierà chi vi ha ingannato dicendo sicuro un siero sperimentale inefficace, pericoloso e perfino letale.
Non ringrazierà chi ha approfittato della fiducia accordatagli dalle persone semplici, che si ritroveranno tradite e colpite nella salute.
Sappiate resistere, con lo sguardo rivolto a Dio, che chiamiamo «Padre nostro» proprio perché ci ama e ci protegge come un Padre amorevole e non ci abbandona mai.
E se queste prove vi sembrano dolorose e insostenibili, pensate che esse rappresentano un’anticipazione di quel mondo infernale del Nuovo Ordine Mondiale, dal quale dev’essere bandito Gesù Cristo e ogni segno della Fede cattolica. Tornate a Dio!
E se queste prove vi sembrano dolorose e insostenibili, pensate che esse rappresentano un’anticipazione di quel mondo infernale del Nuovo Ordine Mondiale, dal quale dev’essere bandito Gesù Cristo e ogni segno della Fede cattolica. Tornate a Dio!
Comprendete che la pace, la concordia, la prosperità non si ottengono infrangendo i Comandamenti di Dio, né bestemmiando il Suo nome, legittimando il peccato e celebrando il vizio.
La vera pace, che è stabilità dell’ordine e specchio della giustizia divina, si ottiene solo dove regna Cristo Re, dove le leggi sono conformi al Bene, dove ogni disciplina e arte è finalizzata alla maggior gloria di Dio.
Cari fratelli e sorelle,
vi esorto tutti a celebrare questo Santo Natale nella sua vera dimensione spirituale.
Rivolgete il vostro pensiero alla Sacra Famiglia, cacciata dalla locanda e costretta a trovare ricovero in una grotta. Sia la loro benedetta povertà, la loro apparente segregazione, di consolazione per tutti voi
Fate nascere nel vostro cuore il Re Bambino, e iniziate da una buona Confessione e da una Comunione fatta con devozione.
Pensate all’anima, e il Signore penserà al resto. Rivolgete il vostro pensiero alla Sacra Famiglia, cacciata dalla locanda e costretta a trovare ricovero in una grotta. Sia la loro benedetta povertà, la loro apparente segregazione, di consolazione per tutti voi.
Nella lontananza dalla società, nell’ostracismo imposto a chi è più debole e bisognoso, la magnificenza di Dio non manca di risplendere potente, con i cori degli Angeli sopra la mangiatoia, i semplici doni dei pastori, l’adorazione dei Magi.
Mettiamoci tutti in un angolo di quella grotta, contemplando quale amore infinito ha mosso la Seconda Persona della Santissima Trinità ad incarnarsi, nascendo tra i patimenti e preparandosi sin dalla culla al Sacrificio redentore.
Nella lontananza dalla società, nell’ostracismo imposto a chi è più debole e bisognoso, la magnificenza di Dio non manca di risplendere potente, con i cori degli Angeli sopra la mangiatoia, i semplici doni dei pastori, l’adorazione dei Magi
A voi tutti, il mio più sincero augurio di un Santo Natale.
Un Natale che sarà davvero santo, se saprete celebrarlo rimanendo vicini a Gesù Bambino.
Un Natale che non sarà nella solitudine e nell’angoscia, ma nella beata compagnia della Sacra Famiglia e nella gioia della Nascita del Salvatore del mondo.
Di tutto cuore vi benedico.
Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
22 Dicembre 2021
Immagine di Saiko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative C
Occulto
A Cusco, la Pachamama precede Leone XIV
Pochi mesi prima della visita annunciata di Papa Leone XIV in Perù, un incontro organizzato a Cusco con la partecipazione di diversi prelati si aprì con un «pagamento alla terra», un rito pagano di offerta a Pachamama. Le immagini mostrano un vescovo e un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede che depongono personalmente foglie di coca.
Il 13 e 14 agosto 2026 si è tenuto a Cusco, in Perù, un incontro macroregionale dal titolo «Intrecciare voci per la dignità: per i diritti umani e il bene comune». L’incontro ha riunito rappresentanti della Conferenza episcopale peruviana, organizzazioni sociali, comunità indigene e diversi gruppi provenienti da varie regioni del Paese.
Tra i partecipanti figuravano il vescovo Lizardo Estrada Herrera, vescovo ausiliare di Cusco e segretario generale del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (CELAM), il vescovo Miguel Ángel Cadenas, vescovo di Iquitos, e il vescovo Jordi Bertomeu, funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede e Pontificio Commissario nel caso Sodalicio, una società di vita apostolica di cui è incaricato dello scioglimento a seguito di scandali.
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Un’offerta a «Madre Terra»
Secondo i video resi pubblici e riportati da InfoVaticana, l’incontro non inizia con una preghiera cristiana o un’invocazione della Santissima Trinità, bensì con un rito mutuato dalla visione pagana andina.
Una donna spiega ai presenti che il mese di agosto è dedicato a «Madre Terra», presentata come amorevole, benevola e dispensatrice di sostentamento. Vengono quindi distribuite foglie di coca. I partecipanti sono invitati a meditare, a eseguire esercizi di respirazione e poi a soffiare sulle foglie prima di offrirle. Questo gesto è chiamato «pago a la tierra», «pagamento alla terra», legato al culto di Pachamama.
Le immagini visionate da diverse testate giornalistiche mostrano il vescovo Estrada e il vescovo Bertomeu mentre eseguono personalmente il rituale: ciascuno si avvicina con delle foglie di coca e le depone nel recipiente ardente preparato per l’offerta. Il commento orale che accompagna il rito parla di riportare le offerte al fuoco e di chiedere alla «Madre Fuoco» di ricevere i messaggi portati dai partecipanti e, a sua volta, di concedere loro la «saggezza».
È difficile ridurre la scena a una semplice rappresentazione folcloristica di un’usanza locale. Il gesto viene compiuto in un contesto esplicitamente religioso: la terra e il fuoco vengono invocati e ricevono offerte.
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Il precedente del 2019
La scena richiama inevitabilmente alla mente gli scandalosi eventi del Sinodo sull’Amazzonia dell’ottobre 2019. Statuette raffiguranti una donna incinta furono utilizzate durante una cerimonia svoltasi nei giardini vaticani, alla presenza di Papa Francesco, e successivamente esposte nella chiesa di Santa Maria in Traspontina e portate in diverse occasioni legate al Sinodo.
Il 21 ottobre, diverse di queste statue furono rimosse dalla chiesa e gettate nel Tevere da un uomo. Francesco si scusò quindi per la loro scomparsa e si riferì a esse come alle «statue di Pachamama», affermando che erano state presenti «senza intenti idolatrici».
La vicenda aveva suscitato forti reazioni; in particolare, il cardinale Robert Sarah denunciò l’infiltrazione del paganesimo nella Chiesa e si chiese: perché presentare Pachamama anziché la Madonna di Guadalupe, veramente venerata dai popoli cattolici dell’America Latina?
Sette anni dopo, le immagini provenienti da Cusco dimostrano che il problema sollevato nel 2019 è tutt’altro che scomparso.
Inculturazione o sincretismo?
La Chiesa non ha mai preteso che i popoli che evangelizza abbandonassero tutto ciò che appartiene alla loro cultura; è sempre stata capace di adottare e purificare costumi, lingue, forme artistiche e persino certi simboli naturali, purché potessero acquisire un significato conforme alla fede cattolica.
Una foglia di coca, ad esempio, non è ovviamente di per sé idolatrica; fa parte della vita quotidiana e della cultura di molte popolazioni andine da secoli. Ben diversa è la situazione quando un oggetto diventa lo strumento di un’offerta religiosa rivolta a una forza della natura considerata «Madre Terra», o quando il fuoco viene invocato come una «Nonna» capace di ricevere richieste e impartire saggezza.
Su questo punto la Rivelazione è inequivocabile: «Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo renderai culto» (Mt 4,10). L’inculturazione cattolica consiste nel purificare le culture alla luce dell’Apocalisse, e non nel reintrodurre nella pratica della Chiesa i culti pagani e idolatri dai quali l’evangelizzazione aveva liberato i popoli.
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Un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede
La presenza attiva dell’arcivescovo Jordi Bertomeu conferisce particolare rilevanza alla questione, in quanto funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede e incaricata di svolgere missioni di fiducia come commissario pontificio della Santa Sede. Secondo InfoVaticana , dopo aver parlato della Sodalicio durante l’incontro, l’arcivescovo Bertomeu avrebbe girato il cartello con il suo nome prima di lasciare il suo posto. Il media spagnolo riferisce di aver tentato invano di contattarlo per ottenere chiarimenti.
Sarebbe ovviamente auspicabile che la persona in questione spiegasse pubblicamente il significato che attribuiva alle sue azioni. Ma a prescindere dalla sua intenzione soggettiva, resta la natura oggettiva della cerimonia a cui ha partecipato. Mentre un ufficiale del dicastero ha il compito di salvaguardare l’integrità della fede cattolica, viene visto prendere parte a un rito in cui si invocano elementi naturali e si ricevono offerte.
Un incontro con obiettivi più ampi
L’ Istituto Lepanto osserva che le organizzazioni e le rivendicazioni rappresentate a Cusco andavano ben oltre le questioni puramente sociali relative alle popolazioni indigene.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani (CNDDHH), che ha esplicitamente incluso le “persone LGBTIQ+” tra le categorie rappresentate. L’ Istituto Lepanto sottolinea che la sua identità visiva raffigura una donna con un foulard verde, simbolo dei movimenti pro-aborto in America Latina, accanto a una persona vestita con i colori dell’arcobaleno LGBT.
Le fotografie pubblicate da Ruth Luque, parlamentare peruviana presente all’evento, mostrano anche i partecipanti che espongono una bandiera transgender, mentre i documenti di lavoro menzionano specificamente “l’accesso a un’assistenza sanitaria completa per le persone LGBTIQ+ (trans/nb)”. Bruno Montenegro ha partecipato a questi incontri in qualità di rappresentante della Fraternità Transmaschile del Perù.
L’ inchiesta dell’Istituto Lepanto mette in luce anche la partecipazione della Confederación Campesina del Perú (CCP), storicamente strettamente legata alla sinistra rivoluzionaria peruviana. Per decenni, è stata guidata da attivisti appartenenti al Partito Comunista Peruviano. Questa organizzazione internazionale, che si definisce in un’ottica anticapitalista, sostiene anche le rivendicazioni per il diritto all’aborto e i diritti LGBT.
La dichiarazione finale redatta a Cusco chiede, in particolare, politiche pubbliche che promuovano «la parità di genere» e «un’educazione sessuale completa nelle scuole». Secondo i suoi autori, questo testo è stato ufficialmente presentato a Leone XIV e si prevede che gli venga consegnato durante la sua visita in Perù. Cosa ne farà?
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Il silenzio imbarazzante di Vatican News
Vatican News, il sito di notizie ufficiale della Santa Sede , ha pubblicato un resoconto favorevole dell’incontro, sottolineando come esso abbia «offerto uno spazio per condividere esperienze provenienti da diverse regioni, individuare sfide comuni e sviluppare proposte in risposta alle principali problematiche relative ai diritti umani che affliggono il Paese». Tuttavia, come hanno fatto notare InfoVaticana e altri osservatori, il resoconto ufficiale non menziona né il rito di apertura della Pachamama, né la partecipazione del vescovo Bertomeu ad esso.
L’omissione è difficile da comprendere. Se il «pagamento alla terra» era considerato una pratica culturale perfettamente compatibile con la fede cattolica, perché non menzionarlo nel resoconto di un evento ecclesiastico? Se, al contrario, poneva una difficoltà dottrinale, perché dei prelati cattolici, e ancor più un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede, vi presero parte attivamente?
Leone XIV conosceva a fondo il Perù, avendo a lungo ricoperto la carica di ministro e possedendo la cittadinanza peruviana. La sua prossima visita nel Paese, dall’11 al 17 novembre, darà inevitabilmente particolare risalto a tutto ciò che riguarda il rapporto tra il cattolicesimo e le culture indigene.
Cusco, dove si è appena svolto questo «pagamento alla terra», è tra le quattro città che il papa visiterà. Sette anni dopo lo scandalo Pachmama in Vaticano, quale posizione adotterà Leone XIV in quel luogo?
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Estonian Foreign Ministry via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Spirito
«Assunzione, rigenerazione, garanzia della nostra stessa risurrezione»: Omelia di mons. Viganò nella festa dell’Assunta
Renovatio 21 pubblica l’omelia dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò nella festa dell’Assunzione della Vergine Maria
TU HONORIFICENTIA POPULI NOSTRI
Omelia nell’Assunzione della Beatissima Vergine Maria
Signum magnum apparuit in cælo:
mulier amicta sole, et luna sub pedibus ejus.
Un segno grande apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Ap 12, 1
In questo giorno santo in cui la Chiesa — quella di sempre, non quella schiava del mondo, che ha creduto di poter riscrivere anche la lode dovuta alla Madre di Dio — innalza il suo canto dinanzi al mistero dell’Assunzione, permettetemi di condurvi non a una pia commozione passeggera, ma a quella roccia di dottrina sicura su cui i Padri, i Dottori e i Sommi Pontefici hanno edificato, per secoli, la nostra certezza.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
Viterbo, 15 Agosto MMXXVI
In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis
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Spirito
La Reja: 12 seminaristi FSSPX hanno preso la tonaca
Nella festa dell’Assunzione, il 15 agosto 2026, dodici seminaristi del Seminario Internazionale di Nostra Signora Corredentrice di La Reja, in Argentina, hanno ricevuto la tonaca da padre de Lassus, direttore del seminario. Provenienti da dieci paesi diversi, hanno così compiuto un passo significativo nel loro percorso di formazione al sacerdozio.
Oggi, 15 agosto, festa dell’Assunzione della Vergine Maria, il seminario La Reja è stato pervaso dalla gioia. In primo luogo per la festa che stavamo celebrando, ma anche, in stretta connessione con il mistero dell’Assunzione, in occasione dell’investitura di dodici seminaristi dell’anno di spiritualità, provenienti da diverse parti del mondo.
Un cileno, un peruviano, un colombiano, due messicani, tre brasiliani, un filippino, un argentino, un ecuadoriano e un cubano hanno ricevuto l’abito ecclesiastico dalle mani del reverendo padre de Lassus, direttore del seminario.
Questa cerimonia, che segna in modo chiaro, significativo e profondo ogni seminarista durante gli anni di formazione, manifesta e chiede a Dio la grazia di abbandonare il mondo e donarsi interamente al Signore. Come la talare ricopre tutto il corpo, così l’intera persona deve essere avvolta da Cristo per rivestirsi della vita di grazia, simboleggiata dalla cotta bianca che il seminarista indosserà sopra l’abito clericale nero.
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Questi seminaristi hanno ricevuto oggi un dono molto speciale, ma anche una grande responsabilità. Ovunque andranno, saranno d’ora in poi ambasciatori di Colui che hanno scelto. Non si tratta di un’investitura volta a mettere in risalto meriti personali o onori individuali: tutto è ordinato al Signore, alla Sua gloria e al Suo regno in mezzo al popolo. Questi seminaristi ricevono la missione di manifestare pubblicamente la loro offerta alla divina Volontà, come rivelata nella Rivelazione e nella Tradizione trasmesse dagli Apostoli.
Sono stati indetti tre giorni di ritiro spirituale per preparare le loro anime a ricevere questo dono; è stato un vero e proprio tempo di grazia. Santa Messa, adorazione eucaristica, preghiera liturgica e personale, silenzio, meditazione e riflessione su questa fase della loro vita da seminaristi hanno scandito questi giorni. Durante questo periodo, ciascuno ha anche beneficiato della guida e del sostegno dei professori. Infine, come grazia speciale, l’ultima conferenza è stata tenuta dal priore del priorato di Buenos Aires, padre Luiz Camargo.
Oggi, Nostro Signore, che si è degnato di rivestirsi della nostra umanità, ha benedetto, per mano del direttore del seminario, le tonache con cui questi seminaristi sono stati rivestiti: affinché si rivestano di povertà, innocenza e rinuncia, e muoiano a tutto ciò che si oppone al regno di Nostro Signore; affinché, con la santità della loro vita, gli uomini siano spinti a cercare le cose del Cielo e, con le loro azioni, glorifichino la grandezza, la giustizia e la bontà di Dio.
Nessun cattolico ben formato può negare i tempi bui che stiamo vivendo. Perciò affidiamo alle vostre preghiere la perseveranza di ciascuno dei seminaristi della nostra casa di formazione sacerdotale, e in particolare di coloro che oggi hanno compiuto questo importante primo passo. Possano rimanere sempre fedeli e trovare la loro gloria nella Croce del nostro Redentore.
«Mihi autem absit gloria in cruce Domini nostri Iesu Christi, per quem mihi mundus crucifixus est et ego mundo».
«Quanto a me, quanto a me, non sia mai che io mi vanti se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo è stato crocifisso per me e io per il mondo» (Galati 6,14).



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Immagine fa FSSPX.News
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