Geopolitica
La Cina cerca una base militare sulla costa atlantica dell’Africa, dice il generale USA
Mentre gli Stati Uniti affermano che la Cina è la principale minaccia al cosiddetto «ordine internazionale basato su regole», a Pechino ancora manca una presenza militare globale come quella di Washington. In effetti, la Cina ha solo una base militare d’oltremare sulla costa orientale dell’Africa, a Gibuti .
Il generale Stephen Townsend, capo del Comando USA per l’Africa, avverte che Pechino sta cercando di espandere la sua presenza militare in Africa e vuole ospitare una base militare sulla costa occidentale.
«Stanno cercando un posto dove possano riarmare e riparare le navi da guerra. Ciò diventerebbe strategicamente utile in caso di conflitto»
«Stanno cercando un posto dove possano riarmare e riparare le navi da guerra. Ciò diventerebbe strategicamente utile in caso di conflitto», ha detto Townsend all’Associated Press .
«Hanno fatto molta strada per stabilirlo a Gibuti. Ora stanno gettando il loro sguardo sulla costa atlantica e vogliono ottenere una base del genere lì».
Non è ancora chiaro se la Cina stia effettivamente progettando di costruire una base militare sulla costa atlantica. Sebbene ci sia questa possibilità, le affermazioni di leader militari statunitensi riguardo a paesi come Cina e Russia, lascerebbero il tempo che trovano, poiché di solito vengono utilizzate per giustificare una maggiore espansione militare degli Stati Uniti. Ma qualora fosse vero, la presenza militare di Pechino all’estero sarebbe ancora nulla in confronto a quella di Washington.
Mentre gli Stati Uniti hanno combattuto guerre e costruito basi di droni in Africa, la Cina ha investito in infrastrutture ottenendo il consenso delle élite politiche locali
Gli Stati Uniti hanno circa 800 basi sparse in tutto il mondo; solo nel continente africano vi sono 29 basi statunitensi.
Mentre gli Stati Uniti hanno combattuto guerre e costruito basi di droni in Africa, la Cina ha investito in infrastrutture ottenendo il consenso delle élite politiche locali.
«I cinesi stanno superando gli Stati Uniti in alcuni paesi dell’Africa», ha detto Townsend. «I progetti portuali, gli sforzi economici, le infrastrutture e i loro accordi e contratti porteranno a un maggiore accesso in futuro. Stanno facendo grandi scommesse sull’Africa».
«Cina e Russia non ignorano l’Africa, e questo da solo dovrebbe significare qualcosa», ha sottolineato Townsend in un’intervista ad aprile.
Gli Stati Uniti hanno circa 800 basi sparse in tutto il mondo; solo nel continente africano vi sono 29 basi statunitensi
L’anno scorso, Townsend ha sostenuto che l’influenza militare degli Stati Uniti in Africa era più critica per contrastare la Cina e la Russia nel continente rispetto agli investimenti economici.
«Ci sono alcune aree in cui non riusciremo a battere la Cina. Non costruiremo ponti, strade, stadi e palazzi come stanno facendo loro», aveva detto.
Immagine © Renovatio 21
Geopolitica
Putin promette una risposta devastante agli attacchi ucraini
Il presidente russo Vladimir Putin ha messo in guardia che qualunque assalto ucraino contro il suolo russo riceverà una reazione nettamente più energica.
Putin ha pronunciato queste affermazioni lunedì, prendendo la parola al forum «Tutti per la vittoria!» promosso dal Fronte Popolare Panrusso, nel corso del quale ha esaminato il conflitto in Ucraina e la posizione di Mosca rispetto al sostegno occidentale fornito a Kiev.
«La nostra risposta sarà sempre analoga a qualsiasi attacco sul territorio russo. Risponderemo con la stessa moneta, ma con una forza di gran lunga superiore», ha dichiarato Putin. «Il nemico lo sentirà. Spero che lo senta già. E lo sentirà ancora di più in futuro».
La forza della Russia deriva dalla sua capacità di superare «ogni difficoltà e ogni sfida», mentre la componente «russofoba» dell’Occidente porta avanti una campagna contro il Paese, ha sottolineato Putin.
Malgrado le pressioni, la Russia sta «sviluppando la sua economia, rafforzando il suo sistema finanziario, modernizzando le sue forze armate ed espandendo la sua industria della difesa», ha aggiunto, precisando che questi impegni stanno già modificando «la situazione sul campo di battaglia».
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«I nostri combattenti stanno avanzando», ha affermato Putin. «Per questo non ho dubbi che otterremo la vittoria».
Negli ultimi mesi, di fronte alle ripetute battute d’arresto sul terreno, l’Ucraina ha intensificato gli assalti con droni contro le infrastrutture energetiche e le zone abitate russe, impiegando in media diverse centinaia di UAV al giorno. I droni FPV, inclusi quelli dotati di intelligenza artificiale, hanno colpito con frequenza crescente autobus di linea e mezzi privati.
A fine giugno, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha reso nota una campagna di pressione della durata di 40 giorni, che include attacchi a lunga gittata e azioni clandestine mirate a provocare danni economici alla Russia.
Mosca ha stigmatizzato questi assalti come atti di terrorismo indiscriminato, intesi a distogliere l’attenzione dalle sconfitte militari ucraine, e ha replicato con un intensificazione delle proprie operazioni di attacco a lungo raggio.
Nelle ultime settimane, la gran parte delle incursioni russe si è concentrata sulla capitale ucraina, Kiev, colpendo impianti militari-industriali, siti di assemblaggio e stoccaggio di droni nonché depositi di armi.
Come riportato da Renovatio 21, uno degli attacchi ha colpito una fabbrica di produzione di droni vicino la capitale che era appena stata visistata dal senatore statunitense Lindsey Graham. Il Graham, in teoria tornato negli USA, è stato dichiarato morto poco ore dopo.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
Geopolitica
Aerei sauditi bombardano l’aeroporto yemenita per impedire l’atterraggio di un aereo passeggeri iraniano
An Iranian Mahan Air plane landed in Houthi-controlled Hodeidah, marking a further escalation in tensions between Saudi Arabia and the Iran-backed Houthis.
Iran and its allies hailed the landing as a symbolic victory over the Saudi-led blockade. pic.twitter.com/YSjcGMd4s2 — Clash Report (@clashreport) July 13, 2026
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Geopolitica
L’Iran dichiara chiuso lo Stretto di Ormuzzo fino alla fine degli attacchi USA
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran) ha dichiarato che lo Stretto di Ormuzzo rimarrà chiuso alla navigazione finché gli Stati Uniti non porranno fine a quella che hanno definito la loro interferenza «illegale» nella regione.
La dichiarazione è giunta mentre, secondo quanto riportato, gli Stati Uniti avrebbero fatto pressioni sui negoziatori iraniani affinché dichiarassero lo stretto completamente aperto alla navigazione commerciale, in seguito ai colloqui con i mediatori in Oman tenutisi sabato.
«Lo Stretto di Ormuzzo rimarrà chiuso fino a nuovo avviso e fino alla fine dell’intervento statunitense nella regione. Nessuna nave sarà autorizzata ad attraversare il canale», ha dichiarato la Marina delle Guardie Rivoluzionarie.
«Se il nemico userà l’incidente da lui stesso causato come pretesto per commettere un altro errore e lanciare un nuovo atto di aggressione contro di noi, incontrerà una risposta energica e le basi nemiche nella regione saranno prese di mira», ha aggiunto la Marina.
Mercoledì e giovedì gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro l’Iran dopo che diverse petroliere erano state colpite da proiettili nello Stretto ormusino. Sebbene Teheran non abbia rivendicato pubblicamente la responsabilità degli attacchi, in precedenza aveva affermato che tutte le navi che transitano in quella via navigabile devono seguire le istruzioni delle Guardie Rivoluzionarie e utilizzare un canale di navigazione designato.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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